Il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Como ha proceduto alla pubblicazione dell’opera “Separati di Letto e di Mensa” dell’autrice Licia Badesi: si tratta di una preziosissima raccolta dei verbali di comparizione dei coniugi avanti il Presidente del Tribunale di Como relativi alle separazione tra il 1865 e il 1928, frutto di una capillare e meticolosa ricerca d’archivio compiuta da Licia Badesi.
L’autrice si pone come un’osservatrice degli accadimenti, non solo di ciò che avveniva nelle aule di giustizia, ma soprattutto di certe realtà comportamentali che costituivano la causa principale delle separazioni stesse.
Donne picchiate, aggredite, violentate, figli visti prevalentemente come risorsa economica, lasciati alla madri nel periodo infantile dell’accudimento e poi ai padri per essere educati (spesso con l’uso della cinghia), spesso vittime di violenza assistita; questi sono gli scenari che più frequentemente traspaiono dalla lettura dei verbali d’udienza.
In questi verbali non c’è la voce dei protagonisti, ma le dichiarazioni sono riportate sinteticamente dal cancelliere, eppure questo non impedisce di leggervi una condizione umana segnata da dolorose lacerazioni.
Uno spunto per riflettere su un quesito: cosa è cambiato da allora?
Saluti
Avv. Livia Sarda – Presidente Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati
Intervengono
Prof.ssa Raffaella Bianchi Riva – Università degli Studi di Milano Adina Bonelli – Archivista di Stato
Avv. Giuseppe Monti – Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Como e del Comitato Pari Opportunità
Incidente ieri sera nel primo bacino del Lago di Como: un battello della Navigazione Laghi, il “Bisbino”, in fase di manovra ha urtato il pontile della diga foranea.
Un impatto violento: a causa della stazza del natante, la diga – recentemente restaurata in occasione dell’installazione del monumento di Daniel Libeskind The Life Electric – infatti è rimasta seriamente danneggiata. Sia la ringhiera di protezione, sia la struttura di cemento sono stati rotti nell’urto.
La pianta di Cupressus macrocarpa ‘Goldcrest’ appartiene alla famiglia Cupressaceae ed è di tipo arboreo. La pianta ha un altezza non troppo elevata, è compresa tra 1,7 e 2,5 metri, l’espansione va da 1,5 a 2,2 metri. Per raggiungere il suo massimo vigore sono necessari mediamente 10-20 anni. La cultivar ha foglie di tipo persistente. La coltivazione può avvenire in: giardino informale, giardino di ghiaia, giardino mediterraneo, vaso o contenitore, giardino architettonico, terrazzo o cortile, giardino roccioso, prato o in pieno campo, giardino fiorito, giardino di campagna, giardino costiero, giardino sub-tropicale.
Descrizione: Il Cipresso macrocarpa ”Goldcrest”è una pianta che si adatta praticamente ovunque. Dal suo luminoso manto aghiforme verde si sviluppa il suo caratteristico carisma da pianta solitaria. Tuttavia se piantate questo Cipresso in prossimità di piante verde scuro, farà da interessante contrappunto. Come pianta ornamentale, non è da meno data la sua forma colonnare-conica. Importante è che possa godersi il sole.
Il Cupressus Goldcrest è una conifera perenne con ramificazioni di colore giallo-limone. Originaria dell’America, Europa ed Africa del Nord, può essere usata come bordura, per siepi o coltivata in vaso. Con il Cupressus possiamo realizzare delle forme fantasiose, dato che la pianta si presta bene per questo tipo di pratica. In estate, col calore, sprigiona un profumo simile a quello del cedro, profumazione che si ottiene anche strofinando la pianta con le mani. Adatta per giardini e terrazzi se ne sconsiglia la coltivazione in appartamento. Molto resistente al freddo ed alle gelate, questa pianta può essere usata per composizioni in ciotole in abbinamento con altre piante stagionali o perenni che abbelliscono il nostro giardino d’inverno. Si possono ottenere piante di circa 1,50 cm, potando la pianta fine inverno e fine estate.