Agosto

Giardiniere: taglio della siepe di Lauroceraso davanti al Largo della Pergola

FOTOGRAFIE · Mino Di Vita

Mino di Vita e il Genius Loci, presentazione di Benedetta Sala

GENIUS LOCI (Benedetta Salvi)
Genius Loci si presenta come la nuova ricerca  di Mino Di Vita. Un’indagine difficile che ha richiesto un grandissimo lavoro da parte dell’artista. Partendo da dove era giunto con i progetti precedenti (la presenza assenza dell’essere umano), Mino ne ha ripreso l’individualità, creando forse quello che sarà il suo piano artistico per eccellenza. Evolvendo il concetto di dualità, con quell’equilibrio ottenuto giocando su impercettibili contrapposizioni, è arrivato a lavorare con un concetto filosofico intenso, arcaico, ma allo stesso tempo futuro. Uno spirito, e come tale senza tempo, viene catturato dall’artista che simile ad un ragno traccia una ragnatela di collegamenti precisi e fuggevoli. Consapevole dalla premessa che l’individuo è membro di una comunità, fatta da parti interdipendenti, ha scelto due punti di vista, l’insider e l’outsider, il dentro e il fuori. Ci presenta dunque il Genius Loci attraverso la conoscenza di due sguardi che non si eliminano, ma al contrario sono contemporaneamente esistenti nonostante le differenze. Collegandosi al significato del Genius Loci nella religione romana, quindi l’entità soprannaturale legata ad un luogo o ad un oggetto di culto, si arriva ad acquisirne nella fotografia il significato moderno, ovvero l’emozione e la cultura di una città. Mino affronta qualcosa di nuovo e difficile: far vedere l’invisibile. Nelle sue fotografie esprime il carattere di un luogo. Nel punto di vista dell’insider troviamo la connessione spirituale, emotiva e culturale dell’uomo con suo territorio, mentre in quella dell’outsider la percezione incosciente di questa connessione con il guardiano del luogo. Un punto più intimo, più consapevole, più cosciente, e uno più generale, aperto senza una meta fissa. Notte e giorno, dentro e fuori, particolare e generale, portano tutti a questa entità invisibile ma presente in ognuno di noi, poiché intrinseca nelle nostre relazioni con i luoghi.

tratto da: texts.

Moltrasio · Torno

Moltrasio, in cinquecento alla traversata del lago

514 persone che hanno presto parte alla traversata a nuovo da torno a Moltrasio. La tradizionale manifestazione  quest’anno ha polverizzato ogni record precedente, confermandosi la festa lacuale più popolare di mezza estate.

Moltrasio, in cinquecento alla traversata del lago – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

zucchine

I fiori di zucca e di zucchina: la differenza fra femminili e maschili, da Giardinaggioinsieme

BATTELLI e Corriere · Estate

Ore 19 e 40: l’ultimo battello nei giorni festivi a Coatesa

Carate Urio

500 SCALINI ALL’ALBA: godere delle prime luci del mattino sugli splendidi panorami che si possono ammirare sopra Carate, Associazione Territori – Domenica 5 agosto 2012

prossimo evento dell’associazione di domenica prossima 5 agosto.

La partecipazione richiede un piccolo sacrificio per il risveglio che riteniamo tuttavia sarà ampiamente ripagato dalla possibilità di godere delle prime luci del mattino sugli splendidi panorami che si possono ammirare sopra Carate. 
Il programma prevende inoltre una nutrita colazione, con musiche e narrazioni sugli splendidi prati della frazione di Pobiano, un tempo abitata dalle famiglie che successivamente scesero a Cavadino, oggi un’oasi di pace e tranquillità, immersa nel verde dei prati e contornata dai boschi, con una magnifica vista sul lago.

La partecipazione è completamente gratuita per i soci e include accompagnamento, performance musicali e letture, colazione a base di pane di pasta madre sfornato al momento. Per i non soci sarà richiesta l’iscrizione all’associazione (10 euro).

Per informazioni e iscrizioni: tel. 3291867287 – e-mail Territori@hotmail.it

Programma

Ritrovo a Carate Urio presso il parcheggio sottostante la chiesa di Santa Marta (strada panoramica) alle ore 6.00 del mattino.
Salita a Pobiano (20 min) : un’antica scalinata immersa nel verde degli ulivi ci condurrà al santuario sovrastante la frazione di Cavadino. Lungo il percorso storie di Terra, di acqua e di fuoco. Sosteremo alla fresca fonte della Colonghera e sotto le fronde dei vecchi ulivi.

Racconti e narrazioni: Adriana Melano & Cristina Quadrio
Musiche: Sandro Tangredi & Michael Wittwer

All’arrivo a Pobiano previsto alle 6.30 colazione Pane e focacce di pasta madre sfornate al momento
Miele fresco
Formaggio e yogurt dell’azienda agricola “Rovall” (Carate Urio) di Daniele Cereghini

Per appassionati camminatori possibilità di proseguire autonomamente per Monti di Carate ( ora) Murelli ( ore)
Verranno date precise indicazioni sui sentieri da percorrere.


Associazione Culturale Territori-Natura Arte Cultura

Via Raschi 9
Moltrasio (Como)
www.associazioneterritori.wordpress.com
Territori@hotmail.it

amici nei giorni di Coatesa · Chicco (1939) e Luigina (1943) · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa

Grazie, Chicco, per il risparmio di fatica nel trasporto delle piante nel percorso Como – Coatesa

Questo slideshow richiede JavaScript.

Affacci · COATESA: frazione di Nesso · Orrido di Nesso · Ponte della Civera · Vicini di casa

Affacci ed interni da una casa di Coatesa, da una visita di fine agosto 2011 (18 agosto 2011)

Questo slideshow richiede JavaScript.

Chat Noir · Noi

Bruschetta al pomodoro, Luciana e Chat Noir

Questo slideshow richiede JavaScript.

a: da classificare

L’ORTO DIFFUSO , da L’orto in città per amare la terra e la vita | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme « Coatesa sul Lario … e dintorni

perché fare un orto in città? Il Manifesto di Orto Diffuso recita: “L’orto non è una resa alla nostra condizione di abitanti delle aree urbane, ma è semmai una reazione, una presa di possesso, una riappropriazione della città secondo un modello lontano da quello della speculazione commerciale e edilizia… ristabilisce il legame tra natura, campagna e città, aprendo i confini dell’area urbana … non è una resa all’ambiente inquinato in cui viviamo, ma un’azione diretta che contribuisce alla sua trasformazione … e permette di sperimentare anche forme integrate di autonomia economica”. Vantaggi quindi ecologici ed economici, ma non solo.

Dedicarsi alla cura di un orto, sia  pur minimale, significa anche recuperare le proprie radici, sperimentarsi nella cura, amare la vita.

tutto l’articolo qui: L’orto in città per amare la terra e la vita | Muoversi Insieme

Vai anche a R come risultato: insalate in città

Ortaggi

L’orto in città per amare la terra e la vita | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme

perché fare un orto in città? Il Manifesto di Orto Diffuso recita: “L’orto non è una resa alla nostra condizione di abitanti delle aree urbane, ma è semmai una reazione, una presa di possesso, una riappropriazione della città secondo un modello lontano da quello della speculazione commerciale e edilizia… ristabilisce il legame tra natura, campagna e città, aprendo i confini dell’area urbana … non è una resa all’ambiente inquinato in cui viviamo, ma un’azione diretta che contribuisce alla sua trasformazione … e permette di sperimentare anche forme integrate di autonomia economica”. Vantaggi quindi ecologici ed economici, ma non solo.

Dedicarsi alla cura di un orto, sia  pur minimale, significa anche recuperare le proprie radici, sperimentarsi nella cura, amare la vita.

tutto l’articolo qui: L’orto in città per amare la terra e la vita | Muoversi Insieme

Vai anche a R come risultato: insalate in città

Ospedale Sant'Anna · Politica locale - Como · Politica regionale e locale

Mario Lucini, sindaco di Como, «Il Sant’Anna è un ospedale modello ma realizzato nel posto sbagliato»

Sono del tutto d’accordo con la valutazione del sindaco Mario Lucini

la localizzazione dell’ospedale sant’anna è una delle scelte più infelici della politica locale comasca.

La posizione sulla napoleona era perfetta. Bastava ristrutturare dentro quell’area urbana

Il risultato è che ora l’unico “ospedale cittadino” è quello privato del Valduce. Sono state più anticipatrici dei bisogni le suore, che i vari direttori sanitari, sindaci,  corporazioni sanitarie, sindacati, associazioni che hanno caldeggiato la attuale assurda localizzazione.

Paolo Ferrario

polser.wordpress.com

——————————————————————————

Che sia un «ospedale modello» nessuno lo mette in dubbio. A quasi due anni dall’inaugurazione del Sant’Anna bis, però, non si placano le polemiche sulla collocazione del presidio sanitario e soprattutto sulle difficoltà viabilistiche e sulla carenza di mezzi pubblici per raggiungere la struttura di San Fermo della Battaglia. Ad accendere la miccia è stato il sindaco di Como, Mario Lucini, al suo primo intervento al Sant’Anna da quando ha indossato la fascia tricolore. Ieri, alla festa del patrono, il primo cittadino, dopo aver elogiato la qualità del servizio offerto e ringraziato gli operatori, non ha risparmiato una stoccata sulla localizzazione dell’ospedale Sant’Anna. 
«Sul luogo scelto per edificare l’ospedale ho sempre avuto una mia idea e continuo ad averla – ha detto chiaramente – Non sono affatto convinto che San Fermo fosse la scelta migliore». In cima alla lista delle problematiche, quella viabilistica.

«Sinceramente, sono preoccupato quando si registrano problemi viabilistici, in particolare sulla via Varesina e in prossimità dell’incrocio di Montano Lucino – ha detto Lucini – Ci sono gli elicotteri, per fortuna. Ma la questione del traffico non può essere sottovalutata». 

da «Il Sant’Anna è un ospedale modello ma realizzato nel posto sbagliato».