Ha condotto Pietro Berra, giornalista e poeta, con la partecipazione di Gigliola Foglia (guida turistica e scrittrice) e Laura Garavaglia (poetessa) Nell’ambito del nascente Parco Letterario “Da Plinio a Volta. Viaggio nelle scienze umane”, un percorso che prende spunto da un libro uscito nel 1821, “Viaggio al lago di Como” di Davide Bertolotti.
Durante il percorso sono stati attraversati luoghi iconici di Nesso come l’orrido, i resti del castello e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che nel XII secolo era sede vescovile.
Sono stati aperti per l’occasione anche due panoramici giardini privati che sono stati sede di letture tratte da
“Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne’ monti che li circondano” (1817) di Carlo Amoretti,
“Il Falco della Rupe o la guerra di Musso” (1829) di Giambattista Bazzoni
e “Cronaca della guerra tra Como e Milano” (1127) di Anonimo Cumano.
Ci sono stati riferimenti a Nesso nella storia dell’arte e del cinema, che hanno portato il borgo a essere protagonista dei libri
E’stata data voce anche ad autori di tutto il mondo che oggi scrivono di Como con un rinnovato spirito da grandturisti, molti dei quali raccolti da Laura Garavaglia, presidente della Casa della Poesia di Como, nell’antologia “In un lago infinite promesse”.
Altra ospite della passeggiata è stata Gigliola Foglia, che ha curato una riscrittura con linguaggio contemporaneo del celebre romanzo ottocentesco “Il Falco della Rupe”. Evento è stato promosso dal Comune di Nesso con l’associazione Sentiero dei Sogni nell’ambito del progetto “Pic – Un tesoro di territorio”
AUDIO DI PIETRO BERRA:
AUDIO DI LAURA GARAVAGLIA:
POESIA SULL’ORRIDO DI NESSO SCRITTA E LETTA DA IVANO DOMENICHINI:
L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Comune di Brunate e una rete di realtà del terzo settore locali (Cooperativa Sociale Tikvà, Cooperativa Sociale Azalea, Associazione Sentiero dei Sogni, Progetto di rete “Il Futuro è oggi”, Casa dei Tigli, associazione per la Promozione della Cipolla di Brunate, Como Accoglie, Auser Como e il Circolo Ambiente Ilaria Alpi).
Poi segue Lezzeno, suddiviso in cinque villaggi più piccoli, che si possono scorgere sulla riva dritta, nascosti i folti vigneti. Da questi si ricavano vini poco alcolici, simili al vinello dal gusto pungente, assai ricercati dagli ammalati.
In Paolo Giovio, La descrizione del Lario (1537), a cura di Franco Minonzio, editore Polyhistor, 2021 pag. 39
Poi segue Blevio, anch’esso assurto alla fama grazie ai suoi vigneti: fama legata ad un vino prestigioso per la sua gradevolezza, presso le persone deboli di stomaco, poiché i suoi vigneti non vedono mai il sorgere del sole; e questi vini, per una leggerezza che li rende innocui, grazie ad un tenue vigore naturale, sono preferiti ai vini tagliati e diluiti.
In Paolo Giovio, La descrizione del Lario (1537), a cura di Franco Minonzio, editore Polyhistor, 2021 pag. 42
Subito dopo appaiono i boschi ed i vigneti di Torno, e al di sopra in una posizione elevata, il monte Piatto, degno di nota per un convegno di monache e per il panorama che si gode grazie alla sua altezza. Poi, subito dopo, la costa si incurva, ed ecco il promontorio di Torno, sul quale rifiorisce una cittadina, grazie all’opera di ricostruzione che le conferisce una forma di terrazzamento.
In Paolo Giovio, La descrizione del Lario (1537), a cura di Franco Minonzio, editore Polyhistor, 2021 pag. 41