Stazione di San Giovanni · Trasporti

Dalla scalinata della stazione Como San Giovanni e dalla scalinata 67° reggimento Fanteria di Legnano, in zona Caserme, non si può più passare senza pagare pegno ai vagabondi

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Sono scalinate usate da tutti, turisti, mamme, bambini, nonni. E adesso sono tutti spaventati. Dalla scalinata della stazione Como San Giovanni e dalla scalinata 67° reggimento Fanteria di Legnano, in zona Caserme, non si può più passare senza pagare pegno ai vagabondi che si accampano proprio lì.

….Como, scalinate vietate Tra rifiuti e ubriachi – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Ted LakeComo

Il Futuro non accade per caso Sabato 10 novembre 2012 Auditorium del Politecnico di Milano, Polo di Como Via Castelnuovo 7, Como

Il Futuro non accade per caso
Sabato 10 novembre 2012
Auditorium del Politecnico di Milano, Polo di Como
Via Castelnuovo 7, Como

PROGRAMMA

11.00  Apertura

11.10 – 12.50    Primo spazio: il futuro inevitabile

• Dianora Bardi, education media expert, la scuola nelle nuvole
• Claudio Savaresi , chirurgo oftalmico, un nuovo cristallino per ipovedenti
• Video TEDTalk
• Marco Delmastro, fisico delle particelle, alla ricerca dell’infinitamente piccolo
• Lorenzo Cantini, DIY entrepreneur,  una stampante in 3D fatta in casa
12.50 – 13.50     Lunch & conversation break
13.50 – 15.30    Secondo spazio: il futuro ha una storia

• Gualtiero Carraro, new media designer, dalle Tavole all’ Ipad
• Pasqualino Loi, embriologist, la nuova arca di Noè
• Video TEDTalk
• Carlo Rovelli, fisico teorico, il tempo non esiste
• Irma Misssaglia, social manager, una possibile vita “ normale “
15.30 – 16.00    Coffee & conversation break
16.00 – 17.30    Terzo spazio: il futuro aperto

• Marc Horowitz, artist & social experimentalist, arte, intrattenimento e pubblicità
• Matteo Motterlini, filosofo della scienza e  neuroeconomista, bolle e cervello: la psicoeconomia di Charlie Brown
• Francesca Cavallo, community designer, non insegnate ai bambini
• Video TEDTalk
• Silvana Arbia, registrar, non solo i colpevoli ma anche  le vittime

Criminalità e microcriminalità · San Rocco e Via Milano alta

Cosa è diventata la Via Milano alta

Mutazioni culturali e casba urbana.

La società multiculturale che piace ai cattocomunisti (i due peggio della storia religiosa e del secolo breve).

Qualche effetto nella geografia della città di Como: 

 «In via Milano alta, la sera, succede di tutto». Lo dicono i residenti, i negozianti, persino i poliziotti di quartiere. Scuotono la testa, allargano le braccia.
Gli episodi avvenuti in questi giorni (vandalismi all’altezza della galleria ex Rosean, denunce di spaccio) sono soltanto gli ultimi di una lunga serie. «Sotto casa mia – spiega .. – c’è un mercato della droga, dal tardo pomeriggio fino a notte. Se chiamiamo le forze dell’ordine, arrivano subuito, ma appena se ne vanno ricomincia tutto».

Trecento metri di strada, un susseguirsi impressionante di serrande abbassate, negozi gestiti da extracomunitari e cartelli «vendesi»(c’è persino uno «svendesi») sui portoni dei palazzi.

tutto l’articolo qui:  Spaccio e ubriachi Allarme in via Milano – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia

Mario Lucini, in occasione dell’incontro di lunedì sera, a Palazzo Cernezzi, con residenti e negozianti di via Milano Alta.
«Il problema dello spaccio però non può che essere perseguito dalle forze dell’ordine – continua il primo cittadino – Vedo difficile che possa esserci un monitoraggio 24 ore su 24 da parte degli agenti, non mi sembra una cosa perseguibile. Da parte nostra possiamo intercedere con gli organi competenti per far sì che si trovi al più presto una soluzione».
Se da un lato il Comune riconosce il problema, sembra che gli amministratori locali possano fare ben poco per garantire maggiore sicurezza a questi cittadini spaventati e preoccupati per gli episodi di violenza che si ripetono da tempo e le minacce subite da chi cerca di mettere un freno a questa situazione. «Sono problemi che noi conosciamo – aggiunge Marcello Iantorno, assessore alla Sicurezza – Ci stiamo occupando e preoccupando riguardo agli interventi possibili. Sono stato dalle autorità competenti e ci posso tornare ancora, chiedendo alle forze di polizia di partire con le indagini». 

Politica locale - Como · Politica regionale e locale

Provincia di Monza/Como/Lecco

La bozza del decreto taglia Province predisposta dal Governo, secondo le indiscrezioni pubblicate dal Corriere della Sera, accorpa la Provincia di Como con Varese e Monza e azzerando di fatto Como capoluogo. La qualifica andrebbe infatti proprio a Monza, la città con il maggior numero di abitanti. 

Capoluogo azzerato Decisione del Governo – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Chat Noir · Gatti · Luna · Mi ricordo · Miciù

CAT HOSPITAL, di Luciana Quaia. Cioè su: Miciu, Luna, Chat Noir

Poco meno di trent’anni fa, al cospetto di quello che sarebbe diventato il nostro luogo di vita in comune, ci trovammo a prendere una decisione definitiva: il nostro appartamento avrebbe avuto il minor numero di porte possibili.

La scelta sicuramente era condizionate dalle dimensioni e dalla disposizione dei vani. Mancando infatti il “riscontro d’aria”, tutti i locali della casa sono localizzati sul lato est dell’abitazione e si affacciano su un lungo e spazioso corridoio.

Bibliofili entrambi, non ci fu bisogno a quei tempi di grandi negoziazioni: il corridoio della zona “notte” avrebbe accolto un armadio lungo tutta la parete, cosicchè lo spazio di quell’ingombro avrebbe ceduto il posto alla gigantesca biblioteca che Paolo aveva appositamente progettato nel suo appartamento da single.

la biblioteca di Via Venturino:

A questo punto la porta che divideva il corridoio “giorno” da quello sequenziale costituiva un deciso ostacolo, poiché la sua apertura avrebbe interferito con la porta dell’armadio che là doveva essere collocato. Per cui, su suggerimento di un solerte geometra che raccoglieva i nostri desideri per costruire su misura il guardaroba con determinate caratteristiche, optammo per una porta a due battenti scorrevole atta a separare i due corridoi:

Porte del soggiorno, dello studio e della cucina, invece, eliminate.

Salvate in extremis quella della camera da letto e, più che altro per eventuali ospiti, quella del bagno.

Che c’entra tutto questo con il cat hospital del titolo?

C’entra, c’entra, eccome se c’entra.

Esattamente a partire dal 1997, quando nella nostra vita di coppia è entrata stabilmente Miciù.

A onor della precisione, già dal 1996 la nostra casa si era prestata a temporaneo cat hospital, quando in occasione della prima cucciolata di gatti osservata in diretta ad Amaltea, si prese la drastica decisione di sterilizzarne tre, poiché fra i cinque micini ben quattro erano femmine, (la quarta se l’era portata via un viandante, chiedendo l’autorizzazione al nostro sprovveduto vicino).

Peccato che in quell’epoca non eravamo in possesso di videocamera e di blog: la memoria con gli anni fa sfumare i dettagli dei ricordi. Ci chiediamo spesso infatti come avevamo potuto portare in un viaggio di sedici chilometri tre gatti di sei mesi in un’unica gabbia.

L’unica indelebile reminiscenza è l’odore nel tragitto e Paolo che, entrando in casa,  sbraita: “Tu resta qui” e si chiude nel bagno (la porta in quel momento si rivelò una provvidenza). L’altro ricordo netto sono io che, finita l’operazione di pulizia (tutte e tre le signorine in vasca) entro e con il phon procedo alla loro asciugatura. Ancora non riusciamo entrambi bene a ricordare come sia stato il decorso post-sterilizzazione. Paolo sa molto bene quello che è successo in ambulatorio, e la fatica del veterinario nel capire con chi si doveva procedere per non confondere le tre vispe bestiole che continuavano a farsi il girotondo intorno. Io ho un vago ricordo di loro tre che, con la coscia rasata da tacchine, corrono sullo schienale del divano, ma per quanto tempo proprio non rimembro.

Bene, arriviamo al 1997 e all’arrivo della piccolissima Miciù, tre mesi, in novembre. Aveva un pessimo aspetto in giardino, per cui decidemmo di portarla a Como per la visita veterinaria. Diagnosi di seria tracheite e terapia antibiotica per una settimana. Era la prima volta che un esserino così piccolo conviveva con noi, stava male e la tosse aspra e violenta le causava vomito. All’ora di andare a letto, guardai Paolo e dissi: “la porta della camera stanotte resta chiusa, prima che venga dentro e ci vomiti addosso”.
Avevo sottovalutato, o meglio non conoscevo affatto, la determinazione dei gatti. A mezzanotte e rotti, un gran graffiare alla porta con lamentoso gnaulio. “Lasciamola stare, vedrai che fra un po’ smette”. E infatti di lì a poco, di nuovo silenzio. Ma dopo pochi minuti, Miciù aveva adottato una nuova strategia. La porta della camera (segata per via della nuova piastrellatura del pavimento) presentava uno spiraglio sotto cui la furbissima malaticcia poneva le unghie a mò di leva  e, causando rumori sinistri che nel cuore della notte producevano un suono ancor più inquietante, si dava un gran daffare per dichiarare la sua voglia entrare. Vinse lei. Vomito compreso.

Da quella sera la porta della camera rimase aperta e Miciù non tornò più ad Amaltea. Tuttavia una regola volevo vincerla anch’io. “Miciù resta, ma si deve accontentare solo della zona “notte”. La mia preoccupazione era per tende e divani.

Così si passò a tenere chiusa la porta a due battenti (scorrimento laterale e binario sulla parte alta della parete). Quella diavolessa però riusciva a infilare la zampa nella fessura e a spingere fino ad introfularsi. Fu allora la volta della sciarpa bordeaux che, passata tra le due maniglie e chiusa a nodo, impediva l’apertura del passaggio.

E’ vero che i gatti dormono gran parte del giorno, ma quando sono svegli si danno un gran daffare per esplorare il territorio.

Da quel periodo le due porte non scorrono più molto bene, perché le guide, a furia di colpi, si sono rovinate. E da quel periodo non c’è più stata ragione di tenerle chiuse. Miciù è diventata la padrona di casa nostra.

Siamo a tempi più recenti. Nel frattempo ci siamo molto affezionati a questi animali e la voce che ad Amaltea si sta bene si è diffusa. Ci sono stati periodi in cui al nostro balcone si davano appuntamento anche sette mici. Alcuni sono diventati dei frequentatori assidui, altri di passaggio, altri addirittura hanno scelto il nostro giardino per venire a morire.

Negli ultimi due anni abbiamo dovuto prendere nuove decisioni sulla nostra casa. La prima per Noelle, per la quale abbiamo creato nel bagno il reparto “Terapia intensiva”, la seconda per Chat Noir, anche lui destinato alla quarantena nel bagno che, come tutte le sale di rianimazione, deve tenere la porta rigorosamente chiusa e, fresco fresco di ieri, il nuovo assetto organizzativo.

E’ successo infatti che nel nostro giro domenicale abbiamo trovato Luna in pessime condizioni. L’occhio sinistro che nei giorni scorsi presentava una tumefazione simile a un trauma subito per cause ignote, ieri si era chiuso insieme a quello destro.

Paolo, non vedendola arrivare al nostro suono di campana, l’ha cercata in solaio, suo luogo elettivo, e lì l’ha trovata con gli occhi purulenti e rannicchiata dentro un sacco verde.

L’ha portata giù tenendola in braccio (lei di solito è molto reattiva a questo approccio forzato) e, postala di fronte alle sue crocchette preferite, ha dovuto assistere al suo totale digiuno. Io stessa la vedevo visibilmente dimagrita, barcollante nell’incedere e terribilmente astenica.

Il ricordo di due gatti che quest’estate abbiamo visto l’uno in fin di vita e l’altro morto in analoghe circostanze (astenici, magri e con occhi purulenti), ci ha fatto immediatamente pensare a qualche patologia letale oltre che virale.

E così, in quattro e quattr’otto l’abbiamo portata in città.

Ora la nostra casa ha riattivato tutte le porte disponibili e il cat hospital è così predisposto:

–          bagno alias terapia intensiva/rianimazione – accesso solo agli operatori (Paolo ed io) e ovviamente al paziente:

–          zona “notte” alias geriatria (con porta della camera da letto aperta) riservata a Miciù, che forse da ieri sera ha pensato che l’arrivo in studio della lettiera e delle mangiatoie fosse un piacere dedicato alla sua età (finora il bagno ha accolto tutta la sua fase digestiva, ma da ieri sera Luna è lì rinchiusa per cui abbiamo dovuto trasferire i beni della veneranda e ufficiale padrona):

–          zona “giorno” alias pediatria lasciata a Chat Noir che però deve litigare con la porta scorrevole a due battenti non solo perché ogni incontro con Miciù è un fuoco d’artificio, ma soprattutto perché il virgulto è di un famelico inverosimile, mentre la vegliarda mangia a piccoli tratti e molto lentamente, per cui se non vogliamo farla morire di fame dobbiamo tenerli separati:

In verità nella mia testa attribuivo un nuovo nome alla stanza da bagno che, vedendo le condizioni di Luna, pensavo più che ad una rianimazione ad un hospice. Paolo stamattina mi diceva che, a meno non fosse un obbligo sopprimerla per una seria malattia contagiosa, voleva farle fare l’agonia scortata dalle nostre coccole.

Cat hospice, appunto.

Ora che la visita veterinaria è finita, speranzosamente ritorno all’idea di terapia intensiva.

Luna ha infatti sostenuto tutti gli esami del caso che hanno scartato le ipotesi peggiori. Ha però un bel febbrone, una seria congiuntivite e una rino-tracheite che, impedendole di sentire gli odori, non la fa mangiare.

Passato l’intervento ospedaliero (prima flebo per idratarla e iniettarle antibiotici e vitamine nonché esami del sangue) ora è in trattamento da cat hospital, Per sette giorni e tre volte al giorno dovremo imparare a metterle le gocce di antibiotico anche negli occhi, mentre a ciclo alterno dovrà fare ancora trattamento iniettivo di antibiotico generale

Il nostro Cat Hospital è quindi al completo: ogni utente è rispettosamente lasciato alle sue peculiarità e i due umani hanno un gran daffare ad aprire e chiudere usci, a distribuire pasti differenziati e a gestire possibili colpi di scena.

E meno male che nel lontano 1985 non abbiamo deciso di eliminare completamente le porte.

Criminalità e microcriminalità

Fino, aggredisce una donna Rischia di essere linciato – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia

delinquenza e criminalità: mi unisco virtualmente al pugno sul naso

Dovrà ringraziare i carabinieri che lo hanno arrestato, il trentenne di Novedrate che nella notte ha tentato di aggredire e rapinare una ragazza all’uscita di un bar a Fino Mornasco. Infatti i militari lo hanno salvato da una folla inferocita che, richiamata dalle invocazioni di aiuto della vittima della tentata rapina, hanno aggredito e malmenato il malvivente. Al punto di farlo finire in ospedale con la frattura del setto nasale

Fino, aggredisce una donna Rischia di essere linciato – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

distruzioni urbane · Lungolago · Politica locale - Como

Lungolago di Como: ci sono stati spostamenti verticali sul lungolago, che hanno accompagnato lo sviluppo del cantiere e sono alterazioni legate certamente ai lavori per le paratie, il nesso è chiarissimo

Questo è il risultato dei peggiori governi  che Como ha avuto nella sua storia amministrativa: il Pdl (partito delle LORO libertà) del ciellino (comunione e LORO liberazione) Bruni

Paolo Ferrario

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Mario Lucini: «Le indagini – spiega il primo cittadino – evidenziano che ci sono stati spostamenti verticali sul lungolago, hanno accompagnato lo sviluppo del cantiere e sono alterazioni legate certamente ai lavori per le paratie, il nesso è chiarissimo».

Utilizzando le foto satellitari, gli esperti hanno monitorato la situazione del lungolago tra il 2003 e il 2012 e hanno notato scostamenti verso il basso nell’ordine di circa quattro centimetri in Lungolario Trento (in corrispondenza del primo lotto, dove è stata realizzata una delle vasche). Il cantiere, insomma, ha influito negativamente sulla stabilità dei palazzi della zona.

Paratie, il sindaco conferma «I palazzi sprondondano per i lavori» – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

«Il terreno si è abbassato di quattro centimetri, nel periodo in cui sono stati effettuati i lavori sul primo lotto, verso i giardini a lago. E un intervento analogo a Sant’Agostino avrebbe conseguenze peggiori, visto che la zona è ancora più delicata. Direi che si impone una riflessione sull’opportunità di proseguire con l’attuale progetto». Alessandro Michetti, geologo dell’Università dell’Insubria, è uno dei tecnici che hanno studiato gli effetti del cantiere delle paratie e le sue parole non lasciano dubbi.

ANIMALI

Le emozioni degli animali, di Myriam Jael Riboldi | Fanpage

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Sono numerose le discipline che si occupano dell’intelligenza e delle emozioni negli animali: l’etologia cognitiva, la biologia evoluzionistica, l’antrozoologia, l’etologia relazionale, la psicologia ma anche la filosofia e la teologia. L’interesse cresce e qualcosa di nuovo sembra avanzare. I dati provenienti dagli studi in questo ambito stanno modificando la percezione del confine tra esseri umani e animali non umani ampliando i nostri orizzonti e superando vecchi box mentali in merito alle loro abilita’ cognitive ed emozionali.

L’illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un’unica realtà

Paul Watzlawick

Oggi sappiamo che animali come elefanti, lontre e alcuni uccelli provano cordoglio, che topi e galline e cetacei sono empatici, che alcuni pesci hanno inaspettate capacita’ cognitive, le pecore e tantissimi altri animali sono in grado di riconoscere decine e decine di volti umani e associarli ad emozioni diverse, che anche gli uccelli utilizzano strumenti come le scimmie antropomorfe e che come i cani, alcuni di loro sono in grado di elaborare informazioni e reagire  in termini di attività programmate nel futuro, che moltissimi animali utilizzano la classificazione e le attribuzioni di qualità alle categorie e la maggior parte e’ dotato di una personalità e di specifiche individualità . Potremmo proseguire perché sono davvero tantissimi gli esempi da cui emergono qualità cognitive integrate con complesse reazioni emotive ed elevati gradi di flessibilità negli animali.

Da questo punto di vista, non hanno più motivo di esistere discussioni su chi è più evoluto, più intelligente, più forte, più morale, più degno e smettono anche di avere senso i pregiudizi sui comportamenti e le azioni degli altri esseri viventi.

Uno degli elementi chiave di accesso alla comprensione delle emozioni, è l’empatia.



continua su: http://www.fanpage.it/le-emozioni-degli-animali/#ixzz29rEby6t3 
http://www.fanpage.it

Le emozioni degli animali | Fanpage.

Brunate · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

il Comune di Brunate bandisce un premio letterario intitolato a ADA MERINI, da Newsletter NodoLibri 17/10

 

Premio Internazionale di Letteratura Alda Merini
Seconda Edizione

Da Brunate, paese di antica tradizione culturale appena sopra Como, sospeso in cima ad un colle da cui la vista spazia fino alle Alpi, prende origine la storia della poetessa Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1 novembre 2009), poiché in paese dimoravano i nonni paterni. Per ricordare questo legame, il Comune di Brunate bandisce un premio letterario a Lei intitolato, giunto quest’anno alla sua seconda edizione.

Sono previste in tutto sei sezioni. La giuria è composta da autori e critici di prestigio: Ambrogio Borsani (Presidente), Giorgio Albonico, Pietro Berra, Laura Garavaglia, Vincenzo Guarracino, Lorenzo Morandotti e Daniele Piccini.

SEZIONE A – INEDITI POESIA
Ciascun partecipante potrà inviare fino a tre componimenti in 7 copie sottoscritte. La quota di partecipazione è pari a 20 euro.

SEZIONE B – VOLUME EDITO DI POESIA
Inviare  4 copie di cui una recante firma e indirizzo. La quota di partecipazione è pari a 20 euro.

SEZIONE C – RACCONTI DEL TERITORIO
Inviare un racconto edito o inedito dal tema “Il territorio del lago di Como ed i suoi dintorni” in nr. 7 copie sottoscritte. La quota di partecipazione è pari a 20 euro.

SEZIONE D – AFORISMI
Inviare fino a nr. 5 aforismi editi o inediti in nr. 4 copie per gli editi ed in nr. 7 copie sottoscritte per gli inediti. La quota di partecipazione è pari a 20 euro.

SEZIONE E – EDITI ADULTI E RAGAZZI
La sezione “editi” è riservata ad opere di narrativa o di poesia segnalate dai lettori della Biblioteca Comunale di Brunate tra quelle lette negli ultimi 18 mesi. Tra tutti gli scritti indicati si esprimerà la Giuria Tecnica, designando il libro vincitore.

SEZIONE NON COMPETITIVA RISERVATA AI BAMBINI
La sezione è dedicata ai bambini di Brunate. L’intento è quello di coinvolgere emotivamente i bambini in un percorso didattico-formativo che li avvicini alla letteratura e alla poesia.

Ogni partecipante può aderire a più sezioni. I testi editi potranno essere inviati o in modalità cartacea oppure in formato elettronico (doc o pdf) al seguente indirizzo: info@premioaldamerini.eu.

Le opere dovranno essere inviate al Premio Internazionale Alda Merini presso la Biblioteca Comunale di Brunate, Via Funicolare, 16 – 22034 Brunate (CO) entro e non oltre il 31/10/2012.

Gli elaborati editi verranno restituiti solo in sede e su richiesta scritta. Le quote di partecipazione dovranno essere inviate a mezzo assegno, contanti o versamento su c/c postale, unitamente alla scheda di partecipazione, solo in formato cartaceo, debitamente compilata in ogni sua parte e sottoscritta. Tutte le informazioni relative al premio, tra cui l’elenco dei testi ricevuti e delle opere premiate, la data e l’ora della cerimonia di premiazione, saranno consultabili sul sito: www.premioaldamerini.eu

I concorrenti premiati sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione, che si terrà nel mese di marzo 2013 presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale di Brunate.

I premi in denaro non riscossi personalmente verranno trattenuti per l’edizione successiva. A discrezione del Comitato potrà essere realizzata un’antologia delle opere inedite.

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Cani · Torno

Torno, volo di 30 metri in auto Salvi grazie a un cane

TORNO – si salvano,  dopo un volo di una trentina di metri nella scarpata, grazie al dal fiuto di Ani, un meticcio preso al canile che ha attirato l’attenzione del suo padrone permettendogli così di chiamare i soccorsi.

Torno, volo di 30 metri in auto Salvi grazie a un cane – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Politica regionale e locale

FLIGHT 93 – OBIETTIVO PENTAGONO, di Paul Greengrass, 2006 e il diritto di pregare che “deve” essere concesso agli islamici

questa sera ho visto il film FLIGHT 93 – OBIETTIVO PENTAGONO, di Paul Greengrass, 2006 « Il Cinema Racconta ….

ripensavo all’11 settembre, quando si vedevano per ore le due torri gemelle bucate dal terrorismo islamico

ripensavo alle risate di Bin Laden nei video che mandavano in giro in quelle giornate: guardavano le torri sgretolarsi e ridevano …  ridevano …. ridevano .. ah come ridevano sgangheratamente …. contro l’occidente che sapevano avrebbero guardato i loro osceni video.

e ancora pensavo ai festeggiamenti che facevano i palestinesi (mettendo avanti i bambini) proprio in quel giorno. Facevano manifestazioni di festa, perchè il loro capo aveva attaccato l’America nel cuore dell’America.

E poi pensavo ai vari “imam” islamici che venivano invitati ai talk show di Vespa, Santoro, Lerner e simili accoliti. La nostra democrazia li lasciava parlare e loro a giustificare, a comprendere, talvolta a esaltare gli attacchi. E i preti italiani a dar loro ragione

pensavo a tutto questo

e contemporaneamente pensavo che in questi giorni il sindaco e la giunta del Comune di Como è tutta islamicamente prostrata a concedere a costoro (ai sostenitori interiori dell’omicidio dell 11 settembre) un luogo di culto, perchè “pregare è un diritto (Mario Lucini dixit)

Diciamo che su questo punto, NON sono d’accordo con Mario Lucini, anche se l’ho votato, visto il voltastomaco che mi dava l’ex sindaco ridens Bruni e i bruniani del Pdl (partito delle LORO libertà), nonchè i violenti legaioli.

Novecento

la ex Ticosa di Como

 impareggiabile è il record dell’ex Ticosa a Como. La grande fabbrica estesa, di proprietà della multinazionale francese Princel, chiuse i battenti nel 1980, lasciando di colpo senza lavoro 540 dipendenti. Fu un colpo enorme per la città, tanto che due anni dopo – nell’ingenuo tentativo di contrastare con le armi spuntate di un piccolo consiglio comunale il cambiamento radicale del mondo industriale – il Comune di Como comprò le mura della fabbrica per guidare l’ipotetica rinascita (a favore dell’acquisto da 7  miliardi di lire, votarono Dc, Pri e Psdi. Contrari Psi e Liberali. Astenuto il Pci).

Difficile dire che il peggio iniziò con quello sciagurato acquisto. Ma di sicuro i fallimenti politico-amministrativi che si sono succeduti nei 30 anni successivi hanno contribuito a fare dell’ex Ticosa un emblema dell’immobilismo lariano. 

da Ticosa e Palababele, orrori-lumaca.