caso comasco sulla decisione dell’Amministrazione Provinciale, di assoldare ben ottanta cecchini (sparatori professionisti, li ha chiamati lei) per far fuori i pennuti e eliminare la piaga endemica della loro proliferazione. «L’Assessore – ha detto la sempre pepata Lucianina – ha organizzato addirittura dei corsi per insegnare a sparare ai poveri pennuti, perché sono troppi e fanno danni».
Autore: Paolo Ferrario
CENERE ATTORNO ALLE INSALATE
CENERE ATTORNO ALLE INSALATE
PER LIMITARE I DANNI DELLE LUMACHE
La gemmazione ha inizio, di Grazia Apisa Gloria, Genova, 20 marzo 2012
La gemmazione ha inizio
Sì noi lasciammo qui
i nostri abiti smessi
e le ultime mimose
Lasciammo i sogni
ma non l’amore
che ancora oggi ci tiene
e muove i nostri passi
eterni adolescenti
vivi di poche cose
un sorriso inatteso sulla strada
uno sbocciar di rose
un grido gioioso sulla piazza
un tenero respiro
Genova, 20 marzo 2012
Grazia Apisa Gloria
PRIMO WEEK END CON NOTTE A COATESA. E PRIMO GIORNO DEI BATTELLI
Arriviamo sabato pomeriggio e constatiamo che tutto il corridoio di uscita è occupato dai piastroni sotto tetto del vicino di casa.
Questo episodio rovinerà il clima psicologico di queste ore: litigo con l’altra abitatrice del luogo e devo adattarmi alla conseguenza che, con tutta probabilità, questa occupazione del mio spazio privato durerà tutta la primavera e forse l’estate. Purtroppo questo è il costo di provarsi ad essere gentile: come dice il proverbio, “gli dai un dito e si prende tutta la mano”. Ho bisogno di tempo per far sedimentare l’arrabbiatura, davvero forte.
Domenica ho lavorato molto, nel tentativo di riprendermi dalla brutto clima psicologico. Ma con scarsi risultati.
Questa la lista dei lavori:
- trapiantato 6 piantine aromatiche della Liguria (rosmarino, cipollina, timo, santoreggia)
- vuotato la cenere dal bruciatore della legna e trasportata nelle compostiere vicine (almeno 6 viaggi)
- fatta l’aiuola di sassi nell’orto verde , davanti al nespolo germanico
- potato il tiglio per evitare una eccessiva crescita in altezza
- cambiata la cinghia della tapparella che dà sulla via Coatesa
- eliminati i due ricci di cemento spaccati dal gelo e spostato provvisoriamente il gatto e il coniglio di cotto
- l’altra abitatrice ha: pulito i vasi nella zona pergola e i tre vasi all’inizio dell’orto grande (dedicati alle surfinie). E sabato ha avvistato la tartaruga grande, che si era eclissata nei giorni precedenti (qui sotto, però è ritratta la tartaruga piccola)
TURISMO E CULTURA nella campagna elettorale per MARIO LUCINI SINDACO
TartaRugosa ha letto e scritto di: Georges Perec (2011), Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, Libri Piccoli Voland, A cura di Alberto Lecaldano
TartaRugosa ha letto e scritto di:
Georges Perec (2011)
TENTATIVI DI ESAURIMENTO DI UN LUOGO PARIGINO, editore Libri piccoli Voland)
a cura di Alberto Lecaldano
Il progetto avrebbe dovuto durare dodici anni, ma non si concluse.
L’idea, secondo Perec, era di osservare piazza Saint-Sulpice in diversi momenti della giornata e di prendere nota di tutto quello che vedeva.
O meglio “…quello che generalmente non si nota, quello che non si osserva, quello che non ha importanza: quello che succede quando non succede nulla, se non lo scorrere del tempo, delle persone, delle auto e delle nuvole”.
Il tentativo dura tre giorni.
Questa idea è entusiasmante. Finalmente un punto di connessione tra uomo e rettile.
Anch’io passo lunghe ore ad osservare ciò che accade, ma, a differenza di Perec, il tentativo non si esaurisce in tre giorni. Per me dura almeno sei mesi all’anno.
Alterno le visioni di Georges con le mie.
Place Saint-Sulpice
6° Arrondissement, Parigi
18, 19, 20 ottobre 1974
Largo del Ciliegio
Alla sommità della prima proda dell’orto
La prima settimana di primavera 2012
18 ottobre
Patate all’ingrosso
Da un pullman di turisti un giapponese sembra che mi faccia una fotografia. Un anziano signore con la sua mezza baguette, una signora con un pacchetto di dolci a forma di piccola piramide
L’86 va a Saint-Mandé (non gira in Rue Bonaparte, ma prende Rue di Vieux-Colombier)
Il 63 va a Porte dela Muette
21 marzo
Foglie secche
Formiche indaffarate raccolgono briciole
Sul tavolino sotto il ciliegio siedono un uomo e una donna
Zampe bianche e nere
Un miagolio e un lembo di bresaola cade vicino al gatto
Un merlo scava nella terra smossa
Alcuni inciampano. Microincidenti.
Un 96 passa. Un 70 passa.
E’ l’una e venti
Ritorno (probabile) di persone già viste: un ragazzo con un giaccone blu marina che porta in mano una busta di plastica passa di nuovo davanti al caffè
Un 86 passa. Un 86 passa. Un 63 passa.
Il caffè è pieno
Un bambino fa correre il suo cane (tipo Milou) sullo sterrato
E’ l’una e trenta
Sulla sedia sono appoggiati un gilet di panno rosso e un maglione (di cotone) turchese. Penzolano anche un paio di calzettoni (di lana) a righe colorate.
C’è il sole.
Il ciliegio inizia a fiorire.
Zampe marroni. Un piccolo ragno si arrampica sul telo che copre la proda dell’orto
Una buccia di mela golden e un torsolo di pera kaiser. Per me.
Striscia un verme rosa. Probabilmente un lombrico.
Il vento fa muovere le foglie degli alberi
Un 70.
Sono le tredici e cinquanta.
Trasporti SNCF
Le persone del funerale sono entrate nella chiesa
Sono le due e quaranta. Un uomo con il secchio pieno di terra.
Una donna che scopa la piattaforma di pietra e raccoglie le foglie.
Un gatto che dorme con il muso appoggiato fra le zampe anteriori.
Due formiche si contendono una briciola.
Cinguettii di pettirosso che arrivano da lontano.
Calore del sole alto in mezzo al cielo. Sonnecchio.
Ho visto ancora autobus, taxi, auto private, pullman turistici, camion e camioncini, biciclette, motorini, vespe, moto, un triciclo delle poste, una moto-scuola, un’auto-scuola, donne eleganti, vecchi belli, vecchie coppie, gruppi di bambini, persone con borse, con borselli, con valige, con cani, con pipe, con ombrelli, con la pancia, vecchie rugose, vecchi cretini, giovani cretini, dei bighelloni, dei fattorini, degli imbronciati, dei chiacchieroni.
Ritorna l’uomo con un altro secchio pieno di terra.
Passano, in ordine di apparizione, formiche, moscerini, una larva che fuoriesce dalla terra, un merlo che cerca la larva.
Mi sposto di circa dieci centimetri per gustare la buccia della mela.
Ritorna l’uomo con un secchio pieno di terra. E’ il terzo giro.
La donna si riposa sulla sedia e scrive su un grosso quaderno.
Il gatto se n’è andato all’ombra.
19 ottobre
Molte cose non sono cambiate, apparentemente non si sono mosse (le lettere, i simboli, la fontana, lo sterrato, le panchine, la chiesa, ecc.); io stesso mi sono seduto alla stessa tavola.
24 marzo
Sempre sotto il ciliegio, ma sulla pietra.
Una vanga, un rastrello, un secchio di plastica di colore rosso.
Teli di plastica grigia sulle prode.
Dalle pietre spuntano ciuffi di erba. Passano le solite formiche, ma non ci sono più le briciole.
Una donna sposta vasi di cotto con dentro alcune piante grasse.
Un cumulo di erba sradicata.
Ieri, c’era sul marciapiede, proprio davanti al mio tavolino, un biglietto della metropolitana; oggi, ma non è detto che sia nello stesso posto, c’è l’involucro di una caramella (cellophane) e un pezzo di carta difficilmente riconoscibile (più o meno grande come una scatola di “Parisiennes” ma di un blu molto più chiaro).
Sotto il tavolino tre pigne, una scatola contenente concime. Fito Universale. Liquido. Una lucertola senza coda.
Sono le tre. Il cielo è sereno e il sole caldo.
Sul tavolino una macchina fotografica, una bottiglia da 50 ml di plastica. Vuota.
I piccioni sono quasi immobili. E’ piuttosto difficile contarli (200 forse); parecchi sono accovacciati, le zampe ripiegate. E’ l’ora delle pulizie (con il becco, si spulciano il gozzo e le ali); alcuni sono appollaiati sul bordo della terza vasca della fontana. Alcuni persone escono dalla chiesa.
Due gatti sono distesi a 30 cm di distanza. Uno si lecca le zampe. L’altra si passa la zampa destra dietro l’orecchio destro.
Uno sbadiglia. L’altra punta una lucertola con la coda.
E ancora: perché due suore sono più interessanti di due altri passanti qualsiasi?
Dove sono finiti l’uomo e la donna che lavorano la terra?
Un pullman. Giapponesi.
Alcuni individui si riuniscono davanti a Saint-Sulpice.
Intravedo in alto sulle scale un uomo che scopa (è il sagrestano?).
Passa un uomo con un barattolo di Ripolin
Persone persone automobili
Una anziana signora con un bel soprabito impermeabile tipo Sherlock Holmes
La folla è compatta, non c’è quasi più un attimo di calma
Arriva una donna con un contenitore di plastica verde.
Lo vuota.
Bucce di arancia, foglie di carciofi, gambi di insalata. Foglie marce di catalogna. Bucce di patate. Buccia annerita di banana.
Buccia di mela Golden con torsolo annesso. Per me. (Finalmente)
Arriva un uomo con il solito secchio pieno di terra. A questo punto ho perso il conto dei viaggi.
20 ottobre
Passa una signora elegante che tiene, con gli steli in alto, un grande mazzo di fiori.
Passa un 63
Passa una ragazzina che porta due grandi sacchetti della spesa
Un uccello viene a posarsi in cima a un lampione
E’ mezzogiorno
Temporale
Passa un 63
25 marzo
Sul corridoio che porta verso l’orto.
Sono le tredici. In realtà sarebbe mezzogiorno.
Nuvoloso. Sole nascosto e aria un po’ fredda.
Rosmarino. Cespuglio di rose. Lavanda potata. Rosmarino. Cespuglio di rose.
Piccola montagnetta.
Ciuffi di erba. Foglie di tarassaco. Buone.
Progetto di una classificazione di ombrelli secondo le loro forme, i loro modi di funzionare, i loro colori, i loro materiali …
Da una sporta escono delle verdure
Passa un 96
Progetto di lauto pranzo per il mese prossimo: trifoglio, fiori di tarassaco, foglie di malva.
Magari ci scappa qualche lumachetta.
Il vento fa cadere la pioggia che si era accumulata sulla tenda del caffè: scrosci d’acqua
Il cielo è nuvoloso. Scende qualche goccia sparsa.
Forse è giorno di doccia.
Zampe bianche e nere mi sorpassano.
Ha già smesso di piovere.
Un uomo con il braccio sinistro ingessato
Un 63 che eccezionalmente si ferma all’angolo di rue des Canettes per far scendere una coppia di persone anziane
Un taxi DS di colore verde
Sono le diciassette.
E’ tornato il sole.
Un uomo e una donna camminano in fila indiana.
Si fermano davanti al pero. Guardano i fiori bianchi.
Alcune formiche. Due lucertole. Una canna dell’acqua. Tre innaffiatoi.
Il 63
Sono le due meno cinque
I piccioni sono sullo sterrato. Si alzano in volo tutti insieme.
Quattro bambini. Un cane. Un piccolo raggio di sole. Il 96. Sono le due
Sono le diciotto. Sarebbero le diciassette.
Profumo di rosmarino. Un uomo e una donna scendono le scale. Una gatta li segue.
Il ciliegio è tutto fiorito.
E’ ora di andare a dormire. Due lucertole mi tagliano la strada.
L’aria è calda. E’ stata una bella giornata.
Thomas Stearns Eliot, Il nome dei gatti – nella traduzione di Massimo Bacigalupo in IL SERMONE DEL FUOCO, Corriere della sera, 2012
Dare un nome a un gatto è una faccenda particolare,
Tutt’altro che uno sport da incompetenti;
Penserete che io sia matto da legare
Se vi dico che un gatto ha TRE NOMI DIFFERENTI.
Primo, il nome che la famiglia usa di solito,
Come Pietro, Augusto, Gianni o Alonzo,
Come Vittorio o Giona, Baffo o Ippolito:
Tutti nomi comuni d’ogni giorno.
Ci sono nomi più ricercati, con un suono più fine,
Come Platone, Admeto, Elettra, Astolfo,
Sia per i signori che per le signorine:
Però tutti nomi comuni d’ogni giorno.
Ma un gatto ha bisogno di un nome speciale,
Un nome esclusivo, più meritorio,
Altrimenti come potrà la coda inalberare
O sollevare i baffi o compiacere il suo orgoglio?
Di questo tipo di nomi ve ne cito qualcuno,
Come Munkustrap, Quaxo o Caricopatto,
Come Bombalorina, o Jelliloruno:
Nomi che appartengono sempre a un solo gatto.
Ma al di là di questi c’è un nome sottile,
E si tratta del nome che non indovinerete mai;
Il nome che nessuna indagine umana può scoprire:
MA IL GATTO STESSO LO SA, e non rivelerà mai,
Quando vedete un gatto in profonda meditazione,
È sempre, sappiate, per la stessa ragione:
La sua mente è rapita in estatica contemplazione
Del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
Il suo ineffabile effabile
E ffineffabile
Profondo e inscrutabile singolo Nome.
The Naming of Cats
The Naming of Cats is a difficult matter,
It isn’t just one of your holiday games;
You may think at first I’m as mad as a hatter
When I tell you, a cat must have THREE DIFFERENT NAMES.
First of all, there’s the name that the family use daily,
Such as Peter, Augustus, Alonzo or James,
Such as Victor or Jonathan, George or Bill Bailey –
All of them sensible everyday names.
There are fancier names if you think they sound sweeter,
Some for the gentlemen, some for the dames:
Such as Plato, Admetus, Electra, Demeter –
But all of them sensible everyday names.
But I tell you, a cat needs a name that’s particular,
A name that’s peculiar, and more dignified,
Else how can he keep up his tail perpendicular,
Or spread out his whiskers, or cherish his pride?
Of names of this kind, I can give you a quorum,
Such as Munkustrap, Quaxo, or Coricopat,
Such as Bombalurina, or else Jellylorum –
Names that never belong to more than one cat.
But above and beyond there’s still one name left over,
And that is the name that you never will guess;
The name that no human research can discover –
But THE CAT HIMSELF KNOWS, and will never confess.
When you notice a cat in profound meditation,
The reason, I tell you, is always the same:
His mind is engaged in a rapt contemplation
Of the thought, of the thought, of the thought of his name:
His ineffable effable
Eff anineffable
Deep and inscrutable singular Name.
THOMAS S. ELIOT
Dalla raccolta Il sermone di fuoco
Introduzione: Marzio Breda
Curatore: Massimo Bacigalupo
la sindrome di Stendhal – lo stordimento di fronte a un concentrato di pura bellezza – è in agguato per chi visita il Lago di Como
Scorci di acque e cielo, monti e promontori, arte e colore popolare fra crotti con pergola e ville preziose dai parchi traboccanti rododendri. Chi ancora non vi è stato, stia attento: la sindrome di Stendhal – lo stordimento di fronte a un concentrato di pura bellezza – è in agguato per chi visita il Lago di Como.
Caldo anomalo addio Arriva la pioggia – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia
Il clima estivo e i 25 gradi che hanno fatto assomigliare questa settimana ai giorni d’estate sono destinati a finire. I temporali sono dietro l’angolo e rovineranno la Pasqua ai comaschi secondo il meteorologo Antonio Sanò del meteo.it che prevede la fine della siccità e una rinfrescata dell’aria che caratterizzerà la prossima settimana.
da Caldo anomalo addio Arriva la pioggia – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.
Fuga in contromano sull’A9 Arrestati due stranieri – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia
Paratie e campagna elettorale: bando per arredi, pavimentazione e illuminazione del lungolago – La Provincia di Como
Paratie, ora il Comune accelera. Ed è davvero difficile pensare che la concomitanza con l’avvio della campagna elettorale sia solo una coincidenza tanto che già infuria la polemica. Sebbene manchi poco più di un mese al termine del secondo mandato di Stefano Bruni, infatti, l’amministrazione ha deciso di mettere a punto i documenti che costituiranno la base di un bando finalizzato a ottenere il progetto definitivo per gli arredi, la pavimentazione e l’illuminazione della nuova passeggiata. L’obiettivo è individuare un professionista esterno che dovrà occuparsi della progettazione del “volto” del lungolago, partendo però dalle linee guida fornite da Palazzo Cernezzi.
tutto l’articolo qui: L’ultima di Bruni Ridisegno il lungolago – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.


















