PERSONE e DESTINI · Porta Musa Carla

Omaggio alla scrittrice Carla Porta Musa, 4 novembre, ore 18.00, Mostra Mercato dell’Artigianato presso Lariofiere, Erba

Mercoledì 4 novembre alle ore 18.00, nell’ambito della 36^ Mostra Mercato dell’Artigianato presso Lariofiere a Erba, si terrà un omaggio alla scrittrice e poetessa Carla Porta Musa attraverso la mostra fotografica Le Stanze di Carla, realizzata dal fotoreporter Carlo Pozzoni, e la testimonianza della figlia Livia Porta Musa.

La mostra Le Stanze di Carla è composta da venti fotografie a colori che raccontano la vita quotidiana della scrittrice e poetessa comasca nella sua casa. Ogni immagine è accompagnata da un commento personale dell’autrice.

“Sono entrato per la prima volta nella casa di via Pessina nel 1994, invitato da Arturo Della Torre, enogastronomo e giornalista, che stava preparando il libro “A tavola con Carla Porta Musa”. Un volume che avrebbe raccontato le ricette di cucina della scrittrice. Ricordo di essere stato colpito, fin da allora, dall’aspetto della sua casa. Una casa delle fate stretta tra i nuovi palazzi della città. Luogo capace di sconfiggere il tempo. Era una sensazione che si percepiva bene anche all’interno, con gli ambienti e gli oggetti che raccontavano la storia incredibile di questa donna che ha attraversato oltre un secolo della nostra storia. Da allora, in via Pessina sono tornato più volte. Il fatto di avere visitato le stanze di Carla tanto spesso ha alimentato il desiderio di mostrare ad altri questo suo piccolo mondo antico. Spero di essere riuscito a farlo con le immagini di questa mostra che sono anche omaggio a una donna a mio giudizio eccezionale”.

Carla Porta Musa – Silenzi d’aria 1980-1990 (NodoLibri)
Carla Porta Musa – Il tuo cuore e il mio (NodoLibri)

GENIUS LOCI · Orta San Giulio · Sacrimonti

Genius Loci: il Sacromonte di Orta San Giulio

 

L’uomo antico aveva un rapporto intenso con la natura, che per lui era animata e sacra.

Nasce in quella situazione umana e storica il principio originario del Genius Loci: l’essenza, l’anima, la forza del luogo.

Lo scorrere del tempo, il variarsi dell’esperienza psicologica individuale, la trasformazione culturale tendono a far perdere, come in un crescente processo di oblio, quella concentrazione in cui la persona si sente in contatto con un tutto che gli è oltre.

Però molto dipende ancora da noi, da ciascuno di noi:

“Se vedremo il mondo come un organismo vivente di cui facciamo parte – né padroni, né inquilini, dunque, e neppure passeggeri – forse avremo molto tempo davanti a noi e la nostra specie potrà sopravvivere per il tempo che le è assegnato”

James Lovelock, Le nuove età di Gaia, Bollati Boringhieri, 1991, p. 235

Ci sono ancora luoghi che, per miracolosi percorsi ed equilibri, riescono a trasmettere quella forza del Genius Loci, che potremmo perdere.

Il Sacromonte di Orta San Giulio, in Piemonte, è fra questi luoghi.

Se vuoi vedere il luogo sentendo Ulysses’ Theme,
apri in una nuova finestra il post
e clicca qui sotto per andare sulla sequenza delle immagini:

Il sacro monte d’Orta

Sulla sommità dell’ameno colle che, quasi al centro del lago, si pro­tende sulle acque alle spalle del borgo d’Orta, fu iniziata, nel 1591, la costruzione di uno dei più grandi monumenti dedicati a San Francesco.

Storicamente l’origine del santuario andrebbe ricercata oltre che nelle ragioni di rivalità con i valsesiani (che stimolati da Padre Ber­nardino Caimi avevano eretto sull’altura retrostante Varallo il primo sacro monte) anche nei favorevoli sviluppi della audace riforma eccle­siastica intrapresa da San Carlo Borromeo tendente da una parte a promuovere l’erezione di templi, santuari e seminari e dall’altra a conservare l’antica liturgia, riforma alla quale non erano estranei gli eventi del continente. Lutero, infatti, aveva operato la scissione dell’unità cattolica europea; nei paesi bassi divampavano ancora le guerre di religione ed in Inghilterra la regina Elisabetta si era ormai definitivamente separata dalla Chiesa Romana. Il sacro monte d’Orta è costituito da un insieme di sontuose cap­pelle tardo rinascimentali, barocche 13 ed una neoclassica, sparse su un vasto altipiano e collegate tra loro da ordinati viali, fiancheggiati da spalliere di alloro.

Percorrendo il ridente ed ampio parco erboso, in gran parte coperto da annosi abeti, tigli e faggi, si incontrano, tra squarci panoramici, una ventina di edifici sorti nel corso di quasi due secoli, in ognuno dei quali sono racchiusi complessi statuari in grandezza naturale e pitture rappresentanti i più edificanti episodi della vita del Pove­rello d’Assisi.

Il Paroletti, eminente studioso dei santuari, considerava nello scorso secolo questo sacro monte il più bello, più devoto e forse il più sontuoso di quanti n’habbia il Piemonte. All’insigne monumento, centro di fede e per lungo tempo meta di affollate processioni, sono dedicate diverse incisioni create nel corso di quasi quattro secoli: dagli inizi dei seicento al novecento.

in  Enzo Pellegrino, Le stampe del lago d’Orta, Negri editore, 1973, p.18

da  Genius Loci: il Sacromonte di Orta San Giulio

Lanzo · Novi Vittorio (1866-1955) · Sculture

Ricordo dello scultore intelvese Vittorio Novi al Convegno di Torino

 

Convegno sul legame tra Italia e Thailandia

Padiglione siamese all’Esposizione Universale (Torino 1911)

“140 anni di relazioni italo-thailandesi” svelano il rapporto speciale tra la Thailandia e Torino: dai nostri artisti in Siam, ai preziosi testi thai della Biblioteca Cesmeo

TORINO

Esiste un rapporto speciale tra Torino e la Thailandia, con radici profonde nel tempo, attestato da numerose testimonianze architettoniche –a Bangkok, architetti piemontesi come Mario Tamagno e Annibale Rigotti gli artefici di opere quali la Sala del Trono, la Villa Norasingh, alcuni ponti, molte ville private…- e culturali, tra le quali spicca la Biblioteca del Cesmeo che, con la sua cospicua collezione di testi in lingua thai e volumi sulla Thailandia, è diventata una realtà pressoché unica in tutta Italia.

Questo legame, e più in generale quello dello Stato asiatico con l’Italia, è il tema conduttore del Convegno “140 anni di relazioni italo-thailandesi” organizzato dal Cesmeo e dal Consolato Generale di Thailandia, con il patrocinio del Politecnico di Torino, che si svolgerà a Torino oggi, dalle ore 15.30 presso il Centro Congressi Unione Industriale – Sala Piemonte – in via Fanti 17, al quale parteciperà l’Ambasciatore di Thailandia a Roma, S.E. Pradap Pibulsonggram.

Attraverso numerose relazioni di esperti italiani e thailandesi in vari settori culturali, si delineerà l’ampiezza dei rapporti italo-thai e saranno messe in evidenza le attestazioni di tale vicinanza, ossia le opere architettoniche italiane presenti sul territorio.

Infatti, ancora oggi a Bangkok, all’ombra dei moderni grattacieli, rimangono numerose e ammirate le testimonianze monumentali, frutto dell’intensa attività artistica italiana. Si tratta di opere eseguite da artisti e architetti italiani che soggiornarono alla corte del Siam e che, pur assecondando le aspettative di grandiosità e di modernità della casa reale, rivelano un mirabile connubio tra le strutture architettoniche occidentali e gli stilemi decorativi thai.

“I rapporti di collaborazione tra il Cesmeo e la Thailandia si inseriscono e si riconnettono naturalmente alla tradizione degli intensi e proficui rapporti che dal 1868 legano la Thailandia al nostro Paese e al Piemonte in particolare. –afferma Irma Piovano, Supervisor of the scientific activities and cultural relations, Cesmeo- Il Convegno del 15 maggio intende mantenere e intensificare i rapporti di amicizia e collaborazione con la Thailandia e, al contempo, studiarne le radici storiche e culturali e gli importanti esiti tuttora presenti e ammirati nell’attuale Bangkok. A tal fine il Cesmeo ha avviato il progetto per la pubblicazione di un volume dedicato agli artisti e architetti piemontesi e toscani in Siam, affidato a Francesca B. Filippi della I Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino, e a Neungreudee Lohapon, Direttore del Dipartimento di Lingue Occidentali dell’Università Chulalongkorn, Bangkok Alla versione italiana del Volume farà seguito la sua pubblicazione in lingua thai a cura dell’Università Chulalongkornk”.

Come si evince dal titolo del Convegno, le relazioni tra Italia e Thailandia divennero particolarmente profonde quasi un secolo e mezzo fa: nel 1868 fu stipulato fra i due Paesi il Trattato di Amicizia e alle due visite, nel 1897 e 1907, del sovrano Rama V in Italia (una tappa importante del suo viaggio fu proprio a Torino), fece seguito l’interesse della corte thai per l’arte italiana e viceversa. Non a caso per l’Esposizione Internazionale del 1911 al Valentino fu costruito il padiglione siamese a forma di pagoda.
Una relazione del convegno sarà appunto incentrata sui torinesi e piemontesi in Siam, tra i quali si ricordano il pittore Cesare Ferro, gli artisti e architetti Annibale Rigotti, Ercole Manfredi, Mario Tamagno, e lo scultore Vittorio Novi.


Dialetto

Gian Luigi Beccaria, Il dialetto si parla non si insegna – LASTAMPA.it

Ora la Lega propone sciocchezze, vuole che si insegnino i dialetti a scuola, e che gli insegnanti stessi conoscano il dialetto della Regione in cui insegnano. Non sanno che i dialetti si parlano, non si insegnano. Né si scrivono, a meno di essere poeti. Un dialetto è un sistema linguistico che soddisfa egregiamente, delle nostre esigenze espressive, soltanto alcuni aspetti (l’usuale, il pratico, l’affettivo, il familiare), ma non altri (il tecnico, il filosofico, lo scientifico). «In dialetto – diceva il grande poeta dialettale Raffaello Baldini – si può parlare con Dio, non si può parlare di Dio». Non credo che in dialetto si stampino studi o si facciano dibattiti di teologia. Quando un dialettofono scrive, scrive in italiano.Lega e Rifondazione per ragioni completamente diverse si trovarono subito d’accordo nel non volere l’aggiunta: la Lega temeva che i dialetti e le minoranze venissero schiacciate, Rifondazione che si finisse col rendere obbligatoria la conoscenza della nostra lingua all’extracomunitario che richieda la cittadinanza. La Lega temeva che l’obbligatorietà dell’italiano potesse risolversi nella rivincita del solito centralismo di «Roma padrona», e ci si dimenticasse che invece occorreva innanzitutto valorizzati idiomi locali e minoranze.

vai all’articolo:

Blogged with the Flock Browser
COMO città · distruzioni urbane · Politica locale - Como · Politica regionale e locale

Bruni salva Caradonna e se la prende con Gaddi – Cronaca – La Provincia di Como

L’iter degli atti e provvedimenti che hanno portato all’opera ora in fase di realizzazione, è costellato di 3 delibere di giunta. La prima, del 1995 (n° 1450), riguardava un primo progetto di massima, dove non c’era quasi traccia di alcun muro e le paratie erano tutte mobili. La seconda delibera è del 1998 (n° 979) e risulta al momento l’unico in cui è stato approvato un progetto che ricorda quello di oggi. In quella riunione dell’esecutivo – era il 21 ottobre 1998

Bruni salva Caradonna e se la prende con Gaddi – Cronaca – La Provincia di Como

Blogged with the Flock Browser
a: da classificare

Parmenideo, tendenza Severino

Parmenideo, tendenza Severino:

“ci si deve mettere in cammino – un cammino che oggi non è ancora finito – per andare alla ricerca di quell’essere che sia fuori del tempo“

Emanuele Severino, L’essenza del nichilismo, Adelphi, 1982, p. 23

COMO città · distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

UN PROGETTO nato già con diverse lacune, al quale, in corso d’opera sono state apportate diverse modifiche, con relative spese aggiuntive, ultima delle quali il famoso «muro della vergogna».

UN PROGETTO nato già con diverse lacune, al quale, in corso d’opera sono state apportate diverse modifiche, con relative spese aggiuntive, ultima delle quali il famoso «muro della vergogna». Non hanno convinto appieno i consiglieri, soprattutto di minoranza, le spiegazioni che ieri sera nella seduta del Consiglio comunale ha dato l’ingegner Antonio Viola, il direttore dei lavori del cantiere per la realizzazione del nuovo lungolago e delle opere antiesondazione. Viola ha sottolineato come il progetto non comprendeva nulla per quanto riguarda l’impiantistica (cavi della luce, del telefono per la palazzina del nuovo pontile); inoltre sarebbe stata la Commissione paesaggistica della provincia a stralciare dal progetto originario, la palazzina della nuova biglietteria della Navilario e la pavimentazione che sarebbe stata sostituita con materiali più economici.
ALTRO problema l’aumento dell’Iva dal 10 al 20% quindi da poco più di un milione e mezzo di euro a quasi 3 milioni e mezzo. Per stare nelle spese è stato deciso di ridurre il numero di paratie mobili sostituendole con un muro in calcestruzzo più lungo. «Finora – ha concluso Viola – sono state effettuate opere per 5 milioni di euro (l’importo complessivo a base d’asta è di poco inferiore ai 16 milioni, ndr.). Lavori che sono stati complicati perché abbiamo trovato situazioni non preventivate come ad esempio lo sbriciolamento del parapetto esistente. E le spese sono aumentate». Non sono mancate ieri sera, critiche non solo al progetto, ma anche sul piano politico. Sotto accusa da parte del consigliere Silvia Magni (Pd) tutta la maggioranza che, secondo lei, «non fa autocritica, non ascolta». «Nessuno – ha detto – ha chiesto scusa quando era il minimo che si potesse fare. Anzi, davanti alle urla ed alle proteste dei cittadini presenti in Comune in queste sedute si è voluto chiudere le finestre. Dire che c’è stato un errore di comunicazione come ha fatto il sindaco Bruni è troppo facile: è dovere di chi amministra far sapere non dei cittadini cercare di intuire».

vai all’articolo:

Blogged with the Flock Browser
ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

Poltiglia bordolese

POLTIGLIA BORDOLESE

Il RAME, per agire sulle cellule delle crittogame nella sua forma di ione metallico Cu2+, deve sempre essere disciolto in acqua sia quando viene distribuito sia successivamente, con l’umidità o l’acqua che ridisciolgono i residui del prodotto sulla pianta dopo il trattamento.  La solubilità del RAME dopo la distribuzione non dipende soltanto dalla presenza di acqua che è certamente indispensabile, ma anche dall’anidride carbonica presente nell’aria e dall’ammoniaca presente nell’acqua piovana, oltreché da secreti delle foglie ed escreti degli stessi funghi da combattere.   La POLTIGLIA BORDOLESE è una miscela di SOLFATO DI RAME(a pH acido ) e calce (sostanza alcalina e quindi neutralizzante) che reagendo danno luogo a più composti variabili in relazione alla modalità di preparazione.   La CALCE IDRATA è un prodotto del tutto naturale che si ricava dalla cottura di rocce calcaree così come il RAME si ricava dalle miniere. I prodotti contenenti poltiglia sono in genere registrati come non classificati (Nc). La riclassificazione dei prodotti fitosanitari secondo la direttiva comunitaria 99/45/CE recepita con il DL n° 65 del 14 marzo 2003, pone oggi molti preparati rameici e molte poltiglie già pronte in classe XN, quindi sarà necessario per l’acquisto il “patentino”.  La quantità massima di rame metallo consentita è di 6 Kg/ha/anno. Solo per VITE, PERO e MELO è possibile calcolare questo quantitativo su una media quinquennale: per il periodo 2002-2006 non si devono superare complessivamente 38 kg di rame per ettaro (nel periodo 2003-2007 saranno 36 Kg di rame per ettaro). Variando le dosi di rame e calce si possono ottenere poltiglie acide, alcaline o neutre.
 Le miscele acide svolgono un’azione pronta, ma più facilmente risultano fitotossiche e perciò ustionanti per la vegetazione colpita, quelle alcaline sono lente, ma più persistenti anche per la maggior adesività conferita dalla presenza di maggiori quantitativi di calce. La fitotossicità della poltiglia sulla vegetazione e sui frutticini, così come quella degli analoghi rameici, è ben nota e si esplica comunque con una riduzione del rigoglio vegetativo e a volte con ustioni sugli organi fiorali che ne sconsigliano l’uso, a parte i casi d’indispensabilità e di accertata ridotta sensibilità varietale, durante la fioritura. Sui frutticini di mele o pere e sui giovani acini d’uva le lesioni provocate dal potere caustico della poltiglia si riflettono con la comparsa di ruggine della buccia che soltanto nei casi più gravi può deformare i frutti od impedirne un regolare accrescimento. La stagione troppo calda e asciutta aumenta la negativa influenza della calce sulla traspirazione cuticolare e stomatica accentuando la riduzione dello sviluppo della vegetazione. Lo spettro d’attività risulta essere molto ampio: peronospora, antracnosi, black rot, corineo, monilia, fusicocco, ruggini, cancri, ticchiolatura, cilindrosporiosi, septoriosi, escoriosi, vaiolatura, alternaria, cercospora sono alcuni dei principali agenti fungini controllati. Il rame possiede poi importanti azioni secondarie su oidi, monilie e botrite, in questi casi spesso l’azione non è diretta sul fungo, ma avviene attraverso l’ispessimento della pellicola esterna dei vegetali e dei loro frutti. Molto importante l’azione batteriostatica dei ramati, sfruttata soprattutto per impedire o diminuire la diffusione, dal 1997, del colpo di fuoco batterico su Pomacee. Le dosi d’impiego della poltiglia bordolese non sono mai standardizzabili in quanto dipendono sicuramente dal periodo stagionale in cui ci si trova, dall’andamento meteorologico e dal rigoglio vegetativo della coltura, dalla zona e dall’aggressività delle malattie da combattere. Durante l’inverno, quando i fruttiferi sono nello stadio di riposo, la poltiglia può essere utilizzata a dose piuttosto alta, anche di 1,5 – 2,0 kg per q.le d’acqua, in quanto il legno presenta buona resistenza. Tuttavia anche qui varietà e specie rappresentano fattore discriminante: ad esempio su pesco le dosi debbono essere inferiori che su pomacee. E’ bene che la temperatura non scenda sotto lo zero termico durante la distribuzione e nei giorni successivi. Se affrontiamo il problema peronospora della vite  occorre impiegare almeno 100 g di ione rame per hl d’acqua .Per quanto attiene all’utilizzo della poltiglia bordolese, il rame viene normalmente addizionato di calce fresca in rapporto 1 a 0,6 cioè ogni 1.000 g di solfato per 600 g di calce. Per il primo trattamento antiperonosporico il dosaggio d’impiego della poltiglia che contiene il 25 % di Cu2+ è bene che non scenda mai sotto i 600/g per q.le d’acqua, questo al fine di creare un consistente deposito su tutta la vegetazione ancora scoperta. Per i trattamenti successivi, in genere settimanali, sarà possibile abbassare la dose, in caso di ridotta piovosità e bassa umidità, ai 400 – 500 g, oppure mantenere i 600 g se la stagione risulterà piovosa. Per gli ultimi due interventi che di norma si eseguono ad intervalli superiori di tempo (15 – 20 giorni l’uno dall’altro) è consigliabile usare dosaggi più elevati quali 800 o massimo 1.000 g per hl d’acqua. Oggi, dopo circa 120 anni da quando nel 1884 il Millardet accertò l’efficacia del rame sulla peronospora della vite, i rameici e la poltiglia rimangono un pilastro della farmacopea del terzo millennio.  ( dal Notiziario  del Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia) 
ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

Trattamenti invernali

TRATTAMENTI INVERNALI
I trattamenti invernali sulle colture rappresentano il mezzo di prevenzione tra i più utili in agricoltura, sia convenzionale che biologica. Evitano infatti pericoli di attacco nel primo sviluppo vegetativo, con un indebolimento nella fase più critica della pianta e quindi evitano il sicuro ricorso a devastanti e costosi trattamenti. Prima dell’avvento degli antiparassitari di sintesi il trattamento invernale era una pratica consolidata, infatti non esisteva una coltura arborea che non prevedesse un trattamento sul fusto o con pulitura meccanica o di irrorazioni a base di latte di calce o emulsioni saponose e anche la vecchia tradizione biodinamica raccomandava l’uso di spennellare con sterco vaccino ed argilla i tronchi degli alberi. Sull’indicazione di queste esperienze la letteratura biodinamica e biologica più recente raccomanda una miscela denominata NAB a base di litotamnio, bentonite, sapone allo zolfo da utilizzare non solo come pasta per tronchi invernale ma anche durante lo sviluppo vegetativo.
La classica pasta per tronchi viene preparata nel seguente modo:
·         Litotamnio 1,4 kg/hl
·         Silicato di sodio 2-3 kg/hl
·         Sapone allo zolfo 0,700/kg/hl
·         Rame solfato 0,100 kg/hl
Attenzione il  silicato di sodio và sempre aggiunto alla fine della preparazione.
Il trattamento invernale con il NAB è importante per l’agricoltura convenzionale, naturale e biologica, perchè:
·         E’ NATURALE, perchè è costituito da minerali di origine marina, roccia potassica, bentonite, silicato di sodio, cioè sostanze presenti in natura, senza impiego di molecole di sintesi;
·         NON E’ DANNOSA, non è fitotossica e non è tossica per l’uomo e per gli animali da cortile o domestici;
·         E’ POLIVALENTE, protegge con un velo resistente la corteccia dall’insediamento di muffe o di parassiti sia per la presenza di minerali specifici che per l’aggiunta di rame e zolfo;
·         E’ PERSISTENTE, la pellicola del preparato aderisce e si stacca generalmente dopo 5-6 mesi;
·         E’ NUTRITIVA, non lascia residui dannosi o difficilmente biodegradabili, anzi il buon contenuto di potassio e di magnesio(presente nella Bentonite e nel Litotamnio) ed i microelementi di origine marina la rendono utile in una complessa funzione nutritiva.
In alternativa a questo preparato si può utilizzare: CICATRIX, (disponibile in barattolo da 500 g e secchiello da 5 kg)
Diluendo 500 g (1 barattolo in 8 litri di acqua), spennellando oppure spruzzando rami, fusto e branche, dalla fine di ottobre. Per migliorare la copertura sulle crittogame si può aggiungere 30g/10 lt di acqua di solfato di rame.
Trattamenti vegetativi ed invernali.
Linee guida
Vista la complessità delle patologie che possono colpire le piante coltivate e le differenti zone fitoclimatiche italiane, le indicazioni sotto esposte, vanno rettificate a seconda del caso. I trattamenti che proponiamo hanno il solo scopo di ostacolare meccanicamente o di rinforzare le piante e stimolarle a produrre sostanze in grado di contrastare i patogeni e non vanno ad interferire la loro attività, quindi è di fondamentale importanza, monitorare lo svilippo ed intervenire con i mezzi più opportuni. I preparati vegetali, a causa della loro rapida degradazione, richiedono una conoscenza approfondita della biologia della pianta e degli stessi parassiti, così da poter intervenire nel momento più propizio.
AGRUMI
STADIO VEGETATIVO

Gemme ingrossate

Prefioritura

Fioritura

Sviluppo del frutto

Invaiatura

Post-raccolta

PATOGENO

Uova e larve di parassiti, crittogame

Afidi, Acari, Oziorinco, Cimicetta verde, Marciumi al colletto

Tignola della zagara

Cocciniglia, Acari, Minatrice

Mosca, Acari, Cocciniglie

Mal secco, Batteriosi

PRODOTTO g/hl

Bentotamnio 1000
Silicato di sodio 2000
Sapone allo zolfo 400
Solfato di rame 150

Olio di pino 400
Bentotamnio 300
Sapone allo zolfo 600
Solfato di rame 300

Artemisia 800
Sapone alla citronella 600
Propoli 150

Olio di pino 800
Sapone alla citronella 600
Ortica 800
Silicato di sodio 1500

Olio di pino 800
sapone alla citronella 600
Silicato di sodio 1500
Propoli 300

Bentotamnio 1000
Sapone allo zolfo 800
solfato di rame 200

ABICOCCO
STADIO VEGETATIVO

Gemme ingrossate

Prefioritura

Caduta petali

Frutto sviluppato

Cadute foglie e ingrossamento gemme

PATOGENO

Corineo, monilia

Monilia

Monilia, Oidio

Oidio, Anarsa

Corineo, Falena

PRODOTTO g/hl

Bentotamnio 1000
Silicato di sodio2000
Sapone allo zolfo 400
Solfato di rame 150

Bentotamnio 500
Silicato di sodio1000
sapone allo zolfo 400
Propoli 300

Silicato di sodio1000
Sapone allo zolfo 600
propoli300
Equiseto 1000

Sapone allo zolfo 500
Silicato di sodio1000

Bentotamnio 1000
Sapone allo zolfo 600
Solfato di Rame 400

CILIEGIO
STADIO VEGETATIVO
Bottoni rosa

Post allegagione

Pre-invaiatura

PATOGENO

Corineo, Bolla, monilia, Negrume

Monilia, Bolla, Corineo, Oidio, Afidi

Mosca, Anarsia, Cydia, Ragnetto rosso

PRODOTTO g/hl
Bentotamnio500
Sapone allo zolfo 600
Olio di pino500
Silicato di sodio1500

Idem

Olio di pino 600
Sapone alla citronella 700
Silicato di sodio 1500
Ortica 1200

FRAGOLA
STADIO VEGETATIVO
Ripresa vegetativa

Pre-fioritura

Caduta petali

PATOGENO

Oidio, Acari

Antomomo, Tripide

Marciume grigio

PRODOTTO g/hl
Bicarbonato di s.800
Sapone allo zolfo 600
Olio di pino 800

Legno quassio 1200
Silicato di sodio 1500
Sapone alla citronella 700

Bicarbonato di sodio 800
Olio di pino 600
Propoli 400

MELO
STADIO VEGETATIVO
Riposo vegetativo

Orecchiette di topo

Bottoni rosa

Caduta petali a frutto noce

Frutto noce alla raccolta

PATOGENO

forme svernanti di fitofagi

Ticchiolatura, Antonomo, carpocapsa

Afide, cinerognolo

Ticchiolatura, Afidi, Carpocapsa

Ticchiolatura, carpocapsa, Ricamatori, Cydia molesta,

PRODOTTO g/hl

Pasta per tronchi vedi dosaggio,
il silicato di sodio va sempre aggiunta alla fine dell’operazione a botte piena

Bentotamnio500
Solfato di rame 300
Sapone alla citronella 800
Bentonite 500

sapone alla citronella 800
Silicato di sodio 1500

Bentonite 700
Solfato di rame 200
Sapone allo zolfo 800

Bentonite 700
Solfato di rame 200
Sapone allo zolfo 800
Propoli 300

MELONE
STADIO VEGETATIVO

Semina

Trapianto

Vari stadi dello sviluppo

PATOGENO

Batteriosi

Batteriosi, Piede nero

Oidio, Afidi, Tripidi

PRODOTTO g/hl

Aglio 1500

Aglio 1500
Bentonite 600
Solfato di rame 200

Aglio 1500
Sapone allo zolfo 700
Bicarbonato di sodio 800

PERO
STADIO VEGETATIVO

Ingrossamento gemma

Caduta petali

Frutticine e accrescimento frutto

PATOGENO

Ticchiolatura, uova e larve di parassiti

Ticchiolatura, tentredine

Tingide, Psilla, Carpocapsa

PRODOTTO g/hl
Bentonite 1000
Sapone allo zolfo 600
Solfato di rame200
Legno quassio 1500
bicarbonato di sodio 800
sapone allo zolfo 700

Olio di pino 600
Sapone alla citronella 700
Propoli 400

PESCO
STADIO VEGETATIVO
Bottoni rosa

Caduta petali

Frutticini

Frutto prematurazione

Caduta foglie e ingrossamento gemme

PATOGENO

Corineo, Bolla, Monilia, Negrume, Uova acari, insetti vari

Monilia, Bolla, Corineo, Oidio, Afidi

Malattie fungine, anarsia, Cydia

Monilia, Oidio

Monilia, Bolla, Corineo

PRODOTTO g/hl

Bentonite 1000
Sapone allo zolfo 700
Solfato di rame 200

Equiseto 1200
Sapone allo zolfo 700
Propoli 300

Eqiuiseto 1200
Propoli300
Sapone allo zolfo 700
Bentonite 800

Bicarbonato di sodio 800
Sapone allo zolfo 500
propoli 400

Bentonite 800
Solafto di rame 400

SUSINO
STADIO VEGETATIVO
Gemme ingrossate

Pre-fioritura

Caduta petali

Frutti allegati

Caduta foglie e ingrossamento gemme

PATOGENO

Corineo, Cocciniglie

Monilia

Afidi, tentredini, Monilia

Monilia, cydia, afidi,

Corineo, Monilia

PRODOTTO g/hl

Bentonite 1000
sapone allo zolfo 700
Solfato di rame 200

Bentonite 1000
sapone allo zolfo 800

Olio di pino 600
Sapone alla citronella 700

Ortica 1200
Olio di pino 700
sapone alla citronella 700

Bentonite 1000
Sapone allo zolfo 700
Solfato di rame 400

OLIVO
STADIO VEGETATIVO
Riposo vegetativo

Prefioritura

Allegagione

Sviluppo del frutto-invaiatura

Post-raccolta, riposo vegetativo

PATOGENO

Crittogame, uova diparassiti, occhio di pavone, fumaggine,

Mosca, tignola, rodilegno giallo

Idem

Mosca, parassiti in genere

Occhio di pavone. Fumaggine, rogna

PRODOTTO g/hl
Bentonite 1000
Sapone allo zolfo 600
Silicato di sodio 1500
Solfato di rame 300

Bentonite 1000
Sapone allo zolfo 700
Silicato di sodio 1500

Idem

Olio di pino 700
Silicato di sodio 1500
bentonite 1000

Silicato di sodio 1500
solafto di rame 400
bentonite 1000

VITE
STADIO VEGETATIVO
Gemma rigonfia

Periodo di infestazione, ripete fino alla maturazione1 volta ogni 8-10 giorni

Caduta foglie

PATOGENO
Acari, tripide, cocciniglia, crittogame

Tignola, acari, peronospora, oidio

Crittogame e fitofagi in genere

PRODOTTO g/hl
Bentonite 1000
Solfato di rame 300
sapone allo zolfo 700

Bentonite 1000
Bordolese 4 a 2
sapone allo zolfo 600

Bentonite 1000
Solfato di rame 400
sapone allo zolfo 700

COMO città · Mi ricordo · PERSONE e DESTINI

Raoul Merzario: Franco Gerosa sul libro NON CAMMINERAI MAI SOLO, 16 ottobre 2009

Venerdì 16 ottobre alle 21 presso la Biblioteca comunale di Lipomo (via Don Ramiro Bianchi – stabile della Scuola materna), si presenta al pubblico il volume Non camminerai mai solo. Raccolta di opinioni e interventi di Raul Merzario sul territorio comasco, con l’intervento del curatore Franco Gerosa e l’introduzione di Giuseppe Rigamonti.

L’incontro, che fa parte del ciclo “Lipomo Lectures” organizzato dalla Biblioteca di Lipomo, ha al centro la figura di Raul Merzario, storico e ricercatore prematuramente scomparso nel 2006. L’amico Franco Gerosa gli ha dedicato un affettuoso e articolato ricordo, nel quale, grazie a una frequentazione durata 43 anni, sono messi in luce i molti aspetti della sua vicenda umana e professionale: l’importanza della famiglia, il suo percorso scolastico, le prospettive di ricerca, i suoi interessi di lettore, fino alle sue abilità di giocatore di calciobalilla («vinceva “quasi” sempre lui»).

Oltre al racconto di Franco Gerosa, sulle pagine si alternano i contributi di Bruno Profazio, Alberto Ambrosoli, Massimo Clerici, Angelo Onnis e Mauro Magatti, e una ricca raccolta degli interventi che Raul Merzario dedicò negli anni a Como: articoli scritti per quotidiani e settimanali, interviste concesse a numerosi giornalisti sui temi delle sue ricerche, polemiche e divertissements.

Il volume, già presentato con molto successo durante l’ultima edizione di Parolario, è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’Associazione Raul Merzario e dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como

Biblioteca comunale di Nesso · Libri su Como e il Lario · NESSO · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

Fabio Cani, Nesso. Una scuola per i figli del popolo, NodoLibri, 11 ottobre 2009

Domenica 11 ottobre 2009 a Nesso si ricorda la storia centenaria dell’Asilo infantile, fondato nel 1909 per iniziativa del parroco don Anselmo Vanini.

Dopo il pranzo organizzato per raccogliere fondi a sostegno dell’iniziativa, alle ore 15, presso il salone dell’oratorio, si presenta il volume Nesso. Una scuola per i figli del popolo che racconta, attraverso i documenti, i 100 anni di vita dell’Asilo.

Scritto da Fabio Cani, il volume si inserisce nell’ormai corposa serie dedicata a vari aspetti della storia di Nesso. Proprio l’anno scorso era stato pubblicato il volume dedicato ai 110 anni della Cooperativa di Nesso: assieme, i due volumi contribuiscono a delineare un quadro della vita sociale di Nesso nel corso del Novecento attraverso le vicende per certi versi complementari e per altri alternative delle due istituzioni, una di iniziativa parrocchiale e l’altra socialista.

La ricerca dedicata all’Asilo mette in luce il lavoro di preparazione svolto dall’arciprete Vanini per oltre quindici anni, ma recupera anche numerosi squarci di un paese del lago alle prese con le ristrettezze della vita quotidiana ma aperto alle sfide della modernità. I documenti dell’Asilo consentono interessanti aperture su altri argomenti (per esempio vi si conservano i contratti di appalto per la costruzione dell’edificio nel 1901). Come per gli altri volumi della serie, il testo è accompagnato da una ricca selezione di immagini provenienti dall’archivio dell’Asilo ma anche da collezioni private.

Nesso. I nomi dei luoghi, 2003

Nesso. Il lavoro dell’acqua, 2005

Falco della Rupe Nesso, 2006

http://www.nodolibri.it

Nodo Snc

Via Volta, 38 – 22100 Como, Italia

Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163

Email: info@nodolibri.it

Bardaglio Giorgio

Interviste di Giorgio Bardaglio a illustri personaggi della città e del territorio apparse sul Corriere di Como

Interviste di Giorgio Bardaglio a illustri personaggi della città e del territorio apparse sul Corriere di Como

Corriere di Como – Approfondimento

Blogged with the Flock Browser