Grazie Paolo per i tuoi instancabili suggerimenti , che viaggiano giorno e notte e che – uniti alla nostra bellissima passeggiata che si è conclusa con il nostro osservare silenziosi la traversata in barca del tuo amico scrittore approdata alla sua splendida casa sull’altra riva che possiamo solo immaginare – hanno creato un momento magico , di quelli sospesi perfettamente nel tempo e nei luoghi dove nascono, ma che ti entrano nei pensieri e li’ si trovano un luogo che non lasceranno più.
Potro’ dimenticare qualsiasi cosa, ma non mi lasceranno più
lo stupore e l’incanto delle vecchie pietre del lago abitate da fiori e radici , pietre che hanno accompagnato la sua creazione , attraversato i millenni e osservato silenziose il lavoro di uomini ingegnosi ;
e neppure il viaggio di un uomo con mille storie dentro la testa su di un barcone bianco e panciuto che attraversa un lago profondo e scuro per arrivare diritto in un paradiso pieno di tramonti ;
e neppure le case eleganti che colorano le sponde grigie facendosi ammirare come belle signore ;
e i fiori che sbocciano ancora una volta tra i rami ancora grigi dell’inverno è profumano tutta l’aria .
Ed anche un giovanissimo abitante del lago, che il lago c’è l’ha proprio scritto nell’anima e divertito vuole giocarci insieme : si nasconde dietro le sue pietre per spaventare i fortunati viandanti, chiama incessantemente i sindaci amici di ogni luogo per sventare terribili multe , corre avanti e indietro , scomparendo e ricomparendo all’improvviso come un mago .
E scrive, scrive, scrive : un gigantesco diario che riempie l’aria del lago di trame, racconti, saggezza, suggestioni, immagini, pensieri, tessute meticolosamente e ordinatamente insieme , come la robusta trama di una enorme coperta decorata da un infinito ricamo.
Quindi un grazie non è abbastanza : perché come sempre tu e Luciana ci regalate l’essenza più intensa, nobile e stupefacente della vita .
E tengo ogni vostra luminosa presenza nella mia vita come un tesoro , un insegnamento , una preghiera, tra le cose più preziose che affollano la mia testa a volte un po’ ventosa e soprattutto il mio cuore .
A questo penserò ogni volta che guarderò il piccolo riccio coraggioso che arriva da lontano e porta dentro di se’ lo stupore di un vecchio libro della giungla ….
La prima cosa che farò questa mattina sarà ordinare il libro Qui non succede niente .
Quindi grazie ancora . Ma grazie non è abbastanza.
Devo proprio ringraziarti: i tuoi racconti sono un misto di ragione e sentimento, e le foto mi hanno letteralmente scatenato la sindrome di stendhal! Che luoghi incantati: da una parte mi rassicurano che in qualche parte del mondo c’è ancora la natura come vera protagonista, dall’altra mi hanno reso ancora più dolenti i poveri brulli paesaggi che mi circondano.
Sì, è stato un agosto veramente impegnativo. Per la prima volta tappati in casa dalle 12 in avanti perchè fuori si bruciava e poi ore e ore di bagnatura a cui paolo attribuisce l’incriccamento della mia schiene che ha fatto capolino settimana scorsa.
Ha piovuto un unico giorno e ora che il sole va a dormire più presto le temperature si attestano sui trenta gradi, ma sempre senza parvenza di nuvole e tanto meno acqua.
Sono stata molto in apprensione per le tartarughe perchè nonostate i rettili amino il caldo, quando è troppo è troppo. Credo si siano trovate comunque dei bei rifugi inseguendo l’ombra di cespugli e anfratti.
Per lungo tempo non è cresciuto un bel niente, per cui la raccolta differenziata si è ulteriormente differenziata, lessando le zucchine “scappate”, belle grosse e sugose, togliendo dai vasi dell’orto (regolarmente bagnati e riconoscenti) trifoglio e un’ erba di cui non conosco il nome ma che fa impazzire tutte le tarte, con parsimonia i pomodori e le bucce dei frutti.
Ora dopo la pioggia del 18 agosto le cose vanno meglio per loro e sicuramente posso interpretare il loro desiderio di mandare un carapacesco saluto a osanna, di cui sono lieta di sentire che tutto procede per il meglio e a cui anch’io faccio tanti auguri di buona e veloce rimessa. …
Era (versione greca di giunone) è quella che si è vista di più e subito adocchiata anche dal vecchissimo e marpione giove. Molto interessata all’erba nuova, ha mangiato tarassaco e fiori di trifoglio contenta.
Olimpia (quella immediatamente più piccola di Era) sembra pure lei avere gradito. La piccolina mi ha lasciato qualche dubbio sul sesso, perchè prendendola in mano la piattaforma non appoggia completamente sul palmo della mano, sembra leggermente concavo, ma forse è ancora troppo piccola per capire. Comunque avevo già pensato al nome di apollo nel caso di un maschio, ma nel dubbio l’ho chiamata Eos (aurora), che mi pare il più adatto a un sesso non ben definito.
Sopra ci sono invece Minerva e Demetra che hanno subito adottato un bel cumulone di terra ancora leggermente umido per la pioggia dell’altro ieri. Praticamente sono riuscita a vedere solo minerva perchè sia il maschio già lì, sia demetra si sono eclissati.
… Vi scrivo anche perchè, nonostante *** mi abbia invitato a non dare brutte notizie, purtroppo ne ho una tristissima: Giunone è morta (la più grossa).
L’abbiamo trovata ieri disseppellita e capovolta, come se qualche preda ne avesse sentito l’odore.
Il fatto probabilmente risale ai primi di novembre. Le temperature calde quest’anno hanno ritardato il letargo e le 3 tarte più vecchie a fine ottobre erano ancora fuori, ma giunone, diversamente dalle compagne, non ha più cercato una tana.
Poi c’è stato rapidamente un brusco calo e alcune giornate di freddo intenso e quando siamo andati a novembre a nesso, l’abbiamo vista in mezzo al corridoio tutta rintanata nel guscio, immobile. Nella speranza che fosse così per il freddo, l’abbiamo messa nel punto più caldo coperta di foglie e io ho ardentemente sperato che fosse un letargo anomalo, ma purtroppo ieri ho avuto conferma che così non era.
Nel giardino di amaltea ci sono tantissime cose che parlano di voi; per giunone, inoltre, eravate padrini e quindi volevo condividere questo dolore con chi, come noi, ama gli animali e sa che rapporto si instaura con essi.
E per dimostrare come la natura mescola vita e morte, abbiamo visto anche un piccolo pettirosso alle prese con i primi timidi voli …
risponde C.B.:
… Purtroppo è la sola situazione tremenda del condividere la propria vita con quella di altri animali : la perdita … possiamo pero’ pensare che Giunone ha vissuto libera in un vero e proprio paradiso…