Broletto · Mino Di Vita · Mostre

MINO DI VITA | , Mostra ALTE VISUALI, estate 2011: Como Broletto 6-21 agosto 2011

ALTE VISUALI, fotografie di Mino Di Vita

a cura di Luisella Longobardi
Palazzo Broletto, piazza Duomo, Como
inaugurazione sabato 6 agosto ore 18.00
dal 6 al 21 agosto 2011
orari: 11-19 da martedì a domenica
ingresso libero
catalogo: Edizioni Lab63

25-27 luglio 2011 (solo)
THE STREET CATS’ WORLD
Palazzo Comunale
Monterosso – Cinque Terre (SP)

6-21 agosto 2011 (solo)
ALTE VISUALI
Palazzo Broletto
Como – piazza Duomo
22-25 agosto 2011 (solo)
ALTE VISUALI
Grand Hotel Villa d’Este
Cernobbio (CO)

MINO DI VITA | Photography.

COMO città · Mostre

LUIGI CORBETTA, ISTANTI

LUIGI CORBETTA, ISTANTI
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Dal 4 al 29 giugno il Broletto di Como ospita Istanti, una mostra che racconta il  viaggio in Italia compiuto dal fotografo Luigi Corbetta in compagnia di una macchina polaroid, sulle tracce dell’itinerario seguito più di cinquant’anni fa da Guido Piovene.

Corbetta è intervenuto sulle immagini in modo da privarle del loro carattere meccanico, esclusivamente riproduttivo, e da farle diventare esplicitamente pittoriche: si tratta di una pittura gestuale e tendenzialmente espressionista in cui i contorni delle figure si allentano, si deformano e a volte svaniscono del tutto. Sembra quasi di trovarsi di fronte a degli schizzi, a dei fogli prelevati dal taccuino di uno di quei pittori che, negli scorsi secoli, compivano il loro viaggio di formazione in Italia.

Apertura tutti i giorni dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 21
Info: cultura@comune.como.it – 031.252352

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Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163
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Blevio · CULTURA e CULTURA LOCALE · Libri su Como e il Lario · Mostre · Pifferi Enzo · Storia e Economia

Como nelle antiche stampe Mercoledì 18 maggio alle ore 18,30 nella splendida cornice dei giardini a lago del Casta Diva Resort & SPA in via Caronti 69 a Blevio, apre la mostra di antiche stampe della Como del ‘700 e ‘800. Resterà aperta sino a martedì 24 maggio dalle ore 17,00 e alle ore 20,00


Como nelle antiche stampe

Mercoledì 18 maggio alle ore 18,30
nella splendida cornice dei giardini a lago del Casta Diva Resort & SPA
in via Caronti 69 a Blevio,
apre la mostra di antiche stampe della Como del ‘700 e ‘800
.
Resterà aperta sino a martedì 24 maggio dalle ore 17,00 e alle ore 20,00
Per informazioni: tel. 031 32511

Circa 80 immagini, riprodotte in bianco/nero su tela nel formato 70 x 100 rappresentano gli aspetti più  caratteristici quali i borghi, le piazze, il porto, il lago, i primi battelli a vapore, le ville, le chiese e soprattutto le panoramiche della città. La mostra, a cura di Enzo Pifferi, è aperta al pubblico e rappresenta un’occasione per visitare i luoghi dove ha vissuto la cantante lirica Giuditta Pasta tra il 1827 e il 1864. Nell’antica villa Roccabruna, furono ospiti numerosi artisti dell’alta società europea e sulle rive del Lario Vincenzo Bellini musicò la Norma e alla celebre soprano dedicò la  melodia “Casta Diva”.

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MOSTRA DI MERLETTI AL MUSEO DELLA SETA

ilMuseo didattico della Setaospiterà una nuova edizione della mostra dedicata al merletto a fuselli dal titolo “I 150 anni  dell’Unità d’Italia 1861-2011” Storia e memoria in terra lariana e lombarda.

Per l’edizione 2011 il tema della mostra di merletto ruota attorno al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia; l’evento si fregia del logo delle celebrazioni ufficiali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I gruppi, le scuole e le associazioni attivi oggi in Lombardia sono stati invitati a presentare dei preziosi manufatti ispirati al tema proposto.

Martedì-venerdì 9-12 e 15-18; domenica 11-18
Info: 031.303180 –press@museosetacomo.com

Dal16 marzoal29

MOSTRA DI MERLETTI AL MUSEO DELLA SETA

 

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ARTE · BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Elementi materiali · Mostre

Genius loci. Lo spirito dei luoghi – Pineda Jalisco; Brenna Nicoletta – Libro – Vanilla

ineda Jalisco; Brenna Nicoletta – Genius loci. Lo spirito dei luoghi

Genius loci. Lo spirito dei luoghi Titolo Genius loci. Lo spirito dei luoghi
Autore Pineda JaliscoBrenna Nicoletta
Prezzo
Sconto 5%
€ 8,55
(Prezzo di copertina € 9,00 Risparmio € 0,45)
Prezzi in altre valute
Dati 2010, 48 p., ill., brossura
Curatore Savoia J. A.
Editore Vanilla
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da: Genius loci. Lo spirito dei luoghi – Pineda Jalisco; Brenna Nicoletta – Libro – IBS – Vanilla –.

ARTE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Mostre

MOSTRA: LA LARIO IN ARTE

Sabato 5 marzoalle 16.00 presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti a Como (ex Chiesa di San Francesco, Largo Spallino 1) il presidente dellaCanottieri Lario, Enzo Molteni e gli artisti Vincenzo Mascoli, Gianpiero Bonfantini e Gio69 hanno il piacere di invitarvi all’inaugurazione della mostraLa Lario in Arte: 120 quadri per 120 anni.

Organizzata in collaborazione con il Comune di Como Assessorato alla Cultura e Assessorato allo Sport, l’esposizione sarà visitabile fino al 22 marzo.

L’inaugurazione sarà allietata da un concerto di musica da camera per flauto, violino e violoncello. Alle 15 è prevista una visita in anteprima riservata alla stampa e guidata dagli artisti e dallo staff della Lario.

Orari: lunedì-venerdì 10.30-12.30, 16.00-20.00.
Sabato e domenica 11.00-20.00
Info: info@canottierilario.it – 031.574720

Colpi di remo. Storia e tradizioni di lago e di atleti

 

MOSTRA: LA LARIO IN ARTE
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Mostre

Come sostiene Ludovico Pratesi, Candida Höfer è “un’artista in cerca del genius loci”.

fino all’8.III.2011
Candida Höfer
Bologna, Galleria Marabini
Il connubio tra fotografia e architettura. La centralità dello spazio e la presenza/assenza dell’uomo. A Bologna la poetica di Candida Höfer, artista alla ricerca del genius loci…

pubblicato mercoledì 23 febbraio 2011

La trasformazione dello spazio in immagini, la metafisica celebrazione del silenzio, la tensione verso l’assoluto architettonico. Questi i tratti distintivi che connotano la poetica della fotografa tedesca Candida Höfer(Eberswalde 1944, vive a Colonia), “antropologa delle architetture”, “documentatrice del paesaggio industriale”, esponente d’avanguardia della Scuola di Düsseldorf e artista di spicco nel panorama contemporaneo.
Nove ritratti fotografici di eccelsa raffinatezza e ad alto impatto evocativo costituiscono il nucleo della personale realizzata in collaborazione con gli architetti berlinesi Wilfried e Johannes Kuhen & Simona Malvezzi. L’esposizione rientra in un progetto di più largo respiro, Candida HöferProjects: Done, mostra itinerante esposta tra il 2002 e oggi in spazi prestigiosi dell’arte contemporanea europea, quali il Museum Morsbroich a Leverkusen, il Museo de Arte Contemporáneo de Vigo e il Centro Andaluz de Arte Contemporáneo a Siviglia.
Candida Höfer - Binding Brauerei Kassel I - 2004 - c-print - cm 152x152 - courtesy Galleria Marabini, Bologna-Milano
Il distacco critico e il rigore formale, la meticolosità nel cogliere i dettagli, la totale assenza di ritocchi artificiali e digitali, la “disumanizzazione” che permea la fotografia architettonica rientrano nella lezione principale mutuata dai coniugi Bernd e Hilla Becher, ma Candida Höfersi distacca dalla Kunstakademie di Düsseldorf creando uno stile del tutto personale. L’obiettivo della fotografa ritrae generalmente interni di musei, palazzi storici, biblioteche, chiese, fabbriche dismesse. Questa volta, soggetto della ricerca artistica è la Binding Brauerei, convertita in spazio espositivo da Kuhen Malvezzi in occasione dell’evento internazionale d’arte contemporanea Documenta 11, che si è tenuto a Kassel nel 2002.
Le inquadrature frontali, le riprese col banco ottico, le immagini in grande formato costituiscono la cifra stilistica delle opere fotografiche di Candida Höfer, ma la perfetta visuale prospettica degli spazi vuoti e la luce naturale che cristallizza la dimensione temporale in un eterno presente sono indubbiamente gli elementi più eloquenti del suo percorso artistico.
Candida Höfer - Julia Stoschek Collection Düsseldorf IV - 2008 - cm 85x84,4 - courtesy Galleria Marabini, Bologna-Milano
La pressoché totale assenza di movimento e di figure umane porterebbero a rilevare un’oggettività dello sguardo che in realtà è solo formale. La disumanizzazione angosciante dei ritratti fotografici ha una sua motivazione precisa: secondo l’artista, le presenze umane “sono una distrazione alla visione dello spazio”. Ma, in realtà, Candida Höferè un'”esploratrice dell’assenza umana” che riesce a cogliere la presenza indiretta dell’uomo, artefice di spazi d’uso che testimoniano il comune vivere sociale e politico. Come sostiene Ludovico Pratesi, Candida Höferè “un’artista in cerca del genius loci”.

da: fino all’8.III.2011 – Candida Höfer – Bologna, Galleria Marabini – Exibart.com.

CULTURA e CULTURA LOCALE · Mostre

Culture in movimento – Alla scoperta delle eredità immateriali in Lombardia curata dall’Archivio di Etnografia e Storia Sociale della Regione Lombardia

CULTURE IN MOVIMENTO

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Dall’8 febbraioal4 marzoilMuseo della Setadi Como (via Castelnuovo 9) presenta un nuovo appuntamento della mostra itineranteCulture in movimento – Alla scoperta delle eredità immateriali in Lombardiacurata dall’Archivio di Etnografia e Storia Socialedella Regione Lombardia.

Culture in movimentoespone esempi di arti, saperi, pratiche e conoscenze che documentano la vivacità del patrimonio culturale della Lombardia; mette in scena un itinerario visivo e sonoro nelle realtà locali alla scoperta del patrimonio vivente che appartiene alle comunità.

Il trentennale lavoro di acquisizione, attraverso le fonti documentarie, i fondi fotografici, le indagini registrate e filmate, consente di rendere omaggio all’eredità che si manifesta attraverso le espressioni orali, le arti dello spettacolo, gli eventi rituali e festivi, l’artigianato e il lavoro tradizionale.

L’esposizione, che nel corso del 2009 e 2010 ha toccato varie province lombarde quali Biandronno (Varese), Villa Carcina (Brescia), San Benedetto Po (Mantova), Lodi Vecchio (Lodi), Monza, Galbiate (Lecco), Stradella (Pavia), Cremona e Malegno (BS), si avvale del  patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

 

Ingresso gratuito.
Orari: martedì – venerdì 9-12 e 15-18

Info: 031.303180 –info@museosetacomo.com

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Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163
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FOTOGRAFIE · Libri su Como e il Lario · Mostre · Ottocento · Pifferi Enzo · Storia e Economia

COMO NELL’800, Mostra fotografica, DAL 17 AL 24 DICEMBRE ORARIO 15,30 – 19,30 SPAZIO ENZO PIFFERI EDITORE VIA DIAZ 58 COMO

Mostra fotografica

COMO NELL’800


DAL 17 AL 24 DICEMBRE
ORARIO 15,30 – 19,30

SPAZIO ENZO PIFFERI EDITORE
VIA DIAZ 58
COMO

GENIUS LOCI · Mostre · Paesaggio

Morandi. L’essenza del paesaggio

Morandi. L’essenza del paesaggio

“Dipingo e incido paesi e nature morte”. Poche parole, pronunciate con la severa misura di sempre, bastavano a Giorgio Morandi (1890 – 1964)  per riassumere la propria arte, quintessenza di rigore ascetico e riflessione puntigliosa su pochi temi (nature morte e paesaggi appunto) instancabilmente scandagliati. Di nature morte – austere e vibranti composizioni di bottiglie e vasetti, bricchi e vecchi lumi – ne dipinse così tante da divenire noto ovunque come “pittore di bottiglie”, finendo per riservare ai paesi (come preferiva chiamare i suoi paesaggi) una posizione gregaria, ancorché cospicua, all’interno della sua produzione. “E dire che i paesaggi li amavo di più” – avrebbe dichiarato in seguito – confessando anche “ma bisognava viaggiare e soffermarsi in un posto o nell’altro e ritornarvi per completare il lavoro”. E forse proprio in questa attenzione amorosa e puntigliosissima per i paesaggi, individuati attraverso una ricerca meticolosa e dipinti dopo aver stabilito l’inquadratura più opportuna e prolungate introspezioni, sono da cercare le ragioni della loro minor quantità. Uomo di solitudine e di tradizione, Morandi aveva attraversato i maggiori movimenti artistici italiani, dal futurismo alla metafisica, da Valori Plastici a Novecento, senza farsene frastornare, sottraendosi alla schiavitù delle regole altrui cui, in arte come nella vita, si finisce sempre per sottostare quando non si sia in grado di darsene di proprie. Il canone morandiano comprendeva due norme fondamentali – “ritengo che esprimere la natura, cioè il mondo visibile, sia la cosa che maggiormente m’interessa” e “lavoro costantemente dal vero” – che il maestro bolognese, uomo schivo come pochi, declinava facendo coincidere i confini del proprio mondo e della propria arte con lo studio bolognese di via Fondazza e con la casa di campagna di Grizzana. Era questo frammento di mondo che Morandi trasformava nelle immagini intime e vibranti di caste bottiglie e vasetti feriali, e di paesaggi assorti, soprattutto i calanchi aridi degli Appennini appena fuori Bologna, intorno a Grizzana, dove il pittore passò le sue estati e gli anni della guerra, ma anche il modesto cortile della casa bolognese. Una pittura tonale, severa ed equilibrata, difficile e segreta, dove le povere cose sono pretesti per esprimere sentimenti. Vasetti consunti, ciotole vuote e bottiglie polverose ricoperte di colori opachi, rifiutando la seduzione delle trasparenze, e attoniti paesaggi, ridotti a liriche geometrie, quasi sul limitare dell’astrazione che sfuggono alle trappole dell’entropia, riescendo sorprendntemente a ricreare la vita, a restituirne l’essenza.
Tuttavia, come ricordava Federico Zeri, “mentre tutti lo conoscono come autore di nature morte, pochi sono a conoscenza dell’altra sua attività, quella di pittore di paesaggio.[…] Io considero questi dipinti fra i più alti capolavori del paesaggismo di tutti i tempi. In essi si sente un’affettuosa attenzione verso l’opera giovanile di Corot; talvolta si percepiscono riflessi molto mediati e trasfigurati di Cézanne” . Per questo, tanto più preziosa è l’esemplare rassegna allestita nelle sale della Fondazione Ferrero di Alba che esplora l’essenza del paesaggio nell’arte del maestro bolognese attraverso una settantina di opere, in prevalenza dipinti e una rigorosa selezione di acquerelli. Un ulteriore elemento di appeal della rassegna nasce dalla provenienza delle opere, quasi tutti destinate da Morandi ai suoi compagni di strada più fedeli, artisti e intellettuali, da Malaparte a Casella, da Soffici a Campana e Ungaretti, nonché ai suoi primi collezionisti ed estimatori, mecenati, critici e storici dell’arte, Longhi e Vitali, Brandi e Magnani, Ragghianti, Venturi e Arcangeli, intrecciando la storia dell’arte morandiana a quella della cultura del tempo.
La mostra prende avvio da un prezioso nucleo di lavori giovanili degli anni Dieci, partendo dal seminale “Nevicata” del 1910 – muto di voci e di presenze umane come lo saranno tutti i suoi paesaggi futuri, a cui sono affiancate opere di pochi anni successive, come il “Paesaggio Vitali” del 1911, memori del cubismo e della lezione di Cezanne, cui si aggiungono gli echi del Doganiere Rousseau, riprova dell’incessante ricerca di un’autonoma espressività e di un affinamento dello stile del solitario di via Fondazza. Un momento nodale nella poetica di Morandi sono i paesi dipinti nel decennio successivo che declinano la linea della tradizione italiana – Giotto, Masaccio, Piero della Francesca –  innervandola con il sentimento della contemporaneità, in modo tanto più estremo quanto più dissimulato: le geometrie cezanniane accolgono le leggerissime velature di colore, memori delle scialbature degli affreschi quattrocenteschi. Sono paesaggi severi, assoluti e dalla struttura decisa, lontani da ogni naturalismo, in cui poche case, compatte come solidi geometrici si stagliano, nella tarda luce mattinale, contro cieli smaltati d’azzurro di purezza pierfrancescana. E’ negli anni Trenta che Morandi raggiunge una grandezza autonoma ed esiti altissimi. L’armonia meditata della forma si specchia  nella raggiunta perfezione della materia tonale: i paesaggi inameni, “inutili” come le bottiglie e le ciotole che abitano le sue nature morte, rivelano definitivamente la loro essenza di “puri” pretesti espressivi. E questo accade soprattutto nei paesaggi di Grizzana, dipinti da Morandi negli anni più tragici della guerra ulteriore snodo essenziale nell’opera dell’artista bolognese, e uno dei vertici della pittura italiana del Novecento. Decantando la stesura più densa del decennio precedente, quando il colore ancora modellava la presenza degli oggetti, coagulando la luce per stacchi più nitidi e drammatici, Morandi sottrae corpo e consistenza alla materia, sino a lasciare sulla tela poco più di una velatura appena modulata in cui le colline e le valli dell’Appennino emiliano appaiono come dilavate dal tempo, sindoni di solitudine e di desolazione. E sullo stato di contemplazione assorta suscitato dalla serie dei “cortili di via Fondazza” degli anni Cinquanta, accostati ai paesaggi di Grizzana dei suoi ultimi anni, si chiude la rassegna albese. Si assiste a un progressivo smaterializzarsi della realtà nella luce, a un rarefarsi della pittura che disgrega il confine tra paesaggio e natura morta esemplificato in mostra dall’accostamento di un “Paesaggio” del 1962 e una “Natura morta”  del 1963. Entrambi danno vita, incarnano e realizzano le parole dell’assunto per cui è diventato famoso: “Non vi è nulla di più astratto del reale”.

da: Italica – Morandi Giorgio: Morandi. L’essenza del paesaggio.

ARTE · Mostre · Valle Intelvi

Ferrata e Carloni, dalla Val d’Intelvi al mondo

SONO DEI PICCOLI ( 60 CM. CIRCA DI ALTEZZA )  CAPOLAVORI SCOLPITI NEL LEGNO……ARRIVANO DAL MUSEO DIOCESANO DI SCARIA D’INTELVI , ATTUALMENTE CHIUSO PER RESTAURI (???).

PROGETTATO ,  REALIZZATO E  ARREDATO  DAL NS. CARISSIMO AMICO ARCH.PIERO CLERICI NEGLI ANNI  70 CIRCA. SU INCARICO DEL’ALLORA PARROCO DI SCARIA  PROF. DON CAVADINI, UNO STUDIOSO DEGLI ARTISTI DELLA VALLE.

ERA  UN GIOIELLINO DI MUSEO…..

CARI SALUTI.

CARLA BIGNAMI

6.11.2010

http://webstorage.mediaon.it/media/2010/11/181914_3042750_Ferrata__V_12482624_medium.jpg

Ercole ferrata Vergine del rosario (Foto by colmegna K0)

Otto statuette lignee di Ercole Ferrata e sei ritratti di Carlo Innocenzo Carloni raccontano l’arte dei maestri intelvesi in una mostra, a cura di Maria Letizia Casati e Daniele Pescarmona, alla Pinacoteca Civica di Como.
Si tratta di opere straordinarie, restaurate e messe a confronto per l’occasione, che provengono dal Museo diocesano di arte sacra di Scaria d’Intelvi (Como).
L’omaggio cade nel quarto centenario della nascita di Ercole Ferrata (Pellio Inferiore 1610- Roma 1686) che fu tra i protagonisti della scultura barocca romana, lavorò con Alessandro Algardi e Gianlorenzo Bernini ed ebbe tra i suoi allievi il fiorentino Giovanni Battista Foggini e il maltese Melchiorre Cafà. Accanto al maestro la mostra  celebra un altro celebre emigrato intelvese, il pittore Carlo Innocenzo Carloni (Scaria 1687-1775) che si distinse nella Vienna imperiale soprattutto con gli straordinari affreschi e realizzò sei ritratti di personaggi della famiglia De Allio, che lavorarono a corte. Il percorso espositivo inizia dalle otto statuette in legno di Ercole Ferrata con la Vergine del Rosario, e alcuni santi, tra cui san Pietro, san Giovanni Battista e san Giacomo.
I dettagli minuti dei personaggi, dalla barba alle mani, e della Madonna, dall’espressione del volto al manto, svelano di che pasta sono fatti questi capolavori. Nella prima sala domina un ritratto dedicato a Ercole Ferrata che sembra vegliare su questi gioielli usciti dalla sua bottega e custoditi nella terra natia. La sala che segue documenta la produzione del maestro, dalla statuaria ai monumenti funebri sino agli altari, con una mostra fotografica a pannelli a cura di Ernesto Palmieri. Particolare attenzione è stata prestata all’impresa decorativa della chiesa di Sant’Agnese in Agone a Roma. L’ultima sala vede protagonisti i sei ritratti che Carloni realizzò intorno alla metà del ‘700 per alcuni personaggi della famiglia di Donato Felice de Allio, architetto e ingegnere militare che lavorò nei paesi della monarchia asburgica ed è sepolto nella cripta dei Cappuccini di Vienna. Sorprendono i particolari delle stoffe nella minuzia cara alla migliore tradizione della pittura fiammingo-francese.

Aperta fino al 13 febbraio 2011.

Orari: ma-sa; 9.30-12.30 e 14-17, do:10-13. Chiusa: lunedì.

Stefania Briccola

ARTE · Mostre

GENIUS LOCI: LO SPIRITO DEI LUOGHI, a cura Associazione Culturale Erodoto, Como | Tracce e Sentieri

GENIUS LOCI: LO SPIRITO DEI LUOGHI Chiostrino di Sant’Eufemia, Piazzolo Terragni – Como

Dal 26 settembre al 24 ottobre 2010, dalle 11 alle 18, orario continuato; giorni: dal martedì alla domenica, lunedì chiuso; Ingresso libero

Catalogo Vanilla Edizioni in mostra (7 €)

A cura di: Associazione Culturale Erodoto Direzione artistica: Jessica Anais Savoia Artisti: Jalisco Pineda, Nicoletta Brenna Contributo artistico: OLO creative farm, per il montaggio video; Diego Casartelli per le fotografie sulla Valle del Cosia

Genius Loci è un ambiente in cui l’arte contemporanea, attraverso una video installazione, sculture in creta, bassorilievi, incisioni, fotografia, suoni, odori e installazioni spaziali, diventa mezzo di connessione tra lo spettatore e il suo io più intimo legato al ricordo e al contatto con la natura e il suo Genius Loci. Ognuno di noi conserva dentro sé il segreto di un incontro intimo e personale con i luoghi che ci circondano, che ci appartengono o a cui siamo appartenuti. In questa mostra possiamo ritrovare quel ricordo, quella sensazione, quel momento. Basta guardare, annusare, ascoltare e sentire, attraverso i tre piani espositivi, rapiti dalla magia di questo splendido Chiostrino nascosto nel centro storico di Como. Possiamo vivere in prima persona questa rassegna, vivere le opere, le piante, il verde che fa parte imprescindibile dell’allestimento, o ascoltare le testimonianze raccolte tra professionisti e professori che nel catalogo e durante le due conferenze (9 e 23 ottobre), ci parleranno del Genius Loci della Provincia di Como, del suo lago, ma anche dell’aspetto filosofico di questa figura, della simbologia del bosco e dell’albero

da: Associazione Culturale Erodoto

 


da: GENIUS LOCI: LO SPIRITO DEI LUOGHI, a cura Associazione Culturale Erodoto, Como | Tracce e Sentieri.