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Sorgente: Newsletter NodoLibri 05/02 – pamalteo@gmail.com – Gmail
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Alla fine del XIX secolo, la città di Como pensò di celebrare il centenario dell’invenzione della pila e il suo ideatore Alessandro Volta con una grande esposizione, in linea con quelle che, ormai da qualche decennio, si tenevano nelle maggiori città d’Europa.Fin dal 1896 si mise mano alla progettazione dei padiglioni, per i quali dopo una fase di studio (che comprende anche una proposta messa a punto dall’architetto milanese Luigi Broggi e dall’ingegnere comasco Enrico Rossetti) si affidò l’incarico all’ingegnere comasco Eugenio Linati, che venne designato anche a presidente della commissione tecnica dell’esposizione. Il progetto si componeva di un articolato sistema di padiglioni tutti collegati e introdotti da una monumentale fronte rivolta alla città, che fonde irrituali citazioni dello stile impero con due grandi torri in forma di “pila voltiana” agli estremi (in una di queste era collocata una delle principali attrazioni dell’esposizione: un ascensore che conduceva alla terrazza da cui si godeva un panorama mozzafiato).
tutta la scheda qui
Sorgente: XXCO_000: l’Esposizione Voltiana







Qui la presentazione a NESSO, 26 Febbraio 2016:



e presso:
Libreria Dominioni
Libreria Noseda/Libraccio di Via Cantù, Como
il Libraccio di Via Giulini
Libreria Andreoli di Via Rovelli, Como
negozio di Alimentari Boleso Mariangela, Via Borgonuovo , Nesso
AUDIO DELL’INDIMENTICABILE INCONTRO:
1: D’Ina: introduzione
2: Luoni, Quirico e Giuditta
3: D’Ina: figure e immagini in Luoni
4: Luoni si racconta
5: Luoni: Annunciazione
6: Luoni: colori e animali
7: Luoni: Ganimede
8: D’Ina e Luoni, Libro di figure
9: Luoni, Filemone e Bauci
10: dialetto
11: Dioniso
Locandina dell’editore sedizioni diego dejaco:
http://www.sedizioni.it/sedizioni/catalogo/Voci/2015/8/25_basilio_luoni,_el_libro_di_figur.html


Basilio Luoni è nato a Como il 30 maggio 1941. Vive sul lago a Lezzeno, dove dagli anni Sessanta dirige una Compagnia teatrale di “dilettanti”, per la quale ha tradotto commedie di Molière, Regnard, Beaumarchais, Aristofane, Plauto, Cecov, Puskin. Sempre per la Compagnia ha scritto un ‘mistero’: El Natal, e una rivisitazione dell’ Odissea El Baloss.
Ha tradotto varie opere per Rizzoli, Rusconi e Guanda: Les Tragiques di d’Aubigné, Le mille e una notte e un’ampia scelta di fiabe del Cabinet des Fées.
Ha riunito alcune traduzioni molieriane nel Molière travestito, stampato dalla Nodo Libri di Como. Per la stessa casa editrice ha pubblicato El Natal.
Dante Isella ha presentato alcune composizioni di questoLibrô di figur nell’Almanacco dello Specchio 1993 (Mondadori). Un poemetto in dialetto El ball de la garigôla è stato pubblicato dalla editrice Lythos con litografie di Donato Bocelli. Incisioni di Bocelli accompagnano anche le liriche italiane raccolte nella plaquette Sparizioni e nel volumetto Amor vitae, amor mortis per i tipi dell’editore Dominioni.
al seguente link tutte le mie “tracce di memoria su Basilio Luoni:
https://coatesa.com/?s=basilio+luoni&submit=Cerca
La città visibile. Poesie da affrancare di Pietro Berra e Francesco Osti (Lietocolle, 2015). Un libro singolare, inusuale: vere cartoline che si possono staccare e spedire.
Pietro Berrà e Francesco Osti sono due poeti nati negli anni Settanta. In questa raccolta rileggono il cambiamento dell’Italia attraverso 30 cartoline simboliche, cui si sono ispirati per scrivere altrettante poesie. Osti ha scelto il periodo del boom economico: l’epoca dell’emigrazione dal Sud al Nord e della speculazione edilizia, con la costruzione di palazzoni che oggi non rispondono più al gusto estetico medio, mentre allora venivano riportati sulle cartoline come segno di progresso. Il poeta si è lasciato suggestionare da queste immagini e le ha passate attraverso la lente della sua esperienza e sensibilità. Berra ha optato per un periodo più ampio, dalla Belle Époque agli anni Ottanta del Novecento, circoscritto a un microcosmo, Brunate, villaggio di contadini trasformato in piccola Ville Lumière con il sudore degli opera
CAFFÈ LETTERARIO
Osteria del Gallo, via Vitani 16, ore 17.30, ingresso libero
Agopik Manoukian parlerà di un argomento di grande attualità Gli Armeni nella storia.
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Federico Frigerio (Milano 1873 – Como 1959) è uno dei grandi protagonisti intellettuali del Novecento comasco. Certamente, il fatto di aver perseguito durante tutta la sua carriera una convinta adesione allatradizione architettonica lombarda non ha giovato alla sua fama in tempi recenti: in un certo senso, egli sembra trovarsi “dal lato sbagliato” della storia, al servizio della “conservazione” piuttosto che del rinnovamento proposto dal Movimento Moderno. La sua lunga esperienza professionale si svolge certamente sotto il segno della tradizione, ma non in maniera acritica; anzi, della tradizione fu un attento indagatore ed esegeta. Così come egli non fu mai chiuso alle innovazioni né tanto meno al rinnovamento del linguaggio e della tecnica dell’architettura, dall’introduzione del cemento armato alle proposte stilistiche della scena mitteleuropea.
Per queste ragioni la rivisitazione critica della sua vicenda professionale e l’approfondimento delle sue numerose opere (in gran parte poco note) apportano numerosi motivi di interesse a una ricostruzione complessiva del Novecento comasco.
Presentazione
(di Stefano Della Torre)
1.
Una città tra due secoli. Lo sfondo dell’opera di Federico Frigerio
2.
Il dono di gustare le cose belle. Per una biografia di Federico Frigerio
3.
Le opere principali
4.
Regesto delle opere
Indice dei nomi
Indice dei luoghi
Fabio Cani (Como, 1955) da molti anni si occupa di storia della città di Como e del suo territorio, con una particolare attenzione ai temi della modernità e dell’immagine.
È autore di numerose pubblicazioni su questi argomenti.
Sorgente: Federico Frigerio architetto – Fabio Cani – NodoLibri – Libro NodoLibri Editore