BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Donne della storia di Como, in soroptimist.it, dicembre 2024

https://www.soroptimist.it/club/como/progetti-di-club/progetto-interattivo-como-donne-nella-storia-49693/

Adele Bonolis

Alda Vio

Beata Giovannina Franchi

Candida Lena Perpenti

Carla Badiali

Carla Porta Musa

Enrica Mortarotti Petazzi

Francesca Lodolini

Germana Pozzi Montandon

Ginevra Bedetti Masciadri

Giuditta Pasta

Giuseppina Perlasca Bonizzoni

Graziella Lupo

Ines Figini

Liliana Ronchetti

Luisa Aiani Parisi

Luisa De Orchi

Maria (Mariuccia) Belloni Zecchinelli

Teresa Ciceri Castiglioni

Teresa Rimoldi

Titta Porta

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TOMMASO SACCHI SUI SENTIERI DELLA RESISTENZA”Il bosco dove tutto cominciò”.  Memorie della mia famiglia partigiana   sabato 30 novembre 2024ore 18.00 – Cinema di Bellano, lago di Como

TOMMASO SACCHI SUI SENTIERI DELLA RESISTENZA”Il bosco dove tutto cominciò”.  Memorie della mia famiglia partigiana   sabato 30 novembre 2024ore 18.00 – Cinema di Bellano, lago di Como
IL BELLO DELL’ORRIDOSpavento, stupore, meraviglia. Incontri d’autore vistalago a Bellano, a cura di Armando Besio
TOMMASO SACCHI SUI SENTIERI DELLA RESISTENZA”Il bosco dove tutto cominciò”.  
Memorie della mia famiglia partigiana   sabato 30 novembre 2024ore 18.00 – Cinema di Bellano, lago di Como ingresso libero
Bellano, 26 novembre 2024 – L’edizione 2024 de “Il bello dell’orrido” si conclude sabato 30 novembre insieme a Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura della città di Milano, con il libro Il bosco dove tutto cominciò. Storia di una famiglia partigiana (Mondadori), scritto con la madre, Rossella Kohler. Un viaggio emozionante, dedicato soprattutto ai ragazzi dai 10 ai 14 anni, attraverso le storie che vivono nella memoria collettiva e altre che rimangono nascoste, non raccontate, ma ben custodite da ogni famiglia. La storia del nonno paterno dell’autore, Edoardo, conosciuto come Dado, un partigiano la cui vita è un intreccio di ricordi e di coraggio e quella dello zio materno Gianpaolo, un giovane che sceglie di togliersi la divisa dell’esercito per diventare un ribelle, animato da un profondo senso di libertà, democrazia e parità. Due storie, profondamente intrecciate con la storia d’Italia, che ritrovano le loro tracce nei boschi della Resistenza tra il Lago di Como e la Val Pellice, sui sentieri oggi ripercorsi dall’autore, per onorare la loro memoria e ricordare che ognuno di noi ha il potere di contribuire a migliorare il mondo in cui viviamo. Tommaso Sacchi, oltre a essere un narratore sensibile e appassionato, è uno dei protagonisti della politica culturale italiana: la sua attività è un esempio di come la cultura possa essere un mezzo per riscoprire e valorizzare il passato, rendendolo uno strumento per interpretare il presente e costruire nuove basi per il futuro. Ritroviamo così un forte legame tra il messaggio della “storia di una famiglia partigiana” e l’impegno quotidiano di Sacchi per la città di Milano: entrambi si fondano sull’idea che la cultura è memoria, e la memoria è essenziale per alimentare la cittadinanza attiva. Attraverso iniziative che celebrano la storia e la partecipazione collettiva, Tommaso Sacchi ci dimostra che la cultura non è solo intrattenimento, ma un pilastro fondante per la democrazia e l’inclusione.   Il bosco dove tutto cominciò. Storia di una famiglia partigiana è un invito a riflettere sulle radici della libertà, sulla forza delle scelte individuali nel plasmare il futuro e sul sacrificio per un bene più grande: “Nonno Dado poteva anche ripetere quel suo ‘non sono un eroe’, ma a mio padre non sfuggiva cosa significasse essere stato partigiano. Aveva rischiato la vita e contribuito a scrivere il futuro dell’Italia, insieme a migliaia di altri, ragazzi e ragazze, uomini e donne, come lui.” Un libro che è un omaggio alla memoria ma anche un richiamo a custodire il valore della Resistenza, oggi più che mai attuale (“Quella della lotta partigiana è una vicenda che riguarda tutti noi, anche nel presente, in modi molto diversi.”), e guidarci nel trovare il nostro ruolo attivo nel mondo.  L’AUTORETommaso Sacchi: membro del Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo del Ministero della Cultura, presidente della Fondazione Teatro della Toscana, è attualmente è Assessore alla Cultura del Comune di Milano. In passato ha ricoperto lo stesso incarico nella città di Firenze, dove ha saputo intrecciare arte, design e innovazione con la tradizione. Ha collaborato con svariate istituzioni culturali italiane e straniere, come la Biennale di Venezia e di Berlino, e con Stefano Boeri, prima in Triennale e poi nel suo studio di architettura, dove è stato responsabile della campagna comunicazione del bosco verticale, uno degli edifici più iconici al mondo degli ultimi decenni.   PERCORSO ESPLORATIVO | ORE 16:00  a cura dei Custodi del Patrimonio di Bellano  SAN NICOLAO arte contemporanea e alla Chiesa dei Santi Nazaro e Celso. Prenotazioni: custodipatrimoniobellano@gmail.com Costo partecipazione 3 euro (ingresso, ridotto gruppi SAN NICOLAO) da pagare in loco.  INFORMAZIONI UTILI INCONTRI “IL BELLO DELL’ORRIDO”  Tutti gli incontri de Il bello dell’orrido nel Cinema di Bellano (via Roma 3) sono a ingresso gratuito.  A fine evento ci sarà il firmacopie con l’autore.   
Biografie di persone

Biografia di GIORGIO PERLASCA (Como, 1910-Padova, 1992)

Giorgio Perlasca, nato a Como il 31 gennaio 1910, è conosciuto per il suo eroico gesto di salvare migliaia di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

Cresciuto in una famiglia che si trasferì presto a Padova, Perlasca aderì al fascismo negli anni Venti, partecipando attivamente a conflitti come la guerra d’Etiopia e la guerra civile spagnola al fianco di Francisco Franco[1][2].

La Seconda Guerra Mondiale e l’Operazione di Salvataggio

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Perlasca si trovava a Budapest come incaricato d’affari per l’Italia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutò di unirsi alla Repubblica Sociale Italiana e fu arrestato dai nazisti. Tuttavia, riuscì a fuggire e trovò rifugio nell’ambasciata spagnola, dove assunse l’identità di un console spagnolo, collaborando con l’ambasciatore Ángel Sanz Briz per proteggere gli ebrei ungheresi[1][3][4].

Nel novembre del 1944, dopo che Sanz Briz dovette lasciare Budapest, Perlasca si dichiarò sostituto dell’ambasciatore. In questa veste, emise falsi salvacondotti che garantivano la protezione degli ebrei, riuscendo a salvare oltre 5.000 persone dalla deportazione[2][3]. La sua audacia e ingegnosità furono fondamentali per organizzare la sopravvivenza degli ebrei nascosti in “case protette”, dove né i nazisti né le autorità ungheresi potevano entrare ufficialmente[4].

Il Ritorno alla Normalità

Dopo la guerra, Perlasca tornò in Italia e visse una vita riservata, senza mai raccontare le sue gesta eroiche nemmeno alla famiglia. La sua storia rimase sconosciuta fino agli anni Ottanta, quando alcune delle persone che aveva salvato iniziarono a cercarlo. Questo portò alla sua riscoperta e al riconoscimento del suo coraggio da parte di vari stati e istituzioni, tra cui Yad Vashem, che lo onorò come “Giusto tra le Nazioni”[1][2].

Morte e Eredità

Giorgio Perlasca morì il 15 agosto 1992 a Padova. Sulla sua lapide è incisa la frase “Giusto tra le Nazioni” in ebraico, un tributo alla sua straordinaria umanità durante uno dei periodi più bui della storia[1][3]. La sua vita è stata immortalata nel libro La banalità del bene di Enrico Deaglio e nel film Perlasca – Un eroe italiano del 2002[1][4].

Citations:
[1] https://it.gariwo.net/giusti/shoah-e-nazismo/giorgio-perlasca-142.html
[2] https://www.scuolaememoria.it/site/it/2021/03/04/giorgio-perlasca/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Perlasca
[4] http://www.unimri.it/giorgio-perlasca.html
[5] https://www.giorgioperlasca.it/giorgio-perlasca-2/la-vita/
[6] https://meis.museum/biografie/giorgio-perlasca/
[7] https://www.padovanet.it/informazione/giorgio-perlasca
[8] https://www.treccani.it/enciclopedia/giorgio-perlasca_(Dizionario-Biografico)/

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · POLITICA e STORIA · Storia Contemporanea · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Via Muralto, Piazza Perretta

Biografia di PIER AMATO PERRETTA (1885-1944) e articolo di Giuseppe Calzati, in la Provincia 15 novembre 2024

Pier Amato Perretta, nato il 24 febbraio 1885 a Laurenzana, in provincia di Potenza, è stato un magistrato e attivista antifascista italiano. Proveniente da una famiglia con forti ideali patriottici, essendo figlio di un garibaldino, si laureò in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli nel 1908, ottenendo il massimo dei voti[2][4].

Carriera e Impegno Politico

Perretta iniziò la sua carriera come uditore giudiziario a Napoli, lavorando successivamente in diverse città italiane, tra cui Locorotondo e Conselve. Nel 1921, fu nominato giudice presso il Tribunale di Como. Durante gli anni ’20, si distinse per le sue posizioni di principio contro le infiltrazioni fasciste nella magistratura e per la difesa dell’autonomia giudiziaria. Nel 1924, presentò un ordine del giorno a favore dell’indipendenza della magistratura durante un’assemblea di magistrati lombardi, un atto che gli costò un trasferimento punitivo a Lanciano l’anno successivo[1][2][3].

Perretta fu anche attivo nel sociale e nella cultura; partecipò alla creazione di cooperative abitative e scrisse su riviste antifasciste. La sua opposizione al regime fascista lo rese un bersaglio per le autorità, che tentarono di silenziarlo attraverso intimidazioni e arresti[1][2].

Resistenza e Morte

Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale e la caduta del regime fascista, Perretta si unì attivamente alla Resistenza. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, divenne un importante esponente del movimento partigiano in Lombardia, collaborando con le Brigate Garibaldi. Tuttavia, il 13 novembre 1944 fu catturato dalle SS a Milano. Nonostante fosse gravemente ferito durante la cattura, rifiutò le cure mediche per paura di rivelare informazioni sui suoi compagni partigiani. Morì tre giorni dopo, il 15 novembre 1944, all’ospedale Niguarda[2][3][5].

Eredità

La figura di Pier Amato Perretta è commemorata in diverse iniziative commemorative e istituzioni. A Como è stata intitolata una piazza in suo onore e sono state erette lapidi che ne celebrano il sacrificio per la libertà e la giustizia. La sua vita è un simbolo della resistenza contro l’oppressione e dell’impegno per i valori democratici[2][4][6].

Citations:
[1] https://www.questionegiustizia.it/articolo/pier-amato-perretta-una-vita-per-la-liberta_14-09-2018.php
[2] https://www.anpi.it/biografia/pietro-amato-perretta
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Amato_Perretta
[4] https://www.isc-como.org/isc/index.php?page=pier-amato-perretta
[5] https://www.storiain.net/storia/pier-amato-perretta-un-magistrato-antifascista/
[6] https://www.reteparri.it/in_evidenza/pier-amato-perretta-1492/
[7] https://www.isc-como.org/archivio/database-como/
[8] https://www.nodolibri.com/architettura-e-urbanistica/208-pier-amato-perretta-un-uomo-in-difesa-della-liberta.html

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · POLITICA e STORIA · Storia Contemporanea · STORIA LOCALE E SOCIETA'

80 anni dalla uccisione per mano nazifascista di PIER AMATO PERRETTA, 15 novembre 1944/2024, commemorazione a Como

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone

Giancarlo Montorfano, Personaggi che ho incontrato, Associazione Charturium, 2024

pagina facebook della associazione: https://www.facebook.com/charturium/?locale=pa_IN

Biografie di persone · Isola Comacina · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Ville sul Lario

Libri di Albertina Nessi

Albertina Nessi è un’autrice italiana contemporanea, nota per i suoi romanzi che esplorano temi di amicizia, crescita e la bellezza dei luoghi italiani. I suoi principali lavori includono:

1. Quell’estate a Villa D’Este

  • Pubblicazione: 27 agosto 2023
  • Editore: Dominioni
  • Pagine: 256
  • ISBN: 9788898911721
  • Trama: Ambientato negli anni ’60, il romanzo narra la storia di Maria, una ragazza semplice di Casnedo, e Caterina, proveniente da una famiglia benestante. La loro amicizia si sviluppa nella cornice del Grand Hotel Villa d’Este, un luogo carico di fascino e segreti. La narrazione si presenta come una lettera in cui Maria racconta la sua vita e le esperienze vissute durante un’estate indimenticabile[1][2].

2. L’isola che c’era

  • Pubblicazione: 12 ottobre 2021
  • Editore: Dominioni
  • Pagine: 232
  • ISBN: 9788898911561
  • Trama: Questo romanzo racconta la storia di Lino Nessi, soprannominato “il Cotoletta”, e della sua figlia Albertina, cresciuta sull’isola Comacina. La narrazione è ricca di avventure e aneddoti che intrecciano la vita dei protagonisti con la storia e le tradizioni italiane. L’atmosfera è descritta come nebulosa e immaginifica, con momenti di grande intensità emotiva[3][4][7].

Tematiche e Stile

Nessi utilizza un linguaggio evocativo per trasmettere le esperienze delle sue protagoniste, spesso riflettendo su temi come la crescita personale, l’amicizia e il confronto tra diverse classi sociali. I suoi romanzi sono caratterizzati da un forte legame con il territorio italiano, in particolare con il Lago di Como, che funge da sfondo per le sue storie.

Citations:
[1] https://www.libreriauniversitaria.it/quell-estate-villa-este-nessi/libro/9788898911721
[2] https://comozero.it/cultura-e-spettacolo/amicizia-e-amori-a-villa-deste-il-nuovo-romanzo-di-albertina-nessi-debutto-alla-fiera-del-libro-il-29-agosto/
[3] https://www.lafeltrinelli.it/isola-che-c-era-libro-albertina-nessi/e/9788898911561
[4] https://www.amazon.it/Lisola-che-cera-Albertina-Nessi/dp/8898911564
[5] https://www.ebay.it/itm/235703588107
[6] https://www.ibs.it/libri/autori/albertina-nessi
[7] https://www.hoepli.it/libro/l-isola-che-c-era/9788898911561.html
[8] https://dominionilibri.it/elenco-autori/albertina-nessi/

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · cinema Astra · Isola Comacina · STORIA LOCALE E SOCIETA'

HITCHCOCK ISLAND, film documentario di Paolo Lipari, al Cinema Astra di Como, 31 ottobre e 1 novembre 2024. Con un articolo di Alessio Brunialti, in la Provincia del 3 novembre 2024

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BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · de Benzi 17 - Torno · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Torno

GIANNA BINDA, il suo racconto di Erno, il paese della tela metallica. Le sue tele, sculture e libri, alla associazione VIA DE BENZI 17, Torno

incontro con Gianna Binda, nata a Veleso, farmacista e biologa ma anche scrittrice e pittrice.

Nelle sue opere, visibili nella nostra sede sin dal primo pomeriggio, dei sottili fili anche d’acciaio,  si intrecciano e creano reti e immagini cosmiche. 

Attraverso il racconto della sua vita Gianna Binda ci permetterà di aggiungere un tassello all’interessante storia della lavorazione del filo di ferro che tanta parte ha avuto nell’economia dei paesi che si affacciano sulla sponda orientale del ramo comasco del Lario.

A Veleso, nella frazione di Erno, sin dall’inizio dell’800 si tesse il filometallico e nel primo novecento a lavorare il ferro vi è anche una ditta di Torno, gli Schiavio. 

Nel secondo dopoguerra, in paese, la tessitura di tele metalliche è ancora un’attività prevalente e in Gianna è ancora vivo il ricordo dei telai sotto casa e l’intraprendenza del padre: sarà  questa la testimonianza, sostenuta anche da brevi letture dei suoi testi, che sarà lieta di condividere con chi, speriamo numerosi, parteciperà all’incontro.

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Demetrio Duccio · GENIUS LOCI · Giardini (in genius loci) · Lua- Libera Università Autobiografia · tentativi di esaurimento del luogo

Demetrio Duccio, La natura è un racconto interiore. Scrivere il filo verde della propria vita, Mimesis editore, 2024. Indice del libro

scheda dell’editore:

https://www.mimesisedizioni.it/libro/9791222312514

Biografie di persone · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Fabrizio Cartocci, Erano tempi così. I lavoratori della Provincia di Como prima dell’Unità d’Italia (1815-1861), Dominioni editore, 2024

scheda dell’editore:

Erano tempi così. Era la prima metà del XIX secolo, l’Italia non esisteva ancora, e nel Lombardo-Veneto la provincia di Como si estendeva dal Lago Maggiore all’Adda.

Erano tempi duri, di uomini, donne e bambini che, per garantirsi il vitto quotidiano, erano costretti a lavorare fino a quindici ore al giorno e a sopportare sforzi esagerati in ambienti lavorativi malsani.

Attraverso un lavoro minuzioso di documentazione e un’accurata ricerca linguistica, Fabrizio Cartocci cataloga, analizza e ricompone il tessuto lavorativo del Comasco, permettendo al lettore di conoscere approfonditamente le tecniche, le difficoltà e la quotidianità di mestieri nati in un passato remoto (vetrai, cartai, setaioli, cotonieri, conciatori, minatori, fonditori, calcinaroli, torbieri e altri ancora).

Passando per i mestieri di un tempo, Cartocci mette in risalto la morfologia di un intero territorio e riscrive lo schema sociale di un periodo storico complesso, ancora molto lontano dai traguardi raggiunti nella modernità, come il rispetto verso il lavoratore e l’attenzione nei confronti delle categorie più deboli. Perché, nonostante la provincia comasca fosse tra le più sviluppate del Regno Lombardo-Veneto, i suoi abitanti vissero a lungo con due compagne di vita: povertà e malnutrizione.

L’autore

Fabrizio Cartocci si è laureato presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza e in Storia, con specializzazione in storia economica, conseguendo la lode accademica. Studioso dell’economia del Settecento e dell’Ottocento lombardo, ha pubblicato per Dominioni Editore, nel 2014, Cesare Beccaria e l’industria serica comasca e, nel 2018, I lavoratori della seta nella Lombardia austriaca.

Biografie di persone · Guin Giuseppe

Giuseppe Guin, L’irriverente. Quattrocento domande a Nini Binda, Dominioni editore, 2024

scheda dell’editore:

 

Palmiro Binda, o meglio Nini, come tutti l’hanno sempre chiamato, nasce a Como il 6 aprile del 1934, figlio dell’imprenditore serico Gianni, detto “Barbisùn” e di Clara Bernasconi, detta “Bindàscia”, per l’asprezza del carattere.

Campione di motonautica, industriale tessile, assessore comunale e appassionato golfista, nel 2014 sposa Enrica, chiamata Chicca, figlia di Paolo Arnaboldi e Anna Gazzaniga, nobile famiglia di setaioli in Montorfano.

Nessuno è mai riuscito a mettermi la museruola! Nella mia vita ho sempre detto quello che pensavo, figurarsi adesso alla mia età. A novant’anni posso anche permettermi di essere irriverente.

E irriverente lo è davvero questa intervista. Una confessione senza veli, sulla sua vita e la sua città.

Postfazioni

La rivoluzione della politica
di Sergio Gaddi

Gli anni d’oro del tessile
di Graziano Brenna

La creatività nella moda
di Paola Mascolo

Le glorie dello sport
di Chicco Gelpi

La tradizione del golf
di Sergio Arcellaschi

Il mondo del volontariato
di Daniele Roncoroni

L’autore

Giuseppe Guin scrittore e giornalista, da qualche anno vive i suoi giorni migliori in un rudere, dentro un’antica cava di pietre di epoca romana, a Faggeto Lario, sul Lago di Como. The Writer’s nest. Lì ha scritto tutti i suoi romanzi.