Alberto Longatti (1931-2024) –
Alberto Longatti ha lasciato la sua città. Per sempre. Quasi un secolo è durato il contatto con le persone, le cose, le storie e le notizie… un contatto quotidiano che Alberto ha saputo osservare e poi raccontare o – come si dice oggi – “narrare”.
Si è trattato di un lavoro costante, esercitato con attenzione e passione nella cronaca del giornale in cui ha lavorato per tutta la vita e al quale ha dedicato attenzioni, competenze, passioni a tutto campo. Come Alberto, nessun altro ha saputo riprendere la realtà e portarla al valore di cultura appassionante. Aveva manie che son diventate articoli, approfondimenti, libri: il cinema, per esempio, forse la sua passione primordiale; poi il teatro, da spettatore appassionato, ma anche da critico sempre attento alla modernità.
Sembrava – ma solo a guardarlo – alto, magro, sempre elegante, severo… un conservatore: e non lo era. Anzi, s’infastidiva quando qualche incauto lo collocava tra gli storici di un passato polveroso, tra i nostalgici di eventi o situazioni non più accettabili. Era attento ai cambiamenti e sapeva inserirsi anche in nuove strade, percorrendole.
Lavorare con Alberto, a ricerche o libri, è stato un piacere e ha rinsaldato rapporti che partivano da lontano (anche un poco in conflitto, quando lo scontro era tra “La Provincia” di De Simoni e RadioComo di ragazzi: ma erano scontri schietti e sinceri). L’amicizia è venuta a poco a poco e poi s’è trasformata in affetto: l’età aiuta e Alberto – spavaldamente – ha raggiunto i 92 anni andandosene all’improvviso per un infarto.
Con Alberto, noi di NodoLibri stavamo lavorando a ben tre progetti molto diversi: uno, su Sant’Elia, che fissasse le sue infinite ricerche sul tema; uno sul rapporto ideale tra i Plinii e Como; uno sulle sale del “Ridotto” del Teatro Sociale. Tutti sospesi oggi, a stadi diversi di elaborazione.
Che strano: tutto si sarebbe potuto prevedere, ma non che il cuore si sarebbe fermato sulla porta di casa; un po’ dentro il suo mondo, i suoi affetti, i suoi libri e un poco coi piedi piantati ancora nella sua città. Sul terreno reale delle cose conosciute e amate e da raccontare, per un’ultima volta.
[Opere, curatele e contributi pubblicati da Alberto Longatti con NodoLibri]
Il velario pliniano del Teatro Sociale di Como
Ci vediamo al Cineclub. Gli anni dei Circoli del Cinema
Il Teatro Sociale di Como. 1813-2013
Baldassare Longoni. 1876-1956
La Ca’ d’Industria a Como. Due secoli di solidarietà
1/2 secolo in Famiglia. Custodi del patrimonio culturale lariano
Le rotte del Transatlantico
Luigi Aimo Cerati. Un naïf astrattista
Novecento Quotidiano. Un giornale lombardo nella storia nazionale (1892-2002)