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La Torre di Porta Nuova, nota anche come Torre Gattoni, a Como

Torre Porta Nuova a Como

La Torre di Porta Nuova, nota anche come Torre Gattoni, è una storica fortificazione situata all’estremità sud-occidentale delle mura medievali di Como. Costruita nel XIV secolo, rappresenta un importante esempio di architettura militare romanica e si distingue per la sua pianta pentagonale.

Storia e Architettura

La torre fu eretta come parte del sistema difensivo della città, in un periodo in cui Como stava rafforzando le sue difese contro le incursioni nemiche. Essa si colloca sul lato ovest delle mura medievali, che circondano il centro storico della città. La costruzione della Torre di Porta Nuova avvenne successivamente alla realizzazione di Porta Torre, completata nel 1192, che costituisce la porzione più antica delle mura[2][4].

La Torre di Porta Nuova è caratterizzata da un aspetto massiccio e robusto, con aperture limitate a finestre ad arco a tutto sesto. Essa segna l’inizio del lato meridionale delle mura, l’unico tratto che è rimasto integro fino ai giorni nostri[4][5]. La torre deve il suo nome al canonico Giulio Cesare Gattoni, che vi aveva un laboratorio di fisica.

Caratteristiche Architettoniche

  • Altezza: Circa 36 metri.
  • Forma: Pentagona, con una base solida.
  • Materiali: Costruita in pietra viva, la torre presenta un aspetto massiccio e difensivo.
  • Funzione: Originariamente utilizzata come punto di controllo e difesa della città.

Importanza Culturale

Oggi, la Torre di Porta Nuova è considerata un monumento significativo della storia di Como e rappresenta un’importante attrazione turistica. La sua conservazione è parte degli sforzi per mantenere intatto il patrimonio storico della città, insieme ad altre strutture medievali come Porta Torre e la Torre di San Vitale[3][4][5].

In sintesi, la Torre di Porta Nuova non solo ha avuto un ruolo cruciale nella difesa storica della città, ma continua a essere un simbolo dell’eredità architettonica e culturale di Como.


[1] http://www.comolakeholidayhome.com
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Torre_(Como)
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00305/
[4] https://upel.va.it/it/news/mura-medievali-como/
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Porta_Nuova_(Como)
[6] https://www.quicomo.it/social/porta-torre-gloriosa-storia-malandato-custode-citta-murata.html
[7] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/monumenti/monumenti-fino-900/porta_torre/index.html
[8] https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g187835-d10720162-r683099860-Porta_Torre-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[9] https://www.visititaly.it/info/954949-torre-di-porta-nuova-como.aspx

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La Porta Torre, conosciuta anche come Torre di Porta Vittoria, a Como

La Porta Torre, conosciuta anche come Torre di Porta Vittoria, è un’imponente struttura storica situata a Como, in Italia. Costruita nel 1192 su iniziativa del podestà Uberto de’Olevano, la torre fungeva da principale ingresso alla città, rivolta verso Milano. La sua altezza è di circa 34-40 metri, a seconda delle fonti, e rappresenta uno dei migliori esempi di architettura militare romanica in Italia[1][2][3][6].

Storia e Architettura

Origini: La Porta Torre è parte delle mura medievali che circondavano Como, costruite dopo la distruzione delle precedenti fortificazioni romane durante le guerre tra Como e Milano nel XII secolo. La ricostruzione delle mura avvenne sotto l’alleanza con Federico Barbarossa nel 1154, culminando nella costruzione della Porta Torre[2][3][4].

Struttura: La porta presenta un aspetto massiccio con una pianta quadrata. Il lato rivolto verso Piazza Vittoria è caratterizzato da due fornici, mentre il lato interno si apre con un fornice più ampio e quattro ordini di arcate. Questa configurazione architettonica non solo serviva a scopi difensivi ma permetteva anche una migliore visibilità e accessibilità per i cittadini[2][3][6].

Dettagli Costruttivi: La torre è rinforzata da un sistema di palafitte e presenta una serie di arcate che alleggeriscono la struttura. Gli archi superiori sono disposti in modo asimmetrico rispetto all’arco principale al piano terra, una scelta strategica per proteggere la città da eventuali assedi[3][4][5].

Significato Culturale

Oggi, la Porta Torre è un simbolo storico di Como e un’importante attrazione turistica. I visitatori possono salire sulla torre per godere di una vista panoramica sulla città e sul Lago di Como. La sua presenza continua a richiamare l’attenzione per la sua bellezza architettonica e il suo significato storico[1][6][7].

In sintesi, la Porta Torre non è solo un monumento storico ma anche un testimone della ricca storia di Como, rappresentando l’ingegnosità architettonica del periodo medievale e il suo ruolo cruciale nella difesa della città.


[1] https://www.montagnelagodicomo.it/listings/porta-torre/
[2] https://www.incuriosire.it/porta-torre/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Torre_(Como)
[4] https://travelmate.tech/it/italia/como/como-porta-torre/como-porta-torre
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00308/
[6] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/monumenti/monumenti-fino-900/porta_torre/index.html
[7] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187835-d10720162-Reviews-Porta_Torre-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[8] https://www.quicomo.it/social/porta-torre-gloriosa-storia-malandato-custode-citta-murata.html

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Carlo Galante, Pagine comasche. Vicende luoghi personaggi nella storia e nell’arte, NodoLibri, 2024

Carlo Galante, Pagine comasche. Vicende luoghi personaggi nella storia e nell’arte

scheda dell’editore:

https://www.nodolibri.com/home/305-carlo-galante-pagine-comasche-vicende-luoghi-personaggi-nella-storia-e-nellarte.html?fbclid=IwY2xjawHSG4JleHRuA2FlbQIxMQABHfl1eboIIGUhI6HFFcCs3sanCIpGTNH1c7FPDzYD1EfEdQP9_aCKILFzCw_aem_0kWgmo_MGHfyY3Jh-sYb_A

Un’articolata raccolta di contributi pubblicati tra 1981 e 2023 su “Economia lariana”, “Como”, “Broletto” e “La Provincia”, per la maggior parte dedicati ad argomenti di storia e di arte del territorio.

«Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, – scrive l’autore nella sua presentazione – un lavoro di questo genere sta a metà fra la storia e la letteratura. Lo spunto poteva venire da una lettura, da una mostra temporanea, da un’escursione sul territorio, da una conferenza ricca di contenuti.

In ogni caso era importante che io avvertissi, oltre uno speciale interesse per l’argomento, anche la necessità interiore di approfondire la sua conoscenza e di condividerla con altri attraverso la scrittura».



Bolognese di nascita, comasco di adozione, Carlo Galante ha insegnato materie letterarie nella scuola media, di cui è stato anche preside per diversi anni.

Nel periodo giovanile ha ricevuto riconoscimenti in concorsi letterari, e ha prestato servizio presso una casa editrice in qualità di redattore e correttore di bozze. Per qualche anno ha svolto attività di guida turistica nel territorio lariano, soprattutto al servizio della scuola. Ha collaborato con riviste locali scrivendo testi dedicati alla storia e all’arte di Como. Da alcuni anni collabora con le pagine culturali del quotidiano “La Provincia”, con articoli di carattere storico, e fa parte del direttivo dell’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta”.

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PINACOTECA Civica di Como, e storia del PALAZZO VOLPI, Via Diaz, angolo Via Giovio

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La Pinacoteca Civica di Como, situata nel Palazzo Volpi, ospita una ricca collezione di opere d’arte che coprono un ampio arco temporale, dal Medioevo al Novecento.

Questa pinacoteca è parte dei Musei Civici di Como e offre un’importante panoramica dell’arte lombarda, con particolare attenzione agli artisti attivi nella regione.

Collezioni e Opere Esposte

Sezione Medievale e Rinascimentale

  • Affreschi Gotici: Provenienti dal convento benedettino di Santa Margherita.
  • Ritratti di Uomini Illustri: Una collezione cinquecentesca di Paolo Giovio, che include ritratti significativi dell’epoca.
  • Opere Sacre: La Quadreria storica presenta opere come:
  • Caduta degli angeli ribelli di Pier Francesco Mazzucchelli.
  • Trionfo dell’arcangelo Michele di Carlo Francesco Nuvolone.
  • Dipinti di Cristoforo Caresana e Giovanni Paolo Ghianda[1][3][4].

Sezione Barocca e Settecentesca

  • Opere come:
  • Conforto del condannato e Samaritana al Pozzo di Agostino Santagostino.
  • Consacrazione del Cardinale Giuseppe Pozzobonelli di Giovanni Paolo Panini.
  • Vulcano di Pompeo Batoni e Ritratto di gentildonna di Alessandro Magnasco[1][2][3].

Collezione del Novecento

  • Questa sezione documenta l’arte del XX secolo a Como, con opere significative come:
  • Progetti dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia.
  • Lavori del “Gruppo Como”, che include artisti come Mario Radice e Manlio Rho, influenzati dal razionalismo e dal Bauhaus[2][5][6].

Importanza Culturale

La Pinacoteca non solo conserva opere d’arte, ma funge anche da centro di ricerca e valorizzazione della storia artistica della città. Le esposizioni sono organizzate in sale tematiche, rendendo la visita un’esperienza educativa e culturale[1][4][5].

In sintesi, la Pinacoteca Civica di Como è un luogo fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’arte nella regione, con una collezione che riflette la ricca storia culturale locale.

scheda alle pagine 149-154 del libro:


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Pinacoteca_di_palazzo_Volpi
[2] https://www.milanoguida.com/visite-guidate/fuori-porta/como-pinacoteca-civica/
[3] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/musei/pinacoteca-civica/sezione-quadreria/index.html
[4] https://lakeaddicted.com/lago-di-como-musei-da-scoprire/
[5] https://artsandculture.google.com/partner/pinacoteca-civica-di-como?hl=it
[6] https://comozero.it/cultura-e-spettacolo/como-la-pinacoteca-delle-meraviglie-acquisite-300-nuove-opere-ci-sono-i-grandi-nomi-del-900/
[7] https://wonderlakecomo.com/it/items/pinacoteca-civica-como
[8] https://www.visitcomo.eu/it/vof/pinacoteca-video-sez-medievale.html

Storia di Palazzo Volpi a Como

Palazzo Volpi, situato in Via Armando Diaz a Como, è un edificio storico che rappresenta una fusione di stili architettonici comaschi e romani. La sua storia risale al XVII secolo.

Costruzione e Proprietà Iniziale

La costruzione del palazzo fu commissionata da Volpiano Volpi (1559-1629), un arcivescovo di Chieti residente a Roma. I disegni furono affidati all’architetto Sergio Venturi, senese ma attivo a Roma[1][2]. Il palazzo fu eretto tra il 1622 e il 1633 sotto la supervisione di Pietro Paolo Raimondi, nipote di Volpiano Volpi[1]. L’edificio presenta una pianta ad “U”, incompleta nella parte settentrionale, con un cortile interno aperto sul giardino terrazzato[3].

Utilizzo Successivo

Dopo essere stato proprietà della famiglia Volpi fino alla metà del XVIII secolo, passò ai Canarisi. Nel 1839 fu venduto allo Stato italiano, che lo utilizzò come sede del tribunale giudiziario fino al 1968. Durante questo periodo, il giardino originale fu sacrificato per costruire le carceri[1][3].

Restauro e Trasformazione in Museo

Negli anni Settanta del XX secolo, Palazzo Volpi fu acquistato dal Comune di Como e sottoposto a restauro per eliminare le aggiunte ottocentesche. Fu trasformato in museo nel 1989 come sede delle raccolte d’arte civiche della città[1][4]. La pinacoteca ospita opere d’arte dal Medioevo al Novecento ed è divisa in quattro sezioni principali: Medioevo, Rinascimento, Quadreria storica e Novecento[5][7].

Caratteristiche Architettoniche

Il palazzo si distingue per la sua imponenza rispetto all’edilizia circostante. Presenta un corpo ad “U” con un cortile centrale dotato di loggiato alla romana. Il prospetto principale è caratterizzato da forme semplici ma eleganti grazie al portale bugnato dell’ingresso principale[2].

Oggi Palazzo Volpi rappresenta uno dei luoghi culturalmente più significativi della città di Como grazie alla Pinacoteca Civica che ospita opere artistiche provenienti da tutto il territorio comasco.


Controllare sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale del museo.[4]

Citations:
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Pinacoteca_di_palazzo_Volpi
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO160-00001/
[3] https://blog.comolake.com/monumenti-comaschi-pinacoteca-civica-palazzo-volpi/
[4] https://abbonamentomusei.it/spazio_espositivo/pinacoteca-civica-di-palazzo-volpi/
[5] https://catalogo.beniculturali.it/CulturalInstituteOrSite/1492536934111
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO160-00001/
[7] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/musei/pinacoteca-civica/
[8] https://visitcomo.eu/it/vof/pinacoteca-civica-video4.html

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opera di Street Art realizzata da Riccardo Gaffuri e Doriam Battaglia, in Piazza Martinelli, Como. Fonte informativa: ComoZero

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