Categoria: Conosco Como?
Conosci Como? Conosci Piazza Roma ?, percorso guidato domenica 2 marzo 2014, a cura dei NodoLibri
Conosci piazza Roma?
Percorso guidato domenica 2 marzo, ritrovo alle 9.45, «per conoscere, riscoprire e valorizzare piazza Roma, con ingresso ad alcuni tra i principali palazzi della zona», faranno da guida Fabio Cani, Marco Leoni, Luca Ambrosini, organizzato da Università Popolare con la collaborazione di NodoLibri. Partecipazione libera, gradita prenotazione tel. 031.266787,
Conosci Como?
Conosci Como? OSSERVA da Via Carducci e dall’angolo tra via Diaz e via Natta, direzione lago, a cura di un Camminante di NodoLibri
da un camminante di NodoLibri:
– da metà via Carducci, si vede di infilata fino quasi alla fine di via Odescalchi;
– dopo l’incrocio tra via Diaz e via Natta, direzione lago, si vede Villa Dossi Pisani (collina di Cardina): a volte, nelle belle giornate e con vento favorevole, mi è anche capitato di sentire “le voci” dei gabbiani del primo bacino del Lario
Como nell’antichità. I passi della storia, Archeologica Comense, 2007
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Como nell’antichità. I passi della storia |
Quando venne interrato il Porto dell’attuale Piazza Cavour?
Il porto venne interrato nel 1879.
Un acquerello del pittore romantico William Turner raffigura un tramonto ambientato qui attorno al 1843:
Joseph Mallord William Turner, Como: Sunset
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Precisa il professor Alberto Longatti:
Esiste un altro acquerello di Turner che ritrae l’altro lato del porto
A. Longatti
CONOSCO COMO? ispirato a CONOSCI PARIGI? (1955) di Raymond Quenau, Barbés editore, 2011,
Inauguro oggi questa rubrica di Coatesa.
Mi sto ispirando al libro CONOSCI PARIGI? (1955) di Raymond Quenau, Barbés editore, 2011, basato sulla idea di porre domande su Parigi ed i suoi luoghi.
La prima era: “Dove si trovava il cimitero della Plaine Monceau, in cui furono inumati Camille e Lucille Desmoulins, Danton, Lavoiser, Robespierre, Saint-Just, ecc.?”.
Il libro è costellato di Dove?, Chi?, Cos’era?, Esiste ancora?, Chi era?, Cosa vogliono ?, Perchè?, A quale epoca?, …
Avrò bisogno dei miei cinque lettori, perchè, pur abitando da tre generazioni qui, mi rendo conto di conoscere poco la storia della mia città.
E questo mi sembra un bel modo per cominciare l’esercizio di Georges Perec dell’esaurimento del luogo,
e raccontato, in altro contesto, da
Paolo Ferrario, 15 giugno 2012
Imitando Georges Perec. Primo “tentativo di esaurimento del luogo” di Piazza San Fedele, alle ore 13 del 17 marzo 2012
Il concetto di “esaurimento di un luogo” è una suggestione di estremo interesse cognitivo e sociale del letterato/sociologo francese Georges Perec (1936-1982)
Splendido è : Georges Perec, TENTATIVO DI ESAURIMENTO DI UN LUOGO PARIGINO (1975), a cura di Alberto Lecaldano, Libri Piccoli Voland, 2011
Como, Piazza San Fedele, 17 marzo 2012, ore 13
Il sole illumina la facciata e il campanile nascosto dalla casa col porticato.
A quest’ora il sole ha già fatto il suo giro parziale della giornata e da questa parte c’è ombra.
L’osservatorio è ampio.
Da sinistra: Trombetta foulard; una vetrina senza insegne evidenti; Moglia abbigliamento; un portone di legno marrone; negozio Vodafone; sulla facciata del porticato: “Piazza del mercato del grano”; “Piazza San Fedele”; sotto il porticato un altro negozio di abbigliamento con saldi al 50%. Facendo girare lo sguardo in senso orario, poi, la piazza si allarga fino ad arrivare alla facciata ed al portale della chiesa. Dopo ancora negozi: Daniela Vecchi; Cherie; abbigliamento And … And; quattro vetrine del Verga accessori cucina; l’inizio della Via Odescalchi e della Via Natta. Sopra quest’ultima una casa con la facciata medievale in mattoni in cotto. Di lato l’altro bar/tabaccheria e il porticato che corre alle mie spalle.
Due piccioni mangiano le briciole che ho loro gettato. Poco dopo arrivano due passerotti che becchettano quello che resta.
I tavolini da 4 persone che si sporgono sulla piazza sono 17. Ma dietro ce ne sono altri, sotto al portico.
Se dovessi contare le finestre, i balconi, i portoni, i vasi potrei “esaurire” la parte statica della piazza.
Per la parte dinamica oggi registro solo questo. Prima passa un’auto di ordinanza del carabinieri, con due persone a bordo. Si ferma un attimo e poi se ne va lentamente. Poi passa un’auto della finanza, con tre persone a bordo con gli occhiali neri. Non posso fare a meno di associarli alle guardie del corpo del dittatore Doc Duvalier di Haiti.
Apro il Corriere di Como: “è caccia aperta all’uomo – probabilmente straniero – che nella notte fra sabato e domenica ha violentato una ventenne a Cantù”
Appunti per ricordare la Libreria Meroni di Como

La Libreria Meroni di Como ha una storia ricca e significativa, legata non solo alla cultura locale ma anche alla tradizione editoriale italiana. Fondata nel 1806 da Giuseppe Meroni, la libreria si è affermata come un importante punto di riferimento per lettori e studiosi, specializzandosi in testi storici e opere di rilevanza culturale.
Origini e Sviluppo
La libreria inizialmente si dedicava alla vendita di libri e pubblicazioni locali, contribuendo alla diffusione della cultura in una città storicamente importante come Como. Nel corso degli anni, ha ampliato la sua offerta includendo opere di autori noti e testi accademici, diventando un luogo di incontro per intellettuali e appassionati di letteratura[3].
Rilevanza Culturale
Meroni non è stata solo una libreria, ma anche una casa editrice. Ha pubblicato opere significative, tra cui la famosa “Storia di Como” scritta dal marchese Giuseppe Rovelli, che raccoglie eventi storici dalla fondazione della città fino all’estinzione del Regno Longobardo[2]. La libreria ha quindi giocato un ruolo cruciale nella conservazione e valorizzazione della storia comasca.
Declino e Chiusura
Negli ultimi anni, la Libreria Meroni ha affrontato difficoltà economiche che hanno portato alla sua chiusura . Questo evento ha segnato la fine di un’era per la comunità locale, che ha visto svanire un’importante istituzione culturale[4]. La chiusura è stata accolta con dispiacere da molti cittadini che avevano legato parte della loro vita culturale a questo storico negozio[3].
Eredità
Nonostante la chiusura, l’eredità della Libreria Meroni continua a vivere attraverso le sue pubblicazioni e l’impatto che ha avuto sulla cultura comasca. La sua storia rimane un esempio del valore delle librerie indipendenti nella promozione della cultura e della conoscenza.
[1] https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-06/inventari-fondi-storici/Censo_-_Inventario.pdf
[2] https://coatesa.com/2016/12/13/giuseppe-rovelli-storia-di-como-libreria-meroni-editrice-copia-anastatica-1992-5-volumi/
[3] https://traccesent.com/2017/12/10/mi-ricordo-la-libreria-meroni-di-via-vittorio-emanuele-a-como/
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/180850_libreria_meroni_allultimo_capitolo_stavolta_si_chiude_per_sempre/
[5] https://www.ebay.it/itm/283773732314
[6] https://books.google.com/books/about/Storia_di_Como.html?id=cDZGAAAAMAAJ
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/cdlm/edizioni/co/sondrio-slorenzo/bibliografia
I momenti più importanti nella storia della Libreria Meroni di Como includono:
- Fondazione nel 1806: La libreria è stata fondata da Giuseppe Meroni, diventando rapidamente un punto di riferimento culturale per la città.
- Espansione e Riconoscimento: Nel corso del XIX e XX secolo, la libreria ha ampliato la sua offerta, pubblicando opere significative e diventando un luogo di incontro per intellettuali e lettori.
- Spostamento nel 1958: La libreria si è trasferita in una nuova posizione in via Vittorio Emanuele II, migliorando la sua visibilità e accessibilità.
- Celebrazione dei 50 anni nel 2008: Questo anniversario ha segnato un importante traguardo nella storia della libreria, evidenziando la sua resilienza e il legame con la comunità.
- Chiusura nel 2011: la libreria ha chiuso definitivamente, segnando la fine di un’era per le librerie indipendenti a Como. Questo evento ha suscitato grande tristezza tra i lettori e gli appassionati di cultura locale[1].
[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/180850_libreria_meroni_allultimo_capitolo_stavolta_si_chiude_per_sempre/
[6] https://www.lafeltrinelli.it/libri/autori/fabrizio-meroni
[7] https://dominionilibri.it/prodotto/storia-di-como/
Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), Como e la sua storia: i borghi e le frazioni, NodoLibri, 1994, pagine 408. Indice del libro



vedi anche:
Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), COMO e la sua STORIA: la CITTA’ MURATA, NodoLibri, 1994, pagine 394. Indice del libro



vedi anche:
notizie biografiche sull’architetto Gianfranco Caniggia (1933-1987)
Gianfranco Caniggia è stato un influente architetto e docente italiano, nato a Roma il 7 maggio 1933 e deceduto nella stessa città il 10 novembre 1987. La sua formazione accademica avvenne presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Roma, dove fu allievo di Saverio Muratori, un’importante figura nel campo della progettazione urbana e della conservazione architettonica[1][2].
Contributi Professionali
Caniggia si distinse per il suo approccio innovativo alla riqualificazione dei centri storici, un tema centrale nella sua opera. Tra i suoi progetti più significativi si annoverano:
- Restauro di Como (1963): una delle sue prime sperimentazioni, che ha segnato l’inizio della sua carriera nel recupero urbano.
- Ospedale Civico di Isola del Liri (1960-1963).
- Palazzo di Giustizia a Teramo (1968-1981).
- Restauri a Como: tra cui il Borgo Sant’Agostino (1971) e Palazzo Volpi (1970) [1][2][5].
Oltre alla pratica architettonica, Caniggia ha avuto un ruolo attivo nel mondo accademico, ricoprendo posizioni di docente in diverse università italiane, tra cui quelle di Reggio Calabria, Firenze, Genova e Roma. È stato anche commissario alla Biennale di Architettura di Venezia[1][5].
Pubblicazioni
Gianfranco Caniggia ha scritto diverse opere che riflettono il suo pensiero architettonico e urbano, tra cui:
- Lettura di una città: Como (1963)
- Strutture dello spazio antropico (1976)
- Lettura dell’edilizia di base, co-autore con Gian Luigi Maffei [1][5].
Riconoscimenti e Eredità
La sua opera continua a influenzare gli studi sulla storia urbana e l’architettura moderna in Italia. La sua capacità di integrare la modernità con la tradizione ha lasciato un’impronta duratura nel panorama architettonico italiano[3][4][6].
In sintesi, Gianfranco Caniggia è ricordato non solo per i suoi progetti architettonici ma anche per il suo impegno nell’insegnamento e nella scrittura, contribuendo a formare una nuova generazione di architetti sensibili alle dinamiche storiche e culturali delle città.
fonti informativa
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Caniggia
[2] https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/888ca49d-92ac-4358-b68c-524dc27f76f7/fondo-caniggia-gianfranco
[3] https://archiwatch.it/2007/11/10/gianfranco-caniggia-elogio-della-modestia-e-intelligenza-della-modernita/
[5] https://www.treccani.it/enciclopedia/gianfranco-caniggia_(Enciclopedia-Italiana)/
[6] http://www.giuseppestrappa.it/?p=1952
[7] https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=29797&RicProgetto=architetti
[8] https://www.francoangeli.it/Libro/9788835123705/Morfologia%20urbana%20e%20linguaggio%20nell’opera%20di%20Gianfranco%20Caniggia

Il vecchio mercato del grano in piazza S. Fedele a Como, Capiaghi Francesco – Opere e oggetti d’arte – Lombardia Beni Culturali

