Categoria: COMO città
COMO vista da Giuseppe Sigrisi
L’architettura del XX secolo in provincia di Como, Newsletter NodoLibri 29/01
Como dal punto di vista del CASTEL BARADELLO, dono di Anna e Carla, Natale 2015. Con annotazioni storiche di Luca N.

Buon Anno carissimi.
La stampa testimonia una Como di inizio 800.
All’estrema destra si vede la torre del Castello della Torre Rotonda (appunto!),fatto edificare nel 300 da Azzone Visconti,all’epoca diventato signore di Como (fra i 2 litiganti Rusconi e Vitani…il terzo se l’è goduta) che esisteva sull’area del Teatro Sociale che è stato inaugurato nel 1815.
Quindi una Como che può aver visto Napoleone.
Inoltre non erano ancora stati piantati i filari di platani lungo le mura,che furono messi a dimora sull’area del fossato dopo avrelo colmato.
Bel sapore la stampa > la torre era ancora solo Porta Torre,non ancora la Torre di Piazza Vittoria,in quanto la Vittoria di S.Fermo Garibaldi la conseguiva ben 60 anni dopo!
Viveva quindi la quinta generazione antecedente a noi,il padre del nostro trisavolo,o se volete il nonno del nostro bisnonno (quindi non poi così lontano da noi…)> uomini nati ancora nel 700 che bambini avevano bevuto latte e Rivoluzione Francese,i concittadini di Alessandro Volta e lui stesso.
Ecco:la Como che hanno visto gli occhi del padre dell’illuminazione elettrica.
Quello stesso che ascoltava messa in Duomo sotto l’arcata dell’organo di sinistra,quello della Porta della Rana
visto che ti piace anche guardare il suolo mentre cammini,entra in Duomo e cerca la piastrella di marmo bianco di Musso in cui è incisa la memoria della presenza di Volta in Duomo.
Avrai posato i piedi nel luogo in cui li ha posati molte volte anche lui.
Luca
Anna e Carla: OGGI SIAMO STATE A CURIOSARE ALLE GOLOSE IMPERFEZIONI… , Como, Via Cinque Giornate, 49, martedì 19 gennaio 2016

Como e il Lario, video
le residenze “INA Casa” di Albate, di Fabio Cani
Subito dopo la seconda guerra e la liberazione dal fascismo, per sostenere la ricostruzione e la ripresa economica, grande importanza venne data al settore edilizio, per il quale furono varati ripetuti interventi governativi, tra i quali i due settennati di misure di sostegno all’edilizia popolare ebbero un ruolo centrale. Oltre a sostenere l’occupazione, a rendere disponibili una grande quantità di residenze a prezzi accessibili, i piani furono anche l’occasione di attente sperimentazioni e realizzazioni innovative, di cui anche a Como non mancano esempi.
Fabio Cani
Edifici per residenze INA Casa
Luigi Figini, Gino Pollini, architetti
1952-1953
Como, Albate, via Mascherpa 6
vai a:
Como. Nuovo volto per Piazza Roma e Volta
Di cosa parliamo quando parliamo di paratie: non è Lucini che ha inferto ai comaschi la ferita della chiusura del lungolago, Lucini è il medico che cerca di curarla, da Newsletter Como Civica, 13 gennaio 2016
Anche se lo sappiamo tutti è bene ricordarlo:
- il progetto paratie nasce e i lavori per la paratie iniziano sotto le giunte precedenti di centro destra (PDL-Lega).
Lucini era contrario sia all’esecuzione che al progetto specifico, come risulta dai numerosi interventi in consiglio comunale.
E quando la giunta Lucini si insedia il cantiere è già fermo da tempo perché la prosecuzione dei lavori – come confermato dal’ANAC – compromette la sicurezza degli edifici viciniori.
Non è Lucini che ha inferto ai comaschi la ferita della chiusura del lungolago, Lucini è il medico che cerca di curarla.
.E non è un medico che lavora da solo, nell’ombra; la nostra piena solidarietà deriva dall’assoluta condivisione della variante predisposta per la ripresa e la conclusione dei lavori; condivisione con le forze politiche, con quelle sociali, con artigiani e imprenditori, coi cittadini tutti negli affollati incontri pubblici. Con Regione Lombardia e con il suo presidente che ha siglato l’accordo (parentesi: se in politica la coerenza fosse necessaria chi oggi chiede le dimissioni del Sindaco dovrebbe chiedere anche quelle di Maroni).
- La relazione dell’ANAC mischia le carte in tavola. Semplificando: critica bando e progetto originari, considera necessarie modifiche, non contesta le soluzioni tecniche individuate con l’elaborazione della terza perizia di variante, dice che le modifiche progettuali e il conseguente incremento dei costi renderebbero necessario il rifacimento del bando.
Non prospetta soluzioni se non quella di recedere dal contratto con Sacaim. Probabilmente la soluzione più facile, ma anche quella che costringerebbe la città a un lungo periodo di immobilità legato tanto alla lunghezza dei tempi di gara connessi al rifacimento di un bando di questa portata, quanto a ricorsi, controricorsi, appelli e contrappelli che la società penalizzata sicuramente porterebbe avanti.
Questo ad oggi. Sicuri di avere lavorato con impegno, competenza e trasparenza vogliamo continuare a farlo per uscire dal “cul de sac” dove altri e non noi hanno infilato la città. Senza polemiche né recriminazioni, senza altro scopo se non quello di ridare ai comaschi il loro lungolago.
Sorgente: Newsletter Como Civica – di cosa parliamo quando parliamo di paratie
FABIO CANI, l’architettura a Como nel XX secolo. L’Edificio per residenze di Via Gallio, da newletter di Nodolibri del 12 gennaio 2016
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la pittura dei RE MAGI, nella Basilica di San Fedele, da: Gerardo Monizza e Fabio Cani, Como e il viaggio dei Re Magi, storia, mito e leggenda, NodoLibri editore, 2010
scheda del libro:
http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=207


tutta vicenda e
IL RACCONTO DEI PASTORI, storia di un tempo sospeso di Gerardo Monizza
in

l’Esposizione Voltiana, a cura di Fabio Cani
Alla fine del XIX secolo, la città di Como pensò di celebrare il centenario dell’invenzione della pila e il suo ideatore Alessandro Volta con una grande esposizione, in linea con quelle che, ormai da qualche decennio, si tenevano nelle maggiori città d’Europa.Fin dal 1896 si mise mano alla progettazione dei padiglioni, per i quali dopo una fase di studio (che comprende anche una proposta messa a punto dall’architetto milanese Luigi Broggi e dall’ingegnere comasco Enrico Rossetti) si affidò l’incarico all’ingegnere comasco Eugenio Linati, che venne designato anche a presidente della commissione tecnica dell’esposizione. Il progetto si componeva di un articolato sistema di padiglioni tutti collegati e introdotti da una monumentale fronte rivolta alla città, che fonde irrituali citazioni dello stile impero con due grandi torri in forma di “pila voltiana” agli estremi (in una di queste era collocata una delle principali attrazioni dell’esposizione: un ascensore che conduceva alla terrazza da cui si godeva un panorama mozzafiato).
tutta la scheda qui
Sorgente: XXCO_000: l’Esposizione Voltiana






