Argegno · Balbianello · Bellagio · COATESA: frazione di Nesso · Lenno

Bellagio, Balbianello e, laggiù, Argegno e Coatesa (dietro la punta, a sinistra)

tramonti

Emily Dickinson, Inosservati s’allungano i monti, le sagome di porpora levate senza sforzo o stanchezza

Inosservati s’allungano i monti –
le sagome di porpora levate
senza sforzo o stanchezza –
senza aiuto né plauso –

Sui loro volti eterni –
nell’oro che dilegua –
in perfetta letizia il sole indugia
cercando compagnia per la sua notte.

Emily Dickinson, scritta nel 1863, tratta da Tutte le poesie, a cura di Marisa Bulgheroni, traduzione di Silvio Raffo

 

Berra Pietro · Cineforum · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Ponte della Civera

LE STELLE DEL LAGO DI COMO – The Stars of Lake Como, guida per conoscere i luoghi in cui sono stati ambientati i grandi film del cinema italiano e internazionale testi a cura di Pietro Berra, 2011

 

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Cineforum · Hitchcock Alfred · Ponte della Civera

Alfred Hitchcock, THE PLEASURE GARDEN (Il labirinto della passione), 1925. Scene girate anche a Coatesa, presso il Ponte della Civera (nel Comune di Nesso). Da: LE STELLE DEL LAGO DI COMO – The Stars of Lake Como, a cura della Camera di Commercio di Como e della Provincia di Como, 2012

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da: LE STELLE DEL LAGO DI COMO The Stars of Lake Como, a cura della Camera di Commercio di Como e della Provincia di Como, 2012

Acqua · Cerchio dell'Apparire · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Lago · LEGGERE e SCRIVERE · Mi ricordo · Noelle Episteme · Sentieri e Genius Loci · Sguardi · Terra e Clima

Acting Out per NOELLE: dal buio alla luce, passando attraverso tutti i gradi del chiarore, 18 gennaio 2012. Con una prova di scrittura narrativa in suo ricordo

la nostra amatissima Noelle, la gatta con la pancia bianca trovata nel giardino un anno fa e curata a lungo per farla sopravvivere, è scomparsa:

Audio: 

clicca qui per ascoltare: 


Qui la mia personale rielaborazione del meccanismo psicologico dell’ ACTING  OUT

qui tutti i Post dedicati a Noelle Episteme


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Delitto (im)perfetto

Una morte senza un corpo da seppellire, seppure certa, resta una morte imperfetta.

Da Natale a Natale: questo il destino della gatta bianca Noelle.

Noelle, il corpo smagrito e malato, il muso docile e impaurito, il mantello candido chiazzato di arancio e di grigio.

Noelle, immobile nel giardino, portata da chissà chi.

Noelle, la sua repulsione per gli spazi chiusi senza via di fuga.

Noelle, dolce e mansueta, rifugge il contatto umano.

Noelle, ossessione permanente da quel giorno di capodanno, quando, dal cancello del giardino, non è più spuntato il suo bianco musetto.

“Ieri notte è successo il finimondo”, mi dice U., mentre il suo sguardo proteso verso l’alto indica chiaramente la casa di G.. “Non c’è un gatto in giro: quando fanno i fuochi gli viene lo stremizio, ma vedrà che torneranno”.

Certo, torneranno. E infatti sono tornati Luna, Silvestro, Mammagatta, Blu, Belle. Tutti, tranne Noelle.

Maledico, impreco, insulto, bestemmio per cercare di frenare lo strazio che mi cresce dentro. Sul banco degli imputati velocemente raduno persone e fantasmi, immagini e scenari di ogni probabile delitto. E il vano appello inizia:

  • gli scapestrati figli di G., ubriachi fradici che dopo i fuochi torturano Noelle
  • C., che la colpisce a sassate mentre la sorprende vicino al pollaio attiguo al giardino
  • U., che la trascina sotto i cingolati mentre guida la sua motocarriola

Più passano i giorni, più aumentano lo sconforto e la disperazione. Nessuno ha visto Noelle. Perlustro quotidianamente sentieri, scale, mulattiere agitando crocchette, cercando corpi schiacciati, spiando nei cortili, chiamando inutilmente il suo nome.

Gennaio non è ancora finito. Mentre percorro per l’ennesima volta il viottolo che conduce alla mia casa vedo, incastrata fra le rocce del muro e i sassi della scala, un’eterea lanugine, batuffoli di bambagia lievi come soffioni condotti dal vento e atterrati qui e là senza paracadute.

Io so che Noelle è morta. Non so come, dove, quando, perché. E soprattutto non so “chi” è il colpevole. Quel punto del sentiero è assolutamente aperto alla vista. Se Noelle fosse stata catturata da un animale selvatico, ci sarebbero state altre evidenti tracce di sbranamento. Inoltre, quella peluria appare parecchi giorni dopo la scomparsa.

L’essere umano ha bisogno di razionalizzare il dolore per renderlo sopportabile e dotato di senso. Anch’io ho bisogno di ricostruirmi la MIA plausibile ipotesi.

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto timida e schiva, per cui scappa. Imbocca titubante il sentiero, territorio a lei del tutto sconosciuto.

Se i botti fossero rimasti circoscritti ai dintorni della nostra casa, probabilmente al ripristino della calma avrebbe potuto fare ritorno al suo usuale ambiente di vita.

Ma non è così. L’intero paese festeggia ostinatamente la speranza di un anno migliore, riempiendo l’aria con assordanti fragori e tuonanti boati. Noelle continua  a correre impazzita e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così  non fosse stato, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno.

A questo punto i possibili predatori diventano numerosi: la volpe che già nel passato ha sgominato le galline di C., la faina, il tasso, i corvi.

Resta ancora una perplessità: perché quei ciuffi bianchi isolati e lontani?

La spiegazione più verosimile che mi do è che i corvi siano stati gli ultimi spazzini. Trovando i miseri resti nel bosco, nel volo è scivolato qualche brandello di carne e i mille insetti della terra avrebbero ripulito ciò che restava di commestibile, avanzando solo il pelo.

Guardo Chat Noir abbandonato sulle mie ginocchia col muso sprofondato nell’incavo del gomito.

Il suo dorso nero e lucido è in netto contrasto col candore di Noelle.

Anche lui è comparso improvvisamente nel mio giardino cinque mesi dopo il lutto di Noelle, anche lui emaciato e malandato, anche lui bisognoso di cure e amante di quel luogo che gli ha restituito la sopravvivenza.

Chat Noir ha una piccola macchia immacolata sopra il petto, visibile solo quando disperatamente solleva il muso color carbone reclamando un po’ di cibo.

Voglio credere che in quel ciuffo color latte sia nascosta Noelle.

Noelle che, mascherata da Chat Noir, finalmente mi consola di tutte le carezze che mai sono riuscito a darle.


le PLAUSIBILI IPOTESI di Luciana

Partiamo dalle due uniche possibili verità: Noelle o è viva o è  morta.

Prima ipotesi: chiunque entri in contatto con lei avrà una bella occasione di relazione.

Seconda ipotesi, ora anche per me più plausibile. Ho messo gli occhiali. Ha ragione, Paolo, quando mi dice che senza sono ormai una talpa.

Ieri, sul sentiero, ho pure io esaminato i ciuffi di pelo bianchi. Ma mi sono anche guardata attorno, per vedere se trovavo altri miseri resti.

Partendo da quest’unico indizio (potrebbero essere i peli d Noelle), ho vagliato le seguenti possibilità:

  • i peli sono relativamente vicini alla nostra casa, per cui risalgono al periodo della fuga
  • sono in un punto del sentiero “en plain air”: nessun animale sarebbe così stupido da predare una vittima e mangiarsela alla luce del sole, in un punto di passaggio (in genere la vittima viene portata nella tana). E poi non ci sono né segni di sangue, né gli altri avanzi.

La mia ricostruzione pertanto è la seguente:

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto paurosa, per cui scappa. Va verso il sentiero e, se i fuochi si fossero limitati solo alla nostra zona, probabilmente lì si sarebbe fermata fino al ripristino della calma. Ma non è così. L’universalità umana si scatena a festeggiare chissà che cosa e Noelle continua la sua corsa impazzata e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così non fosse, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami. E’ vero che è timida, ma ormai abbiamo sperimentato che quando i gatti sono in difficoltà fanno sentire la loro voce.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno. A questo punto i predatori possono essere numerosi: la volpe che ha già fatto fuori tutte le galline di Cosimo, la faina, i corvi.

L’unica perplessità è sui ciuffi di pelo isolati. La spiegazione più plausibile che mi dò è che i corvi possano essere stati gli ultimi spazzini. Trovando ancora qualcosa e prendendolo col becco, nel volo è scivolato il brandello. Mille insetti della terra potrebbero poi avere fatto la finale pulizia di quel che restava.

Dubito molto di un’aggressione: sicuramente non di umani, ma nemmeno di altre bestie: se Noelle fosse stata sulla strada del ritorno e lì aggredita, avremmo visto gli esiti.

Il mistero è un po’ meno mistero, anche se vorrei tanto che fosse giusta la prima ipotesi.

Per un attimo ho odiato chi ha portato Noelle nel nostro giardino. Mi è sembrato il destino del cavaliere di Samarcanda. Poi ho pensato che ogni vivente ha il suo destino. Abbiamo regalato a Noelle (nel caso della seconda ipotesi) un anno di cure e amore.

Ho anche ben presente il gatto Chet e la sua prematura morte per una malformazione cardiaca. Ci sono gatti col cuore grande, ma evidentemente non sufficiente per accogliere i sentimenti del mondo.


baia di coatesa · COATESA: frazione di Nesso · Riva di Castello, frazione di Nesso

la baia di Coatesa e Riva, alle ore 14 del 14 gennaio 2012

COATESA: frazione di Nesso · Noi · via Coatesa

Coatesa dallo stradone, il 1° gennaio 2012. 63 e 53 anni

Santa Maria di Vico, frazione di Nesso

Santa Maria di Vico – (Nesso – CO), Luciana, Comoinpoesia

NESSO · Storia e Economia

Nesso. L’economia della terra, Sabato 29 ottobre – Careno Alle 18.30 presso lo Sporting Club Auser di Careno

Immagine News Nodo

Nesso. L’economia della terra
Sabato 29 ottobre – Careno

Alle 18.30 presso lo Sporting Club Auser di Careno (via Del Pero 38) verrà presentato il libro Nesso. L’economia della terra di Fabio Cani, edito da NodoLibri per il Comune di Nesso.

Il volumetto è una trattazione di 80 pagine sulla storia delle diverse forme di economia nel Comune di Nesso e nella frazione di Careno. Questo testo è frutto delle interviste agli abitanti del luogo, grazie alle quali è possibile apprendere particolari e curiosità. Dopo l’introduzione, che svolge la funzione di sintesi e commento, nei seguenti tre capitoli vengono spiegate le attività svolte dalle persone della zona: l’allevamento e il sistema della monticazione, il lavoro in cava dei “picasass” o scalpellini e la fabbrica di “pedù”, cioè le scarpe in stracci e gomma realizzate artigianalmente.

Da molti anni Fabio Cani segue il recupero e la promozione delle vicende storiche di Nesso; NodoLibri ha pubblicato nella stessa collana: Nesso. I nomi dei luoghiNesso. Il lavoro dell’acqua,Nesso. I consumi e il ritrovoNesso. Una scuola per i figli del popolo.

Ponte della Civera

Il Ponte della Civera – da Le più belle foto dell’Italia

 

da : Il Ponte della Civera – Le più belle foto dell’Italia.

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Il Luogo del Destino

2014-08-29_162131

Orrido di Nesso

L’orrido di Nesso, visto da un visitatore di Youtube