Acqua · Brienno · Natura · Terra e Clima

Frana di Brienno, un effetto valanga lungo mille metri

Il cemento selvaggio non c’entra con la pioggia di fango e detriti che giovedì scorso ha causato danni ingentissimi a Brienno. Ieri mattina, passando in rassegna le tante immagini scattate in questi giorni (anche con l’ausilio di elicotteri) lungo le dorsali a monte dell’abitato si è scoperto da dove è partita la frana che ha travolto Ca’ Nova, cancellando due abitazioni, un ponte romanico e seminando grande paura tra i residenti. La conferma giunge dal sindaco Patrizia Nava, che anche ieri è stata per l’intera giornata in Municipio.

«La documentazione fotografica di cui siamo in possesso ha certificato che la frana si è staccata in località Pian D’Erba, a quota 1.165 metri, al confine tra Brienno e Schignano (quindi sono circa 960 i metri di dislivello dal paese) – spiega il primo cittadino -. Il terreno non ha retto a tutta quella pioggia. Probabilmente c’era già una situazione di dissesto – non nota – in atto. È accaduto un po’ quel che succede con una valanga. Il movimento franoso si è ingrossato man mano che scendeva verso il paese. E gli effetti in Ca’ Nova sono stati devastanti».

Il sindaco dunque non ci sta ad accostare quanto accaduto con la cementificazione in atto (in gran parte) del Centro lago. «Brienno è il Comune del territorio che ha avuto il minor incremento quanto a nuove edificazioni – conferma Patrizia Nava -. Siamo nell’ordine del 5% da inizio mandato. Abbiamo cercato anzitutto di recuperare i nuclei storici, guardando con attenzione anche alla manutenzione della montagna. Ciò che è accaduto proprio non poteva essere previsto».

da Il Giorno – Como – Frana di Brienno, un effetto valanga lungo mille metri.

Brienno · Gatti

Brienno, la davano per morta ma la gatta spunta dalle macerie – Lago e Valli – La Provincia di Como

 La davano tutti per morta: per i soccorritori e la padrona, l’unica vittima delle sette frane che si erano abbattute giovedì sera a Brienno era la gatta della signora Francesca Canzani ma questa mattina, con grande sorpresa per tutti, è spuntata da sotto il letto di quello che rimane della camera della casa sventrata dalla frana.
Qualche minuto dopo mezzogiorno, il suo miagolio ha attirato l’attenzione dei vigili del fuoco e dei volontari e la notizia che la gatta fosse viva è presto arrivata alle orecchie della signora Francesca. L’anziana, reduce da un’operazione a un ginocchio, non ha esitato un secondo e, con le stampelle, ha raggiunto la piazza, incominciando a chiamare la sua adorata gatta (che non ha un nome, semplicemente gatta).
Intorno alla signora Canzani si è formato un capennello di pompieri, volontari e curiosi, fino a quando due vigili del fuoco sono entrati in quello che resta della palazzina sventrata per tentare di acchiappare il felino. La gatta, nella migliore tradizione di questi diffidenti animali, alla vista dei due pompieri è fuggita nuovamente, rintanandosi sotto il letto.
“Non si fa toccare da nessuno, solo da me, fatemi entrare in casa” diceva la signora Francesca, che ovviamente non è stata accontentata per motivi di sicurezza.
Per convincere la micia a uscire dal suo rifugio è stata messa una ciotola con latte e croccantini nel salotto, in modo che fosse lei stessa a decidere quando mettersi in salvo da sola.
La signora Francesca, che giovedì sera aveva portato con sé i sue due adorati cani quando si era salvata, ha potuto tirare un sospiro di sollievo anche per la sua gatta tricolore che si era semplicemente giocata una delle sue proverbiali sette vite.

da Brienno, la davano per morta ma la gatta spunta dalle macerie – Lago e Valli – La Provincia di Como.

Acqua · COATESA: frazione di Nesso · FOTOGRAFIE · Lago · spazio

Il balenottero felice dentro la grotta di Coatesa

Una porta aperta è inizio  di scoperta del mondo interiore di chi abita quel luogo.


Se poi dietro il chiavistello si snoda una galleria tra le viscere della roccia, sospesa tra profondità interna e scorci esterni, le sorprese sono ancora maggiori, poiché la storia diventa anche traccia di un passato industriale alimentato da acqua idrica, tubi, turbine, ruote gigantesche di cemento, salti nella voragine.


Dovendo assimilare questo avvincente anfratto a una parte della casa (è invece “porta sola”) potremmo definirlo scantinato, sotterraneo, laboratorio, un po’ legnaia, un po’ cantina, un po’ bottega, un po’ officina. Insomma, uno di quegli spazi in cui l’odore muschioso e la temperatura sempre fresca rendono gradevole lo stare operoso durante le giornate di intensa calura, ma anche uno di quegli spazi tipici di una permanenza maschile, dedita all’affaccendamento, allo stivaggio, alla riparazione ed al restauro.

Perché è proprio la natura selvatica dell’antro che invita ad un rapporto rudimentale, al contatto con gli elementi primi degli artefatti umani, allo smontaggio di prodotti finiti nei suoi composti essenziali per integrarli in nuove invenzioni.

Le volte che poggiano su giganteschi blocchi di roccia mostrano l’umana fatica di addomesticare un ambiente sì ostile, ma contemporaneamente appetibile per via di quell’impervio salto dell’acqua il cui rumore, per le case lì affacciate, è diventato dolce cullare.

Tanti oggetti, molti sconosciuti, raccontano la passione e l’interesse del nostro ospitante abitatore.

E’ proprio lui che, con meravigliato stupore, ci dà notizia di come per la prima volta, in più di mezzo secolo di frequentazione, si sia accorto recentemente di uno strano fenomeno.

L’ultima cavità di questo percorso sinuoso è quella più nascosta e cupamente buia. Ebbene, poco tempo fa, entrando in un orario inconsueto, lo trova insolitamente illuminato.

Ci ha reso partecipi di questo evento alle 19 di domenica sera.

Da un’apertura su un muro limitrofo, un fascio di luce prodotta dal riverbero del sole sulla superficie del lago proietta sulla parete rocciosa una sagoma bianca.

Questo nella percezione fisica dei nostri sensi.

Ma a me piace immaginare un’altra storia.

Ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime, il genio protettore che con forme e intensità variabili racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto.

Il Genius Loci non è sempre visibile, bisogna saper guardare per notarlo, bisogna saper cogliere il segnale che ci invia.

Ecco, quella sagoma bianca mi ricorda intensamente un balenottero burlone, che, terminata la giornata a giocare con le onde del lago, di sera rincasa per tuffarsi negli eterni abissi. Lo fa sempre, ma questa volta ha voluto regalare la sua immersione agli amici umani per dire che lui c’è, ed è felice di sapere che il “suo” luogo è in amorevole mani e che non sarà costretto ad allontanarsi da quella tana costruita in migliaia di anni.

Testo e Fotografie di Luciana

Brienno · meteo e terra

Grosse frane a Brienno, Laglio e Colonno sul lago di Como Statale bloccata, 80 evacuati – Interni – ilGiornale.it

Una frana di grosse dimensioni si è staccata ieri sera, sembra in seguito alle forti piogge, da un costone sopra Brienno, sul lago di Como: i comuni interessati sono quelli di Brienno, Laglio e Colonno. La massa franosa ha investito anche delle abitazioni e diverse auto che transitavano sulla strada sottostante. Per la presenza di grossi massi pericolanti la statale Regina è stata chiusa al traffico con deviazioni in loco che hanno provocato code di decine di chilometri.
I pompieri hanno già messo in salvo tutti gli abitanti delle case e diverse persone che si trovavano nelle auto e in un pullman, ma a tarda sera stavano ancora scavando per verificare se vi fossero altre persone rimaste sepolte dalla frana. Sono state in tutto evacuate 80 persone, nessuna delle quali risulta ferita. Per recuperare alcune persone in aree isolate, quando ormai stava calando l’oscurità, sono state impiegate delle barche.
I danni sono importanti: a Brienno un’abitazione (fortunatamente disabitata) è stata sventrata, un’altra seriamente danneggiata, un ponte romanico è sparito e i danni si registrano in tutto il paese per la forza dell’acqua del torrente della Valle di Canova

da Grossa frana sul lago di Como Statale bloccata, 80 evacuati – Interni – ilGiornale.it del 08-07-2011.

Brienno · meteo e terra

Frana sul lago di Como: al lavoro vigili del fuoco – Cronaca – ANSA.it

Tanta paura, danni ingenti ma nessuna vittima. E’ questo il bilancio delle frane, almeno quattro, che si sono staccate ieri sulla strada statale Regina, all’altezza dei Comuni di Brienno, Colonno e Laglio, sul lago di Como. Circa cento persone, raggiunte via lago, sono state evacuate con l’impiego di gommoni dai vigili del fuoco. Tra i residenti che hanno chiesto di andar via, alcune persone con case danneggiate e famiglie che temevano nuovi smottamenti nella notte. Poteva andare decisamente peggio. La massa franosa, causata dai violenti nubifragi che si sono abbattuti da Como a Lugano, ha infatti investito intorno alle 18:30 anche delle abitazioni e alcune auto che transitavano sulla strada sottostante. Un pullman con a bordo dei turisti è rimasto bloccato fra due frane.

Tutte le persone a bordo sono state tratte in salvo dai vigili del fuoco giunti sul posto con numerosi mezzi, compresi quelli speciali della Prima sezione operativa di Milano, solitamente impiegati in caso di calamità. A Brienno un’abitazione disabitata è stata sventrata, un’altra seriamente danneggiata, un ponte romanico è sparito e danni si registrano in tutto il paese, investito dalla piena del torrente della Valle di Canova. I lavori per sgomberare dai detriti la strada statale ‘Regina’ continueranno per gran parte della notte, ma l’arteria non sarà riaperta al traffico e il transito sarà consentito solo ai mezzi di soccorso. Lungo la statale, infatti, sono stati segnalati diversi massi pericolanti che potrebbero staccarsi da un momento all’altro.

da Frana sul lago di Como: al lavoro vigili del fuoco – Cronaca – ANSA.it.

Acqua · Brienno · meteo e terra

Disastro sul lago a Brienno Sette frane, cento persone evacuate – Cronaca – La Provincia di Como

Sette frane, di cui una grossissima, si sono abbattute giovedì sulla statale Regina e investito in pieno il centro abitato di Brienno. Due case sventrate, un ponte romanico letteralmente scomparso dal panorama, decine di automobili e altre abitazioni danneggiate: questo il bilancio del disastro che si è verificato ieri, qualche minuto prima delle 18,30, nel tratto di Regina compreso fra Laglio e Brienno.
Per puro miracolo non si sono registrate vittime o feriti: alle 20,30 la prefettura indicava in almeno 100 le persone che avevano bisogno di soccorso e di essere trasferite da Brienno con i gommoni ma nessuna di loro aveva bisogno di cure mediche, anche se molte erano sotto choc per la terribile esperienza della quale erano state protagoniste.
A scatenare il putiferio sono stati i due nubifragi che si sono abbattuti ieri in zona, uno in tarda mattinata che ha probabilmente smollato il terreno e, il secondo, dopo le 18 che ha sbriciolato parte della montagna e in località Valle di Canova, nel Comune di Brienno, si è trasformato in una frana devastante. 

intero articolo qui:  Disastro sul lago a Brienno Sette frane, cento persone evacuate – Cronaca – La Provincia di Como

distruzioni urbane · Moltrasio · Politica regionale e locale

Moltrasio: villa da abbattere Mezzo paese è contro – Cronaca – La Provincia di Como

alla fine, improvvisamente, il 24 giugno dall’ordine del giorno del consiglio comunale la gente è venuta a sapere che le intenzioni del nuovo proprietario erano quelle di radere al suolo la villa e tutto il resto e costruire un condominio di 11 appartamenti di lusso, possibilmente con darsene del demanio in concessione comunale cambiando i connotati a quell’angolo romito della riva con cancellazione di un mondo di affetti e di memorie. Dei Coccini Collini nulla rimarrebbe in quel luogo e con tutta probabilità il nuovo immobile progettato dall’architetto ….. andrebbe a mutare perfino il nome.

….

da Moltrasio: villa da abbattere Mezzo paese è contro – Cronaca – La Provincia di Como.

Chicco (1939) e Luigina (1943) · COATESA: frazione di Nesso · ex cartiera · GENIUS LOCI · Orrido di Nesso

Il balenottero felice. Nell’antro di Chicco


Una porta aperta è inizio  di scoperta del mondo interiore di chi abita quel luogo.


Se poi dietro il chiavistello si snoda una galleria tra le viscere della roccia, sospesa tra profondità interna e scorci esterni, le sorprese sono ancora maggiori, poiché la storia diventa anche traccia di un passato industriale alimentato da acqua idrica, tubi, turbine, ruote gigantesche di cemento, salti nella voragine.


Dovendo assimilare questo avvincente anfratto a una parte della casa (è invece “porta sola”) potremmo definirlo scantinato, sotterraneo, laboratorio, un po’ legnaia, un po’ cantina, un po’ bottega, un po’ officina. Insomma, uno di quegli spazi in cui l’odore muschioso e la temperatura sempre fresca rendono gradevole lo stare operoso durante le giornate di intensa calura, ma anche uno di quegli spazi tipici di una permanenza maschile, dedita all’affaccendamento, allo stivaggio, alla riparazione ed al restauro.

Perché è proprio la natura selvatica dell’antro che invita ad un rapporto rudimentale, al contatto con gli elementi primi degli artefatti umani, allo smontaggio di prodotti finiti nei suoi composti essenziali per integrarli in nuove invenzioni.

Le volte che poggiano su giganteschi blocchi di roccia mostrano l’umana fatica di addomesticare un ambiente sì ostile, ma contemporaneamente appetibile per via di quell’impervio salto dell’acqua il cui rumore, per le case lì affacciate, è diventato dolce cullare.

Tanti oggetti, molti sconosciuti, raccontano la passione e l’interesse del nostro ospitante abitatore.

E’ proprio lui che, con meravigliato stupore, ci dà notizia di come per la prima volta, in più di mezzo secolo di frequentazione, si sia accorto recentemente di uno strano fenomeno.

L’ultima cavità di questo percorso sinuoso è quella più nascosta e cupamente buia. Ebbene, poco tempo fa, entrando in un orario inconsueto, lo trova insolitamente illuminato.

Ci ha reso partecipi di questo evento alle 19 di domenica sera.

Da un’apertura su un muro limitrofo, un fascio di luce prodotta dal riverbero del sole sulla superficie del lago proietta sulla parete rocciosa una sagoma bianca.

Questo nella percezione fisica dei nostri sensi.

Ma a me piace immaginare un’altra storia.

Ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime, il genio protettore che con forme e intensità variabili racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto.

Il Genius Loci non è sempre visibile, bisogna saper guardare per notarlo, bisogna saper cogliere il segnale che ci invia.

Ecco, quella sagoma bianca mi ricorda intensamente un balenottero burlone, che, terminata la giornata a giocare con le onde del lago, di sera rincasa per tuffarsi negli eterni abissi. Lo fa sempre, ma questa volta ha voluto regalare la sua immersione agli amici umani per dire che lui c’è, ed è felice di sapere che il “suo” luogo è in amorevole mani e che non sarà costretto ad allontanarsi da quella tana costruita in migliaia di anni.

Testo e Fotografie di Luciana

COATESA: frazione di Nesso · ex cartiera

Effetti di luce nelle grotte della ex cartiera di Coatesa, 3 luglio 2011, ore 19 circa

Bellagio

LISZT 2011 – Festival di Bellagio e del Lago di Como, 29 giugno – 5 settembre 2011

LISZT 2011 – Festival di Bellagio e del Lago di Como.

Alto Lario · Gravedona

Gravedona. Per Tolomeo Gallio polifonia del ‘500 e un libro

Gravedona. Per Tolomeo Gallio polifonia del ‘500 e un libro

Si concludono le celebrazioni a Palazzo Gallio.

Durata dell’evento: il 26/06/2011

 

Un cd e un libro: così si concludono le celebrazioni per il 4° centenario dalla morte del Cardinale Tolomeo Gallio. La presentazione delle due opere avverrà domenica 26 giugno, alle ore 17:30, a Palazzo Gallio di Gravedona.


I MADRIGALI DEL ‘500

Il cd contiene la registrazione del “Libro Secondo de madrigali a quattro e cinque voci” di Annibale Zoilo, a cura del complesso vocale “Cantando à prova”, diretto dal M° Marco Croci. Il gruppo si è costituito nel 2010 e deriva il suo nome da un verso di un madrigale di questa raccolta. È una formazione a organico variabile, composta da un gruppo di musicisti di solida formazione, provenienti da varie esperienze corali, con la comune passione per la musica antica. Annibale Zoilo (1537?‐1592) fu cantore della Cappella Musicale Pontificia e maestro di cappella a Roma e Loreto. Polifonista apprezzato compose due libri di madrigali. Il Libro secondo de madrigali a quattro et cinque voci è dedicato a Tolomeo Gallio, prelato di Cernobbio già segretario del Papa, all’epoca ancora monsignore, e qualche anno dopo cardinale.


IL LIBRO PER IL CARDINALE

Seguirà la presentazione del libro “Il Cardinale Tolomeo Gallio”, di Antonella Arnaboldi, Marco Croci, Mario Longatti, Darko Pandakovic, Oscar Tajetti; edizioni Nodo Libri

A cura di Elisa Denti

da VAOL.IT – Gravedona. Per Tolomeo Gallio polifonia del ‘500 e un libro.

Bellagio

Festival di Bellagio e del Lago di Como, Luglio 2011

 

 

Venerdì 1 Luglio, ore 21
Fondazione Rockefeller
 (Salita Cappuccini)
Concerto a favore dell’Associazione 118

Recital del M° Nazzareno Carusi
Musiche di D. Scarlatti e F. Liszt

  Mercoledì 6 Luglio, ore 21
Salone Reale del Grand Hotel Villa Serbelloni
“I Bis Pianistici più Famosi”
Recital del M° Carlo Balzaretti
Musiche di autori vari
  Venerdì 8 luglio, ore 21
Museo degli strumenti per la navigazione
Concerto / Aperitivo: 
“Improvvisazioni Jazz su Franz Liszt”

Arrigo Cappelletti in Quartet
  Sabato 23 Luglio, ore 21
Fondazione Rockefeller 
(Salita Cappuccini)
Concerto a favore di AISM
“Uno Stradivari per la Gente”
M° Matteo Fedeli
e Orchestra Accademica Concertante d’Archi di Milano
  Giovedì 28 Luglio, ore 21
Salone Reale del Grand Hotel Villa Serbelloni
“La Serva Padrona – Intermezzo d’opera italiana”
Solisti: M.Debbia, K.Medlarska, G.Andguladze
Attore: M.Grzinic Snidaro
Orchestra dell’Ist.Mus.Par. A.Peri di Reggio Emilia
A.Fornaciari, clavicembalo – M.Fiorini, direttore
G.Gaiani, regia
  Mercoledì 3 agosto, ore 21
Salone Reale del Grand Hotel Villa Serbelloni
“Tardo ‘800 tra lirica e operetta”
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Direttore: Roberto Gianola – Soprano: Elena D’Angelo – Tenore: Filippo Andrea Giovannini – Comico: Matteo Mazzoli
  Venerdì 5 Agosto, ore 21
Fondazione Rockefeller
 (Salita Cappuccini)
Concerto a favore dei Nidi d’Infanzia di Bellagio
Recital del M° Paolo Restani
Musiche di Franz Liszt
  Venerdì 26 Agosto, ore 21
Fondazione Rockefeller
 (Salita Cappuccini)
Concerto a favore dell’Associazione 118
“Via Crucis di Franz Liszt”
con lettura di passi scelti dal Vangelo

Lucilla Morlacchi, attrice
M° Rossella Spinosa, pianoforte