Alla fine il sogno cullato fin da bambino – quello di voler fare a tutti i costi la traversata del lago di Como a nuoto – è diventato realtà. Sasha Bertocci, 14 anni appena compiuti, è riuscito, bracciate dopo bracciate, a coprire la distanza che divide le due sponde tra Brienno e Nesso in poco più di 28 minuti, arrivando sesto ad una manciata di secondi dal podio dell’oermai tradizionale Traversata che si tiene alla fine di agosto. E che, appunto, ha visto concorrere anche Bertocci, tra i più giovani e unico portacolori della Valle Intelvi.
Da bambino, Sasha Bertocci aveva paura di tuffarsi nel lago, una paura che è riuscito a vincere grazie all’aiuto di mamma Patrizia e papà Gianni che in questi anni lo hanno sostenuto nel nuoto, una passione diventata vera e propria attività agonistica. Un volto pulito e luminoso che comunque non nasconde la grinta e il coraggio, quello del ragazzo di montagna con la voglia di nuotare, di sfidare le fredde acque del lago e le sue insidiose correnti.«Non ho nessuna pretesa di diventare un campione – afferma Sasha -. Ma sento il bisogno continuo di sentirmi vivo. Di aver raggiunto la soddisfazione di assoporare quel fragile sogno della traversata del Lario, quel brivido di gioia nascosto e silenzioso nelle onde del lago. Ce l’ho fatta!». E mostra con orgoglio il trofeo: «Spero proprio che presto ne arrivino altri. Non alcuna intenzione di smettere. Sacrifici e difficoltà non mi spaventano». Non smetterà di nuotare Sasha, ma ha promesso ai genitori di impegnarsi negli stud e vuole diventare ingegnere.
Domenica 19 settembreItalia Nostra organizza con la Pro Loco e il Comune di Grandola e Uniti una giornata dedicata al Rugulon, il più importante e il più bello fra gli alberi monumentali d’Italia.
La quercia secolare si trova su un pianoro circondato dai boschi, in Val Menaggio. Ha trecento anni di vita, è alta trenta metri e il suo tronco misura otto metri di circonferenza. Posto sotto tutela dal 1922, nel 1987 l’albero è stato donato dal proprietario a Italia Nostra.
Programma
9.30 ritrovo presso Villa Camozzi
9.45 partenza per il Rugulon
11.45 arrivo al Rugulon
13.00 rientro a Villa Camozzi e aperitivo
11.30 pranzo a cura della Pro Loco
Accompagnamento musicale dei “Galletti del Sass Corbèè”. Nel pomeriggio si potrà visitare il Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra.
Alpi Lepontine meridionali – Nella collana “Guide della Provincia di Como”, il volume è dedicato al settore centrale della sponda ovest del Lario, la Val Menaggio, la Val Cavargna, la Val Rezzo, la Valsolda e Porlezza.
Carissimi tutti,
domenica 19 Settembre alle ore 9.30 a Grandola e Uniti (Co) una meravigliosa gita al Rogolone. La quercia più vecchia d’Italia.
Durante il percorso, si leggeranno poesie, storie sugli alberi e sui “famosi” folletti di Grandola ed Uniti. Poche centinaia di metri (per i più sfaticati) in mezzo alla natura. Tempo di percorrenza, a passo di lumaca, circa 1 ora e trenta minuti, ma circa 50 di questi impegnati per le varie letture, quindi fermi!!! Dopo l’immane fatica, gli alpini prepareranno piatti di selvaggina… a pagamento. I bambini sono i ben venuti, purché siano educati, puliti e rispettosi… il tutto per dire che è una scampagnata anche per famiglie.
Se ne avete voglia e tempo… Vi aspetto.
Marco Ballerini
“Una quercia rovere delle più belle che si possano vedere si trova in Lombardia, tra il Lago di Como e quello di Lugano, a Codogna. Dopo una passeggiata di una quarantina di minuti nei boschi, siamo arrivati al prato dove risiede l’enorme albero dell’apparente età di 700 anni (ma forse ne ha solo 300 ed è cresciuto in modo eccezionale). Il tronco ha una circonferenza di 9 metri e l’altezza è di circa 30. Una meraviglia dai lunghi rami che formano una cupola sotto la quale si tenevano importanti riunioni per gli abitanti dei dintorni. Un tempo era presso i grandi alberi che ci si riuniva per parlamentare e a volte solo per chiacchierare”
Italia Nostra organizza per 19 settembre 2010 una giornata dedicata al Rugulon (Rogolone), il più importante e il più bello fra gli alberi monumentali d’Italia. L’appuntamento é alle 9.30 presso Villa Camozzi, Municipio del Comune di Grandola ed Uniti, con gita, pranzo e musiche a seguire.
ZELBIO – Una vecchia immagine del municipio con la cabina telefonica (Foto by COMO)
ZELBIO Sarà rimossa a partire dal 20 novembre la cabina telefonica di piazza Roma, accanto al palazzo municipale. La Telecom lo ha comunicato nei giorni scorsi agli uffici municipali sottolineando che, con una media di neppure una telefonata al giorno, non vi sono più ragioni di mantenere in attività l’impianto. Per chiedere che la cabina telefonica non venga rimossa, gli utenti possono scrivere entro il 20 ottobre all’indirizzo di posta elettronica cabinatelefonica@agcom.it specificando i motivi per cui si chiede che l’impianto rimanga in attività.
La probabile dismissione della cabina telefonica di piazza Roma non priva il paese di un posto telefonico pubblico, poiché rimane quello all’interno dell’albergo ristorante National. La storia della telefonia pubblica locale, prese il via nel secondo dopoguerra quando nell’albergo Pusinelli venne installato un telefono. Ricorda chi c’era che non si contarono le file di curiosi, disposti anche a sostenere lunghe code pur di ammirare quel miracolo della tecnologia che avvicinava la piccola Zelbio al mondo. In seguito aprì il posto telefonico pubblico all’interno del National e il telefono prese a diffondersi anche nelle abitazioni degli zelbiesi; la cabina di piazza Roma iniziò così a perdere utenza fino all’avvento dei telefoni cellulari.
ALTO LARIO – il nuovo comune che nascerà dalla fusione dei tre (Foto by COMO)
GRAVEDONA Il consiglio regionale ha approvato ieri la proposta di referendum per la fusione dei Comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona. L’altro giorno era stata la commissione affari istituzionali a deliberare a favore all’unanimità. Anche se non vincolanti, si attendono ora i pareri del consiglio provinciale, che si riunirà lunedì 20, e quello della comunità montana (l’assemblea è fissata per venerdì 17).
«I tre Comuni altolariani hanno deciso di perseguire un obiettivo che mira a razionalizzare le risorse finanziarie, strumentali ed umane per favorire una migliore e più efficiente gestione complessiva – è il commento del presidente della commissione affari istituzionali della Regione, Sante Zuffada – . Non dimentichiamo, poi, gli incentivi economici previsti dalla legislazione regionale e statale per le fusioni». Il consigliere comasco Luca Gaffuri sottolinea l’espressione bipartisan del consiglio regionale: «Il voto unanime è significativo. Ora i tre consigli comunali potranno indire il referendum entro tempi utili, cioè prima della scadenza dei mandati (Gravedona e Germasino sarebbero chiamati al rinnovo amministrativo nella primavera 2011). La fusione, a mio avviso, è una scelta che va sostenuta e che può essere di esempio per altre amministrazioni». Si va dunque al referendum, con i cittadini dei tre paesi chiamati ad esprimere l’ultima parola, quella che conta. Oltre ad esprimersi pei il sì o il no alla fusione, ogni cittadino dovrà indicare anche in merito al nome da dare al nuovo ente. Le denominazioni più probabili sono: Castel del Lario; Alto Lario; Gravedona ed Uniti, San Gregorio e Sant’Jorio.
BELLAGIO – Dopo tante parole arriva il momento dei documenti e dei progetti relativi al Lido di Bellagio. Il bando che ridisegnerà la struttura è stato approvato dalla giunta comunale il 10 settembre.
Il Lido di Bellagio avrà delle forme molto vicine a quelle pensate da Lingeri, quindi minimi i cambiamenti rispetto alle linee attuali, si parla semplicemente di una ristrutturazione. I lavori da eseguire avranno un costo di circa un milione e 250mila euro, ai quali vanno sommati i costi per gli arredi di tutti gli spazi. La concessione potrà essere richiesta per massimo 30 anni.
La gara è insomma aperta è già dal prossimo anno potrebbe esserlo anche il cantiere: «I tempi tecnici consentono di ipotizzare l’inizio dei lavori nel prossimo mese di febbraio – spiega il sindaco di Bellagio Angelo Barindelli -. Si prevede il recupero della struttura mantenendola inalterata nell’aspetto esteriore ma rinnovandola completamente negli impianti e nella funzionalità. Il progetto è stato predisposto dall’ingegner Lorenzo Jurina e dai suoi collaboratori, gli architetti Alberta Chiari e Marco Cavallin».
Il Lido di Bellagio è un esempio di architettura razionalista e venne costruito tra il 1932 e il 1936, sul sedime di un edificio tardo-ottocentesco, intitolato “Bagni Volta”.
Come avvertiva sapientemente Antonio Gramsci, nella letteratura popolare sono annidati insegnamenti che avvicinano ai temi fondanti della storia del pensiero umano.
Il mito di Adamo parla dell’uomo che vuole sfidare dio.
Davide Van De Sfroos lo racconta così:
Testo
Se regòrduff quéla poma che v’hann dì de mai tucà,
per me l’è una cazzàda e la poduff majà,
anca perchè, violtri sii che
e intaant el Padreternu chissà indue l’è
Nii là a mangiacch la poma,
mangila tücch düü
che ve suceed nagòtt perchè ve ciàpa per el cüü
nii là a mangiàcch la poma,
mangila tücch düü,
magari diventuff püssee balòss de lüü…
Per una poma, per una poma,
propi quela poma, ma l’era la sua poma…
Adamo lüü l’è una brava persona
e l’è brava anca la sua dona…
“E’ vero, è vero che g’hemm propi tütt, g’ho mea de lavurà, g’ho mea de fà el magütt,
se voo là a tucàcch la poma, pö magari el me se incàzza
me mòla giò un quaj fülmin e magari el me màzza
Ma intanto Eva la vàrda el sò marii
ghe diis che i henn lè cumè düü rembambii
In tütt el Paradììs i henn in giir dumà luur düü
e intaant el Padreternu chissà indue ‘l s’è scundüü…
però intaant sémm in girr ammò biùtt
l’è inütil restà che cumé pòpp
magari cun la poma vànn a posto tanti ròpp
Per una poma, per una poma,
propi quela poma, ma l’era la sua poma…
Adamo in sö la pianta el vöer la poma
ghe bòrla via la scala e varda là che toma, la bissa la riid e l’Angel el se incàzza,
el rüva via a manetta cun scià una mazza
el fa una lüüs che l’è una beléza ghe mola un catafiich che umenti i a sgavezza
e Adamo ed Eva che i vöeren veenc,
i branchén scià la poma e la pìchen suta i deenc
La poma che la fa schivi, ghè deent anca l’cagnòtt
E Adamo ed Eva i tàchen a dàss bòtt…
El biss el riid cun la fàcia de balòss
el riid talmeent de güst che urmai se pìssa adòss, e l’Angel el ghe diis “La v’è piasüda?”
E gò un oltru culpu e giò un oltra batüda…
El Padreterno che l’ha gnanca muvüü un dii
El varda nànn i düü rembambii:
“Vi ho dato il Paradiso e l’era mea assée
vuréuff la poma e sempru püseée,
ve piàas rubà, ve piàas fa la guéra?
Sii propi faa apposta per viif in söe la Tera…
E Adamo ed Eva, sia lee che lüü
ne vànn del Paradiis a Pescìaat in del cul.
Traduzione
Adamo lüü l’è una brava persona Adamo, lui, è una brava persona
e l’è brava anca la sua dona… ed è brava anche la sua donna
“E’ vero, è vero che g’hemm propi tütt, E’ vero, è vero qui abbiamo proprio tutto
g’ho mea de lavurà, g’ho mea de fà el magütt, non devo lavorare,non devo fare il muratore
se voo là a tucàcch la poma, pö magari el me se incàzza se vado a toccargli la mela, magari s’incazza
me mòla giò un quaj fülmin e magari el me màzza mi molla qualche fulmine, magari mi ammazza”
Ma intanto Eva la vàrda el sò marii Ma intanto Eva guarda suo marito
ghe diis che i henn lè cumè düü rembambii gli dice che son lì come due rimbambiti
In tütt el Paradììs i henn in giir dumà luur düü In tutto il Paradiso sono in giro solo loro due
e intaant el Padreternu chissà indue ‘l s’è scundüü… e intanto il Padreterno chissà dove si è nascosto
“Gh’émm tütt, gh’émm tütt,gh’émm tütt Abbiamo tutto, abbiamo tutto……..
però intaant sémm in girr ammò biùtt però intanto siamo ancora in giro nudi
l’è inütil restà che cumé pòpp è inutile restare qui imbambolati
magari cun la poma vànn a posto tanti ròpp magari con la mela vanno a posto tante cose
Rit. Per una poma, per una poma, Rit.Per una mela, per una mela,
propi quela poma, ma l’era la sua poma… proprio quella mela, ma era la sua mela
Adamo in sö la pianta el vöer catà la poma Adamo sulla pianta vuol prendere la mela
ghe bòrla via la scala e varda là che toma, gli cade la scala, e guarda que volo…
la bissa la riid e l’Angel el se incàzza, La biscia ride e l’Angelo s’incazza
el rüva via a manetta cun scià una mazza arriva giù in picchiata con una mazza
el fa una lüüs che l’è una beléza fa una luce che è una bellezza
ghe mola un catafiich che umenti i a sgavezza gli molla una botta che a momenti lo spezza
e Adamo ed Eva che i vöeren veenc, e Adamo ed Eva che vogliono vincire
i branchén scià la poma e la pìchen suta i deenc pigliano la mela e la mettono sotto i denti
La poma che la fa schivi, ghè deent anca l’cagnòtt La mela che fa schifo, c’è dentro pure il verme
E Adamo ed Eva i tàchen a dàss bòtt… E Adamo ed Eva cominciano a darsi botte…
El biss el riid cun la fàcia de balòss Il serpente con la faccia da furbetto
el riid talmeent de güst che urmai se pìssa adòss, ride tanto di gusto che quasi se la fa adosso e l’Angel el ghe diis “La v’è piasüda?” e l’Angelo dice “Vi è piaciuta?”
E gò un oltru culpu e giò un oltra batüda… E giù un altro colpo,giù un’altra battuta…
El Padreterno che l’ha gnanca muvüü un dii Il Padreterno che non ha neanche mosso un dito
El varda nànn i düü rembambii : Guarda andarsene i due rimbambiti :
“Vi ho dato il Paradiso e l’era mea assée “Vi ho dato il Paradiso e non era abbastanza
vuréuff la poma e sempru püseée, volevate la mela e sempre di più
ve piàas rubà, ve piàas fa la guéra? vi piace rubare, vi piace fare la guerra,
Sii propi faa apposta per viif in söe la Tera… siete proprio fatti apposta per vivere sulla Terra!”
E Adamo ed Eva, sia lee che lüü E Adamo ed Eva, sia lei che lui,
ne vànn del Paradiis a Pescìaat in del… se ne vanno dal Paradiso e pedate nel …
Il volume è l’occasione per un’indagine a tutto sulla vicenda delle case e dell’isola in epoca moderna, arricchita da un cospicuo apparato iconografico e da contributi sul ruolo, nella situazione contemporanea, della “residenza d’artista”, per cui le case vengono nuovamente proposte dopo i recentissimi lavori.
TREMEZZO – Riccardo Sarfatti, 71 anni, era un noto esponente del Pd regionale (Foto by Pozzoni Carlo)
Tremezzo: il recupero dell’auto (Foto by Selva)
TREMEZZO – Tragedia sul Lario stanotte all’altezza di Tremezzo dove un’auto, una Bmw, condotta dal consigliere regionale Riccardo Sarfatti, 71 anni, di Milano, è finita nel lago senza coinvolgere altri mezzi sulla statale Regina. Per i carabinieri di Menaggio potrebbe essersi trattato o di un malore o di un colpo di sonno al conducente.
Sul posto sono intervenuti i mezzi dei vigili del fuoco e del 118 ma per il noto imprenditore ed esponente politico del Pd, non c’è stato nulla da fare.
Riccardo Sarfatti lascia moglie e tre figli.
Nelle elezioni regionali dell’aprile 2005 Sarfatti è stato il candidato dell’Unione alla presidenza della Regione Lombardia, e venne sconfitto dal presidente uscente, Roberto Formigoni (CdL), pur migliorando il risultato della sua coalizione rispetto alle precedenti regionali del 2000. Sarfatti aveva aderito al Partito Democratico fin dalla sua fondazione. Architetto, è stato docente di Urbanistica al Politecnico di Milano, di Storia dell’architettura a Venezia e poi di Architettura a Milano.
Chi ha detto che Lucio Battisti è solo una chitarra sulla spiaggia intorno ad un fuoco?
Questo gruppo formato da 4 elementi ricrea l’emozionante atmosfera tipica dei concerti degli anni ’70 del celebre cantautore, ripercorrendo con uno spettacolo di 2 ore le tappe fondamentali della collaborazione tra Mogol e Battisti, dagli esordi al Cantagiro, agli ultimi brani ricchi di influenze disco e funky, il tutto “condito” da aneddoti, curiosità ed emozionanti proiezioni video!
Il progetto Innocenti Evasioni è attivo dal 2003 con numerosi concerti in Italia e all’estero. Fino ad oggi la band ha tenuto più di 200 concerti esibendosi di fronte ad un pubblico di oltre 170.000 persone. Ha aperto concerti della Formula 3 di Alberto Radius (l’unico gruppo ad aver accompagnato Lucio Battisti dal vivo), di Anna Oxa, degli Audio 2, di Donatella Rettore e tanti altri, è stata chiamata a rappresentare Battisti a Il Più Grande Italiano di Tutti i Tempi (RAI 2) con Francesco Facchinetti e nelle trasmissioni televisive condotte da Maurizio Costanzo, ottenendo negli anni entusiastiche recensioni da quotidiani (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, La Nazione, etc…), da magazine (Panorama, Rolling Stones) e reti televisive nazionali (RAI 2, RAI 3, SKY Uno) e locali.
Leandro Ghetti, front-man del gruppo, si alterna tra chitarra acustica, pianoforte ed organo, riuscendo ad emozionare, anche grazie ad una grande somiglianza con Lucio, persino il pubblico più critico: quello dei verifans!!!
Chi ha detto che Lucio Battisti è solo una chitarra sulla spiaggia intorno ad un fuoco?
Questo gruppo formato da 4 elementi ricrea l’emozionante atmosfera tipica dei concerti degli anni ’70 del celebre cantautore, ripercorrendo con uno spettacolo di 2 ore le tappe fondamentali della collaborazione tra Mogol e Battisti, dagli esordi al Cantagiro, agli ultimi brani ricchi di influenze disco e funky, il tutto “condito” da aneddoti, curiosità ed emozionanti proiezioni video!
Il progetto Innocenti Evasioni è attivo dal 2003 con numerosi concerti in Italia e all’estero. Fino ad oggi la band ha tenuto più di 200 concerti esibendosi di fronte ad un pubblico di oltre 170.000 persone. Ha aperto concerti della Formula 3 di Alberto Radius (l’unico gruppo ad aver accompagnato Lucio Battisti dal vivo), di Anna Oxa, degli Audio 2, di Donatella Rettore e tanti altri, è stata chiamata a rappresentare Battisti a Il Più Grande Italiano di Tutti i Tempi (RAI 2) con Francesco Facchinetti e nelle trasmissioni televisive condotte da Maurizio Costanzo, ottenendo negli anni entusiastiche recensioni da quotidiani (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, La Nazione, etc…), da magazine (Panorama, Rolling Stones) e reti televisive nazionali (RAI 2, RAI 3, SKY Uno) e locali.
Leandro Ghetti, front-man del gruppo, si alterna tra chitarra acustica, pianoforte ed organo, riuscendo ad emozionare, anche grazie ad una grande somiglianza con Lucio, persino il pubblico più critico: quello dei verifans!!!
Sabato 11 settembre dalle ore 16.00 alle 18.00 edomenica 12 dalle 14.00 alle 15.30 nell’ambito dellaBiofera di Canzo si terranno due incontri tra poeti sul tema dell’acqua.
Tutti possono partecipare: sia residenti a Canzo che altrove; sia poeti con testi propri che lettori di poesia d’altri; sia in lingua italiana che in altre lingue dell’Europa; sia in dialetto di Canzo, di Asso, di Erba, di Como e di Cantù… che nelle lingue e nei dialetti di tutto il mondo. È sufficiente che la poesia parli dell’acqua.
Poche ore di poesia dentro la grande festa della cultura biologica che propone momenti di incontro per chi vuole riscoprire l’antico rapporto tra la natura e l’uomo. L’edizione 2010, dedicata all’acqua, presenta prodotti, filosofie, idee, suoni e cibi di ogni tempo e di ogni regione.
Per partecipare alla rassegna poetica bisogna presentarsi in Biblioteca a Canzo (dentro la Biofera) qualche minuto prima della giornata prescelta. Si può partecipare anche nelle due giornate, ma con poesie differenti.
Nel libro Nesso, i nomi dei luoghi di Fabio Cani, Nodo Libri si trova una ipotetica traccia delle origini della denominazione Ponte della Civera:
“potrebbe forse essere messo in relazione alla ciodera che sorgeva nelle vicinanze, sulla sponda di Cuatesa”
Dunque l’origine del nome è incerta.
Segnalo qui una interpretazione della poetessa comasca e lariana Luciana Bianchi Cavalleri (che ringrazio per l’intuizione):
“La “CIVERA” è una sorta di gerla di vimini intrecciati, utilizzata in passato (talvolta, ancora adesso in alcuni borghi!) per il trasporto sulla schiena di pesi di vario tipo, dal raccolto, alla legna…al letame.
Perchè poi il ponte di Nesso si chiami proprio così, posso provare ad immaginarlo… … Forse, al ponte vi era una sorta di dazio, da pagare per le merci trasportate al lago, e quindi proprio in quel punto, presumo ci si togliesse la gerla dalle spalle, per procedere al peso ed al relativo pagamento … chissà….