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AUTORI · Gatti · LEGGERE e SCRIVERE · Margherita G.

La vera storia di Cappuccetto Rosso. dedicata ai nostri micetti da Margherita Giglio, 27 lug 2020

 

Cappuccetto Rosso, sì  proprio lei, quella della favola, non era affatto una brava bambina. Anzi. Era bellina, questo sì  ma tanto presuntuosa e poco gentile nei confronti degli altri.
State a sentire.
Quando la mamma le consegno’ il famoso cestino con la focaccia e il vino da portare alla nonna, lei si mostrò  disponibile solo per scopi egoistici.
Ecco come è  andata.
Cappuccetto s’incammino’ nel bosco e, assicuratasi  di non essere vista, tolse la mantellina rossa e ne indossò  una nera. Ogni volta che incontrava piccoli praticelli pieni di fiori variopinti  li calpestava con rabbia.  Ad un certo punto, quasi arrivata a casa della nonna, si fermò  e chiamò  con il cellulare il suo amico cacciatore e lo invitò  a raggiungerla presso una radura dove giacevano, privi di vita, tronchi e rami di querce abbattute . Il cacciatore, seccato di dover sospendere la partita a Monopoli che stava giocando con i suoi compari (un certo Salvi detto “camaleonte” per il vizio di indossare divise di circostanza; un certo Maio venditore di coca cola; una romanaccia che raccontava cose false con un linguaggio forbito) si alzò  dal tavolo da gioco mostrando i denti da coniglio. Si faceva chiamare Rottamman, era toscano e sapeva balbettare come pochi in inglese.
Rottamman, appena arrivato all’appuntamento con Cappuccetto , poggio’ sul prato un grosso zaino dal quale trasse fucile, bazooka, bombe a mano, bottiglie molotov, tutti acquisti fatti alla Sylicon Valley una volta che era andato da quelle parti.
Aiutato da Cappuccetto cominciò  a sparare contro tutto ciò  che si muoveva uccidendo cervi, aquile, serpenti…”E adesso tocca al lupo- disse Cappuccetto- poi alla nonna e a chiunque non la pensa come noi”
Più  in là, il lupo osservava in silenzio quello squallore, poi si mise a correre intorno al luogo dove i due complici erano intenti a mangiare la focaccia e a bere il vino. Non si accorsero di quanto stava accadendo. Il lupo aveva scavato un fazzoletto di terra, proprio quello sul quale erano seduti. Sollevò  i vertici del quadrato, ne fece un bel fagotto che legò  stretto e lo trascino’ fino a casa della nonna. Aprì  la porta e mise il fagotto nel camino e appicco’ il fuoco. In poco tempo tutto divenne cenere. La nonna si mise la cuffia, raccolse la cenere in una enorme che riempì  d’acqua fino ai bordi. Disse al lupo di aprire la porta per far entrare luce e aria, si sedette sulla sua sedia a dondolo e aspetto’, aspetto’ i raggi della luna. Quando la stanza fu bianca di luce lunare, dal calderone uscirono festosi e vivi tutti gli animali uccisi. La vita rinacque ma non per Cappuccetto e il cacciatore che, quindi, non vissero felici e contenti ma morirono infelici e scontenti. La nonna tornò  nel suo letto e prima di addormentarsi disse al lupo  “Quando vai via chiudi per favore la porta e se verrai ancora da queste parti ti preparerò  una bella focaccia, ma, niente vino”.
Il lupo, maestoso e solenne uscì,  richiuse la porta e, guardando la luna, la saluto con un ululato di gioia e poi corse nel mondo a stanare Cappuccetti e Cacciatori.
          Cia o micetti!
AUTORI · BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · BIOGRAFIA, biografie · LEGGERE e SCRIVERE

corso di SCRITTURA CREATIVA e BOOK THERAPY, con Massimo Tallone, presso il Collegio Gallio, marzo-giugno 2020

informazioni:

https://premiocittadicomo.it/corso-di-scrittura-creativa-con-massimo-tallone/

info@premiocittadicomo.it

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CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · LEGGERE e SCRIVERE

VOCE DI LIBRO, corso per chi vorrebbe leggere a voce alta, a cura di ASYLUM, via Colonna, 7, Camerlata (Como)

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a: da classificare · LEGGERE e SCRIVERE

PREMIO LETTERARIO ALESSANDRO PALMA PER RACCONTI INEDITI E POESIE. Tema del concorso: L’AZZURRO OLTRE LE FOGLIE. Racconti e poesie di vita attraverso le fatiche, 2016

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GENIUS LOCI · LEGGERE e SCRIVERE

Cesare Viviani: “Avere appreso dalla natura le parole …

“Avere appreso dalla natura le parole, dai salici, dalle acque correnti,
dai legni trascinati, loro,
i loro cambiamenti nella luce e nel buio
hanno insegnato il linguaggio,
loro l’esempio vero,
loro il tesoro delle espressioni”.

da Credere l’invisibile, Einaudi, 2009

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Acting Out per NOELLE: dal buio alla luce, passando attraverso tutti i gradi del chiarore, 18 gennaio 2012. Con una prova di scrittura narrativa in suo ricordo

la nostra amatissima Noelle, la gatta con la pancia bianca trovata nel giardino un anno fa e curata a lungo per farla sopravvivere, è scomparsa:

Audio: 

clicca qui per ascoltare: 


Qui la mia personale rielaborazione del meccanismo psicologico dell’ ACTING  OUT

qui tutti i Post dedicati a Noelle Episteme


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Delitto (im)perfetto

Una morte senza un corpo da seppellire, seppure certa, resta una morte imperfetta.

Da Natale a Natale: questo il destino della gatta bianca Noelle.

Noelle, il corpo smagrito e malato, il muso docile e impaurito, il mantello candido chiazzato di arancio e di grigio.

Noelle, immobile nel giardino, portata da chissà chi.

Noelle, la sua repulsione per gli spazi chiusi senza via di fuga.

Noelle, dolce e mansueta, rifugge il contatto umano.

Noelle, ossessione permanente da quel giorno di capodanno, quando, dal cancello del giardino, non è più spuntato il suo bianco musetto.

“Ieri notte è successo il finimondo”, mi dice U., mentre il suo sguardo proteso verso l’alto indica chiaramente la casa di G.. “Non c’è un gatto in giro: quando fanno i fuochi gli viene lo stremizio, ma vedrà che torneranno”.

Certo, torneranno. E infatti sono tornati Luna, Silvestro, Mammagatta, Blu, Belle. Tutti, tranne Noelle.

Maledico, impreco, insulto, bestemmio per cercare di frenare lo strazio che mi cresce dentro. Sul banco degli imputati velocemente raduno persone e fantasmi, immagini e scenari di ogni probabile delitto. E il vano appello inizia:

  • gli scapestrati figli di G., ubriachi fradici che dopo i fuochi torturano Noelle
  • C., che la colpisce a sassate mentre la sorprende vicino al pollaio attiguo al giardino
  • U., che la trascina sotto i cingolati mentre guida la sua motocarriola

Più passano i giorni, più aumentano lo sconforto e la disperazione. Nessuno ha visto Noelle. Perlustro quotidianamente sentieri, scale, mulattiere agitando crocchette, cercando corpi schiacciati, spiando nei cortili, chiamando inutilmente il suo nome.

Gennaio non è ancora finito. Mentre percorro per l’ennesima volta il viottolo che conduce alla mia casa vedo, incastrata fra le rocce del muro e i sassi della scala, un’eterea lanugine, batuffoli di bambagia lievi come soffioni condotti dal vento e atterrati qui e là senza paracadute.

Io so che Noelle è morta. Non so come, dove, quando, perché. E soprattutto non so “chi” è il colpevole. Quel punto del sentiero è assolutamente aperto alla vista. Se Noelle fosse stata catturata da un animale selvatico, ci sarebbero state altre evidenti tracce di sbranamento. Inoltre, quella peluria appare parecchi giorni dopo la scomparsa.

L’essere umano ha bisogno di razionalizzare il dolore per renderlo sopportabile e dotato di senso. Anch’io ho bisogno di ricostruirmi la MIA plausibile ipotesi.

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto timida e schiva, per cui scappa. Imbocca titubante il sentiero, territorio a lei del tutto sconosciuto.

Se i botti fossero rimasti circoscritti ai dintorni della nostra casa, probabilmente al ripristino della calma avrebbe potuto fare ritorno al suo usuale ambiente di vita.

Ma non è così. L’intero paese festeggia ostinatamente la speranza di un anno migliore, riempiendo l’aria con assordanti fragori e tuonanti boati. Noelle continua  a correre impazzita e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così  non fosse stato, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno.

A questo punto i possibili predatori diventano numerosi: la volpe che già nel passato ha sgominato le galline di C., la faina, il tasso, i corvi.

Resta ancora una perplessità: perché quei ciuffi bianchi isolati e lontani?

La spiegazione più verosimile che mi do è che i corvi siano stati gli ultimi spazzini. Trovando i miseri resti nel bosco, nel volo è scivolato qualche brandello di carne e i mille insetti della terra avrebbero ripulito ciò che restava di commestibile, avanzando solo il pelo.

Guardo Chat Noir abbandonato sulle mie ginocchia col muso sprofondato nell’incavo del gomito.

Il suo dorso nero e lucido è in netto contrasto col candore di Noelle.

Anche lui è comparso improvvisamente nel mio giardino cinque mesi dopo il lutto di Noelle, anche lui emaciato e malandato, anche lui bisognoso di cure e amante di quel luogo che gli ha restituito la sopravvivenza.

Chat Noir ha una piccola macchia immacolata sopra il petto, visibile solo quando disperatamente solleva il muso color carbone reclamando un po’ di cibo.

Voglio credere che in quel ciuffo color latte sia nascosta Noelle.

Noelle che, mascherata da Chat Noir, finalmente mi consola di tutte le carezze che mai sono riuscito a darle.


le PLAUSIBILI IPOTESI di Luciana

Partiamo dalle due uniche possibili verità: Noelle o è viva o è  morta.

Prima ipotesi: chiunque entri in contatto con lei avrà una bella occasione di relazione.

Seconda ipotesi, ora anche per me più plausibile. Ho messo gli occhiali. Ha ragione, Paolo, quando mi dice che senza sono ormai una talpa.

Ieri, sul sentiero, ho pure io esaminato i ciuffi di pelo bianchi. Ma mi sono anche guardata attorno, per vedere se trovavo altri miseri resti.

Partendo da quest’unico indizio (potrebbero essere i peli d Noelle), ho vagliato le seguenti possibilità:

  • i peli sono relativamente vicini alla nostra casa, per cui risalgono al periodo della fuga
  • sono in un punto del sentiero “en plain air”: nessun animale sarebbe così stupido da predare una vittima e mangiarsela alla luce del sole, in un punto di passaggio (in genere la vittima viene portata nella tana). E poi non ci sono né segni di sangue, né gli altri avanzi.

La mia ricostruzione pertanto è la seguente:

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto paurosa, per cui scappa. Va verso il sentiero e, se i fuochi si fossero limitati solo alla nostra zona, probabilmente lì si sarebbe fermata fino al ripristino della calma. Ma non è così. L’universalità umana si scatena a festeggiare chissà che cosa e Noelle continua la sua corsa impazzata e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così non fosse, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami. E’ vero che è timida, ma ormai abbiamo sperimentato che quando i gatti sono in difficoltà fanno sentire la loro voce.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno. A questo punto i predatori possono essere numerosi: la volpe che ha già fatto fuori tutte le galline di Cosimo, la faina, i corvi.

L’unica perplessità è sui ciuffi di pelo isolati. La spiegazione più plausibile che mi dò è che i corvi possano essere stati gli ultimi spazzini. Trovando ancora qualcosa e prendendolo col becco, nel volo è scivolato il brandello. Mille insetti della terra potrebbero poi avere fatto la finale pulizia di quel che restava.

Dubito molto di un’aggressione: sicuramente non di umani, ma nemmeno di altre bestie: se Noelle fosse stata sulla strada del ritorno e lì aggredita, avremmo visto gli esiti.

Il mistero è un po’ meno mistero, anche se vorrei tanto che fosse giusta la prima ipotesi.

Per un attimo ho odiato chi ha portato Noelle nel nostro giardino. Mi è sembrato il destino del cavaliere di Samarcanda. Poi ho pensato che ogni vivente ha il suo destino. Abbiamo regalato a Noelle (nel caso della seconda ipotesi) un anno di cure e amore.

Ho anche ben presente il gatto Chet e la sua prematura morte per una malformazione cardiaca. Ci sono gatti col cuore grande, ma evidentemente non sufficiente per accogliere i sentimenti del mondo.


Gatti · GENIUS LOCI · LEGGERE e SCRIVERE · Lettere · Mammagatta · PERSONE e DESTINI · stare

… In casa mia un gatto fisso c’e sempre stato

 … In casa mia un gatto  fisso c’e sempre stato , in questi ultimi anni invece la mia mamma ha la compagnia di gatti “ospiti passeggeri”. cerca sempre di tenere scatolette di scorta  per non lasciarli a bocca asciutta.

Li dove hai visto la mia mamma  e’ la casa dove sono nata  56 anni fa  e dove ho trascorso un terzo della mia vita  e ancora adesso quando arrivo li:

ma sa slarga al coer ”  certo per lei quei gradini sono un po impegnativi speriamo che la forza  di arrivare  ogni giorno  fino a Castello  non l’abbandoni. 

Ma  per noi , amici di Coatesa, i gradini sono la nostra storia.

betty

DIARIO di Amaltea · LEGGERE e SCRIVERE · Lettere · Madonna dei Ceppi

e’ proprio vero che se non si hanno occhi per quello che sta fuori dalla porta, se non si guarda niente , si puo’ anche girare il mondo ma …

cari amici di Coatesa

l’agriturismo della Madonna dei Ceppi e’ un posto meraviglioso  dove si vive  una serena pace.

e’ proprio vero che  se non si hanno occhi per quello che sta fuori dalla porta,   se non si  guarda niente  ,  si puo’ anche girare il mondo ma non importa …

settimana scorsa dalla strada ho visto la ” casa del cipresso”   con le tapparelle chiuse e ho immaginato le  tartarughe,  i gatti, gli uccellini e tutti gli  animaletti  del vostro giardino fedeli custodi  in attesa del vostro ritorno.

un caro saluto

betty

LEGGERE e SCRIVERE · Proverbi e Aforismi lombardi

massime di saggezza lombarda: L’OMM CH’ EL DIS EL POC CH’EL SA’ ….

L’OMM
CH’ EL DIS EL POC CH’EL SA’
CH’EL FA EL POC CH’EL PO’
CH’EL DA’ EL POC CH’EL GA’
L’E’ UN OMM DE RISPETA’
(segnalato da Piero)
Lanzo · LEGGERE e SCRIVERE · Natura · Novi Vittorio (1866-1955) · Sculture

Fine estate e inizio autunno: UNA STRETTA AL CUORE, LASCIARE QUESTI ALBERI MAESTOSI , CHE CI RESTITUISCONO ARMONIA E STABILITA’. PER GIORNI LI HO OSSERVATI E ASCOLTATI …

OGNI VOLTA , QUANDO CHIUDO LE  FINESTRE SUL LATO DEL GIARDINO, SENTO UNA STRETTA AL CUORE.
CHIUDERE QUELLE VECCHIE ANTE, UNA AD UNA,  E’ CHIUDERE FUORI DALLA VISTA LA MERAVIGLIA DELLA NATURA.
UNA STRAORDINARIA  MASSA DI FOGLIE, ONDEGGIANTI QUELLE  VERDI, PIU’ FERME QUELLE GRANATA, FRUSCIANTI, AL MINIMO VENTO QUELLE TENERE, SONANTI COME UNA SINFONIA, TUTTE.
GLI UCCELLI PICCOLI, PICCOLI SI RINCORRONO IN CERCHI RAPIDISSIMI, SU IN ALTO TRA I RAMI LUMINOSI. IN BASSO, INVECE, VOLANO, INDAFFARATI COME NOI, I MERLI, SOTTO LO SGUARDO FELINO DELLA GATTA BIANCA E NERA CHE  VA E VIENE, BEATA, A RINFRESCARSI TRA IL FOLTO DELLE FELCI.
UNA STRETTA AL CUORE, LASCIARE QUESTI ALBERI MAESTOSI , CHE CI RESTITUISCONO ARMONIA E STABILITA’.
PER GIORNI LI HO OSSERVATI E ASCOLTATI,  NELLA LUCE DORATA E TREMANTE DEL MATTINO, NELLE SOBRIE TONALITA’ DELLE ORE CALDE, NELLE INTENSE TINTE DEL TRAMONTO ,ILLUMINATI, LA NOTTE, DALLA LUCE TRAFORANTE DI VENERE E DELLA LUNA.
IMMENSI ABBRACCI  REGALANO QUESTI DUE FAGGI CENTENARI, DELLA VALLE.
MI SENTO UN TUTT’UNO CON LORO, MA, A MALINCUORE,  DEVO SCENDERE DI QUOTA, LASCIARE  LORO A CUSTODIA DELL’ARMONIA,
A ME LA CAPACITA’ DI  CONTINUARE A VEDERLI E SENTIRLI , PER  DIMENTICARE IL GRIGIORE DELL’ASFALTO, LE INCESSANTI  ACCELERAZIONI DEI MOTORI, LO STRIDORE  DEI CLACSON, LA SCHIFEZZA DELLO SMOG, LA ROTTURA DI OGNI ARMONIA.
A ME DI ESSERE  GRATA, SEMPRE, ALLA BELLEZZA DEL CREATO.
ANNA
17.09.2011

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