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Appunti su: Il Palazzo delle Poste di Como, situato in via Gallio

Il Palazzo delle Poste di Como, situato in via Gallio, è un edificio emblematico che ha una storia ricca e significativa. Inaugurato nel 1925, il palazzo è stato progettato per ospitare l’ufficio postale della città e si distingue per la sua imponente struttura che comprende due corti laterali e un ampio salone centrale[2][3][4].

Architettura e Design

Il progetto del Palazzo delle Poste è attribuito a Cesare Bazzani, un architetto noto per il suo contributo all’architettura durante il periodo fascista. La struttura combina elementi di design classico con funzionalità moderna, riflettendo le esigenze del servizio postale dell’epoca. La facciata presenta dettagli architettonici distintivi, come colonne e decorazioni che richiamano stili tradizionali, reinterpretati in chiave contemporanea[3][8].

Funzione e Importanza

Sin dalla sua apertura, il Palazzo delle Poste ha svolto un ruolo cruciale nella vita quotidiana di Como, fungendo non solo da centro per i servizi postali ma anche come punto di riferimento architettonico nella città. Con il passare degli anni, ha subito vari interventi di restauro per preservarne l’integrità e la bellezza[2][4].

Celebrazioni Recenti

Nel 2017, il Palazzo ha celebrato il suo 92° anniversario, un’occasione che ha visto l’organizzazione di eventi e mostre per commemorare la sua storia e il suo significato per la comunità locale[3][4]. Questi eventi hanno messo in evidenza l’importanza del palazzo non solo come struttura funzionale, ma anche come simbolo della storia urbana di Como.

In sintesi, il Palazzo delle Poste di Como rappresenta un esempio significativo di architettura pubblica del XX secolo in Italia, con una storia che continua a influenzare la vita della città.

scheda a pagina 90 del volume 1 del libro:

https://coatesa.com/2025/01/20/fabio-cani-larchitettura-del-xx-secolo-in-provincia-di-como-volume-1-1900-1945-volume-2-1945-2000-nodolibri-editore-2016/

[2] https://www.quicomo.it/eventi/anniversario-poste-via-gallio-como.html
[3] https://www.espansionetv.it/2017/09/27/como-via-gallio-il-palazzo-delle-poste-compie-92-anni-viaggio-tra-passato-e-futuro/
[4] https://www.quicomo.it/eventi/mostre/mostra-poste-italiane-via-gallio.html
[5] https://www.youtube.com/watch?v=5UK_QGinc8A

[7] https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g187835-d23682653-r813164126-Palazzo_Delle_Poste-Como_Lake_Como_Lombardy.html

Il Palazzo delle Poste di Como, situato in via Gallio, è un esempio significativo di architettura pubblica del XX secolo, progettato dall’architetto Cesare Bazzani e inaugurato nel 1925. Le sue caratteristiche architettoniche principali includono:

Caratteristiche Architettoniche

  • Stile Architettonico: Il Palazzo è realizzato in uno stile che combina elementi classici e moderni, con influenze del Rinascimento italiano. La facciata presenta linee eleganti e proporzioni armoniose, tipiche dell’architettura pubblica dell’epoca.
  • Struttura: L’edificio si compone di tre piani, con un ampio salone centrale e spazi dedicati agli uffici. La pianta è caratterizzata da un layout funzionale che ottimizza l’uso degli spazi interni.
  • Finiture e Decorazioni: La facciata è arricchita da decorazioni in stucco e dettagli ornamentali che riflettono il gusto dell’epoca. Elementi come cornici, fregi e finestre decorate contribuiscono all’estetica complessiva dell’edificio.
  • Materiali Utilizzati: L’uso di materiali di alta qualità, come il marmo e il ferro battuto, è evidente nelle finiture esterne e interne. Questi materiali non solo conferiscono un aspetto elegante ma garantiscono anche la durabilità dell’edificio.
  • Funzionalità: Il Palazzo è stato progettato per ospitare le operazioni postali in modo efficiente, con sportelli al piano terra accessibili al pubblico e uffici amministrativi ai piani superiori. Questa organizzazione spaziale riflette l’importanza dei servizi postali nella vita quotidiana della comunità.

In sintesi, il Palazzo delle Poste di Como non è solo un edificio funzionale, ma anche un’opera d’arte architettonica che rappresenta la storia e l’identità della città. La sua progettazione attenta alle esigenze pratiche, insieme alla cura per i dettagli estetici, lo rende un punto di riferimento significativo nel panorama architettonico comasco.



[4] https://www.quicomo.it/eventi/anniversario-poste-via-gallio-como.html

Il design del Palazzo delle Poste di Como è stato influenzato dallo stile Liberty, sebbene non sia un esempio puramente liberty. Questo stile, noto anche come Art Nouveau, è caratterizzato da linee sinuose, forme organiche e decorazioni ispirate alla natura. Di seguito sono evidenziate le principali influenze liberty nel Palazzo delle Poste:

Influenze dello Stile Liberty

  • Decorazioni Floreali: Il Palazzo presenta elementi decorativi che richiamano la natura, tipici dello stile Liberty, come motivi floreali e linee curve. Questi dettagli decorativi contribuiscono a un’atmosfera di eleganza e fluidità visiva[4].
  • Forme Sinuose: Anche se il Palazzo ha una struttura più rigida rispetto ad altri edifici in stile Liberty, alcuni dettagli architettonici mostrano l’uso di forme morbide e dinamiche, che riflettono l’estetica di questo movimento artistico[4][2].
  • Materiali e Finiture: L’uso di materiali pregiati e finiture elaborate è un’altra caratteristica condivisa con lo stile Liberty. Elementi come il ferro battuto e le vetrate decorate possono essere presenti nell’edificio, contribuendo a creare un senso di artigianalità e bellezza[4][7].
  • Contesto Culturale: Durante il periodo della costruzione del Palazzo, l’architettura liberty era in voga in molte città italiane, inclusa Como. Questo contesto culturale ha sicuramente influenzato le scelte progettuali, integrando elementi moderni con riferimenti storici[2][3].

In sintesi, sebbene il Palazzo delle Poste di Como non sia un esempio puramente liberty, presenta diverse influenze di questo movimento, manifestandosi attraverso decorazioni, materiali e un approccio estetico che riflette la bellezza e la funzionalità tipiche dell’epoca.



[2] https://www.peverellicode.com/it/design/il-liberty-su-lago-di-como/

[4] https://www.teknoring.com/guide/guide-architettura/stile-liberty-art-nouveau-definizioni/
[5] https://www.quicomo.it/eventi/anniversario-poste-via-gallio-como.html

[7] https://agatahomedesign.it/stile-liberty-storia-e-caratteristiche-dellart-nouveau/

A Como e nei suoi dintorni, ci sono diversi edifici che rappresentano lo stile Liberty, noto anche come Art Nouveau. Ecco alcuni dei più significativi:

Edifici Liberty a Como

  • Villa Bernasconi: Situata a Cernobbio, è uno degli esempi più emblematici dello stile Liberty nella zona. Oggi ospita un museo e presenta una ricca decorazione floreale e dettagli architettonici tipici di questo movimento [1].
  • Imbarcadero di Cernobbio: Questo pontile, situato in Piazza Risorgimento, combina elementi in stile Liberty con dettagli neogotici. È un luogo di imbarco per i battelli che navigano sul Lago di Como [1].
  • Villa Peduzzi: Situata a Pigra, questa villa è stata recentemente ristrutturata e unisce elementi moderni a quelli liberty, offrendo un esempio di come il design contemporaneo possa integrarsi con l’architettura storica [1].
  • Villa Erba: Questa storica villa si trova a Cernobbio ed è un altro esempio dell’architettura Liberty nella regione. È nota per i suoi giardini e la vista sul lago [5].
  • Casa del Fascio: Progettata da Giuseppe Terragni, sebbene non sia puramente liberty, presenta alcune influenze di questo stile nella sua decorazione e nelle proporzioni [2].

Altri Esempi

  • Villa Sucota: Situata lungo la strada per Cernobbio, questa villa ha subito ristrutturazioni nel corso degli anni, mantenendo però alcuni elementi liberty nel suo design [2].
  • Villa Zucchi: Un’altra villa che presenta caratteristiche dello stile Liberty, situata lungo il viale Geno [2].

Questi edifici non solo arricchiscono il panorama architettonico di Como ma rappresentano anche un’importante testimonianza della storia culturale e artistica della regione durante il periodo della Belle Époque.


[1] https://www.peverellicode.com/it/design/il-liberty-su-lago-di-como/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[3] https://www.pixeloose.it/liberty-lombardia/
[4] https://it.wikivoyage.org/wiki/Il_Liberty_a_Cernobbio,_Como_e_Brunate
[5] https://www.moranditour.it/it/viaggio/47-como-liberty-tour
[6] https://www.wikimedia.it/news/liberty-como-wikipedia-leditathon-villa-bernasconi/
[7] https://viaggi.corriere.it/itinerari-e-luoghi/cards/monumenti-liberty-in-italia-15-gioielli/?img=4
[8] https://www.quicomo.it/attualita/villa-aureggi-lake-como.html

Brunate · Camminare in COMO città · COMO città · Conosco Como? · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · tentativi di esaurimento del luogo

Appunti su: l’Eremo di San Donato, a Como

L’eremo di San Donato, situato a Como, è un ex convento francescano con una storia che risale al XV secolo.

La sua posizione strategica, su uno sperone di roccia a 453 metri sul livello del mare, lo rende un luogo di grande importanza storica e spirituale.

Origini e Sviluppo

L’area dove sorge l’eremo era inizialmente utilizzata da eremiti, probabilmente monaci benedettini, che vi si stabilirono in una grotta naturale conosciuta come la grotta del beato Geremia. Nel VII secolo, fu costruita una torre fortificata che serviva come segnalazione e che divenne in seguito il campanile della chiesa[1].

Nel 1435, l’eremo passò in uso ai francescani del terz’ordine e nel 1458 ricevette una bolla papale che ne confermava la gestione. Fino al 1654, i francescani si dedicarono alla cura spirituale degli abitanti delle vicine località di Brunate, Camnago e Lora. Durante questo periodo, la chiesa subì un ampliamento significativo e fu riconsacrata nel 1565[1][5].

Declino e Trasformazione

Il convento subì un drastico cambiamento nel 1772 con la sua soppressione.

Nel 1780, il complesso fu venduto a privati e trasformato in abitazione civile. Negli anni ’80 del XX secolo, l’eremo fu frazionato in dodici appartamenti indipendenti, mentre la chiesa mantenne la sua funzione originaria[1][3][7].

Curiosità

Un personaggio storico legato all’eremo è don Giuseppe Bernasconi, un prete garibaldino che vi si ritirò in esilio volontario dopo aver partecipato attivamente alle guerre d’indipendenza italiane. Morì nel 1923 all’eremo, che oggi è raggiungibile attraverso una strada a lui dedicata[1].

L’eremo di San Donato rappresenta quindi non solo un importante sito religioso ma anche un simbolo della storia locale di Como, rimanendo un luogo di interesse per turisti e studiosi.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Donato
[
[3] https://fondoambiente.it/luoghi/eremo-di-san-donato

[5] https://www.quicomo.it/social/eremo-san-donato-vista-lago-como.html
[6] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/ordine/leremo-san-donato-oscuro-simbolo-como-o_1557731_11/
[7] https://ostellobello.com/it/eremo-san-donato/

L’eremo di San Donato a Como presenta diverse caratteristiche architettoniche significative, riflettendo la sua storia e la sua funzione religiosa.

Posizione e Struttura

  • Sperone di Roccia: L’eremo è situato a 453 metri sul livello del mare, su uno sperone di roccia chiamato Garzola, che offre una vista panoramica sulla città di Como e sul lago[3][4].
  • Accesso: Si trova lungo un sentiero che era un’importante via di comunicazione tra Brunate e Como, evidenziando la sua accessibilità storica[3][4].

Architettura Religiosa

  • Stile Costruttivo: L’eremo è stato costruito nel XV secolo, con elementi architettonici che rispecchiano l’influenza dell’architettura francescana. La struttura è caratterizzata da linee semplici e funzionali, tipiche dei conventi dell’epoca[4][6].
  • Campanile: Una torre fortificata, originariamente costruita nel VII secolo come torre di segnalazione, funge ora da campanile della chiesa. Questa torre rappresenta un elemento storico significativo della struttura[3][4].

Interni e Decorazioni

  • Chiesa: All’interno dell’eremo si trova una chiesa dedicata a San Donato, con affreschi che raccontano momenti significativi della vita del santo. La chiesa è stata ampliata e riconsacrata nel 1565, con ulteriori lavori di restauro nei secoli successivi[3][4].
  • Grotta del Beato Geremia: Un’importante caratteristica interna è la grotta naturale utilizzata dai primi eremiti, ora nota come grotta del beato Geremia. Questa grotta ospita statue di santi e rappresenta un luogo di penitenza storica[3][4].

Funzione Storica

  • Monastero Francescano: Originariamente parte di un monastero benedettino, l’eremo passò ai francescani nel XV secolo. La sua funzione religiosa ha influenzato profondamente la comunità locale fino alla soppressione del convento nel 1772[4][6].

L’eremo di San Donato non è solo un importante sito religioso ma anche un simbolo della storia culturale e architettonica della regione comasca.




[3] https://www.madeinbrianza.it/turismo-brianza/eremo-di-san-donato/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Donato
[
[6] https://www.quicomo.it/social/eremo-san-donato-vista-lago-como.html
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00786/

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PALAZZO NATTA (costruito nel secondo Cinquecento), in Via Natta, nel centro storico di Como. Schede storico-informative e fotografie

schede storico-informative

pagine 136-139 del libro:

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Il Palazzo Natta è un edificio storico situato a Como n Via Natta.

Originariamente acquistato dalla famiglia Lambertenghi nel 1579, il palazzo ha subito diverse ristrutturazioni, probabilmente progettate da Giovanni Antonio Piotti[5][6].

Storia e Architettura

Il Palazzo Natta è un esempio significativo di architettura residenziale e terziaria a Como.

La sua costruzione risale al secondo Cinquecento e riflette lo stile dell’epoca, con dettagli architettonici che ne evidenziano il valore storico e culturale[1][6].

Dopo anni di utilizzo come sede degli uffici comunali, il palazzo è stato recentemente riconvertito in uno spazio per esposizioni e mostre temporanee, noto come Spazio Natta[2][3].

Recentemente, la giunta cittadina di Como ha approvato un progetto di ristrutturazione da mezzo milione di euro per trasformare il Palazzo Natta nella Casa della Cultura di Como[7]. Questo progetto mira a valorizzare ulteriormente l’edificio e a promuovere attività culturali nella città.

Importanza Culturale

Il Palazzo Natta non è solo un importante esempio di architettura storica, ma rappresenta anche un centro culturale emergente per la comunità di Como. La sua trasformazione in Casa della Cultura sottolinea l’impegno della città nel preservare il patrimonio storico mentre si promuovono nuove iniziative culturali[4][7].


[1] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00143/
[2] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/luoghi-della-cultura/spazio_natta/
[3] https://www.comune.como.it/vivere-il-comune/luoghi/Spazio-Natta/
[4] https://comozero.it/attualita/como-centro-storico-palazzo-natta/
[5] https://ebike-alpexperience.eu/it/b/382/palazzonattacomo
[6] https://www.ibs.it/palazzo-natta-architettura-a-como-libro-stefano-della-torre/e/9788871853741
[7] https://www.espansionetv.it/2024/12/24/mezzo-milione-per-palazzo-natta-diventera-la-casa-della-cultura-di-como/
[8] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00143/

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · ex orfanotrofio Via T. Grossi

Appunti su: l’ex ORFANOTROFIO di via Tommaso Grossi a Como

L’ex orfanotrofio di via Tommaso Grossi a Como è un complesso edilizio situato in una posizione centrale della città, all’angolo tra via Tommaso Grossi e via Dante. Questo immobile ha una storia significativa e ha recentemente attirato l’attenzione per le sue potenzialità di riqualificazione e vendita.

Storia e Situazione Attuale

L’ex orfanotrofio è stato oggetto di vari tentativi di vendita da parte dell’amministrazione comunale. Dopo due aste andate deserte, il Comune ha annunciato una terza asta con un ribasso del 25% rispetto ai tentativi precedenti[3][6][8]. Nonostante gli sforzi, il complesso non è ancora stato venduto, il che ha suscitato preoccupazioni riguardo alla sua valorizzazione e riutilizzo[4][6].

Progetti di Riqualificazione

Un progetto di riqualificazione è stato proposto per l’ex orfanotrofio, che prevede la creazione di un “polo strategico” con funzioni utili sia per l’università locale che per la comunità[1]. Questo progetto si inserisce in un contesto più ampio di miglioramento urbano, volto a integrare l’area con il tessuto urbano circostante e a promuovere la mobilità sostenibile attraverso la creazione di piste ciclabili e spazi verdi[1].

Importanza Culturale e Architettonica

Il complesso ha un valore architettonico significativo, essendo parte del patrimonio storico di Como. La sua riqualificazione potrebbe contribuire non solo all’economia locale ma anche al rilancio dell’immagine della città, valorizzando le sue caratteristiche storiche e paesaggistiche[1].

In sintesi, l’ex collegio di via Tommaso Grossi rappresenta una risorsa potenziale per Como, ma la sua valorizzazione continua a essere una sfida per le autorità locali.


[1] https://www.politesi.polimi.it/retrieve/a81cb05a-de32-616b-e053-1605fe0a889a/RELAZIONE%20TESI.pdf
[2] https://www.comune.como.it/.galleries/aste/via-grossi-via-alighieri/ALL.-3-perizia-di-stima.pdf
[3] https://www.quicomo.it/attualita/nuova-asta-ex-orfanotrofio-como-via-grossi.html
[4] https://www.youtube.com/watch?v=EtDFfYPD4KI
[5] https://coatesa.com/category/como-citta/ex-orfanotrofio-via-t-grossi/
[6] https://www.espansionetv.it/2024/12/18/ex-orfanotrofio-di-via-grossi-a-como-il-comune-ci-riprova-terza-asta-il-prezzo-scende-ancora/
[7] https://www.quicomo.it/attualita/terza-asta-ex-orfanotrofio-tommaso-grossi-como.html
[8] https://www.ilgiorno.it/como/cronaca/nuova-asta-per-lex-orfanotrofio-c1e7653c

Alberi · Bar · Camminare in COMO città · COMO città · Vie e Piazze

Il BAR KA.OS , gestito da Oscar Pellegrini, è situato in Piazza Cacciatori delle Alpi a Como (all’incrocio fra Viale Varese e Via Gallio)

Photo by Egle Petrauskiene.

Il bar Ka.Os, gestito da Oscar Pellegrini, è situato in Piazza Cacciatori delle Alpi a Como:

Il bar è conosciuto per la sua atmosfera accogliente e offre una varietà di bevande e snack, rendendolo un punto di ritrovo per residenti e turisti nella zona.

La posizione in piazza lo rende facilmente accessibile e visibile, contribuendo alla sua popolarità tra i frequentatori della città.

Un albero di Piazza Cacciatori della Alpi:

Cronologie · POLITICA e STORIA · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Storia: “azione di Lenno” o “battaglia di Tremezzina”, episodio della lotta partigiana nel comasco. Articolo di Carlo Galante e video a cura dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta


Quella che va sotto il nome di “azione di Lenno” o “battaglia di Tremezzina” costituisce il più clamoroso episodio di lotta partigiana nel Comasco, una provincia che in realtà non fu teatro di molti fatti di sangue né di imprese particolarmente memorabili, ma che pure vide consumarsi il sacrificio di molti giovani per la causa della libertà durante il periodo più cupo dell’occupazione nazifascista e della Repubblica di Salò ….

vai all’intero articolo :

https://www.isc-como.org/wp-content/uploads/2020/04/LA-BATTAGLIA-DI-LENNO-O-BATTAGLIA-DI-TREMEZZINA-1.docx

BIOGRAFIA, biografie · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · Via Lambertenghi, Via Collegio dei Dottori, Via Rusconi · Vie e Piazze

Appunti su: Luigi Porro Lambertenghi, 1780-1860

Luigi Porro Lambertenghi è stato una figura significativa della storia italiana, noto per il suo ruolo di patriota, imprenditore e politico.

Nacque a Como il 12 luglio 1780, figlio del marchese Giorgio Porro Carcano, un patrizio della città. Lambertenghi si distinse non solo per il suo impegno politico, ma anche per la sua passione per le scienze e le novità del suo tempo[1][2][4].

Attività Politica e Imprenditoriale
Lambertenghi fu attivamente coinvolto nei movimenti patriottici italiani e contribuì alla causa dell’unità nazionale. Oltre alla sua carriera politica, si dedicò anche all’imprenditoria, gestendo diverse attività economiche che riflettevano il suo interesse per l’innovazione e il progresso[1][2].

Eredità Culturale
La sua eredità è visibile non solo nel campo politico ma anche in quello culturale, poiché era un sostenitore delle scienze e delle arti. La sua influenza si estese oltre la sua vita, contribuendo a plasmare il contesto sociale e politico dell’Italia del XIX secolo[4].


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Porro_Lambertenghi
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-porro-lambertenghi_(Dizionario-Biografico)/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Porro_Lambertenghi
[4] https://www.divinamilano.it/casa-porro-lambertenghi/
[5] https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-stefano-lambertenghi_(Dizionario-Biografico)/
[6] https://www.combattentiliberazione.it/movm-grande-guerra-1915-1918/lambertenghi-italo
[7] https://www.beat-leukemia.org/it/news-beat-leukemia-info.asp?N=Prof.-Giorgio-Lambertenghi-Deliliers-riceve-l%E2%80%99Ambrogino-d%27oro%2C&Cod=103

Luigi Porro Lambertenghi è una figura di spicco della storia italiana, noto per il suo ruolo di patriota, imprenditore e politico. Nacque a Como il 12 luglio 1780 da una famiglia aristocratica, figlio del marchese Giorgio Porro Carcano e di Margherita Borromeo. Dopo aver studiato al Collegio Longone di Milano, entrò giovanissimo in politica.

Carriera Politica

Nel 1801, fu eletto deputato alla Consulta di Lione, un evento significativo che segnò l’inizio della sua carriera politica. Nonostante la giovane età, dal 1802 al 1807 fu membro del Corpo legislativo della Repubblica Italiana, ottenendo una dispensa per l’età[1][3]. Durante il periodo napoleonico, Lambertenghi divenne un sostenitore attivo della modernizzazione e della riforma in Italia, affermandosi come un liberale impegnato. Fu anche affiliato alla Massoneria e frequentò la corte di Eugenio di Beauharnais, ricevendo il titolo di conte nel 1810[1].

Dopo la caduta di Napoleone, Lambertenghi partecipò al Congresso di Vienna, dove sostenne la creazione di un regno indipendente nell’Italia settentrionale. Con l’arrivo della Restaurazione e il ritorno degli austriaci a Milano, si dedicò al movimento liberale e all’industrializzazione della Lombardia, promuovendo innovazioni come l’introduzione delle macchine a vapore nell’industria tessile e lo sviluppo dell’illuminazione a gas[1][3].

Attività Imprenditoriale e Sociale

Oltre alla sua carriera politica, Lambertenghi si distinse come imprenditore. Sostenne lo sviluppo dell’industria locale e avviò iniziative sociali come scuole di mutuo insegnamento. La sua visione per un’Italia moderna era caratterizzata da un forte impegno verso il progresso economico e sociale[1][3].

Vita Personale e Morte

Luigi Porro Lambertenghi sposò Anna Maria Serbelloni e ebbe quattro figli: Giberto, Elisabetta, Anna e Giacomo Giulio. Morì a Milano il 9 febbraio 1860 e fu sepolto nella stessa città[1][3]. La sua eredità rimane significativa nella storia italiana, rappresentando un ponte tra le aspirazioni liberali del XIX secolo e le trasformazioni sociali ed economiche che seguirono.

In sintesi, Luigi Porro Lambertenghi è ricordato non solo per il suo contributo politico ma anche per il suo ruolo nell’industrializzazione dell’Italia settentrionale e nel movimento liberale del suo tempo.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Porro_Lambertenghi
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-stefano-lambertenghi_(Dizionario-Biografico)/
[3] https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-porro-lambertenghi_(Dizionario-Biografico)/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Lambertenghi
[5] https://famiglie.societastoricalombarda.it/index.php?title=Lambertenghi
[6] https://www.santiebeati.it/dettaglio/98519
[7] https://it.teknopedia.teknokrat.ac.id/wiki/Luigi_Porro_Lambertenghi
[8] https://www.asst-santipaolocarlo.it/documents/810281/0/LAMBERTENGHI+(2).pdf/21a60f97-7c69-f1a1-e160-ae58fdc8d823

BIOGRAFIA, biografie · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · COMO città · Conosco Como? · Vie e Piazze

Appunti su: Biografia di Armando Diaz, 1861-1928

Armando Diaz, nato a Napoli il 5 dicembre 1861, è stato un illustre generale e uomo politico italiano, noto principalmente per il suo ruolo cruciale durante la Prima Guerra Mondiale. Proveniente da una famiglia di militari, Diaz intraprese la carriera militare all’Accademia Militare di Torino, dove si distinse come ufficiale d’artiglieria.

Carriera Militare

Durante la guerra italo-turca del 1911-1912, Diaz si distinse come colonnello e partecipò attivamente alla campagna in Libia. Con l’inizio della Prima Guerra Mondiale, fu nominato capo del reparto operazioni presso il Comando Supremo e successivamente comandante della 49ª divisione sul Carso. Dopo la disfatta di Caporetto nel 1917, fu scelto per sostituire il generale Luigi Cadorna come capo di stato maggiore dell’Esercito Italiano[1][3][4].

Sotto la sua guida, l’esercito italiano riuscì a fermare l’avanzata austro-ungarica sul fiume Piave e a ottenere vittorie decisive, tra cui la battaglia di Vittorio Veneto nel 1918, che contribuì a porre fine al conflitto sul fronte italiano. Per queste imprese, Diaz fu insignito del titolo di Duca della Vittoria e divenne un eroe nazionale, celebrato per le sue capacità di comando e per il suo approccio umano verso i soldati[1][2][3].

Ruolo Politico

Dopo la guerra, Diaz entrò in politica. Nel 1922 accettò l’incarico di Ministro della Guerra nel primo governo di Benito Mussolini. Nonostante le sue riserve riguardo alle politiche fasciste, assunse questo ruolo come garanzia per la monarchia e l’esercito. Durante il suo mandato, lavorò per riformare le forze armate italiane e si ritirò dalla vita politica nel 1924[1][2][4].

Vita Personale e Eredità

Diaz morì a Roma il 29 febbraio 1928. È sepolto nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. La sua figura rimane significativa nella storia militare italiana; strade e piazze in molte città portano il suo nome in onore delle sue gesta durante la Grande Guerra[1][3].


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Armando_Diaz
[2] https://www.turismofvg.it/it/111495/armando-diaz
[3] https://www.cronologia.it/storia/biografie/diaz.htm
[4] https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/persone/diaz-armando-vittorio
[5] https://www.centrostudibeppefenoglio.it/it/articolo/38-52-399/storia-locale/almanacco-storico/5-dicembre-1861

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Appunti su: La Diga Foranea Piero Caldirola a Como

La Diga Foranea Piero Caldirola si trova a Como, al termine del primo bacino del lago di Como. Questa struttura è stata progettata per proteggere il porto e il lago dalle onde e dalle correnti, rendendo l’area circostante più sicura per la navigazione e le attività ricreative.

Caratteristiche principali

  • Posizione: La diga si estende nel lago di Como, con accesso dal lungolago Mafalda di Savoia.
  • Struttura: La diga ha una lunghezza significativa e funge da barriera contro le intemperie, contribuendo a mantenere la calma delle acque nel porto.
  • Monumento vicino: Nei pressi della diga si trova l’opera “Life Electric”, un monumento dedicato a Alessandro Volta, progettato dall’architetto Daniel Libeskind. Quest’opera simboleggia la tensione elettrica e l’energia, riflettendo il legame tra scienza e natura[1].

Funzioni e importanza

La Diga Foranea non solo svolge un ruolo cruciale nella protezione del lago e delle attività portuali, ma è anche un punto di interesse per i visitatori. La sua presenza contribuisce alla bellezza paesaggistica della zona e offre opportunità per passeggiate panoramiche lungo il lungolago.

Attività

  • Passeggiate: È possibile percorrere la diga per godere di una vista unica sul lago e sulle montagne circostanti.
  • Fotografia: La diga e il monumento “Life Electric” sono luoghi ideali per scattare fotografie suggestive, soprattutto al tramonto.

In sintesi, la Diga Foranea Piero Caldirola rappresenta un’importante infrastruttura per la città di Como, combinando funzionalità e bellezza architettonica.


[1] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/monumenti/monumenti-dal-900/life-electric/index.html
[2] https://www.alamy.it/foto-immagine-diga-foranea-di-piero-caldirola-pier-lago-di-como-il-lago-di-como-a-como-citta-regione-lombardia-italia-europa-41732455.html
[3] https://www.alamy.it/fotos-immagini/diga-foranea-piero-caldirola.html
[4] https://it.foursquare.com/v/diga-foranea-piero-caldirola/4df909181495b7db1b1087f1
[5] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187835-d2322743-Reviews-Diga_Piero_Foranea_Caldirola-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[6] https://search.ch/map/Como,Diga-Foranea-Piero-Caldirola.it.html
[7] https://www.tripadvisor.it/LocationPhotoDirectLink-g187835-d2322743-i201379283-Diga_Piero_Foranea_Caldirola-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[8] https://coatesa.com/2022/01/23/passi-sulla-diga-foranea-piero-caldirola-830-465-465-como-23-1-2022/

BIOGRAFIA, biografie · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · COMO città · Conosco Como?

Appunti su: Biografia di Vittorio Emanuele II, 1820-1878

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Appunti su: La Via Vittorio Emanuele II a Como

La Via Vittorio Emanuele II a Como è una delle strade principali e storiche della città, caratterizzata da un mix di architettura, negozi e attività commerciali. Ecco alcuni aspetti salienti:

Caratteristiche della Via Vittorio Emanuele II

  • Posizione: La via si estende nel centro storico di Como, collegando diverse aree significative della città.
  • Architettura: Lungo la via si possono ammirare edifici storici e architettonici, tra cui il Palazzo del Municipio situato al numero 97, che rappresenta un esempio di architettura per la residenza e i servizi[6].
  • Attività commerciali: La via ospita numerosi negozi, ristoranti e uffici, rendendola un punto di riferimento per residenti e turisti. Ad esempio, al numero 99 si trova un ufficio postale[1].

Importanza culturale

La Via Vittorio Emanuele II non è solo una arteria commerciale, ma anche un luogo di interesse culturale. È frequentemente utilizzata per eventi pubblici e manifestazioni locali, contribuendo alla vita sociale della città. Inoltre, è stata immortalata in opere d’arte, come un dipinto del 1967 che ne cattura l’essenza storica[7].


[1] https://ufficipostali.poste.it/como/via-vittorio-emanuele-ii-99
[2] https://www.tuttocitta.it/mappa/como/via-vittorio-emanuele-ii
[3] https://voicemap.me/tour/lake-como/como-with-context-a-guide-to-the-old-town-and-its-breathtaking-lakeside/sites/via-vittorio-emanuele-ii-2
[4] https://www.giuseppedimorabito.com/it/tessabit.html
[5] https://moovitapp.com/index/it/mezzi_pubblici-Via_Vittorio_Emanuele_II_97-Milano_e_Lombardia-site_22798276-223
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00007/
[7] https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300177706
[8] https://coatesa.com/2013/03/04/como-centro-storico-via-vittorio-emanuele-ii/

Camminare in COMO città · Conosco Como? · Liceo classico e Liceo scientifico

Appunti su: Storia del Liceo Classico di Como, noto come Liceo Ginnasio Alessandro Volta

Il Liceo Classico di Como, ufficialmente noto come Liceo Ginnasio Alessandro Volta, ha una storia ricca e complessa che affonda le radici nel contesto educativo e culturale della città.

Fondazione e Origini

Il Liceo ha origine nel monastero di Santa Cecilia, fondato attorno al 1250. Questo monastero, dedicato alle monache agostiniane, subì trasformazioni significative nel corso dei secoli.

Nel 1802, sotto il dominio napoleonico, il monastero venne convertito in un’istituzione educativa, dando vita al Liceo.

Nel 1810, il liceo assunse il nome di Liceo dipartimentale del Lario[2][6][8].

Sviluppi nel XIX Secolo

Nel 1851, il ginnasio e il liceo furono unificati in un unico ginnasio liceale.

La riforma Casati del 1859 stabilì un sistema educativo che integrava l’insegnamento di materie classiche come il greco e il latino.

Nel 1865, il Liceo venne formalmente intitolato ad Alessandro Volta, in onore del famoso scienziato comasco[2][4][5].

Riforma Gentile e Modifiche Strutturali

La riforma Gentile del 1923 segnò una tappa fondamentale nella storia del Liceo, trasformandolo in una scuola con un curriculum focalizzato sugli studi umanistici.

Questa riforma portò a un aumento delle iscrizioni e alla necessità di ampliare le strutture[4][5].

Negli anni successivi, il Liceo continuò a evolversi, adattandosi alle esigenze educative della società italiana.

Architettura e Sede

L’edificio che ospita attualmente il Liceo è stato ristrutturato più volte nel corso della sua storia.

La facciata attuale è frutto di lavori condotti da architetti locali, mantenendo elementi storici mentre si adattava alle nuove esigenze scolastiche[2][7].

Riconoscimenti e Importanza Culturale

Oggi, il Liceo Classico Alessandro Volta rappresenta un importante centro culturale e formativo a Como, contribuendo alla formazione di generazioni di studenti. La sua lunga storia è testimone dell’evoluzione dell’istruzione in Italia e della continua ricerca di eccellenza nel campo educativo[1][3][5].

In sintesi, la storia del Liceo Classico di Como è caratterizzata da una tradizione educativa solida, profondamente radicata nella cultura locale e nazionale, con un forte legame con la figura di Alessandro Volta.

Fonti informative:
Liceo Volta su Instagram: https://www.instagram.com/liceo.volta.como/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_classico_e_scientifico_Alessandro_Volta

[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_classico
[5] https://liceovoltacomo.edu.it/la-scuola/la-storia/
[6] https://alessandrovolta.it/luoghi-voltiani/como/liceo-ginnasio-volta/
[7] https://fondoambiente.it/luoghi/liceo-classico-alessandro-volta-como-20100

Il Liceo Classico di Como, noto anche come Liceo Ginnasio Alessandro Volta, ha subito diverse trasformazioni architettoniche nel corso dei secoli, riflettendo i cambiamenti storici e culturali della città. Ecco una panoramica delle principali trasformazioni architettoniche:

Origini e Struttura Iniziale

  • Monastero di Santa Cecilia: Fondato attorno al 1250, l’edificio originario era un monastero di monache agostiniane. La struttura medievale ha mantenuto gran parte della sua configurazione fino al XVI secolo, quando sono avvenute le prime modifiche significative.

Ristrutturazioni nel XVI e XVII Secolo

  • 1573: La chiesa del convento viene riedificata, caratterizzata da una doppia aula per i fedeli e per le monache di clausura. Questa nuova chiesa, progettata da Bernardo Folla, è un esempio di architettura barocca.

Trasformazioni Napoleoniche

  • 1802-1818: Sotto il dominio napoleonico, il monastero viene convertito in istituzione educativa. L’architetto ticinese Simone Cantoni inizia importanti lavori di ristrutturazione nel 1804, trasformando il monastero in un edificio scolastico. La facciata neoclassica attuale è il risultato dei suoi progetti, completati da Biagio Magistretti dopo la sua morte nel 1818[1][2][3].

Ampliamenti e Modifiche nel XIX Secolo

  • 1810-1824: Durante questo periodo, l’edificio subisce ulteriori ampliamenti e ristrutturazioni. Cantoni e Magistretti si occupano di vari aspetti strutturali, come la biblioteca e le aule. La facciata viene arricchita con colonne tardo-romane recuperate da altre strutture[2][3].

Conservazione e Ristrutturazioni Recenti

Negli anni successivi, il Liceo ha continuato a mantenere e valorizzare la sua architettura storica, adattandosi alle esigenze moderne senza perdere il suo carattere storico. La facciata attuale conserva elementi storici mentre si adatta alle nuove necessità scolastiche[1][3].

Queste trasformazioni architettoniche non solo hanno migliorato la funzionalità dell’edificio come istituzione educativa, ma hanno anche preservato il patrimonio storico e culturale di Como.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_classico_e_scientifico_Alessandro_Volta
[2] https://liceovoltacomo.edu.it/struttura/liceo-volta-como/
[3] https://coatesa.com/2024/12/26/storia-del-liceo-classico-di-como-noto-come-liceo-ginnasio-alessandro-volta/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_ginnasio_statale_Scipione_Maffei
[5] https://fondoambiente.it/luoghi/liceo-classico-alessandro-volta-como-20100
[6] https://guidascuole.zai.net/ricerca?prov=CO