Il Rossopomodoro ha recentemente aperto un nuovo ristorante a Como, situato in Via Lambertenghi, 3, il 19 dicembre 2023. Questa apertura si colloca nel cuore del centro storico della città, precisamente nei locali precedentemente occupati da “Pane e Tulipani” [1][6].
Dettagli dell’apertura
Data di apertura: 19 dicembre 2023, con una festa inaugurale aperta al pubblico.
Capacità: Il ristorante offre circa 90 coperti e sarà aperto tutti i giorni per pranzo e cena.
Personale: Sono stati assunti circa 25 dipendenti per gestire il nuovo locale.
Offerta gastronomica
Rossopomodoro è noto per la sua pizza napoletana e propone un menù che include:
Pizza tradizionale e fritta
Opzioni gluten-free
Pasta, carne, insalate e dolci
L’approccio del ristorante si basa su ingredienti di alta qualità e preparazione artigianale, seguendo le tradizioni napoletane [1][6]. Claudio Crippa, franchisee del locale, ha espresso entusiasmo per l’apertura, sottolineando l’importanza di portare la qualità della pizza napoletana a Como [1].
Il lungolago di Como, da Sant’Agostino ai giardini, è stato finalmente inaugurato dopo quasi 17 anni di lavori. Questo nuovo tratto, che collega piazza Sant’Agostino alla nuova biglietteria, è ora completamente percorribile e rappresenta un’importante riqualificazione per la città.
Dettagli dell’inaugurazione:
Cerimonia di apertura: Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza di autorità locali, tra cui il sindaco Alessandro Rapinese e gli assessori Massimo Sertori e Alessandro Fermi. Hanno sottolineato l’importanza di questo progetto non solo per la bellezza estetica, ma anche per la sicurezza contro le esondazioni[1][3].
Stato dei lavori: Attualmente, il 70% dei lavori è completato e si prevede che entro dicembre verrà consegnata anche piazza Cavour. I lavori hanno incluso misure per contrastare le esondazioni e migliorare la gestione delle acque[1][2].
Impatto sul turismo: Il nuovo lungolago ha già attratto un notevole afflusso di turisti, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente. Le autorità locali sono ottimiste riguardo all’attrattività turistica della zona, che promette di diventare una delle passeggiate più belle al mondo[1][4].
Aspetti tecnici: I lavori hanno comportato sfide significative, tra cui la necessità di mantenere il traffico e garantire la sicurezza dei pedoni. Sono state implementate strutture idrauliche per prevenire problemi legati alle esondazioni, rendendo l’intera area più sicura e accessibile[1][3].
In sintesi, l’inaugurazione del lungolago segna un momento significativo per Como, combinando bellezza paesaggistica e funzionalità urbana in un progetto atteso da molti anni.
Il Mercato Coperto di Como celebra quest’anno il suo 90° anniversario, un traguardo significativo per una struttura che ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità locale sin dalla sua inaugurazione nel 1934.
Storia e Importanza
Il Mercato Coperto è stato inaugurato in un periodo di grande sviluppo urbano e sociale per Como, diventando un luogo centrale per la vendita di prodotti freschi e locali. Negli anni, ha visto una continua evoluzione, adattandosi alle esigenze della popolazione e mantenendo viva la tradizione del commercio alimentare[1][3].
Recenti Sviluppi
Negli ultimi tempi, il mercato ha affrontato sfide significative, inclusi problemi di degrado e preoccupazioni espresse dalle associazioni locali come Confesercenti. Queste hanno sottolineato la necessità di interventi per preservare e valorizzare il mercato, considerato un “tesoro” della città[5][6]. Inoltre, ci sono stati recenti lavori di ristrutturazione approvati, con l’intento di completare i lavori entro agosto 2024, per garantire che il mercato continui a servire la comunità in modo efficace[4].
Celebrazioni
Per festeggiare questo importante anniversario, sono previsti eventi speciali che mirano a coinvolgere la comunità e a rinnovare l’interesse verso il mercato. Queste iniziative non solo celebrano la storia del Mercato Coperto, ma cercano anche di rafforzare i legami tra produttori e consumatori, promuovendo la cultura del cibo locale[8].
Un’articolata raccolta di contributi pubblicati tra 1981 e 2023 su “Economia lariana”, “Como”, “Broletto” e “La Provincia”, per la maggior parte dedicati ad argomenti di storia e di arte del territorio.
«Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, – scrive l’autore nella sua presentazione – un lavoro di questo genere sta a metà fra la storia e la letteratura. Lo spunto poteva venire da una lettura, da una mostra temporanea, da un’escursione sul territorio, da una conferenza ricca di contenuti.
In ogni caso era importante che io avvertissi, oltre uno speciale interesse per l’argomento, anche la necessità interiore di approfondire la sua conoscenza e di condividerla con altri attraverso la scrittura».
— Bolognese di nascita, comasco di adozione, Carlo Galante ha insegnato materie letterarie nella scuola media, di cui è stato anche preside per diversi anni.
Nel periodo giovanile ha ricevuto riconoscimenti in concorsi letterari, e ha prestato servizio presso una casa editrice in qualità di redattore e correttore di bozze. Per qualche anno ha svolto attività di guida turistica nel territorio lariano, soprattutto al servizio della scuola. Ha collaborato con riviste locali scrivendo testi dedicati alla storia e all’arte di Como. Da alcuni anni collabora con le pagine culturali del quotidiano “La Provincia”, con articoli di carattere storico, e fa parte del direttivo dell’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta”.
La Pinacoteca Civica di Como, situata nel Palazzo Volpi, ospita una ricca collezione di opere d’arte che coprono un ampio arco temporale, dal Medioevo al Novecento.
Questa pinacoteca è parte dei Musei Civici di Como e offre un’importante panoramica dell’arte lombarda, con particolare attenzione agli artisti attivi nella regione.
Collezioni e Opere Esposte
Sezione Medievale e Rinascimentale
Affreschi Gotici: Provenienti dal convento benedettino di Santa Margherita.
Ritratti di Uomini Illustri: Una collezione cinquecentesca di Paolo Giovio, che include ritratti significativi dell’epoca.
Opere Sacre: La Quadreria storica presenta opere come:
Caduta degli angeli ribelli di Pier Francesco Mazzucchelli.
Trionfo dell’arcangelo Michele di Carlo Francesco Nuvolone.
Dipinti di Cristoforo Caresana e Giovanni Paolo Ghianda[1][3][4].
Sezione Barocca e Settecentesca
Opere come:
Conforto del condannato e Samaritana al Pozzo di Agostino Santagostino.
Consacrazione del Cardinale Giuseppe Pozzobonelli di Giovanni Paolo Panini.
Vulcano di Pompeo Batoni e Ritratto di gentildonna di Alessandro Magnasco[1][2][3].
Collezione del Novecento
Questa sezione documenta l’arte del XX secolo a Como, con opere significative come:
Progetti dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia.
Lavori del “Gruppo Como”, che include artisti come Mario Radice e Manlio Rho, influenzati dal razionalismo e dal Bauhaus[2][5][6].
Importanza Culturale
La Pinacoteca non solo conserva opere d’arte, ma funge anche da centro di ricerca e valorizzazione della storia artistica della città. Le esposizioni sono organizzate in sale tematiche, rendendo la visita un’esperienza educativa e culturale[1][4][5].
In sintesi, la Pinacoteca Civica di Como è un luogo fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’arte nella regione, con una collezione che riflette la ricca storia culturale locale.
Palazzo Volpi, situato in Via Armando Diaz a Como, è un edificio storico che rappresenta una fusione di stili architettonici comaschi e romani. La sua storia risale al XVII secolo.
Costruzione e Proprietà Iniziale
La costruzione del palazzo fu commissionata da Volpiano Volpi (1559-1629), un arcivescovo di Chieti residente a Roma. I disegni furono affidati all’architetto Sergio Venturi, senese ma attivo a Roma[1][2]. Il palazzo fu eretto tra il 1622 e il 1633 sotto la supervisione di Pietro Paolo Raimondi, nipote di Volpiano Volpi[1]. L’edificio presenta una pianta ad “U”, incompleta nella parte settentrionale, con un cortile interno aperto sul giardino terrazzato[3].
Utilizzo Successivo
Dopo essere stato proprietà della famiglia Volpi fino alla metà del XVIII secolo, passò ai Canarisi. Nel 1839 fu venduto allo Stato italiano, che lo utilizzò come sede del tribunale giudiziario fino al 1968. Durante questo periodo, il giardino originale fu sacrificato per costruire le carceri[1][3].
Restauro e Trasformazione in Museo
Negli anni Settanta del XX secolo, Palazzo Volpi fu acquistato dal Comune di Como e sottoposto a restauro per eliminare le aggiunte ottocentesche. Fu trasformato in museo nel 1989 come sede delle raccolte d’arte civiche della città[1][4]. La pinacoteca ospita opere d’arte dal Medioevo al Novecento ed è divisa in quattro sezioni principali: Medioevo, Rinascimento, Quadreria storica e Novecento[5][7].
Caratteristiche Architettoniche
Il palazzo si distingue per la sua imponenza rispetto all’edilizia circostante. Presenta un corpo ad “U” con un cortile centrale dotato di loggiato alla romana. Il prospetto principale è caratterizzato da forme semplici ma eleganti grazie al portale bugnato dell’ingresso principale[2].
Oggi Palazzo Volpi rappresenta uno dei luoghi culturalmente più significativi della città di Como grazie alla Pinacoteca Civica che ospita opere artistiche provenienti da tutto il territorio comasco.
Controllare sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale del museo.[4]