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architetto Gianni Mantero: l’edificio situato all’angolo tra via Garibaldi e viale Varese

Gianni Mantero è stato un architetto e ingegnere di spicco, noto per le sue opere a Como, tra cui l’edificio situato all’angolo tra via Garibaldi e viale Varese.

Questo palazzo, completato nel 1926, è un esempio significativo del suo approccio architettonico, caratterizzato da un’elegante fusione di stili neoclassici e razionalisti.

Caratteristiche dell’edificio

Design e Struttura:

  • L’edificio presenta una facciata con elementi decorativi in cotto e finestre rettangolari, evidenziate da contorni in bugnato.
  • La struttura è composta da trifore e porte con archi a tutto sesto, che scandiscono gli spazi interni[2][6].

Innovazioni:

  • Mantero ha introdotto un elemento di rottura rispetto alla tradizione architettonica locale con lo spigolo angolare soprelevato, che ha suscitato contestazioni da parte dell’Ufficio Tecnico comunale[2].

Funzione:

  • Originariamente concepito come edificio per uffici e abitazioni, il palazzo ha servito vari scopi nel corso degli anni, riflettendo l’evoluzione delle esigenze urbane e sociali di Como[4][6].

Rilevanza Culturale

L’opera di Mantero non solo ha contribuito al panorama architettonico di Como, ma ha anche segnato un’importante transizione verso pratiche più moderne nell’architettura italiana del XX secolo. La sua capacità di integrare elementi tradizionali con innovazioni stilistiche ha reso il suo lavoro un punto di riferimento per le generazioni successive di architetti.

Citations:
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Mantero
[2] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-architetture-di-mantero
[3] https://www.politesi.polimi.it/retrieve/a81cb059-c862-616b-e053-1605fe0a889a/musebrecri%20last.pdf
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/cultura-e-spettacoli/214038_i_mantero_padre_e_figlio_uniti_dal_progetto_di_citt/
[5] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/events/2016/allegati/FAI-Marathon-2016-COMO-BENI-APERTI.pdf
[6] https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/mantero-cento-anni-di-architettura/
[7] https://coatesa.com/2025/01/08/il-palazzo-riccardo-mantero-situato-in-via-volta-a-como/
[8] https://www.archiviomantero.it/2023/01/05/como-e-la-speranza-dellarchitettura/

Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane

Gaetano Iapichino, Plinio il Vecchio. Attualità e curiosità della Naturalis Historia. Aspettative e valori del sapere antico, Società Archeologica Comense

Gaetano Iapichino ha recentemente trattato l’importanza e le curiosità della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, un’opera enciclopedica fondamentale per la scienza antica. Questa opera, completata tra il 77 e il 78 d.C., è composta da 37 libri e rappresenta una vasta raccolta di conoscenze su vari aspetti della natura e della cultura, dalla zoologia alla botanica, dalla mineralogia all’arte.

Contenuti e Struttura dell’Opera

La Naturalis Historia non è solo un compendio di informazioni, ma un tentativo di sistematizzare il sapere scientifico dell’epoca. Plinio attinge a circa duemila volumi di oltre cento autori, creando un’opera che funge da monumento al sapere antico[1][3][5]. La struttura dell’opera segue un principio espositivo che va dal più importante al meno importante, iniziando con l’uomo e proseguendo con gli animali e i metalli[1].

Impatto Culturale e Storico

Plinio il Vecchio, che morì durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., ha lasciato un’eredità duratura. La sua Naturalis Historia è stata una fonte primaria di conoscenza per secoli, influenzando non solo la scienza medievale ma anche il Rinascimento[2][5]. L’opera è stata letta e studiata come una delle principali autorità in materia di scienze naturali fino all’emergere di nuove scoperte scientifiche.

Curiosità

  • Dedica a Tito: L’opera è dedicata a Tito, figlio dell’imperatore Vespasiano, ed è introdotta da una lettera che spiega il metodo di ricerca di Plinio[3][7].
  • Ambivalenza della Natura: Plinio descrive la natura con toni ambivalenti, vedendola sia come benefica che come matrigna crudele, riflettendo sulla condizione umana in relazione all’ambiente[5][7].
  • Morte Drammatica: La morte di Plinio avvenne mentre tentava di soccorrere gli abitanti durante l’eruzione del Vesuvio, un evento che ha segnato profondamente la sua figura storica[1][9].

Eventi Recenti

In occasione del 2000° anniversario della nascita di Plinio il Vecchio, si sono tenuti eventi commemorativi, come una serata a Tavernerio il 17 gennaio 2025, per esplorare la sua vita e opere[2]. Questi eventi sottolineano l’importanza continua della sua opera nella cultura contemporanea.

La Naturalis Historia rimane un documento fondamentale per comprendere non solo le scienze naturali dell’antichità ma anche le interazioni tra uomo e natura nel corso della storia.

fonti informative:

https://www.laprovinciadicomo.it/eventi/agenda-degli-appuntamenti/dettaglio/letteratura/tavernerio/attualita-e-curiosita-della-naturalis-historia_254768/

https://archeologicacomo.com/conferenza-naturalis-historia/

https://primacomo.it/attualita/una-serata-alla-scoperta-di-plinio-il-vecchio/


[1] https://library.weschool.com/lezione/plinio-il-vecchio-naturalis-historia-vesuvio-pompei-12005.html
[2] https://primacomo.it/attualita/una-serata-alla-scoperta-di-plinio-il-vecchio/
[3] https://www.museodellamerda.org/the-museum/plinio-il-vecchio-naturalis-historia-i-sec-d-c/
[4] https://www.docenti.unina.it/webdocenti-be/allegati/materiale-didattico/34189825
[5] https://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-imperiale/plinio-il-vecchio-maggior-opera-naturalis-historia.html
[6] https://classicocontemporaneo.eu/index.php/233-numero-10/orizzonti-saggi/637-perimetrare-il-molteplice-la-fabbricazione-dell-umano-nel-vii-libro-della-naturalis-historia-di-plinio-il-vecchio
[7] https://www.studiarapido.it/naturalis-historia-plinio-il-vecchio/
[8] https://www.einaudibologna.it/tutte-le-collane/94-approfondimenti/601-plinio-naturalis-historia.html
[9] https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_il_Vecchio
[10] https://it.wikipedia.org/wiki/Naturalis_historia
[11] https://digital.beic.it/it/content/le-lave-del-vesuvio/il-naturalismo-plinio-il-vecchio-naturalis-historia.html

MUSEI · Seta e industria tessile comasca · STORIA LOCALE E SOCIETA'

MUSEO DELLA SETA, Como

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il Primo Ospedale S. Anna in Como (secc. XV-XVI), a Como in Via Cadorna. Ora sede del Conservatorio Giuseppe Verdi

Il Primo Ospedale S. Anna, situato a Como in Via Cadorna, risale ai secoli XV e XVI. Questo ospedale è un’importante testimonianza della storia della sanità nella regione e riflette le pratiche mediche e le condizioni sociali dell’epoca.

Storia

  • Fondazione: L’ospedale fu fondato nel 1450 per accogliere i malati e i bisognosi, in un periodo in cui le strutture sanitarie erano ancora rudimentali.
  • Architettura: La struttura presenta elementi tipici dell’architettura gotica e rinascimentale, con un uso significativo di materiali locali. Le decorazioni e gli affreschi interni offrono uno spaccato della cultura artistica del tempo.
  • Funzione sociale: Oltre a fornire assistenza medica, l’ospedale svolgeva un ruolo cruciale nella comunità, fungendo da punto di riferimento per la carità e il supporto ai più vulnerabili.

Importanza culturale

L’Ospedale S. Anna non è solo un luogo di cura, ma anche un simbolo della solidarietà sociale dell’epoca. La sua storia è legata a eventi significativi della città di Como e rappresenta un patrimonio culturale da preservare.

vai a:


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Il Chiostrino di Santa Eufemia, nel Piazzolo Terragni/Via Indipendenza, è un importante esempio di architettura medievale situato a Como

scheda storica alle pagine 132-133 del libro:

fonti informative:

Il Chiostrino di Santa Eufemia è un importante esempio di architettura medievale situato a Como, in Lombardia. Questo luogo è parte della chiesa di Santa Eufemia, che risale al XII secolo. Il chiostro è caratterizzato da colonne e archi eleganti, con decorazioni artistiche che riflettono lo stile romanico dell’epoca.

Caratteristiche principali

  • Architettura: Il chiostrino presenta un layout rettangolare con colonne in pietra e capitelli decorati, tipici del romanico lombardo.
  • Storia: La chiesa di Santa Eufemia è stata costruita nel periodo medievale e ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. Il chiostro è stato utilizzato dai monaci per la meditazione e il ritiro spirituale.
  • Rilevanza culturale: Oltre alla sua bellezza architettonica, il chiostrino è un luogo di interesse storico e culturale, spesso visitato da turisti e studiosi.

Il Chiostrino di Santa Eufemia a Como ha una storia ricca e affascinante che risale al XII secolo. Ecco i principali eventi e aspetti storici legati a questo luogo:

1. Fondazione

  • Il chiostro fa parte dell’ex monastero di Santa Eufemia, fondato nel 1150. Originariamente, era un monastero benedettino, dedicato alla figura di Santa Eufemia, una martire cristiana.

2. Architettura Romanica

  • La struttura del chiostro è un esempio significativo di architettura romanica, caratterizzata da elementi tipici dell’epoca, come colonne in pietra e capitelli decorati. Questi elementi riflettono la maestria degli artigiani medievali.

3. Funzione Religiosa

  • Nel corso dei secoli, il chiostro ha servito come luogo di preghiera e meditazione per i monaci benedettini. Ha svolto un ruolo importante nella vita religiosa della comunità locale.

4. Declino e Ristrutturazioni

  • Con il passare del tempo, il monastero ha subito un declino, e nel XVIII secolo è stato soppresso. Negli anni successivi, la struttura è stata utilizzata per scopi diversi e ha subito varie ristrutturazioni.

5. Riscoperta e Restauro

  • Negli ultimi decenni, il chiostro è stato oggetto di restauri per preservarne l’integrità architettonica e storica.

6. Importanza Culturale

  • Oltre alla sua funzione religiosa, il Chiostrino di Santa Eufemia rappresenta un importante patrimonio culturale per la città di Como, testimoniando la storia medievale della regione e l’evoluzione dell’architettura religiosa.

Questa storia rende il Chiostrino di Santa Eufemia non solo un sito di bellezza architettonica, ma anche un luogo carico di significato storico e spirituale.

FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Paesaggio del Lago di Como

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Camminare in COMO città · COMO città · Conosco Como? · SCUOLE e UNIVERSITA' a Como

Residenza La Presentazione, a Como

La residenza La Presentazione di Como è un’elegante dimora storica del XVIII secolo, in passato dedicata all’accoglienza di ragazze in difficoltà.

Dal 2016, dopo un lavoro di restauro e recupero da parte del Politecnico di Milano, è diventata una residenza universitaria.

Le camere si affacciano su un bellissimo chiostro interno, dove è presente un giardino con piante ornamentali e un antico pozzo.

L’edificio offre camere singole, camere doppie con cucine ai piani, e luminosi appartamenti mansardati da 2 persone. Al piano terra trovano posto tutti gli spazi comuni, tra cui una sala studio.

La struttura è abitata da studenti italiani e internazionali, sia iscritti al Politecnico, sia appartenenti a realtà educative diverse del territorio comasco.

Benché la maggior parte degli ospiti frequenti l’università o una accademia a Como, le camere vengono prenotate anche da studenti Polimi che frequentano il campus Bovisa di Milano, e che preferiscono vivere a Como. La residenza infatti è a 50’ di treno dal campus Bovisa. Sono disponibili appartamenti per professori, ricercatori e visiting Phd, prenotabili attraverso gli uffici del Politecnico a loro dedicati.

fonti informative

https://www.residenze.polimi.it/la-presentazione-2/


https://www.misterimprese.it/lombardia/como/como/associazioni-ed-istituti-di-previdenza-ed-assistenza/293339.html

scheda architettonica alle pagine 47/48 di

Accademia Aldo Galli · Camminare in COMO città · Conosco Como? · formazione · SCUOLE e UNIVERSITA' a Como

Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED, a Como

L’Accademia di Belle Arti Aldo Galli, situata a Como, è un’istituzione di alta formazione artistica che fa parte del network IED (Istituto Europeo di Design) dal 2010. Questa accademia è riconosciuta per l’eccellenza nella formazione nel campo delle arti visive, del design e della moda.

L’Accademia si distingue per un approccio pratico all’insegnamento, incoraggiando gli studenti a lavorare su progetti reali e a partecipare a cantieri di restauro, dove possono applicare le tecniche apprese in aula. Gli insegnanti sono esperti riconosciuti nei loro campi, contribuendo a una formazione di alta qualità[1][2][4].

fonti informative
[1] https://www.accademiagalli.it
[2] https://corsi.accademiagalli.it
[3] https://www.ied.it/other-pdf/pricelists/ita/accademia-galli/Accademia-Galli_Tariffario_Quinquennio_ita.pdf
[4] https://www.liceogiovio.edu.it/sito/attachments/article/3313/Brochure_Accademia_Galli_IED_Como.pdf
[5] https://www.accademiagalli.com/courses
[6] https://www.instagram.com/accademiagalli/
[7] https://www.facebook.com/accademiagalli/
[8] https://fondoambiente.it/luoghi/accademia-di-belle-arti-aldo-galli?fxm=accademia-di-belle-arti-aldo-galli-ied-network

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Torre degli Asini, a Como, all’angolo tra via Bernardino Luini e piazza San Fedele

La Torre degli Asini si trova a Como, all’angolo tra via Bernardino Luini e piazza San Fedele. È una struttura storica che risale al periodo medievale e deve il suo nome agli asini che trasportavano grano al mercato situato nella piazza durante quel tempo. La torre è spesso trascurata dai passanti, poiché dal lato di piazza San Fedele appare come un’abitazione in stile vagamente barocchetto, rendendo difficile riconoscerla[1].

Caratteristiche della Torre

  • Posizione: Angolo tra via Bernardino Luini e piazza San Fedele.
  • Storia: La torre è un esempio di architettura difensiva medievale, costruita per proteggere la zona e il mercato del grano.
  • Aspetto: Dalla piazza, la torre non è immediatamente visibile come tale, ma si riconosce facilmente girando l’angolo su via Luini[1].

Piazza San Fedele

Piazza San Fedele è considerata una “piccola perla” di Como, un tempo utilizzata come mercato del grano. Oggi è uno spazio pedonale animato, circondato da edifici storici, tra cui la Basilica di San Fedele, che risale probabilmente al XII secolo. La basilica presenta un interno a tre navate e una facciata caratterizzata da un rosone centrale[3][7].

In sintesi, la Torre degli Asini rappresenta un’importante testimonianza storica nel centro di Como, mentre piazza San Fedele continua a essere un luogo significativo per la vita cittadina e la storia locale.

FONTI INFORMATIVE
[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/vi-racconto-como-otto-comuni-che-compongono-o_1499215_11/

[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00025/
[4] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-vestigia-medievali
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00027/
[6] https://coatesa.com/2017/04/11/como-piazza-san-fedele/
[7] https://www.lombardianotizie.online/post-social/piazza-san-fedele-e-una-piccola-perla-della-citta-di-como-un-tempo-adibita-a-mercato-del-grano-e-oggi-animato-spazio-pedonale-qui-si-trova-lomonima-basilica-costruita-probabilmente-nel-112/

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Torre Pantera, nel centro storico di Como

Torre Pantera, situata nel centro storico di Como, è un edificio di grande valore storico e culturale. Costruita nel XV secolo, la torre rappresenta ciò che resta di un palazzo appartenente alla storica famiglia Rusconi. La sua posizione è centrale, facente parte di un “cerchio magico” che include il Duomo, il Teatro Sociale e la Casa del Fascio, creando un importante percorso architettonico e culturale nella città[1][3].

Storia e Ristrutturazione

Negli ultimi anni, Torre Pantera ha subito una lunga ristrutturazione durata quasi nove anni. I lavori sono stati avviati a seguito di danni causati da un forte vento nel 2010, che aveva scoperchiato il tetto. Dopo numerosi ritardi e interruzioni, i lavori di messa in sicurezza sono stati finalmente completati nel novembre 2019[1][2]. Nonostante la struttura sia ora visibile senza impalcature, l’interno rimane vuoto e privo di una destinazione specifica[2].

Futuro della Torre

Attualmente, non è stata ancora definita una chiara destinazione d’uso per Torre Pantera. Ci sono state proposte per trasformarla in uno spazio espositivo o in un museo dedicato a figure storiche come Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane. Tuttavia, tali progetti attendono ancora finanziamenti e sviluppi concreti[1][4]. La Fondazione Volta aveva inizialmente considerato la torre come sede per un museo, ma ha successivamente optato per altre location più accessibili[1].

Architettura

La torre è interamente costruita in pietra e rappresenta un’importante testimonianza dell’architettura medievale a Como. La sua costruzione è avvenuta su strutture preesistenti della torre dei Rusconi, risalente al XIII secolo. Questo elemento storico non solo arricchisce il patrimonio architettonico della città ma contribuisce anche alla sua identità culturale[3][6].

In sintesi, Torre Pantera è un simbolo della storia di Como e rappresenta una sfida per il futuro, con opportunità di sviluppo culturale che potrebbero arricchire ulteriormente la città.

FONTI INFORMATIVE:
[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/un-cantiere-durato-nove-anni-torre-pantera-rivede-la-luce_1324175_11/
[2] https://comozero.it/attualita/ciao-torre-pantera-la-foto-dellabbraccio-magico-tra-duomo-teatro-e-casa-del-fascio/
[3] https://www.comocity.it/torre-pantera-como/
[4] https://comozero.it/attualita/torre-pantera-ecco-il-maxi-progetto-per-il-museo-dei-plinii-che-si-candida-per-cariplo/
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00039/
[6] https://coatesa.com/2025/01/07/edifici-storici-medievali-a-como-il-palazzo-pantera/
[7] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187835-d23578430-Reviews-Torre_Pantera-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[8] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00041/

le mura dietro Palazzo Pantera:

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La Torre dei Mercanti, in Via Ballarini a Como

La Torre dei Mercanti, situata in Via Ballarini a Como, è un’importante testimonianza del passato medievale della città. Questa torre, che risale al XIII secolo, è parte di un complesso architettonico che riflette l’importanza economica e commerciale della zona durante il Medioevo.

Storia e Architettura

  • Origine: La torre è associata all’Università dei Mercanti, un’istituzione fondamentale per il commercio locale, attiva fino al 1766. La sua costruzione risale al periodo comunale, evidenziando il potere e l’influenza delle corporazioni mercantili di quel tempo[2][4].
  • Struttura: La Torre dei Mercanti è una casa-torre di tre piani, con caratteristiche architettoniche tipiche dell’epoca. Sebbene non sia completamente isolata, si integra con altri edifici circostanti, mantenendo comunque visibile la sua storicità[6][7].

Significato Culturale

La Torre dei Mercanti non è solo un elemento architettonico, ma rappresenta anche un simbolo della vita economica di Como nei secoli passati. La sua posizione strategica vicino al Duomo e alla piazza centrale suggerisce che fosse un punto nevralgico per gli scambi commerciali e le attività mercantili[3][4].

Visite e Accessibilità

Oggi, la Torre dei Mercanti è facilmente accessibile ai visitatori che esplorano il centro storico di Como. Essa si trova in una zona ricca di altri monumenti storici e offre uno spaccato affascinante della storia medievale della città. I turisti possono apprezzare non solo la torre stessa, ma anche l’atmosfera vivace del quartiere circostante, che continua a pulsare di vita commerciale[1][5].

In sintesi, la Torre dei Mercanti è un’importante attrazione storica a Como, che testimonia la ricca eredità culturale e commerciale della città nel corso dei secoli.

FONTI INFORMATIVE:
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Torre_(Como)
[2] https://www.paliodelbaradello.it/Cortesella.html
[3] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187835-d10720162-Reviews-Porta_Torre-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/vi-racconto-como-otto-comuni-che-compongono-o_1499215_11/
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/ordine/como-viaggiando-nel-tempo-pietre-testimoniano-citta-delle-torri-o_1437673_11/
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00309/
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/1A050-00309/

Seta e industria tessile comasca

Il Museo del Tessuto di Prato: la storia dell’industria tessile, di Jacopo Suggi, in finestresull’arte.info

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Il Museo del Tessuto di Prato: la storia dell’industria tessile