AMBIENTE, ECOLOGIA, AREE URBANE · Politica locale - Como · TURISMO · urbanistica

Overtourism e strategie locali, articolo di Lorenzo Spallino in La Provincia, 27/08/2024

Appartiene alle scienze sociali il compito di definire il corretto approccio all’«overtourism», ossia al turismo declinato in forme e modalità che provocano o possono provocare danni all’ambiente, oltreché disagi per i residenti. Fenomeno diverso dalla «turistificazione», che riguarda l’insieme delle trasformazioni innescate sul territorio dall’incremento dei flussi turistici.

Rientra invece tra i compiti degli amministratori locali cercare di individuare strategie che sopperiscano all’inerzia del legislatore rispetto agli impatti di un turismo non regolato ed eccessivo, dove una delle facce del tema è quello dell’alterazione del mercato immobiliare, con il combinato effetto di sottrarre unità al mercato delle residenze e di elevare il costo di queste sino a renderle economicamente inappetibili. Il dato finale è comune a tutte le località europee colpite dal fenomeno: l’espulsione dei residenti dai quartieri più appetibili dai turisti, per altro identificabili con i centri storici, dove spesso risiede la parte più debole della popolazione.

Se l’ottica di una politica urbanistica locale è, o dovrebbe essere, quella della attrattività delle città in una prospettiva di crescita della comunità, è ovvio che una pressione turistica che si spinge sino a espellere i residenti nega alla città il diritto di decidere sulla forma del proprio futuro. Nell’attesa di politiche legislative nazionali e regionali che si facciano carico del tema, la risposta delle comunità sta nelle forme di regolamentazione urbanistica, cui non può essere opposta una presunta intangibilità della proprietà privata. Vuoi perché la giurisprudenza amministrativa ha da tempo legittimato approcci di tutela del territorio perseguiti attraverso strumenti di pianificazione territoriale, vuoi perché, più in generale, la definizione della proprietà privata come sacra, inviolabile e intangibile risale allo Statuto Albertino del 1848, mentre l’attuale articolo 42 della Costituzione la riconosce e garantisce «solo quando realizza una funzione sociale».

Applicando i canoni generali della legislazione vigente, la giurisprudenza afferma quello che il comune sentire percepisce: ossia, da un lato, che il significato letterale attribuito al termine abitazione permette di escludere che l’attività di affittacamere possa assimilarsi all’uso abitativo, dovendo piuttosto essere qualificata come attività commerciale, e dall’altro che l’attività di affittacamere, pur differenziandosi da quella alberghiera per le sue modeste dimensioni, presenta natura a quest’ultima analoga, comportando, non diversamente dall’esercizio di un albergo, un’attività imprenditoriale, un’azienda ed il contatto diretto con il pubblico.

Le conseguenze sono almeno tre. Da un lato, sotto il profilo urbanistico, c’è da interrogarsi sulla compatibilità con le destinazioni impresse dallo strumento urbanistico quando queste non contemplano (o escludono) destinazioni commerciali. È vero che la legislazione lombarda del 2015 prevede che case e appartamenti per vacanze mantengano la destinazione residenziale, ma ciò non significa che i comuni non possano intervenire ad esempio chiedendo alla proprietà di farsi carico degli standard urbanistici, ossia delle quantità minime di spazi pubblici o di uso pubblico a tutela della qualità della vita di residenti e dei futuri abitanti (parcheggi, verde e così via), che l’attività comporta. Da un altro lato, quello civilistico, non può sfuggire l’incompatibilità con le disposizioni dei regolamenti condominiali che vietino attività commerciali, essendo pacifico che l’attività di affittacamere sia del tutto sovrapponibile a quella alberghiera. Da un altro lato ancora, per quanto non esista un’unica qualificazione, valida su tutto il territorio nazionale, dell’attività di Bed & Breakfast, la cui regolamentazione spetta alle singole Regioni, è ritenuto legittimo un regolamento comunale che, con riferimento alla determinazione della tariffa da applicare ai fini TARSU, equipara la porzione di immobile destinata all’esercizio del B&B ad un albergo.

Basterebbero queste minime indicazioni quanto meno per impostare un approccio al fenomeno, consci che qualche strumento, e non di poco conto, è dato. In un’ottica di programmazione, la revisione degli strumenti urbanistici che l’aggiornamento del Piano Territoriale Regionale della Lombardia impone ai comuni entro due anni dalla approvazione dei piani di competenza provinciale, rappresenta l’occasione per approfondire, con riferimento alle singole comunità, l’impatto del turismo e la sua sostenibilità. Tutto ciò senza dimenticare che la legge regionale sul turismo, per quanto di pregevole fattura, è stata scritta quasi dieci anni fa e che in questo periodo l’evoluzione del fenomeno è stata particolarmente ^aggressiva^, passando dai quasi 38.000.000 di presenze del 2015 ai quasi 48.000.000 del 2023. Una riflessione sotto questi profili si impone quindi anche per il legislatore regionale, ma su scala locale questa città non può non cominciare ad interrogarsi su cosa vuole essere.

Se rifiuterà di occuparsi dell’impatto del turismo su di essa, sarà il turismo ad occuparsi di lei, con un approccio di rendita passiva che suggerirà alle nuove generazioni di cercare altrove il proprio futuro.

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ANIMALI · Lucia A, 1963 · Scritteriate

Elogio del mio coniglio, nel blog lescritteriate.com

Cani Fabio · Duomo di Como · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Longatti Alberto, Cani Fabio, I Plinii sul Duomo di Como. Episodi di storia della cultura, NodoLibri, 2024. Indice del libro

scheda dell’editore:

https://www.nodolibri.com/home/302-alberto-longatti-fabio-cani-i-plinii-sul-duomo-di-como-episodi-di-storia-della-cultura.html

Sulla facciata del Duomo di Como fanno bella mostra di sé le statue dei due Plinii, il Vecchio e il Giovane: la loro presenza potrebbe sembrare frutto di una forzatura, essendo loro pagani in mezzo a santi e simboli cristiani, ed è invece l’esito di un percorso lungo e complesso di riscoperta dell’eredità classica e di conquista della modernità culturale e comunicativa.

È un processo che coinvolge con modalità varie e a volte sorprendenti artisti, intellettuali, ecclesiastici, in molti luoghi dell’Italia e dell’Europa intera: Tommaso e Giacomo Rodari, Benedetto e Paolo Giovio, Anton Gioseffo della Torre di Rezzonico, Gianantonio Volpi, Giovan Francesco Bonomi.

La “ricerca” dei Plinii, e di Plinio il Vecchio in particolare, non è infatti solo una questione cittadina ma si riverbera anche sulla cultura rinascimentale e poi moderna nel suo complesso.
I due ritratti pliniani sul Duomo sono il riflesso della consapevolezza che il ruolo di Como non è stato marginale.

Alberto Longatti (Como, 1931-2024), è stato giornalista culturale, saggista e storico; ha collaborato con NodoLibri fin dal principio, pubblicando numerosi volumi di tema storico-artistico tra cui ricordiamo Il Teatro Sociale di Como. 1813-2013, Il velario pliniano del Teatro Sociale di Como, Volta poeta.

Fabio Cani (Como, 1955) dal 1975 si occupa di comunicazione, grafica, editoria e ricerca storica. Dal 1980 insieme a Gerardo Monizza ha contribuito alla realizzazione di numerose iniziative editoriali e culturali (libri, mostre, progetti didattici). Le sue pubblicazioni sono dedicate ai temi della storia locale, con una particolare attenzione ai temi della modernità, della società e dell’immagine.

SERVIZI SOCIALI e SANITARI

Cantù (Como), Nuova casa per disabili e anziani

Luciana nel corso del tempo · meteo e terra

Grandine, nel blog lescritteriate.com

CitazionI · foglie · MUSICA · Van De Sfroos Davide

Foglia: “Per il momento io danzo fino a quando mi dovrò staccare …, Davide Van De Sfroos

Dove andrai a cadere foglia bruna
dove ti porteranno il vento e la fortuna
dondolando sopra il mio ramo
non ci ho ancora pensato
e anche se poi io ci penso
non potrò averlo saputo;
per il momento io danzo
fino a quando mi dovrò staccare
e dovunque io vada a cadere
dirò che ho volato.

I giunchi oscillan nel vento che viene dal monte
i giunchi oscillan nel vento che viene dal mare
i giunchi oscillano e oscillano
che altro non possono fare
i giunchi oscillan che altro non possono fare
e qualcuno di loro ha maledetto il suo ballo
qualcuno ha perfino pregato di esser tagliato
ma in molti accettano il dono
il dono di farsi cullare
in molti accettano il dono
di farsi cullare.

4 Vialetto del CACO dei MIRTILLI e dell'ARANCIO · Caco · Doriam Battaglia · Flo · Lucia A, 1963 · Luciana nel corso del tempo · Panchine · Paolo Ferrario

In ricordo di un giorno di estate: D.B., Lu., Fl., Paolo, Luciana. Sulla panchina di pietra del Caco, 25 agosto 2024

Lucia A, 1963 · Scritteriate

Ricordi, nel blog lescritteriate

Veleggiano instancabili

su oceani di attimi

Estate · Mi ricordo

per ricordare il CANTO DEL GALLO nelle albe dell’agosto 2024, dal blog Le Scritteriate

Plumbago

il Plumbago, nella estate del 2024

Basilico

il Basilico sulla finestra della cucina

AMICI e persone conosciute nel tempo · Doriam Battaglia · Estate · Lucia A, 1963

in ricordo della visita estiva di D. B., L. A., Fl., 25 agosto 2024