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Gianfranco Caniggia e Maria Grazia Soldini: Restauro Edilizio Residenziale di Via Vitani-Via Muralto, a Como, 1972

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Gianfranco Caniggia e Maria Grazia Soldini sono due figure significative nel campo dell’architettura e del restauro, particolarmente noti per i loro progetti a Como, inclusa la riqualificazione residenziale di Via Vitani-Via Muralto.

Gianfranco Caniggia

Gianfranco Caniggia (1933-1987) è stato un architetto italiano riconosciuto per il suo approccio innovativo al restauro e alla valorizzazione dei centri storici. Allievo di Saverio Muratori, ha dedicato gran parte della sua carriera alla ricostruzione e al recupero di edifici storici in diverse città italiane, tra cui Como, Firenze e Napoli. Tra i suoi progetti più noti a Como ci sono il restauro del Borgo Sant’Agostino e di vari palazzi storici[1].

Maria Grazia Soldini

Maria Grazia Soldini è un’architetta e restauratrice che ha collaborato con Caniggia in vari progetti. La sua esperienza include lavori significativi nel restauro di edifici storici, come dimostrato dal progetto per l’edificio in città murata a Como in Via Vitani[6][7]. Soldini si distingue per il suo impegno nella valorizzazione del patrimonio architettonico e per la sua capacità di integrare le esigenze moderne con il contesto storico esistente.

Restauro Edilizio Residenziale di Via Vitani-Via Muralto

Il progetto di restauro edilizio residenziale in Via Vitani-Via Muralto a Como rappresenta un’importante iniziativa di recupero urbano. Questo intervento mira a preservare l’identità storica della zona, garantendo al contempo funzionalità e comfort abitativo. Le attività svolte includono rilievi architettonici, progettazione e direzione lavori, con particolare attenzione alla qualità architettonica e al rispetto delle caratteristiche storiche degli edifici[7].

In sintesi, sia Gianfranco Caniggia che Maria Grazia Soldini hanno contribuito in modo significativo alla conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico di Como, attraverso progetti che riflettono un profondo rispetto per la storia e l’ambiente urbano.

fonti informative
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Caniggia
[2] https://www.politesi.polimi.it/retrieve/a81cb05a-de32-616b-e053-1605fe0a889a/RELAZIONE%20TESI.pdf
[3] https://www.architettilucca.it/archivio/pdf/petition-signatures-jobs-21050988-20200327095950-3.pdf/@@download/file
[4] https://dait.interno.gov.it/documenti/storico_amministratori_comuni31122000.csv
[5] https://coatesa.com/2012/11/24/obiettivo-citta-murata-tavola-rotonda-organizzata-dallassociazione-chiave-di-volta-24-novembre-2012/
[6] https://www.studiosoldini.it/progetti-realizzati/380/
[7] https://www.studiosoldini.it/progetti-realizzati/edificio-citta-murata-como-via-vitani/
[8] https://www.asteannunci.it/allegati/rivista/pdf/511.pdf

Azzi Gisella · BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Carla Bi. 1933-2022 · Poesie

ON FINESTROEU SUL MOND, Poesie dialettali di GISELLA AZZI recitate da PIERO MAZZARELLA, LP Fonorama, 1970. Ripubblicate in: GISELLA AZZI, Tutt i canzunett al ciaar e al scuur. Poesie in dialetto comasco e milanese, edizioni della Famiglia Comasca, Natale 1993. Con le locandine di due incontri pubblici: 30 giugno 1969 e 23 novembre 1970. Donato da Carla B.

Azzi Mazzarella

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Azzi Mazzarella Finestroeu2265


le poesie recitate da PIERO MAZZARELLA, sono tratte da:
GISELLA AZZI, Tutt i canzunett al ciaar e al scuur. Poesie in dialetto comasco e milanese, edizioni della Famiglia Comasca, Natale 1993
 
1 FINESTREU2 CAAR 13 CAAR 23 TRENO DE NOTT 13 TRENO DE NOTT 24 STORIA VESTI5 STORIA VEST 26 RIVA DE SIRA 17 RIVA DE SIRA 28 DI DI MORT 210 MAZZ ROS 110 MAZZ ROS 211 LEANDER 111 LEANDER 212 NAVILI MATT 112 NAVILI MATT 2BARBAPEDANA 1BARBAPEDANA 2BARBAPEDANA 3DI DI MORTTEMPORAL NOVEMBERTOO OCC
 

Questo audio è reso disponibile agli interessati ascoltatori nel quadro della “cultura della condivisione”, favorita da internet.

Se i titolari del diritto di autore non fossero d’accordo per la sua diffusione lo toglierò e farà solo parte della mia audioteca di memoria.

Grazie per la importante occasione di ricordo e riflessione.

Paolo Ferrario


ciao Paolo,

grazie per il prezioso salvataggio. Quando ho visto accostati il long playing di Gisella e la “caramella chiavetta” ho sentito anche fisicamente
il radicale cambiamento avvenuto e la facilitazione che l’era attuale ci offre.
Come abbiamo detto a Luciana, tua piacevole ambasciatrice, abbiamo avuto il privilegio di conoscenze e amicizie davvero speciali, indelebili.
Ora sono felice che tu con la tua passione hai riportato in primo piano le persone straordinarie di Gisella e di Piero Mazzarella per chi non li ha potuti gustare
nei loro anni ruggenti.
 
 
​grazie infinite, ancora
per il dono di queste tracce che ora sono recuperate dall’insulto della dimenticanza o della privatezza dei collezionisti
 
​quella sul cimitero e quella ​sul leander sono dei capolavori
 
saluti cari

anni '50 · COATESA: frazione di Nesso · Riva di Castello, frazione di Nesso · STAMPE antiche

Coatesa, Riva, Riva di Castello, anni ’50

COATESA: frazione di Nesso · Orrido di Nesso · Ottocento · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

Nesso, descritto dal sacerdote Santo Monti, 1895

Nesso (ab. 1450) è disposto come ad ordini o piani sopra un dirupo. Una cascata divide in mezzo il paese, con effetto stupendo.

L’Orrido di Nesso è bellissimo guar­dato di fianco, di mezzo, dal basso, dal­l’alto, ed ha esercitato il pennello di centinaia di paesisti.

Aveva un forte castello (il quale ha lasciato il nome a una parte del paese), che il Ballarmi (Stor. pag. 306) vuole edificato dai Romani, restaurato dai Longobardi e distrutto da France­sco Sforza duca di Milano. Nel 1124 i Comaschi assalirono il paese, uccisero molti abitanti e conquistarono la ròcca. La somma dell’amministrazione di Nes­so e sue pertinenze era affidata ad un podestà, che durò in ufficio sin quasi ai nostri tempi ; e nel borgo v’era anche un palazzo pretorio ove si amministra­va la giustizia-, e di cui si scorgono an­cora gli avanzi presso la collegiata. — La Chiesa è una delle più antiche della diocesi di Como ed è plebana e ma­trice di molte altre tanto sulla riva orientale, quanto su quella occiden­tale del lago di Como; fu però quasi interamente riedificata nel secolo XVII. Nel presbiterio si vedono due tele grandiose fermate nelle pareti me­diante cornici di stucco, dal lato dell’evangelo è rappresentato Gesù che consegna le Chiavi a S. Pietro, sim­bolo della concessagli facoltà di scio­gliere e di legare; dal lato dell’epistola S. Paolo, che predica nell’areopago di Atene il Dio ignoto, sotto di questo ultimo quadro si legge : Andina 1854; anche le pitture del vólto, condotte colla massima cura, sono del mede­simo autore. La Chiesa è di una sola navata, con cinque altari, tutti con pietra sacra. Sohvi in parrocchia, 1′ oratorio di S. Maria a Vico, e un altro oratorio a Castello dedicato a S. Lo­renzo.

Nesso è stato illustrato da Giùnio Bazzoni, nella sua novella il Falco della Rupe. Anche Un arciprete di Nesso, Pietro Antonio Tacchi da Zelbio lasciò manoscritta una sua memoria.

L’autografo è nell’ archivio parroc­chiale di Nesso, una copia incompleta è nella Biblioteca Comunale di Como.

Maggio 1895.

Sac. Santo Monti.

Settecento · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

Nesso (Nesso, CO) pieve di Nesso (1757 – 1797)

Nesso (Nesso, CO)

pieve di Nesso (1757 – 1797)

Con la “Riforma al governo della città e contado di Como” (editto 19 giugno 1756) l’organizzazione del territorio della pieve subì alcuni mutamenti: l’editto infatti prevedeva che “le Comunità di Maslianico e Blevio si separeranno dalla pieve di Nesso, e dall’Amministrazione del Contado di Como, e si riuniranno con le cinque terre di Torno, Urio, Moltrasio, Piazza e Rovenna, e con le comunità di Cernobio e di Brunate, le quali nove comunità dovranno comporre in avvenire una pieve distinta, che si nominerà la pieve di Zesio superiore”. Nel compartimento territoriale dello stato di Milano (editto 10 giugno 1757) la pieve di Nesso, inserita nel contado di Como, risulta formata dai 11 comuni seguenti: Brienno, Carate, Careno, Laglio, Lemna, Molina, Nesso, Palanzo, Pognana con Quarzano e Canzaga, Veleso con Erno, Zelbio. Nel 1771 la pieve contava 4.526 abitanti (Statistica anime Lombardia, 1771). Con il successivo compartimento territoriale della Lombardia austriaca (editto 26 settembre 1786 c) la pieve di Nesso venne inclusa nella provincia di Como; i comuni che la componevano rimasero gli stessi. Nel 1787, a seguito della morte senza eredi maschi del marchese Giambattista Casnedi, la pieve costituente l’intero feudo di Nesso tornò nelle disponibilità del regio Demanio. Nel nuovo compartimento territoriale per l’anno 1791 la pieve di Nesso risulta ancora inserita nella provincia di Como, della quale, con la pieve di Bellagio ed una parte della pieve d’Isola, formava il III distretto censuario (Compartimento Lombardia, 1791).

ultima modifica: 03/04/2006

Pieve di Nesso (1757 – 1797) – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali

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Andrea C. (1945-2023) e i suoi disegni · Paolo Ferrario

i disegni dell’amico Andrea (1945-2023) per il mio COMPLEANNO del 26 novembre 1969

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Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como?

Gianfranco Caniggia, Indagine conoscitiva sulla Città Murata di Como, 1968/1969

Gianfranco Caniggia è stato un architetto italiano di rilievo, noto per il suo approccio innovativo nel recupero e nella valorizzazione dei centri storici. Nato a Roma il 7 maggio 1933 e scomparso il 10 novembre 1987, ha avuto una carriera significativa, influenzata dall’insegnamento di Saverio Muratori. Caniggia ha dedicato gran parte della sua opera all’analisi tipologica e alla ricostruzione degli ambienti urbani, contribuendo a progetti di restauro in città come Como, Firenze, Napoli e Benevento[1][2].

Indagine sulla Città Murata di Como

Uno dei lavori più significativi di Caniggia è l’Indagine storico-tipologica sulla città murata, realizzata negli anni 1968-1969. Questo progetto è stato parte di una ricerca promossa dall’Amministrazione Comunale di Como e ha avuto un impatto notevole sulla comprensione e sul recupero del patrimonio architettonico della città. L’indagine si è concentrata sulle caratteristiche storiche e tipologiche degli edifici all’interno delle mura cittadine, analizzando come questi spazi potessero essere rivitalizzati e integrati nel contesto urbano contemporaneo[7][5].

Approccio e Metodologia

Caniggia ha utilizzato un metodo analitico che combinava l’osservazione diretta con l’analisi storica per identificare le peculiarità architettoniche e urbanistiche della città murata. Questo approccio non solo ha facilitato la conservazione del patrimonio esistente, ma ha anche fornito un modello per interventi futuri che rispettassero l’identità storica della città[4][8].

Contributi Accademici

Oltre alla sua pratica professionale, Caniggia ha avuto un ruolo importante come docente in diverse università italiane, dove ha trasmesso le sue conoscenze e la sua visione dell’architettura storica. Le sue pubblicazioni, tra cui Lettura di una città: Como e Strutture dello spazio antropico, riflettono la sua profonda comprensione delle dinamiche urbane e delle relazioni tra spazio costruito e comunità[1][2].

In sintesi, Gianfranco Caniggia ha lasciato un’eredità duratura nel campo dell’architettura e dell’urbanistica italiana, specialmente attraverso il suo lavoro sulla città murata di Como, che continua a influenzare le pratiche di restauro e valorizzazione del patrimonio urbano.

fonti informative
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Caniggia
[2] https://arcadia.sba.uniroma3.it/bitstream/2307/3005/1/4_ATTI%209%20CVT%20Roma%202013_MEMORIA%20preprints%205%20settembre%202014.pdf
[3] https://www.studiosoldini.it/progetti-realizzati/edificio-citta-murata-como-via-vitani/
[4] https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.7c5fb12564f959ab0a80/P/BLOB:ID=1025/E/pdf?mode=inline
[5] https://coatesa.com/2022/09/02/la-citta-murata-di-como-atti-della-ricerca-promossa-dallamministrazione-comunale-negli-anni-1968-e-1969-a-cura-del-comune-di-como-1970/
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_degli_Alberti
[7] https://coatesa.com/2022/09/07/gianfranco-caniggia-indagine-storico-tipologica-sulla-citta-murata-in-la-citta-murata-di-como-atti-della-ricerca-promossa-dallamministrazione-comunale-negli-anni-1968-e-1969-a-cura-del-co/
[8] http://www.fedoa.unina.it/539/1/Tesi_di_dottorato_-_Giambanco_Francesca.pdf

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Paolo Ferrario, Due film relegati (I pugni in tasca di Marco Bellocchio e Onibaba , di Kaneto Shindo), in Ul Tivan/l’angolo dei giovani, 9 luglio 1966

Paolo Ferrario, Due film relegati (I pugni in tasca di Marco Bellocchio e Onibaba , di Kaneto Shindo), in Ul Tivan/l’angolo dei giovani, 9 luglio 1966 – TRACCE e SENTIERI
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Paolo Ferrario, Africa vecchia e nuova, in Ul Tivan/l’angolo dei giovani, 10 aprile 1966

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Paolo Ferrario, I pionieri del Western all’italiana , articolo in Ul Tivan, 5 Marzo 1966

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Paolo Ferrario, I “gialli” alla T.V., articolo in Ul Tivan, 30 ottobre 1965