Il Palazzo degli Inzaghi, successivamente divenuto residenza della famiglia Della Torre di Rezzonico, è stato ricostruito nel 1864 dall’ingegnere Ramponi per Cesare Fusoni. Questo edificio si trova in via Volta a Como, una strada che prende il nome da Alessandro Volta, il famoso fisico italiano nato proprio a Como[2][4][5].
Storia e Caratteristiche
Ricostruzione: La ricostruzione del palazzo avvenne nel 1864 su progetto dell’ingegnere Ramponi. Questo intervento fu commissionato da Cesare Fusoni, un personaggio locale che decise di rinnovare l’edificio per la famiglia Della Torre di Rezzonico[2][5].
Ubicazione: Il palazzo si trova in via Volta, una zona storica e significativa della città di Como, legata alla figura di Alessandro Volta[8].
Importanza Locale: L’edificio rappresenta un esempio dell’architettura ottocentesca comasca e contribuisce al patrimonio culturale della città.
Nel cortile ci sono quattro statue dello scultore Pietro Clerici raffiguranti le stagioni.
L’Hotel San Gottardo di Como ha una storia ricca e variegata che inizia nel 1920, quando venne inaugurato come un piccolo albergo con 18 posti letto. Nel corso degli anni, la struttura è stata ampliata e migliorata, diventando un punto di riferimento importante per il turismo nella città.
Storia Iniziale
Inaugurazione: L’hotel aprì ufficialmente nel 1926 con Antonio Passera e Antonio Taiana come pionieri del turismo sul Lario[2].
Ampliamento: Venne ampliato a 110 camere negli anni successivi, diventando famoso per il suo ristorante con veranda su via Cairoli[2].
Periodo di Massimo Successo
Seconda Guerra Mondiale: Durante la guerra, l’hotel fu requisito dai tedeschi come comando di presidio[2].
Dopoguerra: Dopo la guerra, la gestione passò ai figli di Antonio Passera (Gianni e Corrado), iniziando un periodo di grande successo tra gli anni Cinquanta e Settanta. Era noto per i suoi banchetti e cerimonie[2].
Declino e Abbandono
Chiusura: L’hotel chiuse definitivamente nell’ottobre del 1986 dopo che i tentativi della famiglia Passera di riproporre lo schema originale fallirono[2].
Abbandono Prolungato: Rimase abbandonato per quasi quarant’anni.
Rilancio Attuale
Acquisto da Pessina Immobiliare: Recentemente è stato acquistato dalla società comasca Pessina Immobiliare, che intende trasformarlo in un hotel a cinque stelle con 72 camere. I lavori sono previsti terminare entro il 2025[1][3].
Progetto Architettonico: La facciata esterna sarà mantenuta integra grazie al vincolo storico; saranno aggiunti servizi moderni come piscina e spa. Un bar-bistrò sarà presente al piano terra ed un ristorante panoramico all’ultimo piano[1][6].
FONTI INFORMATIVE:
scheda alle pagine 75 /76 del libro: Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), Como e la sua storia: la città murata, NodoLibri, 1994, vai al link:
La palestra Negretti di Como è un luogo storico e simbolico per lo sport nella città. Ecco una panoramica della sua storia:
Origini e Architettura
La palestra Negretti è un edificio eclettico di fine Ottocento, progettato in uno stile che si inserisce nel contesto architettonico locale[7][8]. Non ci sono informazioni specifiche sulla data esatta della sua costruzione, ma è menzionata come parte delle vicende storiche locali.
Storia Sportiva
La palestra Negretti è stata la “casa” della Comense, una delle più antiche e prestigiose società sportive italiane.
La Società Comense di Ginnastica e Scherma fu fondata il 24 novembre 1872[4].
La Comense ha avuto un impatto significativo su diverse discipline sportive come pallacanestro, atletica, scherma, ginnastica ritmica e pugilato[5].
Atleti Famosi
Tra gli atleti che hanno fatto la storia della Comense ci sono Antonio Spallino (medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1956) e Arianna Errigo (medaglia d’argento alle Olimpiadi del 2012), entrambi provenienti dalla sezione scherma[3][5].
Altri nomi importanti includono Liliana Ronchetti nel basket femminile.
Crisi Economica e Rinascita
Nel 2012 la Ginnastica Comense fallì a causa di problemi economici gravi. Tuttavia, nuove società nacquero per continuare le attività sportive: AG Comense SSDrl per atletica e ginnastica, Comense Scherma SSDrl per la scherma, e Polisportiva Comense per il basket[5].
Attualità
Negli ultimi anni la palestra ha affrontato sfide legate alla gestione pubblica. Nel 2019 fu annunciato un bando per affidare la gestione della struttura al miglior offerente[1].
Nonostante queste sfide amministrative, durante l’emergenza COVID-19 nel giugno del 2020 si verificò una riapertura simbolica con allenamenti limitati dei giovani atleti della sezione scherma[2].
Oggi continua ad essere importante sia dal punto di vista storico che culturale; tuttavia richiede interventi di ristrutturazione per garantire condizioni ottimali agli atleti locali[3].
Ci sono diverse opinioni contrarie al progetto del nuovo stadio di Como, principalmente legate a questioni estetiche e funzionali. Ecco alcune delle critiche principali:
Criticismo sul design: Alcuni critici, come l’architetto Terragni, ritengono che il nuovo stadio sia troppo alto e che questo comprometta il rapporto visivo con l’acqua del lago di Como[6]. Questa preoccupazione sottolinea la sensibilità verso il contesto paesaggistico della città.
Impatto urbanistico: C’è chi teme che lo stadio possa diventare un “muraglione” davanti al panorama del lago, alterando negativamente la vista e l’estetica dell’area[6].
Posizione dello stadio: Nonostante la maggior parte dei progetti preveda di mantenere lo stadio nella sua posizione attuale per evitare problemi logistici e urbanistici più grandi[1][2], alcuni cittadini continuano a esprimere dubbi sulla sua collocazione in un’area centrale della città.
Burocrazia e vincoli: Il processo decisionale è rallentato da vincoli paesaggistici e burocratici, generando frustrazione tra coloro che desiderano una soluzione rapida per riqualificare lo spazio attuale[1][8].
Costi e finanziamenti: Un’altra preoccupazione è chi pagherà i costi del nuovo impianto sportivo, considerando le risorse necessarie per realizzare un progetto ambizioso come quello descritto[3].
Dalla palude alle paratie, storia di un luogo mai risolto e delle emergenze attorno ad esso
E’ stata via via definita “il salotto buono”, “uno spazio instabile”, “un nulla vista lago”, “un non-luogo”: è la grande Piazza Cavour di Como, affacciata sul Lario. Incontro in Piazza Cavour, Domenica 16 febbraio ore 14:30
2. Scoprire Varenna con occhi diversi: visita guidata con laboratorio fotografico
Il tour è un invito al viaggio nella meraviglia del lago di Como con una visita guidata accompagnata da un mini laboratorio fotografico. Là dove gli influencer vanno a caccia di selfie, secoli di storia attraversano il Lario, ammantando di fascino i suoi romantici scorci. Dalla passeggiata dell’amore si scalano i vicoli fino a piazza San Giorgio, per scoprire Varenna con occhi diversi.
Sabato 22 febbraio ore 14:00
Incontro a Varenna (LC) in Via Imbarcadero presso la biglietteria della Navigazione
LUNEDI 24 FEBBRAIO al cinema Gloria proiettano il film AMERIKATZI, Diretto e interpretato da un regista armeno/statunintense.
Un film d’essais che in toni soft rievoca – partendo da un singolo caso – quanto avvenuto nel secondo dopoguerra quando Stalin invitò gli armeni della diaspora a trasferirsi in Armenia.
Più di 100.000 accettarono l’invito …non tutti trovarono l’accoglienza promessa.