Massimo Manni è un ex allevatore laziale che ha fondato e gestisce il santuario “Capra Libera Tutti”, situato a Nerola, alle porte di Roma. La sua storia è quella di una profonda trasformazione personale: da allevatore che vendeva animali destinati al macello, ha deciso di cambiare radicalmente vita dopo aver sentito il dolore delle madri pecore che piangevano i loro agnelli venduti. Questo evento lo ha portato a ricomprare quegli agnelli e a smettere di mangiare carne, diventando vegano e attivista168.
Il santuario “Capra Libera Tutti” è un luogo dove vivono liberamente oltre 600 animali salvati dallo sfruttamento e dalla macellazione, tra cui pecore, maiali, vitelli, lama e molti altri. Qui gli animali hanno il libero arbitrio di muoversi senza recinzioni e possono anche andarsene, ma spesso tornano spontaneamente. Il santuario non è solo rifugio, ma anche un centro di diffusione della cultura antispecista e del rispetto per tutte le forme di vita, con un approccio intersezionale che collega la liberazione animale a battaglie per la giustizia sociale, climatica e alimentare146.
Massimo Manni è il custode di questo luogo, che definisce una missione di amore e riparazione verso gli animali. Il santuario apre al pubblico ogni due settimane, accogliendo visitatori e volontari che contribuiscono con il loro tempo e le loro energie. È un luogo di relazione e comunità, dove si costruiscono legami profondi tra specie diverse e si pratica un rispetto radicale per la vita16.
Inoltre, Massimo Manni ha scritto un libro intitolato “Parola agli animali”, che racconta le storie degli abitanti del santuario, mettendo in luce il loro carattere, le loro sofferenze, ma anche la speranza e la bellezza di una vita libera3.
Il santuario è stato anche protagonista di una puntata della trasmissione Rai “Che ci faccio qui”, che ha raccontato la sua storia e il valore etico e politico della cura verso ogni forma vivente, sottolineando l’importanza di un cambiamento culturale profondo4.
In sintesi, Massimo Manni e il santuario “Capra Libera Tutti” rappresentano un esempio concreto di riconversione etica e di impegno per la liberazione animale, offrendo un rifugio dove gli animali possono vivere liberi e rispettati fino alla fine naturale della loro vita16.
Il Borgo “Tutto è Vita” a Mezzana di Sotto, nel Comune di Cantagallo (Prato), è un progetto di recupero e rinascita di un antico borgo abbandonato da oltre settant’anni, situato nell’Appennino pratese, immerso in boschi di castagni secolari. L’iniziativa è portata avanti dall’associazione Tutto è Vita Onlus, nata all’interno del movimento dei Ricostruttori nella Preghiera, con l’obiettivo di creare un’oasi di spiritualità, cura integrale della persona e accoglienza per chiunque, inclusi malati di ogni tipo, offrendo percorsi di arte terapia, musicoterapia, meditazione, orti terapeutici e altro ancora12468.
Il borgo è stato ristrutturato con attenzione alla dimensione spirituale, sociale e culturale, e comprende edifici restaurati come la “Casa del Pane”, un grande refettorio da 120 posti, una sala conferenze e due cappelle per la preghiera, una delle quali è una cripta ecumenica dedicata al silenzio e alla meditazione. Qui si possono imparare antichi mestieri come fabbro e vetraio, oltre a tecniche artistiche come la pittura delle icone e la realizzazione di mosaici48.
Il progetto mira anche a favorire il ripopolamento della montagna pratese e a offrire servizi e opportunità culturali e sociali alla popolazione locale e regionale. Nel borgo vivono alcune famiglie, bambini e una piccola comunità di monaci, rendendolo un luogo vivo e accogliente56.
Il Borgo Tutto è Vita è anche un hospice convenzionato con la Regione Toscana, dove si accompagna chi affronta malattie gravi con un approccio che integra cura medica, spiritualità e supporto psicologico, insegnando che la morte non è l’opposto della vita ma un suo passaggio78.
La prima parte del borgo è stata inaugurata ufficialmente con una grande festa nel giugno 2023, animata da musica, teatro, poesia, esposizioni e laboratori, con la partecipazione di artisti di fama nazionale come Alice, David Riondino e Rosita Celentano346.
In sintesi, Borgo “Tutto è Vita” è un progetto di rinascita territoriale, spirituale e culturale che trasforma un borgo abbandonato in un centro di accoglienza, cura e creatività, con una forte attenzione alla dimensione umana integrale e alla comunità1468.
Il Rogolone: la grande quercia di Grandola ed Uniti
Il Rogolone è una delle querce più imponenti e longeve d’Italia, situata su un pianoro nel comune di Grandola ed Uniti, in provincia di Como, a circa 479-509 metri di altitudine, poco distante dal Lago di Como125. Si tratta di un esemplare monumentale di rovere (Quercus petraea), noto anche con il nome dialettale di “Rugulon”.
Caratteristiche e dimensioni
Altezza: circa 25 metri
Circonferenza del tronco: circa 8 metri (diametro 252 cm)
Età stimata: circa 280-295 anni (datazione dendrocronologica: germinazione intorno al 1730)145
È considerata la quercia più grande del nord Italia e una delle più maestose d’Europa15.
Storia, tutela e simbolismo
Il Rogolone è stato riconosciuto come Monumento Nazionale già nel 1928 e dal 2001 è diventato simbolo del Museo Etnografico e Naturalistico della Val Sanagra, ospitato nella vicina Villa Camozzi15. L’albero è di proprietà dell’associazione Italia Nostra, che ne cura la tutela.
Attorno al Rogolone sono fiorite leggende e credenze: per secoli si è pensato che fosse molto più antico, e la tradizione lo lega a raduni di anziani per la definizione dei confini (1530) e a riti pagani primaverili. Tuttavia, indagini scientifiche hanno stabilito che l’attuale albero risale al XVIII secolo145.
Il “Rogolino”
Accanto al Rogolone cresce il “Rogolino” (detto anche “Rugulin”), una quercia monumentale più giovane, germinata intorno al 1820, con una circonferenza di quasi 4,5 metri. I due alberi, con i loro rami intrecciati, creano un’atmosfera suggestiva e sono meta di escursioni naturalistiche145.
Contesto e punti d’interesse
Il Rogolone si trova in una radura della frazione Velzo, vicino alla località “Bosco Impero”. Nei dintorni si possono visitare:
Il Museo Etnografico e Naturalistico della Val Sanagra (Villa Camozzi)
La Vecchia Chioderia (antica fabbrica di chiodi, ora agriturismo)
La Fornace Galli (antica fabbrica di mattoni)
I borghi storici di Cardano, Gonte, Velzo e Codogna125
Curiosità
Il Rogolone è meta di veri e propri “pellegrinaggi” naturalistici, celebrato anche in feste e iniziative culturali locali. La sua imponenza e la sua storia lo rendono un vero e proprio simbolo del territorio della Val Sanagra e del Lago di Como45.
“Si resta davvero senza parole nel vederlo. A completare il fiabesco scorcio vi è poi il Rogolino, la rovere sorella del 1820, anch’essa monumentale con quasi 4,5 metri di circonferenza. I due meravigliosi alberi sembrano tenersi per mano con il loro incrociarsi di rami.”4
In sintesi: Il Rogolone è una delle querce più grandi e affascinanti d’Europa, facilmente raggiungibile con una passeggiata tra natura, storia e tradizioni del Lago di Como1245.