Criminalità e microcriminalità · Novecento · Storia e Economia · Teatri

La Gianna e il Neri Giovedì 26 aprile – Erba, Newsletter NodoLibri 24/4

 

La Gianna e il Neri
Giovedì 26 aprile – Erba

Alle 21.00 presso il teatro Excelsior (via Diaz 3) la compagniaTeatro d’Acqua Dolce presenta La Gianna e il Neri: la storia sbagliata. Opera pop per voci, corpi e chitarre con Sarah Paoletti e Gabriele Penner. Liriche originali scritte musicate e cantate daFilippo Andreani. Ingresso 10 €.
Info: 335.5916322 – ilgiardinodelleore
Gianna e Neri sono i nomi di battaglia di Giuseppina Tuissi e Luigi Canali. Sono due partigiani: lei staffetta e lui comandante della 52^ Brigata Garibaldi, attiva nell’alto lago di Como, che hanno percorso insieme quella parte della Seconda Guerra Mondiale che va dall’8 settembre 1943 alla Liberazione e ai primi giorni del dopoguerra. La loro storia è controversa, contraddittoria e drammatica, scomoda ma vera, fino alla fine. E’ una vicenda umana fatta di ideali politici, di scelte di parte, di angosciosi dilemmi, di passione e amore, di sofferenza, torture, umiliazioni.
Lo spettacolo si terrà anche all’Arci Guernica di Bulgarograsso(via Cesare Battisti 21) venerdì 27 aprile alle 21.00.
Filippo Andreani – La storia sbagliata (NodoLibri 2010)
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Criminalità e microcriminalità · tradizioni

Paura per la moschea di Via Repubblica Romana, segnalazioni alla Digos da Camerlata

L’Islam fa paura. Talvolta più della crisi economica e dell’incertezza sul futuro. Lo dimostrano le molte segnalazioni giunte nelle settimane scorse al presidente della Circoscrizione di Camerlata, il leghista Mirko Pontrelli (candidato, tra l’altro, al consiglio comunale del capoluogo nelle liste del Carroccio), sull’attività sorta attorno ad alcuni locali di via Repubblica Romana.

“ho riscontrato molta preoccupazione da parte dei cittadini. Non capisco gli assembramenti, mi preoccupa il fatto che i vetri dei locali siano oscurati e, in generale, vorrei saperne di più. Evitare che succeda come in via Pino, dove è nata una moschea senza che nessuno se ne accorgesse e potesse reagire

tutto l’articolo qui: Paura moschea, segnalazioni alla Digos da Camerlata

da associare a: http://mappeser.com/2012/04/24/antonia-arslan-racconta-il-genocidio-armeno-a-wikiradio-di-radio3-24-aprile-2012/

BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Ferrario Carlo · Guarracino Vincenzo

Vincenzo Guarracino parla del romanzo in versi PAGANUS (2008) di Carlo Ferrario, Newsletter NodoLibri, in La Provincia 9 apr 2012

PAGANUS:

vai alla scheda dell’editore:

«In un giorno di giugno / (io avevo sei anni)…». Una precisazione cronologica, questa, singolare e tale da dover incuriosire non poco, posta com’è proprio all’inizio di un “romanzo in versi”, edito qualche anno fa (nel 2008) da NodoLibri e intitolato Paganus, in cui “more poetico” si racconta la storia di una “educazione sentimentale”. Una vera e propria iniziazione alla vita sul teatro di un’età aurea, che, spopolata di miti e di portenti, si avvia ad un tempo grigio di rovine e di violenza.
Protagonista e autore di siffatta storia ovviamente si identificano:
si tratta di un tal Carlo Ferrario, familiarmente denominato allora “Carluccio”, residente in una sorta di Valle dell’Eden, in quel di Introbio, un luogo dove possono intervenire a turbare i giorni anche i presagi di una guerra e la morte, fermo restando che è ancora la fine di una giornata di giochi a diventare il principale motivo «di malinconia», come accade solo nel beato mondo dell’infanzia…

Carlo e la signorina Antonia
Ferrario così ricorda la Pozzi

 

di Vincenzo Guarracino *

«In un giorno di giugno / (io avevo sei anni)…». Una precisazione cronologica, questa, singolare e tale da dover incuriosire non poco, posta com’è proprio all’inizio di un “romanzo in versi”, edito qualche anno fa (nel 2008) da NodoLibri e intitolato “Paganus”, in cui “more poetico” si racconta la storia di una “educazione sentimentale”. Una vera e propria iniziazione alla vita sul teatro di un’età aurea, che, spopolata di miti e di portenti, si avvia ad un tempo grigio di rovine e di violenza.
Protagonista e autore di siffatta storia ovviamente si identificano: si tratta di un tal Carlo Ferrario, familiarmente denominato allora “Carluccio”, residente in una sorta di Valle dell’Eden, in quel di Introbio, un luogo dove possono intervenire a turbare i giorni anche i presagi di una guerra e la morte, fermo restando che è ancora la fine di una giornata di giochi a diventare il principale motivo «di malinconia», come accade solo nel beato mondo dell’infanzia.
Una storia in versi di fiabesca lievità in cui la vita (luoghi, fatti, persone) vengono raccontati e miticamente trasfigurati attraverso gli occhi di un bambino, immerso in uno scenario incantato e intento a guardarsi intorno con stupore e benedicente ammirazione: versi, almeno all’inizio, di sensazioni delicate, incrostati intorno a una data, giugno 1937, in cui qualcosa di essenziale deve essere capitato al “seienne” protagonista, anche se di primo acchito non è dato di sapere che cosa.
Non è il caso qui di raccontare cosa c’è in questo “romanzo in versi”, che è più complesso di quanto potrebbe a prima vista apparire. Quello che qui importa è la presenza di quella data, “giugno 1937”. Perché un siffatto scrupolo di determinazione cronologica? Come non pensare che una tale pignoleria sia tutt’altro che casuale e richieda un’attenzione non superficiale, chiamando in causa motivi dell’autore ben più profondi di quanto possa apparire? In altri termini, come accade ogni qualvolta si mette in gioco un momento preciso e puntuale attraverso una data, si vuole sottolineare che l’evento assume un carattere nuovo e diverso, come un momento su cui il soggetto costituisce una privata mitologia, trasformandolo in un qualcosa da cui la sua vita acquista un altro senso e significato: uno spazio cronologico di ordine ieratico (l’avrebbe chiamato così Roland Barthes), fondativo, meritevole di speciale considerazione e destinato nel tempo ad agire con forza ipnotica sulla coscienza, in grado anche inconsapevolmente di determinare uno sguardo e un comportamento diversi.
Ma che cosa era realmente successo in quel giorno di giugno di un lontano 1937, tale da dare al giovanissimo protagonista l’idea di un cambiamento, di un passaggio quasi epocale da un’età dell’incoscienza infantile a un’età della ragione e della responsabilità? Me l’ero chiesto quando avevo letto per la prima volta quel testo ma senza darmene all’epoca contezza. Poi, improvvisamente, come un’illuminazione, mi è parso di “comprenderne” il motivo alla luce di un’altra pagina dell’autore contenuta in “Alfabeto comasco” (1989), ben precedente al passo in questione di “Paganus”: una pagina inscritta sotto la voce “Poeti”. Leggiamo cosa dice a pagina 84: «Di poeti se ne trovano ad ogni angolo… ma a me basterà ricordare due incontri. Da piccolo ero incantato all’idea di poter vedere da vicino un esemplare in carne e ossa di questa magica stirpe: si trattava di Antonia Pozzi, che villeggiava in Valsassina e che da sempre conosceva i miei. Non avevo allora nessuno strumento valutativo, ma sapevo che la signorina Antonia scriveva poesie, e questo mi bastava per guardarla come se fosse stata una dea… Una fotografia scattata nel suo giardino coglie un po’ di quel mio stupore…».
Allude a questo evento la data di cui prima (per inciso, il secondo è con il poeta inglese Auden? Io credo di sì). A fare un rapido calcolo (Carlo Ferrario nato nel 1931 e Antonia Pozzi tragicamente scomparsa nel ’38), i conti tornano: la data della foto potrebbe essere stata l’ultima primavera-estate della poetessa, il ’37 appunto, e il “seienne” io di “Paganus” potrebbe averne riportato, alla luce soprattutto di quello che poi si è saputo della “signorina Antonia”, un’emozione incancellabile, tale da diventare un evento fondante e formativo della sua esperienza. Certo, non è evento da poter trovare registrato nelle biografie della poetessa (pregevoli biografie come la recente di Graziella Bernabò, edita da Àncora) e neppure degna di più puntuali ricostruzioni (alla maniera per intendervi dell’aureo “Soltanto in sogno”, con foto e lettere, a cura di G. Sandrini, edito da Alba Pratalia, 2011), ma è certo un ricordo, da conservare gelosamente: un qualcosa che Carlo Ferrario affida alla sua privata mitografia e che ci consegna come un mirabile cammeo.
(* Italianista e poeta)v.fisogni

GENIUS LOCI · Orta San Giulio

Il lago d’Orta, un gioiello nascosto

Il lago d’Orta, un gioiello nascosto – 
<http://fai.informazione.it/p/41A5B497-ADA2-4DD8-9B40-72E917CC37B1/2012-ecco-le-citta-da-visitare>

elezioni Comune di Como · Politica locale - Como · Tajana Tino

Voto disgiunto al Consiglio comunale di Como: al primo turno voto alla lista PATTO PER COMO, preferenza a Tino Tajana. E voto a Mario Lucini Sindaco

Voto disgiunto

Primo turno: voto alla lista PATTO PER COMO, preferenza a Tino Tajana.

E voto a Mario Lucini Sindaco, anche se sostenuto da una coalizione che lo farà dannare per anni, in caso di prevalenza, e che gli IMPEDIRA’ di governare. Non mi sono dimenticato del loro ammazzamento di due Governi Prodi

Come funziona il: Voto Disgiunto

Secondo turno: Peronese Sindaco, in caso di suo improbabile ballottaggio. Oppure Mario Lucini Sindaco, in caso di probabile ballottaggio. Per stima alla persona nonostante la disistima per la sua coalizione, inquinata dalla Sel, erede di rifondazione comunista

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insalate

R come RISULTATO: INSALATA IN CITTA’

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Storia e Economia

Como: maxi blitz contro l’evasione fiscale della guardia di Finanza,

Un’irregolarità ogni due controlli. Risultati clamorosi dal maxi blitz contro l’evasione fiscale della guardia di Finanza, scattato nella giornata di sabato. I primi dati forniti dal comando provinciale hanno evidenziato che il 55% degli esercizi commerciali visitati non è risultato in regola.

Scontrini fiscali e fatture non emesse. Percentuali di irregolarità più elevate rispetto al resto dell’anno. Questi i risultati di un’operazione molto simile a quella compiuta a Cortina a Capodanno

da Il Lario come Cortina Irregolare un bar su due – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

meteo e terra

Un aprile da battere i denti Ma per fine mese fino al ponte del Primo Maggio è in arrivo il gran caldo

Aprile da battere i denti, con temperature quasi invernali? Non ancora per molto. Con il 25 Aprile dovrebbe tornare il bel tempo e il sole. Ma non solo. Perché secondo il sitowww.ILmeteo.it per fine mese fino al ponte del Primo Maggio è in arrivo il gran caldo. Merito, o colpa, del caldo africano “Hannibal”, che farà salire le temperature anche di dodici gradi gradi sopra le medie, con punte fino ai 30°.

da Un aprile da battere i denti Ma sta arrivando Hannibal – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

2 Vialetto della VITE DELL'UVA e dell'ACERO GIAPPONESE · casa · DIARIO di Amaltea · Luna · primavera · Scale · Sentieri e Genius Loci

Ritorno a Como, con saluto di gatta Luna, sabato 21 aprile 2012

a: da classificare · Ricci

stagione dei piccoli RICCI. Attenzione a non schiacciarli con le auto !

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elezioni Comune di Como

Corsa a quattro a Como. Con il Pdl diviso e la Lega tormentata …

Corsa a quattro a Como. Con il Pdl diviso e la Lega tormentata …
Il Sole 24 Ore

<http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-18/corsa-quattro-como-diviso-180056.shtml?uuid=AbIahuPF>