GENIUS LOCI · Venezia

Venezia | Segni di Paolo del 1948

LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024)

Ferrero e Némirovsky Un incontro lezzenese – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

A volte il bisogno di ricordare la lezione di un grande scrittore, non nasce solo dalla ricorrenza di un anniversario, ma da un’occasione, da un ricordo, dal sentirne viva la mancanza. In questi giorni ho pensato con grande nostalgia a Sergio Ferrero, il grande scrittore, morto proprio a Lezzeno, tre anni fa, legato alla nostra città nella quale aveva vissuto per alcuni anni dopo la guerra e per quel senso della “famiglia” che aveva trovato a Lezzeno, nella forte amicizia che lo legava a Basilio Luoni.
Una delle ultime volte che l’avevo visto era stato proprio a Lezzeno, un inizio d’estate, per la festa molto cordiale in riva al lago per l’inaugurazione di una mostra. Era un Sergio Ferrero, già un po’ stanco, ma sempre curiosissimo e acutissimo nel giudizio sui libri e sugli scrittori.

Lettore raffinatissimo, anche se non aveva scelto di fare il critico di professione, lo era “per natura” e preferiva stare nell’ombra, lontano dai riflettori. 

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vai all’intero articolo: Ferrero e Némirovsky Un incontro lezzenese – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como.

Carate Urio · Faggeto · Villa Pliniana

vista fotografica di Carla e Anna sulla Villa Pliniana e Faggeto, da Carate Urio

  • la fotografia è di Carla
a: da classificare

Il taglio dell’ OLEANDRO sotto il muro

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Bosco

Andar per nocciole di William Wordsworth

Andar per nocciole

di William Wordsworth

Sembra un giorno

(parlo di uno solo, scelto fra tanti),

uno di quei giorni celesti e imperituri –

che uscii di casa correndo

con una bisaccia a tracolla,

e la pertica da nocciole, e m’incamminai

verso i boschi lontani, bizzarramente agghindato,

fiero del mio travestimento cencioso,

indossato per l’occasione, su consiglio

ed esortazione della mia padrona parsimoniosa;

tenuta variopinta per poter sorridere

di rovi, spini e sterpi, e in verità

più rattoppata del necessario. Tra i boschi

e gli spuntoni fuori sentiero mi apersi un varco

e finalmente arrivai al punto prediletto

e inesplorato, dove non c’era ramo spezzato

a penzolare con le foglie appassite,

segnale di devastazione; anzi, stavano i noccioli

alti e schietti, carichi di lattei frutti a grappolo:

una scena vergine! Stetti un poco

trattenendo il respiro e l’emozione

d’una gioia beata, e con moderazione saggia

e voluttuosa,senza temer rivali, adocchiai

il banchetto, e, sedendo sotto le piante,

tra i fiori coi fiori giocavo:

sentimento familiare a chi dopo lunga

noiosa attesa ha avuto la grazia

di una felicità improvvisa e insperata.

Era forse un riparo di fogliame

dove rispuntano le viole da cinque stagioni

e appassiscono celate ad occhio umano –

dove amene cascatelle gorgogliano ancora

e sempre; e vidi la schiuma ribollire,

e con la guancia su quelle pietre verdi

del velo di muschio sotto le piante ombrose,

sparse intorno a me come un gregge,

sentii il murmure suono –

in quel dolce stato in cui il piacere

ama render omaggio alla quiete: placido nella gioia,

il cuore di un nonnulla si diletta,

e spreca la sua generosità per cose inanimate

e l’aria vana. Poi mi alzai,

trassi a terra ramo e fronda sbattendoli

fino a farne scempio – e il luogo ombroso

di noccioli, e il verde muschioso riparo,

sfigurati e insozzati – rassegnati,

esalarono lo spirito quieto. E se non confondo

il mio sentimento presente col passato,

anche allora, allontanandomi da quell’ombra,

esultante e ricco, più ricco di un re,

ebbi una fitta al cuore nel mirare

gli alberi muti e il cielo intruso.

E allora, fanciulla cara, queste ombre accosta

con cuore tenero, e con tenera mano

sfiora, perché c’è uno Spirito nei boschi.


Alberi · Bosco · foglie · Terra

… al di là del parco, al di sopra dei campi fumiganti, scivolò dentro il paesaggio un arcobaleno …. , Vladimir Nabokov, lettura di Domenico Pelini

Al di là del parco, al di sopra dei campi fumigan­ti, scivolò dentro il paesaggio un arcobaleno; i cam­pi finivano sul limitare oscuro e dentellato di un lontano bosco di abeti dove si inarcava una parte dell’arcobaleno, e in quel tratto il bordo della fore­sta scintillava magicamente attraverso il velo iride­scente verde pallido e rosa che lo schermava: una dolcezza e uno splendore tali da ridurre al rango di parenti poveri i colorati riflessi romboidali che il ri­torno del sole aveva proiettato sul pavimento del pa­diglione.

Un attimo dopo cominciava la mia prima poesia. Che cosa la scatenò? Credo di saperlo. In assenza di vento, il semplice peso di una goccia di pioggia che brillava, godendosi il suo parassitico lusso, su una foglia cordata, ne aveva inclinata la punta, e quello che pareva un globulo di mercurio aveva eseguito un improvviso glissando lungo la nervatura centra­le, quindi, ormai spoglia del suo lucente fardello, la foglia, sollevata, si era di nuovo distesa. Foglia, incli­nata, spoglia, sollevata – l’istante che ci volle perché questo accadesse non mi parve tanto una frazione di tempo quanto una fessura nel medesimo, una pulsazione omessa, subito compensata da un pic­chiettio di rime: dico volutamente «picchiettio» perché, quando arrivò una raffica di vento, gli albe­ri si diedero allegramente a gocciolare tutti insieme, in un’imitazione del recente rovescio di pioggia, rozza quanto lo era la strofa che già mormoravo se paragonata al mio brivido di meraviglia nell’istante in cui cuore e foglia erano stati una cosa sola.

da Vladimir Nabokov, Parla, Ricordo. Adelphi

Svizzera

Città svizzere

meteo e terra

Meteo Nesso, Previsioni del Tempo Nesso Oggi, | Class Meteo

marrone · Nespolo germanico

Il COLORE MARRONE, racconto di Luciana

 

L’esuberanza e la passionalità del rosso-oro lentamente perdono intensità per abbandonarsi alla tonalità più morbida e rassicurante del colore marrone.

E’ questo il colore che mi induce all’introspezione, alla regressione.

Forse perché la terra nuda è di questa tinta, quella stessa terra che elargisce e raccoglie, dispensatrice di vita e depositaria di ciò che vita non è più. 


 

C’è ancora spazio per gettare i semi di spinacio ed interrare i bulbi di tulipano, mentre il resto dell’orto deve essere spogliato dagli avanzi delle piantagioni estive, affinchè il terreno possa ricevere il nutrimento appropriato per ributtare generosamente nel prossimo ciclo riproduttivo.

 

 

Il marrone aranciato tinge anche gli ultimi frutti della stagione, già preludio dell’intimo piacere di rompere il guscio di noci e nocciole al crepitio di un ciocco di legno che brucia e dello smuovere la paglia per verificare, al tatto, l’avvenuta maturazione di nespole e kiwi.

 

 

E’ tempo di tagliar legna per rinnovare il magico momento dispiare il  fuoco ardente dal portellone del forno, grembo accogliente per indorare la pasta della pizza o avvizzire la buccia delle mele renette.

 

 

I raggi obliqui del sole giocano con le ombre e le volute del fumo che sbuffano dal camino. C’è silenzio nell’aria. Tra breve le sedie della terrazza dovranno essere riposte in casa per il letargo invernale.

 

Le fotografie sono di Luciana

elezioni Comune di Como · Politica regionale e locale · urbanistica

Può un’associazione che ha tra i suoi obiettivi quello di “comunicare ai suoi abitanti (donne e uomini, adulti e bambini, giovani e anziani) gioia di abitare, piacere di appartenere a un luogo e a una comunità, possibilità reali di scegliere il proprio ritmo“ essere indifferente alla costruzione-redazione del PGT Piano di Governo del Territorio della sua città?Mario Lucini, il paziente presidente della Commissione Urbanistica, ora tra i candidati alle Primarie del centro-sinistra di Como, ne parlerà lunedì 24 ottobre, ore 18:00 all’Osteria del Gallo, via Vitani 16, Como


Può un’associazione che ha tra i suoi obiettivi quello di “comunicare  ai suoi abitanti (donne e uomini, adulti e bambini, giovani e anziani) gioia di abitare, piacere di appartenere a un luogo e a una comunità, possibilità reali di scegliere il proprio ritmo“ essere indifferente alla costruzione-redazione del PGT della sua città? No, non può e a dimostrazione  che non può,

La Città Possibile ha a suo presentato nei termini e nelle modalità previste,  tre proposte (Interventi a favore della mobilità ciclistica, istituzione del Parco della Valle del Cosia, valorizzazione del sistema dei lavatoi comaschi: v.http://www.cittapossibilecomo.org/pgt/pgt.htm). Data di presentazione: 28 settembre 2009 …

Da allora siamo stati in paziente attesa ben sapendo che un PGT non si forma dall’oggi al domani. A marzo 2011 abbiamo ascoltato con attenzione, durante l’incontro organizzato da Confedilizia  le promesse del Prof. Paolillo che dava per imminente il completamento del suo lavoro: “Entro due mesi il nostro lavoro sarà finito“. Maggio è passato, anche l’estate , siamo in autunno e cosa scopriamo?

Scopriamo, da un articolo de La Provincia di Como che il PGT é stato stampato, é un libro e se vogliamo lo possiamo acquistare! Mario Lucini, il paziente presidente della Commissione Urbanistica, ora tra i candidati alle Primarie del centro-sinistra di Como, ne  parlerà lunedì 24 ottobre, ore 18:00  all’Osteria del Gallo,  via Vitani 16, Como.

Possiamo mancare l’appuntamento? Direi di no!
Link: http://cittapossibile.blogspot.com/2011/10/como-con-mario-lucini-alla-ricerca-del.html
Pubblicato da Cesara Pavone a mercoledì, ottobre 19, 2011 

nota bene:  Il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.) è lo strumento attraverso il quale l’Amministrazione comunale pianifica lo sviluppo urbanistico

Architettura · Chiave di volta · Storia e Economia

IDEE GIOVANI Tesi di laurea e di dottorato, studi e ricerche sul territorio comasco, sabato 22 ottobre 2011, ore 14.30 Biblioteca comunale di Como, Piazzetta Venosto Lucati, CHIAVE DI VOLTA associazione culturale

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LUOGHI ARTE VITA

NEWSLETTER del 18 ottobre 2011

 

L’attività autunnale dell’Associazione ha previsto visite culturali di cui
ci sembra di poter dire che tutti i partecipanti siano stati contenti.
Per sabato 22, al pomeriggio, si propone un incontro in Biblioteca
in cui, di nuovo, le risorse dei luoghi che ci sono vicini vengono
presentate in modo inedito.
Si tratta di studi e ricerche elaborati nell’ambito universitario attinenti
a specificità del nostro territorio.
Studenti e ricercatori mettono in evidenza bellezze, interessi e novità
della inesauribile “miniera” naturalistica storica e culturale
rappresentata dal nostro territorio

 

Nell’ambito degli interventi di “Formazione/Educazione”

sabato 22 ottobre, ore 14.30
Biblioteca comunale di Como, Piazzetta Venosto Lucati
IDEE GIOVANI
Tesi di laurea e di dottorato, studi e ricerche sul territorio comasco

distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

A parte le cementificazioni selvagge nei paesi sul lago, Anna Giussani, il capo delegazione Fai di Como, vede proprio il lungolago di Como tra le situazioni peggiori

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Finiscono in disgrazia ancora una volta tutti gli altri: il sindaco Stefano Bruni e tutti i dirigenti, gli assessori e i progettisti che «profumatamente pagati», hanno distrutto il lungolago con la scusa di arginare le piene.
Perfino il capo delegazione del Fai Como, Anna Giussani, applaude e rimpiange l’erba sintetica con la quale il calciatore ha salvato almeno una parte del lungolago. «Ce ne vorrebbero di persone come lui – dice l’esperta di beni ambientali -. Si è speso in prima persona, mettendo anche tanti soldi e ha fatto quel che dovrebbero fare i politici. È inutile criticare sempre. Bisogna mettersi a fare qualcosa di concreto».
Secondo la Giussani sarebbe stato meglio anche lasciare il lungolago così com’era una volta piuttosto che lo scempio che ne è stato fatto.
«È una questione di rispetto ai turisti – spiega -. Le gru, per esempio, se io vado in Sardegna non mi aspetto di trovare le gru. Le fanno sparire d’estate e poi le ritirano fuori quando i turisti se ne vanno. A Como no».
In questo modo, secondo la Giussani, si leva tutto il fascino della città.
«Ci sono posti come Bellagio dove quando arrivi sembra subito vacanza. Anche a Varenna è così, ma basta raggiungere Cernobbio per respirare un’aria diversa da quella che c’è a Como».

A parte le cementificazioni selvagge nei paesi sul lago, il capo delegazione Fai di Como vede proprio il lungolago di Como tra le situazioni peggiori.

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da Paratie, sei anni di cantiere Vergogna, i turisti scappano – Cronaca – La Provincia di Como.