Il Cinema Astoria di Como ha una storia ricca e significativa, risalente a diversi decenni fa. Originariamente aperto nel periodo post-bellico, il cinema ha rappresentato un importante punto di riferimento culturale per la città.
Storia del Cinema Astoria
Fondazione e Sviluppo: Il Cinema Astoria fu inaugurato negli anni immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, precisamente tra il 1945 e il 1947.
Fu creato da un imprenditore locale che, da filo-americano, scelse il nome “Astoria” per il suo cinema, simbolo di un’epoca di rinascita e apertura verso nuove influenze culturali[2].
Evoluzione nel Tempo: Negli anni ’60, il cinema era molto frequentato e diventò un luogo di ritrovo per i giovani e le famiglie. Con il passare degli anni, tuttavia, il Cinema Astoria affrontò diverse sfide economiche e cambiamenti nel panorama cinematografico[3].
Chiusura : Il cinema ha subito una chiusura significativa nel 2009, segnando la fine di un’era per molti cinefili locali[4].
La Torre di San Vitale è una delle strutture più emblematiche delle mura medievali di Como, situata sul lato orientale della città. Costruita nel XIV secolo, la torre ha una pianta pentagonale e raggiunge un’altezza di circa 36 metri, con una base massiccia che presenta murature spesse oltre 3 metri alla base[1][5].
Storia e Architettura
Origine e Costruzione
La Torre di San Vitale fu eretta durante il periodo di ricostruzione della città sotto l’imperatore Federico Barbarossa, come parte delle difese contro la Lega Lombarda. Le mura furono completate nel 1192, e la torre rappresenta uno dei due bastioni pentagonali costruiti in quel periodo, insieme alla Torre Porta Nuova[3][4].
Caratteristiche Strutturali
Forma: Pentagona
Altezza: Circa 36 metri
Materiale: Pietre di Moltrasio, tipiche della regione, lavorate con cura per formare una tessitura ben definita[1][2].
Facciata: La facciata interna presenta diverse aperture ad arco, mentre l’esterno è caratterizzato da un aspetto più massiccio e meno articolato[5][6].
Importanza Culturale
La Torre di San Vitale non è solo un monumento storico, ma anche un simbolo della città di Como. Essa si trova vicino al Museo Archeologico e a un giardino che ospita reperti storici, rendendola un punto di riferimento culturale e turistico[3][4].
Recenti Interventi
Nel 2021, sono state effettuate indagini diagnostiche sulla torre a seguito del distacco di un frammento dalle murature. Questi interventi mirano a garantire la stabilità della struttura e la sicurezza dell’area circostante[1].
La Torre di San Vitale continua a essere un elemento chiave del patrimonio architettonico di Como, testimoniando la storia e l’evoluzione della città nel corso dei secoli.
La Torre di Porta Nuova, nota anche come Torre Gattoni, è una storica fortificazione situata all’estremità sud-occidentale delle mura medievali di Como. Costruita nel XIV secolo, rappresenta un importante esempio di architettura militare romanica e si distingue per la sua pianta pentagonale.
Storia e Architettura
La torre fu eretta come parte del sistema difensivo della città, in un periodo in cui Como stava rafforzando le sue difese contro le incursioni nemiche. Essa si colloca sul lato ovest delle mura medievali, che circondano il centro storico della città. La costruzione della Torre di Porta Nuova avvenne successivamente alla realizzazione di Porta Torre, completata nel 1192, che costituisce la porzione più antica delle mura[2][4].
La Torre di Porta Nuova è caratterizzata da un aspetto massiccio e robusto, con aperture limitate a finestre ad arco a tutto sesto. Essa segna l’inizio del lato meridionale delle mura, l’unico tratto che è rimasto integro fino ai giorni nostri[4][5]. La torre deve il suo nome al canonico Giulio Cesare Gattoni, che vi aveva un laboratorio di fisica.
Caratteristiche Architettoniche
Altezza: Circa 36 metri.
Forma: Pentagona, con una base solida.
Materiali: Costruita in pietra viva, la torre presenta un aspetto massiccio e difensivo.
Funzione: Originariamente utilizzata come punto di controllo e difesa della città.
Importanza Culturale
Oggi, la Torre di Porta Nuova è considerata un monumento significativo della storia di Como e rappresenta un’importante attrazione turistica. La sua conservazione è parte degli sforzi per mantenere intatto il patrimonio storico della città, insieme ad altre strutture medievali come Porta Torre e la Torre di San Vitale[3][4][5].
In sintesi, la Torre di Porta Nuova non solo ha avuto un ruolo cruciale nella difesa storica della città, ma continua a essere un simbolo dell’eredità architettonica e culturale di Como.
La Porta Torre, conosciuta anche come Torre di Porta Vittoria, è un’imponente struttura storica situata a Como, in Italia. Costruita nel 1192 su iniziativa del podestà Uberto de’Olevano, la torre fungeva da principale ingresso alla città, rivolta verso Milano. La sua altezza è di circa 34-40 metri, a seconda delle fonti, e rappresenta uno dei migliori esempi di architettura militare romanica in Italia[1][2][3][6].
Storia e Architettura
Origini: La Porta Torre è parte delle mura medievali che circondavano Como, costruite dopo la distruzione delle precedenti fortificazioni romane durante le guerre tra Como e Milano nel XII secolo. La ricostruzione delle mura avvenne sotto l’alleanza con Federico Barbarossa nel 1154, culminando nella costruzione della Porta Torre[2][3][4].
Struttura: La porta presenta un aspetto massiccio con una pianta quadrata. Il lato rivolto verso Piazza Vittoria è caratterizzato da due fornici, mentre il lato interno si apre con un fornice più ampio e quattro ordini di arcate. Questa configurazione architettonica non solo serviva a scopi difensivi ma permetteva anche una migliore visibilità e accessibilità per i cittadini[2][3][6].
Dettagli Costruttivi: La torre è rinforzata da un sistema di palafitte e presenta una serie di arcate che alleggeriscono la struttura. Gli archi superiori sono disposti in modo asimmetrico rispetto all’arco principale al piano terra, una scelta strategica per proteggere la città da eventuali assedi[3][4][5].
Significato Culturale
Oggi, la Porta Torre è un simbolo storico di Como e un’importante attrazione turistica. I visitatori possono salire sulla torre per godere di una vista panoramica sulla città e sul Lago di Como. La sua presenza continua a richiamare l’attenzione per la sua bellezza architettonica e il suo significato storico[1][6][7].
In sintesi, la Porta Torre non è solo un monumento storico ma anche un testimone della ricca storia di Como, rappresentando l’ingegnosità architettonica del periodo medievale e il suo ruolo cruciale nella difesa della città.
Corenno Plinio è un affascinante borgo medievale situato sulla sponda orientale del Lago di Como, precisamente nel comune di Dervio, in provincia di Lecco. Conosciuto anche come il “Borgo dei Mille Gradini”, si erge su un promontorio roccioso tra il lago e le montagne, ai piedi del Monte Legnoncino. La sua altitudine è di circa 213 metri sul livello del mare e conta attualmente circa 50 abitanti nel borgo, mentre l’intero comune di Dervio ha una popolazione di circa 2600 persone[1][3].
Storia e Origini
Il nome “Corenno” è documentato fin dal Medioevo e potrebbe derivare da una radice celtica. Il suffisso “Plinio” fu aggiunto nel 1863 in onore di Plinio il Giovane, un noto console romano originario di Como, che si crede avesse posseduto una villa nella zona[1][2]. La storia del borgo è ricca e complessa, risalendo a insediamenti già in epoca romana. Nel 1277, Corenno divenne feudo della famiglia Andreani, che costruì un castello difensivo nel XIV secolo[3][4].
Architettura e Attrazioni
Corenno Plinio è caratterizzato da stradine strette e ripide scalinate di pietra, che conducono a panorami spettacolari sul lago. Tra i monumenti principali si trova il Castello Medievale, un esempio significativo di fortificazione del Lario, e la Chiesa di San Tommaso di Canterbury, che ospita affreschi storici[1][5].
Punti d’interesse:
Il Molo Antico: Un luogo ideale per ammirare i tramonti sul lago.
Belvedere: Offre punti panoramici con “cilindretti forati” per osservare il paesaggio circostante.
Sentiero del Viandante: Un antico percorso che collega Milano al nord Europa, attraversa il borgo[1][4][5].
Eventi e Tradizioni
Corenno Plinio ospita vari eventi durante l’anno, tra cui:
Rievocazioni storiche in costume medievale.
Concerti estivi nella piazza medievale.
La Sagra del Misultin, dedicata alla specialità culinaria locale a base di pesce persico[1][2].
Accessibilità
Il borgo è facilmente raggiungibile in auto, barca o a piedi. È anche parte della rete turistica dei “Borghi più Belli d’Italia”, attirando visitatori desiderosi di esplorare la sua bellezza storica e naturale[1][4].
Corenno Plinio rappresenta quindi non solo un luogo ricco di storia e cultura ma anche una meta ideale per gli amanti della natura e della tranquillità, dove ogni angolo racconta storie di un passato affascinante.
Il Mercato Coperto di Como celebra quest’anno il suo 90° anniversario, un traguardo significativo per una struttura che ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità locale sin dalla sua inaugurazione nel 1934.
Storia e Importanza
Il Mercato Coperto è stato inaugurato in un periodo di grande sviluppo urbano e sociale per Como, diventando un luogo centrale per la vendita di prodotti freschi e locali. Negli anni, ha visto una continua evoluzione, adattandosi alle esigenze della popolazione e mantenendo viva la tradizione del commercio alimentare[1][3].
Recenti Sviluppi
Negli ultimi tempi, il mercato ha affrontato sfide significative, inclusi problemi di degrado e preoccupazioni espresse dalle associazioni locali come Confesercenti. Queste hanno sottolineato la necessità di interventi per preservare e valorizzare il mercato, considerato un “tesoro” della città[5][6]. Inoltre, ci sono stati recenti lavori di ristrutturazione approvati, con l’intento di completare i lavori entro agosto 2024, per garantire che il mercato continui a servire la comunità in modo efficace[4].
Celebrazioni
Per festeggiare questo importante anniversario, sono previsti eventi speciali che mirano a coinvolgere la comunità e a rinnovare l’interesse verso il mercato. Queste iniziative non solo celebrano la storia del Mercato Coperto, ma cercano anche di rafforzare i legami tra produttori e consumatori, promuovendo la cultura del cibo locale[8].
La Pinacoteca Civica di Como, situata nel Palazzo Volpi, ospita una ricca collezione di opere d’arte che coprono un ampio arco temporale, dal Medioevo al Novecento.
Questa pinacoteca è parte dei Musei Civici di Como e offre un’importante panoramica dell’arte lombarda, con particolare attenzione agli artisti attivi nella regione.
Collezioni e Opere Esposte
Sezione Medievale e Rinascimentale
Affreschi Gotici: Provenienti dal convento benedettino di Santa Margherita.
Ritratti di Uomini Illustri: Una collezione cinquecentesca di Paolo Giovio, che include ritratti significativi dell’epoca.
Opere Sacre: La Quadreria storica presenta opere come:
Caduta degli angeli ribelli di Pier Francesco Mazzucchelli.
Trionfo dell’arcangelo Michele di Carlo Francesco Nuvolone.
Dipinti di Cristoforo Caresana e Giovanni Paolo Ghianda[1][3][4].
Sezione Barocca e Settecentesca
Opere come:
Conforto del condannato e Samaritana al Pozzo di Agostino Santagostino.
Consacrazione del Cardinale Giuseppe Pozzobonelli di Giovanni Paolo Panini.
Vulcano di Pompeo Batoni e Ritratto di gentildonna di Alessandro Magnasco[1][2][3].
Collezione del Novecento
Questa sezione documenta l’arte del XX secolo a Como, con opere significative come:
Progetti dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia.
Lavori del “Gruppo Como”, che include artisti come Mario Radice e Manlio Rho, influenzati dal razionalismo e dal Bauhaus[2][5][6].
Importanza Culturale
La Pinacoteca non solo conserva opere d’arte, ma funge anche da centro di ricerca e valorizzazione della storia artistica della città. Le esposizioni sono organizzate in sale tematiche, rendendo la visita un’esperienza educativa e culturale[1][4][5].
In sintesi, la Pinacoteca Civica di Como è un luogo fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’arte nella regione, con una collezione che riflette la ricca storia culturale locale.
Palazzo Volpi, situato in Via Armando Diaz a Como, è un edificio storico che rappresenta una fusione di stili architettonici comaschi e romani. La sua storia risale al XVII secolo.
Costruzione e Proprietà Iniziale
La costruzione del palazzo fu commissionata da Volpiano Volpi (1559-1629), un arcivescovo di Chieti residente a Roma. I disegni furono affidati all’architetto Sergio Venturi, senese ma attivo a Roma[1][2]. Il palazzo fu eretto tra il 1622 e il 1633 sotto la supervisione di Pietro Paolo Raimondi, nipote di Volpiano Volpi[1]. L’edificio presenta una pianta ad “U”, incompleta nella parte settentrionale, con un cortile interno aperto sul giardino terrazzato[3].
Utilizzo Successivo
Dopo essere stato proprietà della famiglia Volpi fino alla metà del XVIII secolo, passò ai Canarisi. Nel 1839 fu venduto allo Stato italiano, che lo utilizzò come sede del tribunale giudiziario fino al 1968. Durante questo periodo, il giardino originale fu sacrificato per costruire le carceri[1][3].
Restauro e Trasformazione in Museo
Negli anni Settanta del XX secolo, Palazzo Volpi fu acquistato dal Comune di Como e sottoposto a restauro per eliminare le aggiunte ottocentesche. Fu trasformato in museo nel 1989 come sede delle raccolte d’arte civiche della città[1][4]. La pinacoteca ospita opere d’arte dal Medioevo al Novecento ed è divisa in quattro sezioni principali: Medioevo, Rinascimento, Quadreria storica e Novecento[5][7].
Caratteristiche Architettoniche
Il palazzo si distingue per la sua imponenza rispetto all’edilizia circostante. Presenta un corpo ad “U” con un cortile centrale dotato di loggiato alla romana. Il prospetto principale è caratterizzato da forme semplici ma eleganti grazie al portale bugnato dell’ingresso principale[2].
Oggi Palazzo Volpi rappresenta uno dei luoghi culturalmente più significativi della città di Como grazie alla Pinacoteca Civica che ospita opere artistiche provenienti da tutto il territorio comasco.
Controllare sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale del museo.[4]
Un’insolita scoperta dell’evoluzione urbanistica di Como nel corso di 2000 anni, lungo la bella passeggiata che va dai Giardini Pubblici fino ai Giardini di Villa Olmo.
Il nostro sguardo spazierà tra le eccellenze di Como, intese come emergenze architettoniche e come personaggi che hanno segnato la storia del luogo ma anche quella internazionale.
Tra tracce delle antiche maestranze artistiche del lago, torri e cupole, ville di delizia e motoscafi Riva, Paolo Giovio e Alessandro Volta, Antonio Sant’Elia e Giuseppe Terragni, la guida vi farà entrare in stretto contatto col genius loci, lo spirito del luogo.
Senza tralasciare il paesaggio, che trionfa ovunque.
09 Marzo 2024 ore 10:30
Como, Viale Guglielmo Marconi, 1 (incontro davanti al Tempio Voltiano)
GUIDA: Anna Raschillà, Prenotazione obbligatoria al 339 149 7231