La serata shakespeariana con gli attori del Licinium, fra cui Marco Ballerini –
di Giovanni Cristiani
Vai al Video – La Provincia di Como.
La serata shakespeariana con gli attori del Licinium, fra cui Marco Ballerini –
di Giovanni Cristiani
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spezzoni dal film “UNA VITA DIFFICILE” (1961) girati in alcuni paesi del Lago di Como tanti anni fa
| COMO TEATRO SOCIALE IL CINEMA IN CAMICIA ROSSA |
Teatro Sociale di Como
Sala Bianca
giovedì, 24 febbraio – ore 20.30
I Mille (1912)
Il piccolo garibaldino (1909)
Il cinema In camicia rossa (2007)
Cortometraggi restaurati a cura di Fondazione Cineteca Italiana, Milano e Cineteca Nazionale, Roma
Musiche di Francesca Badalini
Pianoforte Francesca Badalini, Clarinetto Lydia Colona
Violino Marcello Salvioni, Violoncello Matteo Salvioni
Il cinema si è spesso occupato, fin dalle origini, del Risorgimento ed in particolare di Garibaldi. Ilcinema in camicia rossa antologizza alcuni di questi momenti cinematografici di mitologia garibaldina, con un occhio rivolto alla vicenda dei Mille come straordinario spaccato di storia sociale e all¹eroe dei due mondi in quanto icona del Risorgimento. Vera chicca della serata sarà la proiezione accompagnata da musica di due rarità del periodo muto del cinema italiano. La grande avventura dell’impresa garibaldina è infatti narrata già nel 1912 da Alberto Degli Abbati ne I mille attraverso la storia d’amore della pastorella Rosalia per il ricco possidente Corrado che dopo molte avventure si riuniranno nella Palermo liberata da Garibaldi.
Ma già precedentemente nel 1909 ne Il Piccolo Garibaldino un¹altra vicenda aveva avuto come sfondo l’impresa dei Mille, quella raccontata attraverso gli occhi del piccolo Augusto che infiammato dallo stesso desiderio del padre di raggiungere Garibaldi fugge di nascosto morendo da eroe. Nell’evolversi della settima arte a dire il vero ben altri capolavori hanno avuto come sfondo le battaglie delle camicie rosse e durante la serata un montaggio apposito le raccoglierà tutte.
Da 1860, uno dei capolavori di Alessandro Blasetti dove l’impresa garibaldina è narrata in modo antiretorico ambientata come è in un contesto storico preciso e denso di rimandi, ai due capolavori di Luchino Visconti Il Gattopardo del1 963 tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa e Senso del 1954 dove l’infelice amore della contessa Livia Serpieri (una meravigliosa Alida Valli) per l’ufficiale austriaco Franz Mahler viene narrato sullo sfondo della sconfitta di Custoza.
E poi sequenze tratte da altri maestri e autori del cinema italiano come De Sica Rossellini, Vancini, Camerini e Magni.
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Nodo Snc |

Riparte l’ormai storico appuntamento con I lunedi del Cinema che quest’anno mette in cartellone alcune delle pellicole che si sono distinte al Sundace Film Festival piuttosto che al Festival di Cannes o alla Festa Internazionale del Film Roma.
Ogni pellicola sarà proiettata con un unico spettacolo alle ore 21.00.
Il primo appuntamento è per il 10 gennaio alle 21.00 con THE SOCIAL NETWORK di David Fincher.
Per il calendario completo clicca qui
– LA BELLEZZA DEL SOMARO di Sergio Castellitto
– WE WANT SEX di Nigel Cole
– IL MIO VICINO TOTORO di Hayao Miyazaki
– HEREAFTER di Clint Eastwood
Scarica QUI il PROGRAMMA DETTAGLIATO con le DATE e le TRAME dei film
da: Xanadu – HOME PAGE –.
Rinasce il Cinema Gloria
Alla fine del 2005, soffocato dall’apertura contemporanea di due multisala, chiudeva il cinema Gloria. Con esso chiudeva uno degli ultimi cinema storici della città e veniva a compimento il processo di erosione del significato di cinema inteso come un luogo del vissuto, trasformato in puro luogo di consumo. Avveniva per il cinema ciò che avviene in ogni aspetto del vivere umano nelle attuali società cosiddette avanzate.
Il Cinema Gloria oltre che avere una propria programmazione di qualità, ha ospitato per anni cineforum molto seguiti in città, è stato spesso luogo per iniziative pubbliche di associazioni e sindacati; insomma è stato un cinema storico nel vero senso della parola
La sua chiusura si inseriva così in un panorama cittadino che negli anni è andato sempre più impoverendosi di spazi e occasioni di incontro e di cultura. Como è oggi un non luogo fatto di periferia abbandonata a se stessa e un centro completamente piegato al commercio e alla finanza.
Oggi il cinema Gloria riapre e rinasce ad opera del neocostituito circolo ARCI Xanadù, un gruppo di “pazzi” convinti che si possa non subire il declino civile-culturale della città ma rilanciare con una esperienza che possa rappresentarne una controtendenza. La nostra convinzione è che ciò sia necessario ma anche vincente perché esiste in città e provincia una ampia area di persone e un vasto tessuto associativo in sintonia con questo pensiero e quindi in grado di sostenerne la progettualità.
Cinema e non solo, il Gloria sarà un vero e proprio spazio polifunzionale che pur conservando la originaria finalità di cinema, potrà ospitare anche teatro, musica dal vivo, reading e incontri. Un luogo di fruizione di eventi artistici, ma anche laboratorio di progetti ed esperienze artistico-culturali, spazio di incontro e socialità. ARCI e non solo dal momento che lo spazio sarà in parte disponibile anche per associazioni che volessero promuovere le proprie attività con iniziative pubbliche e di spettacolo.
Era giugno del 1998 quando la chiusura del centro di piazza Roma che ospitava diverse esperienze ARCI (Il BOX 2002, Centofiori, Rock Club 52) metteva fine ad un’esperienza di aggregazione più che ventennale, aprendo un vuoto enorme in città. Il Gloria rappresenta l’ultima possibilità per Como di disporre di un luogo aperto, non omologato, ed è per questo motivo che l’ARCI tutta si sente coinvolta e responsabilizzata alla riuscita del progetto. Quel giugno chiudemmo dando appuntamento nel terzo millennio, siamo stati di parola. Chiudemmo con un concerto tributo a Fabrizio De Andrè e per puro caso l’inaugurazione del Gloria avverrà con un concerto tributo a De Andrè. Sarà un caso e forse anche per questo è molto simbolico.
Gruppo fondatore:
Valter Merazzi, Sergio Seregni, Edo Colombo, Enzo D’Antuono, Giovanni Corino.
Presidente: Valter Merazzi
http://www.teatronuovorebbio.it
24.ma Rassegna Dialettale- Anno 2011
Sabato8 gennaioDAL PARADIIS SE VEET… E SE PRUVEET
Ore 21.00Compagnia Teatrale “I Poco Stabili” – Cantù
Sabato 15 gennaioEL TONI POMA L’ Ầ CAPÌROMA PER TOMA
Ore 21.00Filodrammatica Bellanese “Amici del Teatro” – Bellano
Sabato 22 gennaio
Ore 21.00ATTENTI A QUEI DUE “Il Commissario Montelimpino e il Giudice Didietro”
Domenica 23 gennaioCompagnia Teatrale Lariana – Como
Ore 15.00 e 20.30
Sabato 29 gennaioCHI FA DA SÉ, FA PER TRE
ore 21.00Compagnia “Le Quinte Abbondanti” – Rebbio
Sabato 5 febbraioEL BRILLANT DE MAOMETT
ore 21.00Compagnia Teatrale “I Sempreverdi” – Cernusco sul Naviglio
Sabato 12 febbraioMA L’ È PROPPI LA NOSTRA NEVODA?
ore 21.00Compagnia del Coriandolo – Arese
Sabato 19 febbraio
Ore 21.00VACAANZ FURZAA
Domenica 20 febbraioFilodrammatica “Teatro Nuovo” – Rebbio
Ore 15.00
Sabato 26 febbraioOGNI MATRIMONI EL G’HA EL SO DEMONI
Ore 21.00Compagnia Filodrammatica “I Guitti” – Lomagna
Sabato 5 marzoPREVOST PER TRII DÌ
ore 21.00Compagnia Filodrammatica Sanvittorese – San Vittore Olona
Sabato12 marzoI SCIÜSCIA GAINN
ore 21.00 Compagnia Teatrale “Il Ponte” – Merone
Sabato 19 marzo B&B, LETT E CULAZION COME A CẦ TUA
ore 21.00GTM – Gruppo Teatrale Mezzovico – Canton Ticino
Sabato 26 marzoUN TÈCC PER QUATAR VÈCC
ore 21.00Compagnia Teatrale “Città di Como ” – Como
Sabato2aprileEL BALOSS
ore 21.00Compagnia Teatrale Lezzenese – Lezzeno
Sabato9 aprileUN’ UGIADELA DAL PUGIOO
ore 21.00Compagnia Teatrale “La Nuova Civera” – Nesso
Sabato16 aprileUL CODICE DAL DAVINCI
ore 21.00Compagnia Teatrale Dialettale “Ginèstri tabacch e üga” – Genestrerio (Canton Ticino)
Ingresso: Euro 9,00
Prenotazioni: il giorno dello spettacolo dalle ore 14.30 alle ore 16.00 telefonando al nr. 031-590744, oppure presso il teatro nello stesso orario o nelle altre giornate di apertura.
E’ possibile prenotarsi via e-mail, entro le ore 12 del giorno precedente lo spettacolo, collegandosi con il sito del teatro.
Le prenotazioni saranno ritenute valide sino a 5 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.
Ulteriori notizie si possono avere entrando nel sitowww.teatronuovorebbio.it,. Visionando il calendario della rassegna e cliccando sul titolo della commedia, sarà possibile avere tutti i dettagli sulla commedia stessa.
Regia: Alfred Hitchcock
Fotografia: Giovanni Ventimiglia
Sceneggiatura: Elliott Stannard, basata sul romanzo di Oliver Sandys
Il mito omerico interpretato da lezzenesi, in dialetto laghée, domani sera ne El Baloss, grazie a Geniodonna, alle 21 al Nuovo Rebbio (Como, via Lissi, 9; infotel.: 031/2759236). L’opera è scritta e diretta da Basilio Luoni, professore, drammaturgo e traduttore.
Basilio Luoni, le sue opere teatrali sono tutte in dialetto “lezzenese”. Perché?
Per comodità recitativa, poiché gli attori sono tutti di Lezzeno. Inoltre, specialmente in passato, l’italiano non era molto frequente e il dialetto aveva una maggiore scioltezza. E poi il mio amore per l’Odissea nacque quando ero bambino, la imparai più o meno a memoria, e dall’avere avuto sottomano un mio ex allievo che si sentiva molto Odisseo, poiché lo aveva già interpretato a scuola da ragazzo: facendolo recitare, ho voluto fargli un regalo.
…. segue
l’intero articolo/intervista qui: Luoni al Nuovo di Rebbio con il suo Omero-Baloss – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como.
…..
la voce incominciava a diffondersi, non soltanto tra gli amici, del professore forastico e ispirato – i suoi silenzi sconcertavano, intimidivano – che riusciva a convincere gli allievi, giovani e meno giovani, a lavorare con lui, dalla confezione dei costumi alla costruzione degli scenari, in modo che due, tre volte l’anno, il sipario del teatrino si aprisse su uno spettacolo d’eccezione. Si trattava infatti del’Avare, del George Dandin, o delle Fourberies de Scapin, passati dal francese classico al vivacissimo dialetto, che i membri della singolare compagnia e l’intero paese intorno a loro continuavano a parlare, ricco di antiche coloriture e insieme di continue innovazioni, quasi a sfida di un Paese che in quegli stessi anni incominciava a cambiare ottusamente l’oro dell’italiano contro la cartamoneta di uno pseudo linguaggio televisivo. Una volta posati gli attrezzi con i quali avevano lavorato come artigiani all’allestimento dello spettacolo, con lo stesso impegno, e un estro in più, che soltanto i veri attori riescono a salvaguardare dall’usura della routine, della disciplina di scena, gli allievi di Basilio smettevano di essere Ceci, Maria, Tiziana, Oreste, Paolo, Ivan o Roberto, per diventare “el Pioeucc” la “conta de Pissasegiana” il povero “Giorgii Rampega” o qualsiasi altro personaggio che, a turno, con esemplare professionalità, accettavano di interpretare, maggiore o minore che fosse
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vai all’intero ricordo biografico qui: