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I contrari al progetto per il nuovo Stadio di Como. Articoli nel quotidiano La Provincia, febbraio 2025. “Inaccettabile”; “esposto alla Soprintendenza”; “bello e senz’anima”

Ci sono diverse opinioni contrarie al progetto del nuovo stadio di Como, principalmente legate a questioni estetiche e funzionali. Ecco alcune delle critiche principali:

  1. Criticismo sul design: Alcuni critici, come l’architetto Terragni, ritengono che il nuovo stadio sia troppo alto e che questo comprometta il rapporto visivo con l’acqua del lago di Como[6]. Questa preoccupazione sottolinea la sensibilità verso il contesto paesaggistico della città.
  2. Impatto urbanistico: C’è chi teme che lo stadio possa diventare un “muraglione” davanti al panorama del lago, alterando negativamente la vista e l’estetica dell’area[6].
  3. Posizione dello stadio: Nonostante la maggior parte dei progetti preveda di mantenere lo stadio nella sua posizione attuale per evitare problemi logistici e urbanistici più grandi[1][2], alcuni cittadini continuano a esprimere dubbi sulla sua collocazione in un’area centrale della città.
  4. Burocrazia e vincoli: Il processo decisionale è rallentato da vincoli paesaggistici e burocratici, generando frustrazione tra coloro che desiderano una soluzione rapida per riqualificare lo spazio attuale[1][8].
  5. Costi e finanziamenti: Un’altra preoccupazione è chi pagherà i costi del nuovo impianto sportivo, considerando le risorse necessarie per realizzare un progetto ambizioso come quello descritto[3].



[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/Cronaca/stadio-pronto-nuovo-progetto-il-como-resteremo-ogni-caso-o_2582268_11/
[3] https://www.ilgiorno.it/como/cronaca/nuovo-stadio-sinigalia-78e0644c
[4] https://www.quicomo.it/attualita/nuovo-stadio-sinigaglia-pareri-progetto-populus.html
[5] https://www.ciaocomo.it/2025/02/04/nuovo-sinigaglia-il-progetto-piace-alle-opposizioni-in-comune-a-como-le-note-di-pd-e-fratelli-ditalia/295432/
[6] https://www.espansionetv.it/2025/02/05/il-nuovo-stadio-del-como-1907-le-critiche-di-terragni-troppo-alto-si-perde-il-rapporto-con-lacqua/
[7] https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1154120823275155&id=100060317451493
[8] https://comozero.it/attualita/in-consiglio-comunale-si-parla-finalmente-del-nuovo-stadio-del-como-ma-da-sindaco-e-maggioranza-nemmeno-una-parola/

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Una MAPPA della città di COMO, 1888 (allegata a: Marazzi Lorenzo, a cura di, COMO e DINTORNI, Vita di quartiere narrata in “famiglia”, Edizioni della Famiglia Comasca, 1991)

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Marazzi Lorenzo (a cura di), COMO e DINTORNI, Vita di quartiere narrata in “famiglia”, Edizioni della Famiglia Comasca, 1991. Indice del libro

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L’edificio CARDINAL FERRARI, a Como

Il Centro socio-pastorale Cardinal Ferrari di Como ha una storia ricca e articolata, risalente a un complesso di edifici che ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli.

Originariamente, l’area ospitava il Seminario teologico diocesano, che mantenne la proprietà anche dopo il suo trasferimento sulla collina di Muggiò.

Nel 1987, grazie all’intuizione dell’allora vescovo Teresio Ferraroni, il centro è stato concepito come una “casa comune” per il laicato cattolico, accogliendo diverse associazioni e movimenti ecclesiali[1].

Evoluzione Strutturale

L’edificio è stato ampliato negli anni ’60 con la costruzione di due grandi corpi di fabbrica e una chiesa. Il chiostro storico, che rappresenta la parte più antica della struttura, risale all’ottocento ed è stato oggetto di interventi di restauro e manutenzione nel corso degli anni. Nel 2005, è stato effettuato un intervento significativo per la manutenzione conservativa, mentre nel 2012 la Fondazione Cardinal Ferrari ha acquisito formalmente la proprietà degli immobili circostanti[1][3].

Fondazione e Riconversione

Nel 1999 è stata costituita la Fondazione di culto Centro Pastorale Cardinal Ferrari, un ente ecclesiastico con personalità giuridica autonoma. Recentemente, nel 2022, la Fondazione ha stipulato un accordo con la multinazionale Korian per la vendita di alcune aree dismesse, mantenendo però la proprietà del chiostro storico e degli edifici adiacenti[1][4].

Importanza Culturale e Sociale

Il Centro Cardinal Ferrari non solo rappresenta un luogo di incontro per le attività religiose e sociali della diocesi, ma è anche un esempio significativo di architettura neoclassica in Lombardia. La struttura continua a svolgere un ruolo importante nella comunità comasca, ospitando eventi e servizi dedicati ai bisogni della popolazione locale[5][6].


[1] https://www.diocesidicomo.it/informazioni-circa-il-centro-socio-pastorale-cardinal-ferrari/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Como
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Seminario_maggiore_di_Como
[4] https://cardinalferrari.diocesidicomo.it/chi-siamo/
[5] https://www.ciaocomo.it/2024/09/10/con-il-fai-alla-scoperta-di-un-gioiello-incastonato-a-ridosso-delle-mura-di-como/286145/
[6] https://comozero.it/attualita/rivoluzione-in-citta-addio-a-meta-cardinal-ferrari-residenza-per-anziani-con-parcheggio-pubblico-incognita-emergenza-freddo/
[7] https://www.operacardinalferrari.it/chi-siamo/storia-e-mission/
[8] https://www.cardinalferrari.it/Resource/POF2009-2010.pdf

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Palazzo di Via Volta 70, Como: Cocquio, Benzi, Caimi (fra Sei e Settecento; Carlo Carloni (1738), De Herra (metà Ottocento); poi Collegio-Convitto “A. Volta”

Il Palazzo di Via Volta 70 a Como ha una storia architettonica e culturale ricca e complessa. Originariamente, l’area era caratterizzata da edifici di epoca tardorinascimentale e neoclassica, con costruzioni che risalgono al periodo fra il Sei e il Settecento. Tra i progettisti notabili di questo periodo ci sono Cocquio, Benzi e Caimi, che hanno contribuito alla trasformazione della zona.

Storia del Palazzo

Nel 1738, Carlo Carloni realizzò un intervento significativo, mentre nel metà dell’Ottocento, De Herra apportò ulteriori modifiche. Questo palazzo ha avuto diverse funzioni nel corso degli anni, culminando nella sua attuale destinazione come sede del Collegio-Convitto “A. Volta”.

Architettura

L’edificio si distingue per le sue caratteristiche architettoniche che riflettono le tendenze stilistiche dell’epoca. La facciata presenta elementi decorativi tipici del neoclassicismo, mentre gli interni sono stati ristrutturati per adattarsi alle esigenze moderne senza perdere il fascino storico.

Importanza Culturale

La presenza del Collegio-Convitto “A. Volta” sottolinea l’importanza educativa della struttura, contribuendo alla formazione di nuove generazioni in un contesto storico significativo. Questo legame con la figura di Alessandro Volta, nato a Como, rende il palazzo un punto di riferimento non solo architettonico ma anche culturale.

In sintesi, il Palazzo di Via Volta 70 rappresenta un esempio significativo della storia architettonica di Como, riflettendo le evoluzioni stilistiche e le trasformazioni sociali che hanno caratterizzato la città nel corso dei secoli.

scheda informativa alla pagina 110 del libro:

https://coatesa.com/1994/01/15/cani-fabio-monizza-gerardo-a-cura-di-como-e-la-sua-storia-la-citta-murata-nodolibri-1994-pagg-394-indice-del-libro/

[2] https://www.camminacitta.it/como-percorso-6-punti-di-interesse/
[3] https://coatesa.com/2025/01/07/edifici-tardorinascimentali-e-neoclassici-a-como-il-palazzo-volta/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[5] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/events/2016/allegati/FAI-Marathon-2016-COMO-BENI-APERTI.pdf
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00053/
[7] https://lagodicomo.jimdofree.com/como/storia/
[8] https://consent.google.it/m?cm=2&continue=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps&hl=nl&m=0&pc=m&src=1&uxe=eomtm

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Palazzo realizzato nel 1870 da Eugenio Linati per i Giorgetti, Como, Via Volta 68

Eugenio Linati è stato un architetto attivo a Como, noto per la progettazione di edifici significativi nel XIX secolo. Tra le sue opere, spicca il palazzo realizzato nel 1870 per la famiglia Giorgetti, situato in Via Volta 68 a Como. Questo palazzo è un esempio del suo stile architettonico, che spesso combinava elementi neoclassici con influenze locali.

Caratteristiche del Palazzo

  • Data di costruzione: 1870
  • Committente: Famiglia Giorgetti
  • Posizione: Via Volta 68, Como

Linati è noto anche per il suo coinvolgimento nell’Esposizione Voltiana del 1899, dove progettò i padiglioni espositivi, contribuendo così allo sviluppo urbano di Como[2][4]. La sua carriera è caratterizzata da un forte impegno nella valorizzazione del patrimonio architettonico locale e nella realizzazione di edifici che riflettono l’identità culturale della città.

Importanza Storica

Il palazzo dei Giorgetti non è solo un esempio dell’abilità di Linati come architetto, ma rappresenta anche un periodo di crescita e sviluppo per Como, che stava vivendo una trasformazione significativa durante la seconda metà del XIX secolo. La costruzione di edifici residenziali eleganti come questo ha contribuito a definire l’immagine della città e a promuovere il suo status come centro culturale e commerciale[1][2].

In sintesi, il palazzo progettato da Eugenio Linati per i Giorgetti è un’importante testimonianza della storia architettonica di Como e della sua evoluzione nel XIX secolo.

scheda informativa alla pagina 110 del libro

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Palazzo Raimondi, realizzato da Simone Cantoni, 1791-1794, Via Volta 77, Como

scheda informativa alla pagina 105 del libro:

Palazzo Raimondi

Il Palazzo Raimondi, situato in Via Volta 77 a Como, è un importante esempio di architettura neoclassica progettato da Simone Cantoni tra il 1791 e il 1794. Questo edificio rappresenta una delle opere significative del periodo, contribuendo al patrimonio architettonico della città.

Storia e Architettura

  • Progetto e Costruzione: Il palazzo fu rielaborato da Simone Cantoni, un architetto ticinese noto per il suo stile distintivo che combina elementi classici con innovazioni locali. La costruzione avvenne in un periodo di grande fermento per Como, che stava vivendo una fase di sviluppo urbano e culturale.
  • Caratteristiche Architettoniche: Il Palazzo Raimondi si distingue per la sua facciata elegante, caratterizzata da proporzioni armoniose e dettagli classici. Le decorazioni interne sono particolarmente degne di nota, con affreschi che riflettono l’arte del tempo e il gusto neoclassico.
  • Funzione Storica: Oltre alla sua funzione residenziale, il palazzo ha avuto un ruolo significativo nella storia locale. È noto che durante il periodo risorgimentale, Giuseppe Garibaldi soggiornò qui, rendendo l’edificio parte della memoria storica della lotta per l’unità d’Italia[3][7].

Importanza Culturale

Il Palazzo Raimondi non è solo un esempio di architettura neoclassica, ma anche un simbolo della storia sociale e politica di Como. La sua costruzione rappresenta l’influenza delle famiglie nobiliari locali e il loro contributo alla cultura della città. Oggi, il palazzo continua a essere un punto di riferimento per residenti e turisti, testimoniando la ricca eredità storica di Como[3][4].

Citations:
[1] https://lagodicomo.jimdofree.com/como/storia/
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00053/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[4] https://www.storiapatriagenova.it/Docs/Biblioteca_Digitale/SB/396b22c37e8bbc6c44c30828fc127900/e3670a54d7d7694a8a8e4c6bcae96cfa.pdf
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/soggetti-produttori/famiglia/MIDD0002C3/
[6] https://archiviodistatotorino.beniculturali.it/pdf/ArchiviFamiglie_Strumenti_II_1_CXXXIII.pdf
[7] https://www.pontelandolfonews.com/storia/risorgimento-2/fautori/garibaldi-2/garibaldi-la-marchesa-raimondi-un-amore-tragico/
[8] https://www.officinalibraria.net/download/1738/08c487ee2aa2/240913-icn500-openaccess.pdf

Centro Storico di Como · CINEMA e TEATRO · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Via Diaz · Vie e Piazze

Storia del TEATRO CRESSONI (1870-1910), poi CINEMA ODEON (1912-1965) e CINEMA CENTRALE (chiuso nel 1997), in via Diaz, Como

Teatro Cressoni

Il Teatro Cressoni è stato inaugurato il 30 dicembre 1870, diventando subito un punto di riferimento per la vita culturale di Como. Situato in via Diaz, il teatro si distinse per la sua offerta eclettica, che spaziava dal cabaret all’opera lirica. La sua programmazione includeva anche eventi di avanspettacolo e proiezioni cinematografiche, come la prima del Reale Cinematografo Lumière nel 1897[1][2]. Durante i suoi oltre quarant’anni di attività, il Cressoni ha ospitato numerosi spettacoli, contribuendo a formare una comunità affezionata[1].

Nel 1913, il teatro fu riaperto come cinema, mantenendo il nome di Cressoni fino al 1932, quando venne ribattezzato Odeon[2]. La trasformazione in cinema segnò l’inizio di una nuova era per l’edificio, ma anche un lento declino che culminò con la chiusura definitiva nel 2004[1][4].

Cinema Odeon

L’Odeon continuò a operare come cinema fino alla fine degli anni ’90, quando la sua attività cessò nel 1997. Durante questo periodo, il cinema ha visto una varietà di film proiettati, ma non è riuscito a mantenere lo stesso prestigio culturale del suo predecessore[2][4].

Cinema Centrale

Dopo la chiusura dell’Odeon, l’edificio ha assunto il nome di Cinema Centrale, continuando a funzionare fino alla sua definitiva chiusura.

La struttura ha subito varie trasformazioni nel corso degli anni, ma ha sempre cercato di rimanere un punto di riferimento per gli amanti del cinema nella città[1][4][5].

In sintesi, il Teatro Cressoni e i successivi cinema Odeon e Centrale rappresentano una parte importante della storia culturale di Como, riflettendo i cambiamenti nelle forme d’arte e nell’intrattenimento nel corso degli anni.

scheda alle pagine 127 e 128 del libro: Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), Como e la sua storia: la città murata, NodoLibri, 1994:


[1] https://mariotaccone.wordpress.com/2016/10/25/il-teatri-dimenticati-di-como-il-cressoni-e-il-politeama/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Cressoni
[3] https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f5/Teatrocressoni.jpg?sa=X&ved=2ahUKEwj6-JDvkqaLAxXNlJUCHT_9NlkQ_B16BAgHEAI
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/118375_urbanistica_svolta_in_centro_alloggi_e_negozi_allex_centrale/
[5] https://www.quicomo.it/zone/centro-storico/teatro-cressoni-grande-buco-nel-cielo-como.html
[6] https://www.ciaocomo.it/2021/05/12/como-allepoca-delle-monete-doro-presentato-il-documentario-di-paolo-lipari/214048/
[7] https://oldcomo.altervista.org/teatro-cressoni/
[8] https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/cultura-e-spettacoli/annibale-cressoni-vero-tesoro-comasco-merita-statua-o_1363605_11/

Architettura · urbanistica

Le città senz’anima, anche Como rischia, articolo di Angelo Monti, in l’Ordine/la Provincia , 2 febbraio 2025

cerca in:

https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/ricerca/autore/Angelo_Monti/

ex ospedale psichiatrico San Martino · Politica locale - Como · Tajana Tino

ex Ospedale psichiatrico San Martino, si riparla del parco, intervento di Clemente Tajana, articolo in la Provincia 2 febbraio 2025

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como?

Storia dell’Albergo Firenze, in Piazza Volta , a Como

L’Albergo Firenze, situato in Piazza Alessandro Volta a Como, è ospitato in un edificio storico neoclassico che è stato sapientemente ristrutturato per offrire comfort moderni pur mantenendo il suo fascino originale.

La struttura si trova nel cuore del centro storico della città, in una zona a traffico limitato che garantisce tranquillità e relax ai suoi ospiti.

Storia e Caratteristiche

L’edificio che ospita l’Albergo Firenze è una dimora storica, trasformata in hotel . La ristrutturazione ha preservato l’architettura neoclassica, combinandola con interni moderni e funzionali.

Posizione Strategica

La sua collocazione centrale rende l’Albergo Firenze un punto di partenza ideale per esplorare Como. È situato a pochi minuti dalla stazione ferroviaria di Como San Giovanni e dal porto turistico, facilitando l’accesso alle attrazioni locali e alle destinazioni sul Lago di Como come Bellagio e Tremezzo[3][4].

scheda informativa alle pagine 74-75 del libro:



[2] https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g187835-d286520-Reviews-Albergo_Firenze-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[3] https://www.comolake.com/it/comolake-en/hotels/357-1-como/335-hotel-firenze-como
[4] https://www.imperatoretravel.com/it/lago-di-como-e-dintorni/como/albergo-firenze/
[5] https://www.hotelfirenzecomo.com/it/
[6] https://www.hotelfirenzecomo.com/it/surroundings.php
[7] https://www.agoda.com/it-it/albergo-firenze/hotel/como-it.html
[8] https://www.tripadvisor.it/LocationPhotoDirectLink-g187835-d286520-i36270546-Albergo_Firenze-Como_Lake_Como_Lombardy.html

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · COMO città · Conosco Como? · Via Garibaldi, Via Gallio

Camminare in Via Gallio, Via Garibaldi, Piazza Volta, a Como

  • Palazzo della Posta, in Via Gallio
  • Collegio Gallio
  • Teatro Politeama
  • Chiosco Ka.Os Bar
  • edificio all’angolo di Via Garibaldi e Viale Varese
  • Casa Meda, in via Garibaldi/angolo Via Grassi
  • Casa Onnis, in Via Garibaldi/angolo Via Grassi
  • Palazzo con pareti affrescate, in Via Garibaldi/angolo Via Carcano
  • Albergo Posta, in Via Garibaldi

Palazzo Olginati Rovelli, in Piazza Volta

  • Albergo Firenze, in Piazza Volta