distruzioni urbane

Villa Geno soffoca – Cronaca – La Provincia di Como

 «Sarebbe bello che il tratto dalla funicolare alla fine di viale Geno tornasse ad essere un parco – auspica Angelo Vavassori, agronomo e componente della commissione Paesaggio del Comune di Como -. Una volta c’era un filare di ippocastani molto belli, tolti e sostituiti con delle querce palustri, che dovrebbero diventare alte 30 metri e invece da 6-7 anni non crescono di una spanna perché le radici sono soffocate dal cemento». Subito dopo la stazione del trenino a fune, si passa sotto due archi dove rimane un’insegna sbiadita del «Parco comunale Regina Margherita», istituito nel 1911, quando l’amministrazione acquistò l’intera area dai marchesi Cornaggia. «Dopo la guerra cambiarono i nomi, compreso quello della piazza Umberto I, ora dedicata a Giacomo Matteotti. E si è perso anche il decoro», afferma Gaetano Picchierri, delegato provinciale delle Guardie d’onore alla reali tombe del Pantheon. Del parco rimangono solo degli sprazzi sul lato lambito dal lago: i giardinetti intitolati a Sergio Ramelli e quelli dietro Villa Geno, al centro di polemiche in Consiglio comunale poiché spesso chiusi e dove a breve partirà un cantiere per rimettere a nuovo la fontana. Sul lato destro della strada, invece, si percorre quella che potrebbe essere una bellissima pista ciclo pedonale ombreggiata dagli alberi. Peccato che questi ultimi siano rachitici o morti. 

da: Villa Geno soffoca Una sorte misera – Cronaca – La Provincia di Como.

elezioni Comune di Como · Politica regionale e locale

lista civica per le elezioni provinciali 2012 a Como, WWW.CIVICACO.IT

Partecipazione, sovranità popolare, democrazia diretta, autonomia locale, legalità, responsabilità, sostenibilità, fraternità, solidarietà, sobrietà, economia locale, autosufficienza, filiere corte, diritti e doveri umani, diritti della Terra, sono i concetti chiave del nostro progetto politico e gli strumenti fondamentali per riconciliare l’Umanità con la Terra e per realizzare un’effettiva garanzia di condizioni di vita davvero libere, giuste e dignitose, per tutti ed ovunque

da: http://www.civicaco.it/

elezioni Comune di Como · Politica regionale e locale

Incontro pubblico con Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia e fondatore del movimento Verso Nord, 30 MARZO 2011 alle ORE 21 a VILLA GALLIA, via Borgovico COMO

30 MARZO 2011 alle ORE 21 a VILLA GALLIA, via Borgovico COMO.
Incontro pubblico con Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia e fondatore del movimento Verso Nord

Massimo Cacciari per

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ARTE · Chiese in Como città

S. ABBONDIO, VITA DEVOZIONE ARTE

S. ABBONDIO, VITA DEVOZIONE ARTE
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Da lunedì 28 marzosabato 9 aprile si terranno tre incontri e una visita guidata alla scoperta del santo patrono di Como e della sua iconografia organizzati dal Centro studi Nicolò Rusca con l’associazione Mondo Turistico.

Lunedì 28 marzo

Andrea Straffi: S. Abbondio Vescovo

Giovedì 31 marzo
Alberto Rovi: Lo stendardo di S.Abbondio per il Duomo di Como.

Lunedì 4 aprile
Andrea Straffi: S. Abbondio nelle opere d’arte comasche.

Sabato 9 aprile (ore 14.30) 
Marta Miuzzo: visita guidata alla chiesa di S. Abbondio a Mezzegra


Gli incontri saranno salvo diversa indicazione alle 16:30 presso l’UPCTS (via Ballarini 72). Ingresso 5€.

Info: 339.4163108 – mondoturistico@virgilio.it

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Politica locale - Como · Politica regionale e locale

Consiglio comunale di Como: l’assessore della Lega Nord Diego Peverelli getta in faccia a Vittorio Mottola la bandiera italiana tricolore – Cronaca – La Provincia di Como

Non si parla d’altro a Palazzo Cernezzi nel day after la bagarre sul Tricolore che ha visto lunedì sera in aula il consigliere del Pd Vittorio Mottola donarlo all’assessore della Lega Diego Peverelli che, per tutta risposta, l’ha lanciato in faccia al consigliere del Pd.

Peverelli invece non se ne va ma reagisce con rabbia, si alza in piedi e grida all’indirizzo di Mottola, che nel frattempo raggiunge il banco della giunta per consegnargli il Tricolore: «Io rispetto il suo pensiero e ho ascoltato in silenzio le sue parole, anche se non le condivido – urla Peverelli – Per cortesia, non mi provochi, altrimenti gliela ributto in faccia». Ma Mottola lascia il Tricolore davanti all’assessore e Peverelli lancia effettivamente la bandiera addosso al consigliere del Pd. Il quale, a sua volta, la rispedisce sul volto dell’esponente leghista. Una scena mai vista in consiglio comunale. Alla fine Peverelli se ne va e la bandiera resta nelle mani del presidente del consiglio Mario Pastore

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COMO città · distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

Addio vista città Dal lago un muro fortino – Cronaca – La Provincia di Como

Dalla passeggiata il lago si vede ben poco tra palizzate e reti. Unico squarcio è piazza Cavour che ancora consente la vista del primo bacino. Ma dal lago? Il tratto del secondo lotto (da Sant’Agostino alla biglietteria della navigazione) visto dalla barca è un groviglio di tubi, assi di legno, palancole (in pratica punte di metallo conficcate sul fondo del lago per consentire di delimitare l’area da prosciugare) e a parte una ruspa immobile, il cantiere è chiaramente fermo e resterà così ancora per molto. A Sant’Agostino, dove c’era la scalinata a lago, oggi c’è praticamente una piazza di cemento. Si vedono i 14 tigli che rischiano di essere abbattuti (nonostante la richiesta contraria approvata dal consiglio comunale) e, esattamente di fronte alla darsena, si vede l’accesso al tunnel sotto la strada. È completamente chiuso dalle palancole, ma basta alzare lo sguardo e si vede virtualmente il percorso che porta dalla parte opposta del lungolago. La chiusura è uno dei motivi della moria di pesci nella darsena: rimasti senza ossigeno sono morti per asfissia. Adesso ci sono dei getti d’acqua fresca che consentono il ricambio continuo. Non si vede nulla: né le macchine né la città. Solo la palizzata di legno.

Addio vista città Dal lago un muro fortino – Cronaca – La Provincia di Como.

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Addio vista città Dal lago un muro fortino – Cronaca – La Provincia di Como

Dalla passeggiata il lago si vede ben poco tra palizzate e reti. Unico squarcio è piazza Cavour che ancora consente la vista del primo bacino. Ma dal lago? Il tratto del secondo lotto (da Sant’Agostino alla biglietteria della navigazione) visto dalla barca è un groviglio di tubi, assi di legno, palancole (in pratica punte di metallo conficcate sul fondo del lago per consentire di delimitare l’area da prosciugare) e a parte una ruspa immobile, il cantiere è chiaramente fermo e resterà così ancora per molto. A Sant’Agostino, dove c’era la scalinata a lago, oggi c’è praticamente una piazza di cemento. Si vedono i 14 tigli che rischiano di essere abbattuti (nonostante la richiesta contraria approvata dal consiglio comunale) e, esattamente di fronte alla darsena, si vede l’accesso al tunnel sotto la strada. È completamente chiuso dalle palancole, ma basta alzare lo sguardo e si vede virtualmente il percorso che porta dalla parte opposta del lungolago. La chiusura è uno dei motivi della moria di pesci nella darsena: rimasti senza ossigeno sono morti per asfissia. Adesso ci sono dei getti d’acqua fresca che consentono il ricambio continuo. Non si vede nulla: né le macchine né la città. Solo la palizzata di legno.

Addio vista città Dal lago un muro fortino – Cronaca – La Provincia di Como.

distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

una diga rivolta verso valle. E per che cosa? Per proteggere pochi metri da ipotetiche esondazioni mai sufficientemente studiate. Non si è badato alla visuale, si è stravolto un progetto quando sarebbe bastato tirare una corda per simulare l’effetto delle barriere e del famoso muro. Senza dimenticare i problemi geologici: infiggere le palancole all’altezza del “Terminus” significa far alzare la falda fino a tre metri». – Cronaca – La Provincia di Como

Un lago ferito non solo dal cemento, ma anche da scelte sbagliate in altri campi. Basta pensare al problema degli scarichi abusivi, alla scarso rispetto per il paesaggio, al disastro del cantiere per le paratie. È una storia costellata da errori quella ricostruita ieri, in un affollatissimo salone di Villa del Grumello, durante la tavola rotonda dedicata al rapporto tra la città e il lago, proposta dall’associazione culturale Chiave di Volta. Un rapporto in crisi, eppure imprescindibile, come hanno testimoniato i numerosi relatori, che hanno raccontato le loro esperienze di vita sul lago. Si è partiti dal punto di vista di un architetto, Alessandro Verga, che ha citato diversi esempi: «Sopra e di fianco a Villa Geno vedo edifici moderni non sempre di qualità. Mentre il chiosco di fronte alla stazione Como Lago, nato come abuso e poi condonato, ha stravolto un’intera zona e ha un impatto fortissimo, pur essendo un intervento di dimensioni limitate». Darko Pandakovic, docente di Architettura del paesaggio e ideatore dell’evento, ha subito colto la palla al balzo: «È mancata una pianificazione negli ultimi decenni e il caso del chiosco è emblematico. Da sempre, uscendo dalla stazione, si vedeva il lago. Ora si vedono i vetri fumè del bar…». C’è stato spazio anche per parlare di paratie: «Siamo gli unici al mondo – ha ricordato Pierangelo Sfardini, che sul tema ha presentato tempo fa un esposto in procura con lo stesso Pandakovic – ad aver previsto una diga rivolta verso valle. E per che cosa? Per proteggere pochi metri da ipotetiche esondazioni mai sufficientemente studiate. Non si è badato alla visuale, si è stravolto un progetto quando sarebbe bastato tirare una corda per simulare l’effetto delle barriere e del famoso muro. Senza dimenticare i problemi geologici: infiggere le palancole all’altezza del “Terminus” significa far alzare la falda fino a tre metri».

Dal chiosco abusivo alle paratie Gli errori che hanno ferito Como – Cronaca – La Provincia di Como.

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Clemente Tajana – Le bellezze architettoniche di Como

distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

Lungolago di Como a pezzi: chiarezza sulle crepe e la tenuta delle solette – Cronaca – La Provincia di Como

«Non è il luogo, né il momento, né il posto», ha aggiunto Bruni, troncando sul nascere il discorso e lasciando a bocca asciutta i cronisti che gli chiedevano delle ultime (brutte) notizie sul lungolago che cede, sui tiranti e le solette a pezzi davanti alla darsena, sulla determina di 25 mila euro per studiare una soluzione che eviti chiusura del tratto tra piazza Matteotti e piazza Cavour (e conseguente interruzione del girone). Punto e a capo. Fine delle trasmissioni. E dire che fino a poco tempo fa il primo cittadino aveva escluso problemi seri, arrivando a dare degli «irresponsabili» a chi – come Darko Pandakovic e Pierluigi Sfardini, autori di un esposto in procura – aveva chiesto la sospensione dei lavori in attesa di far chiarezza sulle crepe e la tenuta delle solette.

da: Lungolago di Como a pezzi: Bruni: “Si deve intervenire” – Cronaca – La Provincia di Como.

COMO città · distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

Il lungolago di Como cede – Cronaca – La Provincia di Como

Ennesima tegola sul cantiere delle paratie. Si tratta del lungolago, nel tratto tra Sant’Agostino e la darsena che sta letteralmente cedendo. Già nei mesi scorsi erano state fatte alcune segnalazioni, ma dal Comune avevano sempre respinto le accuse dicendo di non aver riscontrato alcun problema legato al cantiere delle paratie. Adesso, però, si scopre che i problemi ci sono. E gravi. È lo stesso dirigente del settore Reti di Palazzo Cernezzi Antonio Viola (che è pure direttore lavori delle paratie) ad averlo messo nero su bianco affidando un incarico esterno da 25mila euro per cercare una soluzione. «Nel corso dell’avanzamento del cantiere delle “paratie” – scrive Viola – è emerso che le solette di copertura, del manufatto di collegamento tra il lago di Como e la darsena, esistente nei pressi di Piazza Sant’Agostino, presentano delle rotture dei tiranti in acciaio, a causa, presumibilmente, del degrado subito dalle medesime strutture metalliche per il decorso del tempo, stante il riscontrato diffuso strato di ossidazione sulle stesse». In pratica la strada cede poiché i tiranti che sostengono la soletta sono spezzati. E senza interventi rapidi ( e non si sa quanto costosi) l’asfalto continuerà a sprofondare

da: Il lungolago di Como cede Girone a rischio chiusura – Cronaca – La Provincia di Como.

COMO città · CULTURA e CULTURA LOCALE · Mostre · Storia e Economia

MOSTRA DI MERLETTI AL MUSEO DELLA SETA

ilMuseo didattico della Setaospiterà una nuova edizione della mostra dedicata al merletto a fuselli dal titolo “I 150 anni  dell’Unità d’Italia 1861-2011” Storia e memoria in terra lariana e lombarda.

Per l’edizione 2011 il tema della mostra di merletto ruota attorno al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia; l’evento si fregia del logo delle celebrazioni ufficiali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I gruppi, le scuole e le associazioni attivi oggi in Lombardia sono stati invitati a presentare dei preziosi manufatti ispirati al tema proposto.

Martedì-venerdì 9-12 e 15-18; domenica 11-18
Info: 031.303180 –press@museosetacomo.com

Dal16 marzoal29

MOSTRA DI MERLETTI AL MUSEO DELLA SETA

 

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