AUTORI · COMO città · Tajana Tino

Clemente Tajana, Riflessioni sul piano regolatore approvato dieci anni fa, in COMO cultura-commercio-industria n. 2 1986

taj653 taj654 taj655 taj656 taj657

ex ospedale psichiatrico San Martino · Franco G. · Paolo Ferrario · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

FERRARIO PAOLO, GEROSA FRANCO, VALLI DARIO, L’Ospedale psichiatrico di Como: restauro di una forma o ripistino di una funzione?, in La Nuova Città, Quaderni della Fondazione Giovanni Michelucci, dicembre 1985, pp. 83-93

vai al blog mappeser.com:

ex ospedale psichiatrico San Martino · Paolo Ferrario · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

FERRARIO PAOLO, L’organizzazione della psichiatria a Como, in La Nuova Città – Quaderni della Fondazione Giovanni Michelucci, dicembre 1985, pp. 89-93

FERRARIO PAOLO, L’organizzazione della psichiatria a Como, in La Nuova Città – Quaderni della Fondazione Giovanni Michelucci, dicembre 1985, pp. 89-93 – MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità
Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · COMO città · Conosco Como? · STORIA LOCALE E SOCIETA' · urbanistica

CANIGGIA Gianfranco, Lettura di una città: COMO, Centro studi di storia urbanistica, 1963. Ristampa nel 1984. Indice del libro

canig2421canig2422canig2423canig2424canig2425

Centro Storico di Como · Conosco Como? · Palazzi ed edifici

Matteo Gianoncelli, Stefano Della Torre, Proprietà e uso delle case della Città Murata di Como dal Cinquecento all’Ottocento, New Press, 1984

cerca informazioni in rete:

https://gat.to/imbxx

COMO città · Conosco Como? · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Gin Angri, Fabio Cani e Gerardo Monizza, Como. Guida alla storia, all’arte, all’attualità, New Press, 1981

Il libro Como. Guida alla storia, all’arte, all’attualità, scritto da Gin Angri, Fabio Cani e Gerardo Monizza, è stato pubblicato nel 1981 dalla casa editrice New Press. Questa opera si propone di offrire un’analisi approfondita della città di Como, esplorando vari aspetti della sua storia, arte e attualità.

Contenuti Principali

  • Storia: Il libro ripercorre le vicende storiche di Como, dalle origini fino ai giorni nostri, evidenziando eventi significativi e figure importanti che hanno influenzato la città.
  • Arte: Viene dedicata particolare attenzione al patrimonio artistico di Como, compresi i monumenti, le opere d’arte e le tradizioni culturali che caratterizzano il territorio.
  • Attualità: Si analizzano anche le trasformazioni sociali, economiche e politiche che hanno interessato la città nel corso degli anni, fornendo un quadro completo della realtà comasca.

Importanza dell’Opera

Questa guida è considerata una risorsa preziosa per studiosi, turisti e cittadini interessati a conoscere meglio la loro città. Grazie alla combinazione di informazioni storiche e artistiche con riflessioni contemporanee, il libro offre una visione integrata di Como come centro culturale e storico.

fonti informative
[1] https://www.nodolibri.com
[2] https://www.unilibro.it/libro/angri-gin-cani-fabio-monizza-gerardo/como-guida-storia-all-arte-attualita/904928
[3] https://www.nodolibri.com/2-home
[4] https://www.librerie.coop/editori/nodolibri/?page=1
[5] https://www.ebay.it/itm/142287218293
[6] https://www.ibs.it/como-sua-storia-dalla-preistoria-libro-fabio-cani-gerardo-monizza/e/9788871850573
[7] https://comprovendolibri.it/vendeanche.asp?t=180&orderby=autore&Vuserid=FantasyBook2023&bloccocorrente=1&pagina=5

donatori del tempo · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

il ricordo della LUDOTECA, curata dal Centro Donatori del Tempo, Como, novembre 1980

Carla Bi. 1933-2022 · donatori del tempo · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

Statuto della associazione DONATORI DEL TEMPO, 1979

Centro Storico di Como · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · Via Muralto, Piazza Perretta · Vie e Piazze

Gianfranco Caniggia e Maria Grazia Soldini: Restauro Edilizio Residenziale di Via Vitani-Via Muralto, a Como, 1972

————————————————————

———————————————

Gianfranco Caniggia e Maria Grazia Soldini sono due figure significative nel campo dell’architettura e del restauro, particolarmente noti per i loro progetti a Como, inclusa la riqualificazione residenziale di Via Vitani-Via Muralto.

Gianfranco Caniggia

Gianfranco Caniggia (1933-1987) è stato un architetto italiano riconosciuto per il suo approccio innovativo al restauro e alla valorizzazione dei centri storici. Allievo di Saverio Muratori, ha dedicato gran parte della sua carriera alla ricostruzione e al recupero di edifici storici in diverse città italiane, tra cui Como, Firenze e Napoli. Tra i suoi progetti più noti a Como ci sono il restauro del Borgo Sant’Agostino e di vari palazzi storici[1].

Maria Grazia Soldini

Maria Grazia Soldini è un’architetta e restauratrice che ha collaborato con Caniggia in vari progetti. La sua esperienza include lavori significativi nel restauro di edifici storici, come dimostrato dal progetto per l’edificio in città murata a Como in Via Vitani[6][7]. Soldini si distingue per il suo impegno nella valorizzazione del patrimonio architettonico e per la sua capacità di integrare le esigenze moderne con il contesto storico esistente.

Restauro Edilizio Residenziale di Via Vitani-Via Muralto

Il progetto di restauro edilizio residenziale in Via Vitani-Via Muralto a Como rappresenta un’importante iniziativa di recupero urbano. Questo intervento mira a preservare l’identità storica della zona, garantendo al contempo funzionalità e comfort abitativo. Le attività svolte includono rilievi architettonici, progettazione e direzione lavori, con particolare attenzione alla qualità architettonica e al rispetto delle caratteristiche storiche degli edifici[7].

In sintesi, sia Gianfranco Caniggia che Maria Grazia Soldini hanno contribuito in modo significativo alla conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico di Como, attraverso progetti che riflettono un profondo rispetto per la storia e l’ambiente urbano.

fonti informative
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Caniggia
[2] https://www.politesi.polimi.it/retrieve/a81cb05a-de32-616b-e053-1605fe0a889a/RELAZIONE%20TESI.pdf
[3] https://www.architettilucca.it/archivio/pdf/petition-signatures-jobs-21050988-20200327095950-3.pdf/@@download/file
[4] https://dait.interno.gov.it/documenti/storico_amministratori_comuni31122000.csv
[5] https://coatesa.com/2012/11/24/obiettivo-citta-murata-tavola-rotonda-organizzata-dallassociazione-chiave-di-volta-24-novembre-2012/
[6] https://www.studiosoldini.it/progetti-realizzati/380/
[7] https://www.studiosoldini.it/progetti-realizzati/edificio-citta-murata-como-via-vitani/
[8] https://www.asteannunci.it/allegati/rivista/pdf/511.pdf

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como?

Gianfranco Caniggia, Indagine conoscitiva sulla Città Murata di Como, 1968/1969

Gianfranco Caniggia è stato un architetto italiano di rilievo, noto per il suo approccio innovativo nel recupero e nella valorizzazione dei centri storici. Nato a Roma il 7 maggio 1933 e scomparso il 10 novembre 1987, ha avuto una carriera significativa, influenzata dall’insegnamento di Saverio Muratori. Caniggia ha dedicato gran parte della sua opera all’analisi tipologica e alla ricostruzione degli ambienti urbani, contribuendo a progetti di restauro in città come Como, Firenze, Napoli e Benevento[1][2].

Indagine sulla Città Murata di Como

Uno dei lavori più significativi di Caniggia è l’Indagine storico-tipologica sulla città murata, realizzata negli anni 1968-1969. Questo progetto è stato parte di una ricerca promossa dall’Amministrazione Comunale di Como e ha avuto un impatto notevole sulla comprensione e sul recupero del patrimonio architettonico della città. L’indagine si è concentrata sulle caratteristiche storiche e tipologiche degli edifici all’interno delle mura cittadine, analizzando come questi spazi potessero essere rivitalizzati e integrati nel contesto urbano contemporaneo[7][5].

Approccio e Metodologia

Caniggia ha utilizzato un metodo analitico che combinava l’osservazione diretta con l’analisi storica per identificare le peculiarità architettoniche e urbanistiche della città murata. Questo approccio non solo ha facilitato la conservazione del patrimonio esistente, ma ha anche fornito un modello per interventi futuri che rispettassero l’identità storica della città[4][8].

Contributi Accademici

Oltre alla sua pratica professionale, Caniggia ha avuto un ruolo importante come docente in diverse università italiane, dove ha trasmesso le sue conoscenze e la sua visione dell’architettura storica. Le sue pubblicazioni, tra cui Lettura di una città: Como e Strutture dello spazio antropico, riflettono la sua profonda comprensione delle dinamiche urbane e delle relazioni tra spazio costruito e comunità[1][2].

In sintesi, Gianfranco Caniggia ha lasciato un’eredità duratura nel campo dell’architettura e dell’urbanistica italiana, specialmente attraverso il suo lavoro sulla città murata di Como, che continua a influenzare le pratiche di restauro e valorizzazione del patrimonio urbano.

fonti informative
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Caniggia
[2] https://arcadia.sba.uniroma3.it/bitstream/2307/3005/1/4_ATTI%209%20CVT%20Roma%202013_MEMORIA%20preprints%205%20settembre%202014.pdf
[3] https://www.studiosoldini.it/progetti-realizzati/edificio-citta-murata-como-via-vitani/
[4] https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.7c5fb12564f959ab0a80/P/BLOB:ID=1025/E/pdf?mode=inline
[5] https://coatesa.com/2022/09/02/la-citta-murata-di-como-atti-della-ricerca-promossa-dallamministrazione-comunale-negli-anni-1968-e-1969-a-cura-del-comune-di-como-1970/
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_degli_Alberti
[7] https://coatesa.com/2022/09/07/gianfranco-caniggia-indagine-storico-tipologica-sulla-citta-murata-in-la-citta-murata-di-como-atti-della-ricerca-promossa-dallamministrazione-comunale-negli-anni-1968-e-1969-a-cura-del-co/
[8] http://www.fedoa.unina.it/539/1/Tesi_di_dottorato_-_Giambanco_Francesca.pdf

Centro Storico di Como · Cortesella · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Ristrutturazione del Quartiere La Cortesella a Como, 1938-1946

La Cortesella, un quartiere storico di Como, ha subito significative trasformazioni nel corso del XX secolo, culminate nella sua demolizione tra il 1938 e il 1946. Questo intervento urbanistico è stato motivato da problemi di igiene e degrado, che avevano caratterizzato la zona per decenni. Oggi, la ristrutturazione del quartiere e la sua memoria storica sono oggetto di interesse.

Storia e Demolizione

Originariamente, La Cortesella era un quartiere medievale situato tra i portici di Via Plinio e piazza Cavour. Era noto per le sue botteghe e case, ma anche per la mancanza di igiene e la frequentazione di individui problematici[2][3]. Nel tentativo di risanare l’area, il Comune di Como avviò un piano regolatore nel 1934, che prevedeva la demolizione delle strutture esistenti[5][6]. Il 30 ottobre 1937, il quartiere fu colpito dal “piccone risanatore”, portando alla distruzione totale delle sue abitazioni[2][3].

Progetti di Ristrutturazione

Negli anni recenti, si è iniziato a riflettere sulla memoria della Cortesella e sulla possibilità di ristrutturarne alcuni aspetti. Un esempio è il progetto di ristrutturazione dell’antico palazzo Casa Comanedi, avvenuto nel cuore del quartiere. Questo intervento ha mantenuto elementi architettonici originali come la scala interna in pietra e ha rispettato lo stile locale con facciate austere e armoniose[1]. L’obiettivo era creare un edificio che si integrasse con l’ambiente circostante pur mantenendo una propria identità architettonica.

Riconoscimento della Memoria Storica

Nel 2002, per commemorare la Cortesella, l’artista Nino Lupica realizzò un’opera in ceramica che richiama gli affreschi della chiesa dedicata ai Santi Nazaro e Celso, distrutta durante le demolizioni[2]. Questa iniziativa rappresenta un tentativo di mantenere viva la memoria di un quartiere che ha avuto un ruolo significativo nella storia di Como.

Conclusioni

La ristrutturazione del quartiere La Cortesella non è solo un intervento architettonico; è anche un atto di riconoscimento della sua storia e della sua importanza culturale. Mentre gli edifici moderni si integrano nel tessuto urbano attuale, è fondamentale ricordare le radici storiche che hanno plasmato l’identità di Como.


[1] https://www.odsofficinadellascala.it/la-cortesella-como/
[2] https://www.ilfaggiosullago.it/luoghi/la-cortesella-di-como/
[3] https://oldcomo.altervista.org/la-cortesella-i/
[4] https://coatesa.com/category/como-citta/centro-storico-di-como/cortesella/
[5] https://coatesa.com/2019/02/08/como-la-demolizione-del-quartiere-della-cortesella-1938-1946/
[6] https://www.wearch.eu/giuseppe-terragni-e-la-misura-urbana/
[7] https://maarc.it/opera/progetto-di-ricostruzione-del-quartiere-cortesella-a-como/
[8] https://ecoinformazioni.com/2020/07/24/arci-como-webtv-estate-con-noi-palinsesto-24-luglio-fabio-cani-un-quartiere-scomparso-la-cortesella/

Architettura · Biografie di persone · Camminare in COMO città · COMO città · Palazzi ed edifici · Storia Contemporanea · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Giuseppe Terragni (1904-1943) e la casa del fascio a Como. Scheda biografica e storica

Giuseppe Terragni e il fascismo: un rapporto complesso

Giuseppe Terragni (1904-1943) è una delle figure più emblematiche dell’architettura italiana del Novecento e il suo percorso professionale si intreccia in modo indissolubile con la storia del fascismo. La sua opera e il suo pensiero sono oggetto di un acceso dibattito storiografico, sia per il contributo al Razionalismo italiano sia per il suo coinvolgimento politico e ideologico nel regime.

Adesione e ruolo nel regime fascista

Terragni fu un convinto sostenitore del fascismo, almeno nella prima parte della sua carriera. La sua adesione non fu solo formale: fu fiduciario del Sindacato nazionale fascista architetti e ricevette incarichi di rilievo dal partito, come la progettazione della celebre Casa del Fascio di Como, inaugurata nel 1936 e considerata il manifesto architettonico del Razionalismo italiano54.

La sua visione dell’architettura moderna si intrecciava con l’“esistenza spirituale” fascista, come lui stesso scriveva, vedendo nello spirito nuovo dell’architettura una corrispondenza con la missione rivoluzionaria del regime4.

Architettura tra modernità e ideologia

L’opera di Terragni si distingue per la ricerca di un equilibrio tra innovazione e tradizione, tra classicismo e funzionalismo, influenzata dalle avanguardie europee ma anche dalla volontà di dare forma a un nuovo ordine architettonico che rispondesse alle esigenze del fascismo5.

La Casa del Fascio di Como, ad esempio, è progettata secondo una rigorosa griglia proporzionale e orientata secondo il cardo e il decumano romani, a simboleggiare la continuità tra la nuova città fascista e l’antica Roma4. Tuttavia, la sua architettura si distingueva dal monumentalismo retorico promosso dal regime negli anni Trenta, rappresentato da architetti come Marcello Piacentini2.

Contraddizioni e distacco dal regime

A partire dalla metà degli anni ’30, il fascismo prese le distanze dal Razionalismo, preferendo uno stile più monumentale e “romaneggiante”2.

Questo portò Terragni e altri architetti razionalisti a una posizione ambivalente: da un lato, la loro opera era utilizzata come simbolo del nuovo ordine, dall’altro veniva marginalizzata rispetto alle nuove linee del regime.

Alcuni studi suggeriscono che Terragni, pur restando ufficialmente vicino al fascismo, abbia assunto atteggiamenti critici o almeno distaccati, come si può leggere nell’interpretazione di alcuni dettagli progettuali della Casa del Fascio e nelle sue lettere private, dove si evidenzia la volontà di aggirare le imposizioni degli organi di partito3.

Il tramonto personale e politico

La parabola personale di Terragni si conclude tragicamente: dopo aver partecipato come ufficiale alla campagna di Russia, ne tornò profondamente segnato, affetto da gravi disturbi psicologici che lo portarono a cure elettroconvulsive e infine alla morte prematura nel 1943, pochi giorni prima della caduta del regime6.

La sua figura rimane emblematica di una generazione di intellettuali e artisti italiani profondamente compromessi con il fascismo, ma anche capaci di produrre opere di grande valore che hanno saputo superare i confini ideologici e temporali65.

Riflessione critica e rivalutazione postuma

Nel dopoguerra, l’opera di Terragni fu inizialmente rimossa o criticata per il suo legame con il fascismo, ma successivamente rivalutata per il contributo innovativo all’architettura moderna.

Critici come Ernesto Nathan Rogers, Bruno Zevi e Peter Eisenman hanno sottolineato come il Razionalismo di Terragni abbia rappresentato una “oasi di verità” in un periodo dominato dalla retorica e dalla monumentalità del regime6.

In sintesi, Giuseppe Terragni fu un architetto profondamente legato al fascismo, sia per convinzione personale sia per ruolo istituzionale, ma la sua opera si colloca in una posizione critica rispetto all’evoluzione stilistica del regime e il suo lascito architettonico continua a essere oggetto di studio e dibattito per la sua complessità e modernità452.

Fonti informative

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Terragni
  2. https://www.domusweb.it/it/movimenti/razionalismo-italiano.html
  3. https://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2023/06/24/linfluenza-del-tracciato-romano-di-como-nelle-piante-e-nei-prospetti-della-casa-del-fascio-di-giuseppe-terragni/
  4. https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-terragni_(Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco)/
  5. https://www.elledecor.com/it/people/a39513812/giuseppe-terragni/
  6. https://www.ilfoglio.it/terrazzo/2021/08/31/news/la-guerra-dei-terragnez-2844697/
  7. https://www.listonegiordano.com/one/architettura/giuseppe-terragni-luigi-moretti-vite-parallele/
  8. https://www.nazioneindiana.com/2023/10/12/non-ce-lo-meritiamo/
  9. http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/Terragni/RidottoTerragni_internoFINALE.pdf
  10. https://it.wikipedia.org/wiki/Casa_del_Fascio_(Como)
  11. http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/Conferenze/Zagarolo/BIBLIOFRAFIAFIUSEPPETERRAGNISAGGIO.pdf
  12. http://www.riflessionline.it/articoli/2013/2013-09%20set%202013/2013-09%20nr%2049%20-%20Architettura%20-%20terragni.html
  13. https://www.artesvelata.it/casa-fascio-terragni/
  14. https://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_del_periodo_fascista
  15. https://www.politesi.polimi.it/handle/10589/108268
  16. https://digilander.libero.it/danipooh/03a.htm
  17. https://www.elledecor.com/it/architettura/a39079042/casa-del-fascio-terragni-architettura-fascista-polemiche/
  18. https://opinionedellacastagna.wordpress.com/2015/01/01/a-como-con-terragni/
  19. https://www.secoloditalia.it/2018/07/il-fascismo-immaginario-e-visionario-del-comasco-giuseppe-terragni-video/
  20. https://www.artefascista.it/terragni_giuseppe__fascismo__architettu.htm