ex Ticosa · Officina Como · Officina della Musica

L’idea/progetto di OFFICINA COMO per la ex TICOSA, ritagli dai quotidiani La Provincia di Como e Corriere di Como,8 e 9 febbraio 2019

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ex Ticosa

Conversazione con Gerolamo Saibene sulla idea/progetto di Officina Como riguardante la ex Ticosa, 9 febbraio 2019

Grazie Paolo, possiamo darci del tu.

Siamo lieti che si possa aprire una conversazione cittadina ( uso il termine conversazione non a caso ) sul tema.
Continuò a pensare che l’obbiettivo sia quello di realizzare una operazione dedicata alle giovani generazioni escluse dai nostri pensieri collettivi con una valenza iconica che l’esistenza dell’area Ticosa rende possibile.
Sul mix si può certamente discutere.
L’importante è evitare di perdere troppo tempo. Como ha bisogno di ritrovarsi su una iniziativa strategica che sostenga la creatività e l’innovazione  e di non farsi trascinare troppo a fondo dalla sbornia turistica.
Grazie per il sostegno che ho sempre molto apprezzato e aiutaci ad allargare il consenso.

La città ha bisogno di riflettere e di agire.

Gerolamo


scrivevo:

buongiorno dottor Saibene
complimenti per avere fatto iniziare la serata alla biblioteca sulla idea / progetto della ex TICOSA con un video sui bambini e con le splendide interviste ai sedicenni
in questa proposta si sta giocando una parte rilevante del futuro di Como
le segnalo questa conversazione in cui l’espertissimo TINO TAJANA argomenta con competenza sulla vocazione urbana ed economica di quell’area

https://coatesa.com/2019/02/09/conversazioni-cittadine-fra-paolo-ferrario-e-tino-tajana-sul-destino-futuro-della-ex-ticosa-9-febbraio-2019/

 
grazie per l’attenzione e sempre i miei più grandi complimenti per tedxlake como che seguo da “patron” sempre con la massima attenzione e il massimo apprendimento

cordiali saluti e buone progettazioni

AUTORI · ex Ticosa · Officina Como · Tajana Tino · urbanistica

sul destino futuro della ex TICOSA: conversazione cittadina fra Paolo Ferrario e TINO TAJANA, COMO, 9 febbraio 2019

Scrive Tino Tajana a Paolo Ferrario

Carissimo Paolo,

volevo spiegare la mia posizione tecnica sul progetto Ticosa con calma; l’altra sera ero nervoso perché per trent’anni mi sono occupato di Ticosa e piangendo l’ho vista demolire con i fuochi d’artificio!.

Como ha lì la sua “necropoli”: lo straordinario cimitero monumentale.

Gli Etruschi costruivano i loro abitati e il tempio in cima al colle e le necropoli alla base di esso; vicino alle necropoli insediavano i luoghi di lavoro: le fucine del ferro, la produzione di vasellame, ma mai le abitazioni.

Veniamo al caso Ticosa.

L’area era la pertinenza agricolo-produttiva del borgo di San Rocco sino a fine ‘800 (cereali e ortaggi); poi  la industria tessile ha iniziato a costruire un primo opificio e  si è incrementata sino a occupare l’intera area da San Rocco a San Rocchetto. Quindi la produzione agricola si è convertita nella produzione tessile senza la presenza di alcuna abitazione.

L’idea di Officina di  farci un luogo di alta innovazione tecnologica e di creatività è ottima, perché questa è l’unica ipotesi di produzione proponibile oggi per far fronte alla disoccupazione giovanile.

L’errore sta nel volervi costruire le residenze con l’obiettivo dell’housing sociale, che può essere giustamente applicato in tutte le parti di una città articolata come Como.

Nessuno dei dieci urbanisti europei , che ho conosciuto in decenni, ha ritenuto l’area idonea alla residenza perché male esposta e perché la residenza è “antipolare” e chiuderebbe (per difesa) la permeabilità del comparto; peraltro contribuirebbe alla eccessiva cementificazione di un’area che deve riavere una consistente dotazione di verde.

Ho lavorato in questi anni presso ComoNext a Lomazzo, dove sono stati realizzati nel complesso ex-Somaini molti alloggi che sono quasi tutti  vuoti, ma i pochi abitati non lo sono da parte dai creativi che lavorano in ComoNext.

L’idea di far abitare il “people” vicino ai posti di lavoro è del capitalismo ottocentesco e l’interpretazione illuminata che ne ha dato nel ‘900 Adriano Olivetti è anch’essa fallita (vedasi Ivrea).

Nessun creativo vorrà abitare in Ticosa (area non attraente) ma preferirà, come hai fatto tu, abitare in città murata o in riva al lago.

Ne deriva che la proposta lodevole di Officina si basa su presupposti produttivo/innovativi validi, ma su prospettive residenziali non corrette.

Molto meglio le riconversioni abitative ipotizzate da te e da Garganigo! (riferimento a: https://tinyurl.com/y5bj8zs8)

Teniamo conto inoltre che a Como vi è una infinità di vani residenziali vuoti e che si potrebbe intervenire proprio lì con l’housing sociale.

Ritengo inoltre che in questa città, divisa tra Guelfi e Ghibellini in continua guerra, la Ticosa potrà avere una soluzione fattibile solo nella ricerca della “solidarietà comunale” come è avvenuto a livello nazionale nello stendere la Costituzione e a livello locale nelle amministrazioni delle vicine città pedemontane.

Scusami della foga dell’altra sera, ma ho molto sofferto quando ho visto demolire la Ticosa e l’appena restaurato edificio a shed dove, anche con il mio appassionato lavoro,  era stata realizzato lo spazio mostre più interessante e richiesto della Provincia!

Con stima e affetto. TINO TAJANA


Risponde Paolo Ferrario a Tino Tajana

TINO !!!
TI RINGRAZIO !!!
sono commosso dalla passione esperienziale, architettonica e storica del tuo discorso
quando ti dico che tu “sei il più profondo conoscitore di questa città” sono sincero: tu conosci ogni luogo (ed ogni sasso) del magnifico e (unico al mondo)  spazio dove abbiamo avuto la fortuna di vivere
lo dimostra la tua competenza argomentativa di questo testo  ricco di utili riferimenti storico ambientali
leggendo la storia urbana dello spazio della ex Ticosa dici che sarebbe sbagliato mettere lì delle residenze.
e per me SEI CONVINCENTE
non avevo pensato a questi aspetti ed HO IMPARATO
anche per me lo “spazio residenziale massimo” è il centro storico
occorre attrarre lì gli abitatori del luogo e del tempo (come direbbe il mio terapeuta filosofo Emanuele Severino)
penso all’ex albergo diurno di via Volta
ma penso a tutti gli appartamenti che andrebbero riconvertiti nel CENTRO STORICO per fare housing sociale. Opportunamente curata sul piano delle barriere architettoniche Como è città protesica e proteggente
e questo sia per l’invecchiamento demografico, sia per le giovani famiglie.
E’ la CONNESSIONE che mi ispira.  Como ha due stazioni ferroviarie con circa 4 corse all’ora per raggiungere sia  i paesi limitrofi che la metropoli europea di Milano (ci sono treni che arrivano in Porta Garibaldi in 36 minuti !!!)
è il centro storico lo spazio da vivere. a due passi dalla funicolare e con i battelli che arrivano a Torno e Moltrasio in 25 minuti
e mi fa anche tantissimo piacere che tu condivida l’idea della ex Ticosa come luogo di laboratori per la tecnica, lo studio, la scienza l’arte, gli incontri pubblici, la musica, il teatro …
vedo già i percorsi: si va alla ex Ticosa ad una mostra, si va ad un corso sulle nuove tecniche;  MAGARI SI VA AD UNO SPETTACOLO TEATRALE; si fa formazione; si va alla presentazione di un libro e poi in 10 minuti  si torna di nuovo di nuovo nella splendida estensione di un soggiorno di casa che è il centro storico
e con l’assistenza domiciliare potranno farlo anche le persone in situazione di non autosufficienza
insomma:
GRAZIE per il tuo scritto
e ora TI CHIEDO L’AUTORIZZAZIONE A PUBBLICARLO nei miei due blog . pubblicherei la tua mail e la mia risposta come ho già fatto nell’altra conversazione con Carla (https://tinyurl.com/yxro57ld)
avere un blog è come avere un giornaletto personale
In fondo dici qui quello che hai detto l’altra sera alla biblioteca,  quando c’era l’emozione della comunicazione orale. Avresti solo allargato il tuo uditorio
insomma VORREI TANTO FARE MEMORIA di questo nostro ragionare e comunicare ed estendere la nostra riflessione ad altri
poi se vorrai ci vediamo da qualche parte a parlarne a voce. anche perchè sono contentissimo che hai apprezzato l’idea/progetto dei MAP mini appartamenti protetti per la non autosufficienza ed integrati con i servizi  domiciliari. Gianfranco Garganigo, a quei tempi, fu l’unico ad apprezzarla e a sostenerla, forte della sua esperienza di dirigente dell’Auser comasca (https://tinyurl.com/y5bj8zs8)
saluti carissimi
Camminare in COMO città · Conosco Como? · Cortesella · Luca N

storia locale: Luca mi scrive sull’edificio del MACELLO che era nel quartiere della Cortesella di COMO (e demolito fra il 1938 e il 1946), 9 febbraio 2019

Pensa che la demolizione del vecchio macello e stato un delitto artistico e storico.

Aveva all’ interno pilastri gotici in marmo a zebra bianco di Musso e nero di Varenna come il Broletto.

E  anche le 2 rampe d accesso in salita per gli animali e carri che li trasportavano segnalavano l’ antichità medievale.

San Nazaro, già nell’ intitolazione, denotava l ‘ antichita di fondazione. Nazaro e Celso coppia di santi ambrosiani nel cuore della città avversa a Milano e filo barbarossa

Ma tantè:  a  Milano c è la bellissima basilica di S.Maria presso S.Celso. Si chiama così.  e se S.Maria è del 1000 S .Celso era antecedente.  Nazaro e Celso coppia di santi come Gervasio e Protasio i cui corpi rinvenuti da S .Ambrogio a fine 300 d.c.hanno dato luogo alla fondazione dell’ attuale basilica di S.Ambrogio a Milano perché fondata da lui proprio per custodire le reliquie dei 2 santi. O a Como Proto e Giacinto Cavalieri,  le cui reliquie sono all’ interno dell’ altare gotico del Duomo.

Liberata e Faustina monache emiliane venute a monacarsi e fondare loro monastero di S Maria  Antiqua attuale ristorante Forchetta d’ oro in via Borsieri e forse anche attiguo all’ ex Ristorante Le Catene. Sbircia il chiostro dal portone della rientranza di via Borsieri attigua a Le Catene : calpesterai un luogo claustrale del 700 d.c.regnante Liutprando o Desiderio dei Longobardi….

sono finito lontano dalla Cortesella…

Ciao


vedi anche

Como: la demolizione del quartiere della CORTESELLA (1938-1946), VIDEO dell’allora “Cineguf”

ex Ticosa · urbanistica

Como, Area ex Ticosa, la lettera degli architetti – da Espansione TV 9 febbraio 2019

“Il ruolo dell’area ha un chiaro valore strategico: ingresso urbano, di facile accesso e limitrofo al centro storico, al comparto monumentale di Sant’Abbondio, alla sede universitaria di Giurisprudenza, al Parco della Spina Verde. Un’area di grande ampiezza e potenzialità e, in particolare, di pubblica disponibilità”, scrive Pierpaoli, nella quale dovranno avere un “ruolo preminente” appunto “le funzioni pubbliche insediabili, di forte valore contenutistico e simbolico.

Tra queste funzioni non bisognerà trascurare il ruolo fondamentale che dovranno avere gli spazi pubblici aperti e le zone verdi”.

Perché questo possa accadere, spiega ancora il presidente dell’Ordine degli architetti, sarà determinante “il ruolo” del Comune che dovrà essere “soggetto attivo e protagonista nella definizione delle scelte”.

Idee da sviluppare e “da compiere attraverso un percorso di metodo” che possa portare a collocare il “progetto Ticosa” all’interno di un “quadro strategico urbanistico della Città”.

Passare da “piani finanziari e gestionali che possano prevedere eventuali cooperazioni ideative ed economiche attraverso strumenti di pubblica evidenza, il tutto anche mediante la nascita di un eventuale organismo operativo ad hoc”.

da

Area Ticosa, la lettera degli architetti. Il consiglio dell’Ordine al sindaco: “Sbagliato decidere in fretta” – Espansione TV

ex Ticosa · Officina Como

sul FUTURO della ex TICOSA (42 mila mq a 10 minuti dal centro storico di Como): carteggio fra un SETTANTENNE (Paolo Ferrario) e una OTTANTASEIENNE, 9 febbraio 2019


1° lettera, 8 febbraio 2019:  Paolo Ferrario a ***

cara ***
hai visto giusto
la idea/proposta di OFFICINA COMO è intelligente e lungimirante. E proiettata sul futuro delle prossime generazioni.
Passare dalla IDEA , al PROGETTO e poi alla REALIZZAZIONE (la politica è sempre sintetizzabile in questi tre punti) sarà estremamente difficile
Anche se temo che finirà nella palude dei conflitti localistici tipo “rusca e vittani” (in rigoroso minuscolo)
provo a mettere in atto la massima di “pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà” (ANTONIO GRAMSCI che citava Romain Rolland)
Qui i miei appunti della serata di ieri sera. Prendo sempre appunti agli incontri e convegni: la calligrafia è pessima per i “lettori” (ma non per l'”autore”) , ma mi “fanno memoria” ed evitano le chiacchiere da bar (semmai vengo a trovarti e ti faccio una sintesi verbale)

https://coatesa.com/2019/02/08/lidea-di-officina-como-per-il-recupero-dellarea-della-ticosa-appunti-dellincontro-tenuto-alla-biblioteca-di-como-7-febbraio-2019/

saluti molto cari

2° lettera,  9 febbraio 2019: *** a Paolo Ferrario
Grazie mille Paolo…
avendo letto i vari articoli sull’argomento sono riuscita a capire una buona parte dei tuoi appunti.
Purtroppo Como non riesce a sbloccarsi di dosso la mentalità “dei cumasch”…non riesce a volare….in avanti…in alto…ad avere un pò di coraggio e lasciare alle spalle burocrazia, invidie, ignoranza, ottusità, ecc……
Ma non dobbiamo mollare: dobbiamo parlarne in tutti i modi e canali possibili, coinvolgere i giovani, l’Università, gli industriali più aperti al cambiamento….i cittadini devono sostenere questo progetto, discuterne, fare opposizione all’ottusità dei nostri limitatissimi governanti locali.
Stavolta per la Ticosa non dobbiamo mollare !!!!!
Ho letto la proposta del campo di calcio: per l’amor di Dio….faccio il sit-in con il mio motorino handi. per bloccare le ruspe!
Paolo – grande divulgatore on line – trova nuove idee per far parlare il progetto oltre i pochi articoli di questi giorni che avranno già finito le loro cartucce…davanti alle paure di Landriscina e alle c….di Butti and co.
Rilancia su tutti fronti !
GRAZIE.
Buone ore per nuove idee….

2° lettera,  9 febbraio 2019: Paolo Ferrario a ***

CIAO ***
apprezzo molto la tua intelligenza architettonica che ti ha fatto vedere gli aspetti positivi della proposta di Officina Como. Tanto più apprezzabile perchè vai verso gli 86 anni ! sei un miracolo della demografia
quello PER la ex Ticosa sarà un percorso difficile e ad esito incerto. Tuttavia il percorso E’ INIZIATO . E durerà un decennio
Mi sembra che Officina Como abbia notevoli capacità nello stringere alleanze culturali: in sala c’erano architetti favorevoli e (in generale) un clima positivo. E Traglio mi sembra in sintonia con il progetto. Ma i conflitti ideologici della politica non aiuteranno. Spero entri in campo l’ordine degli architetti e magari l’ANCE (costruttori edili)
io farò il mio lavoro di sempre: DOCUMENTARE, DIFFONDERE, CONDIVIDERE
e lo farò con due dei miei blog:
oggi (febbraio 2019) siamo alla IDEA.
Occorrono PROGETTI.
e per passare alla REALIZZAZIONE occorrerà innanzitutto trovare i soldi per la bonifica dell’amianto giacente in zona. Ecco perchè occorrono partner economici!
la parola tecnica è FATTIBILITA’ dei progetti
io spero in una intelligenza collettiva. Anche se il quadro è “Ottimismo della volontà e pessimismo dell’intelligenza”
comunque : ancora complimenti per la tua “visione lunga”
ciao a te e a voi
Paolo Ferrario

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via Cinque Giornate

dove c’era lo STALLAZZO, Via 5 Giornate, COMO

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Cortesella · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Via Muralto, Piazza Perretta

Como: la demolizione del quartiere della CORTESELLA (1938-1946), VIDEO dell’allora “Cineguf”

Alla vigilia della demolizione del quartiere della Cortesella, ormai condannato dalla sua cattiva fama e dalle sue cattive condizioni, il Comune di Como diedi incarico al Cineguf, cioè il circolo cinematografico dei Gruppi Universitari Fascisti, di realizzare un documentario che tramandasse l’epica impresa della demolizione.

 

Gli edifici che oggi si affacciano su piazza Perretta e su via Pietro Boldoni, nonché tutte quelle strutture orientate sull’attuale via Piero Gobetti, sono il risultato di una fase di rinnovamento e di pianificazione urbanistica avvenuta nella prima metà del Novecento, in cui i nuovi percorsi urbani si caratterizzarono di  direttrici prolungate con estensioni da Piazza del Duomo, centro del potere politico e religioso, sino al porto, nucleo del commercio cittadino. L’intero quartiere, denominato in tempi antichi “Cortesella” era un complesso insieme di unità edilizie accorpate ai limiti del parossismo, addensate in una porzione della città con il più alto valore del terreno, con una distribuzione inusuale che bloccava ogni passaggio diretto alle sponde del lago, obbligando le strade a prendere delle curvature sconvenienti e non più adeguate al contesto novecentesco della città. (DA http://webgis.como.polimi.it/GIScourse10/como_hist_utente23/html/cortesella_it.html)

 

 

ex Ticosa · Officina Como

l’idea di OFFICINA COMO per il recupero dell’area della ex TICOSA (42.000 mq a dieci minuti dal centro storico di COMO): uno spazio per la creatività tecnica, scientifica, formativa, artistica. Appunti dell’incontro tenuto alla Biblioteca di Como, 7 febbraio 2019


pagina facebook di OFFICINA COMO:

https://www.facebook.com/officinacomo/


Appunti di Paolo Ferrario, 7 febbraio 2019

la idea/proposta di OFFICINA COMO è intelligente e lungimirante. E proiettata sul futuro delle prossime generazioni.
Passare dalla IDEA , al PROGETTO e poi alla REALIZZAZIONE (la politica è sempre sintetizzabile in questi tre punti) sarà estremamente difficile
Anche se temo che finirà nella palude dei conflitti localistici tipo “rusca e vittani” (in rigoroso minuscolo)
provo a mettere in atto la massima:
 “pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà
(ANTONIO GRAMSCI che citava Romain Rolland)
Qui i miei appunti della serata di ieri sera. Prendo sempre appunti agli incontri e convegni: la calligrafia è pessima per i “lettori” (ma non per l'”autore”) , ma mi “fanno memoria” ed evitano le chiacchiere da bar. “Verba volant, Scripta  manent

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vedi anche:

COMO, un PIANO DI RECUPERO DELLA TICOSA (42.000 metri quadrati a dieci minuti dal centro storico), a cura di OFFICINA COMO, presentazione il 7 febbraio 2019, ore 20 e 30 alla Biblioteca di Como

https://coatesa.com/category/como-citta/ex-ticosa/

AUTORI · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Via Lambertenghi, Via Collegio dei Dottori, Via Rusconi

incontro con MIRNA ORTIZ LÓPEZ, presentazione della raccolta di poesie VENTANAS – FINESTRE, Sala Recchi, Palazzo Lambertenghi, 8 febbraio 2019, via Lambertenghi 41, ore 20.45

INCONTRO CON MIRNA ORTIZ LÓPEZ
Sala Recchi, Palazzo Lambertenghi, via Lambertenghi 41, ore 20.45, ingresso libero



Presentazione della raccolta di poesie di Mirna Ortiz López Ventanas – Finestre.

In questa raccolta di poesie l’autrice “apre finestre” sul suo mondo interno, teatro di sentimenti e pensieri privati: spazio conosciuto, familiare, sicuro; e sul mondo esterno, pubblico: spazio da esplorare e comprendere. E conduce il lettore in un viaggio ideale tra il Cile, suo Paese natio, e l’Italia, dove ha deciso di vivere, seguendo le ragioni del cuore.

L’autrice dialoga con Laura Garavaglia. Seguirà un piccolo rinfresco.


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AUTORI · BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Borgovico · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival

LA MIA BRETAGNA di SUSY ZAPPA. La scrittrice racconterà i suoi libri al The Art Company Como. Venerdì 8 febbraio 2019, ore 18,via Borgovico 163, COMO

invito

COPERTINA LIBRO FARI DI BRETAGNA 1, ALTA RISOLUZIONEjpg (FILEminimizer)IMMAGINE COPERTINA SEIN

Borgovico · Mostre

MAX G. RUSCA, L’ironia dell’inessenziale. La mostra, a cura di Roberto Borghi, sede: The Art Company Como, in via Borgovico 163 a Como. Proseguirà sino al 28 febbraio con apertura dal lunedi al venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00

MAX G. RUSCA

L’ironia dell’inessenziale

La mostra, a cura di Roberto Borghi, proseguirà sino al 28 febbraio con apertura dal lunedi al venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.

In occasione della mostra Carlo Pozzoni Fotoeditore realizzerà una pubblicazione con testi di Franco Cerofolini e Roberto Borghi.

Nato a Legnano nel 1925, Max G. Rusca si è spento a Milano nel 2002. Nel 1952, dopo aver conosciuto Enrico Baj, ha aderito al Movimento Nucleare. La prima esposizione di Rusca con i Nucleari risale al settembre del 1953 in occasione della Mostra del Movimento Nucleare alla Galleria B24 di Milano. Lascia il gruppo l’anno successivo dopo la rassegna Arte Nucleare tenutasi nella Sala degli Specchi di Ca’ Giustinian a Venezia.

Dagli anni Sessanta in poi tiene numerose personali nella Galleria Montenapoleone di Milano. Il suo lavoro viene inoltre presentato in parecchie collettive, ma anche in alcune personali, a Hong Kong e in Giappone. Nel 1984 allestisce una personale alla Doctor Dog Gallery di San Francisco intitolata Frammenti di ricordi del luogo perduto.

Le sue opere del periodo nucleare sono state esposte successivamente nelle mostre Arte Nucleare 1951-1957 a cura di Giovanni Anzani e Il Movimento Nucleare, a cura di Martina Corgnati tenutesi rispettivamente nel 1980 e nel 1998 presso la Galleria San Fedele di Milano.

La pittura di Rusca, già durante il periodo nucleare, si distingue per la raffinatezza formale, per la capacità di effigiare paesaggi visionari, per alcuni stilemi che sembrano essere stati attinti dalla tradizione artistica dell’estremo Oriente.

Dagli anni Sessanta in poi, l’artista compie un personale “ritorno alle origini” dell’arte nucleare approfondendo e citando il Surrealismo. Le sue opere divengono sempre più oniriche e ironiche allo stesso tempo: nascono così alcuni dei cicli documentati dalla mostra, come le ‘Città volanti‘, gli ‘Ex voto‘, le ‘Anticone‘.

Parallelamente alla pittura inoltre Rusca si dedica alla scrittura di testi caratterizzati da un umorismo grottesco che vengono poi raccolti pubblicati in libri d’artista tirati in un unico esemplare. Una selezione di questi singolari volumi sarà esposta presso The Art Company.

L’esposizione si chiuderà il 28 febbraio con una lettura dei racconti surreali scritti dallo stesso Rusca da parte della compagnia teatrale Fare Teatro di Como


Città volante – Progettazione, 1988

paesaggio post nucleare 1973 (FILEminimizer)

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