Acqua · FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Nodo Libri

Bruno Bianchi IL LAGO , NodoLibri

Bruno Bianchi
IL LAGO

Il “lago” è quello di Como, visto attraverso gli occhi attenti di un suo profondo conoscitore, interessato tanto agli aspetti più noti e appariscenti (le ville, i giardini…) quanto a quelli più quotidiani e segreti (i viottoli, la vita, il lavoro…).

Un testo sospeso tra storia e poesia, tra racconto e analisi, diretto sia alla valorizzazione di quanto di autentico il lago conserva tuttora, sia alla denuncia dei rischi di snaturamento e rovina.

Un lago percorso senza fretta e illustrato da una voce esperta in sottofondo.

Promosso dalla Delegazione di Lecco del FAI – Fondo Ambiente Italiano, il volume (NodoLibri, 2009) è arricchito da un album di vedute del lago tratte dalla rivista inglese The Studio, edita all’inizio del Novecento.

Immagine News Nodo

 

FOTOGRAFIE

Workshop Autoritratto Fotografico – Moltrasio, 20 e 21 ottobre 2012

Il workshop di autoritratto è un metodo creativo finalizzato all’espressione personale attraverso l’utilizzo della fotografia e, in particolare, del ritratto di sé stessi. Il workshop sarà condotto da Giada Negri, psicoterapeuta e fotografa. 
Un caro saluto,
Associazione Culturale Territori-Natura Arte Cultura
Via Raschi 9
Moltrasio (Como)
www.associazioneterritori.wordpress.com
Territori@hotmail.it

Estate · FOTOGRAFIE · NESSO

Segni della vita; fotografie di Masha Corabi, Vista questa sera. La mostra sarà aperta il mattino dalle 10 alle 12, la sera dalle 20 alle 22 dal 6 al 19 agosto 2012 (chiusa il 15 agosto) , da Newsletter NodoLibri 6/8

Segni della vita
Da lunedì 6 agosto – Nesso

Dal 6 al 19 agosto si tiene presso la sala consiliare del Comune di Nesso la mostra “Segni della vita”: una serie di fotografie di Masha Corabi.

Le intense fotografie presentate in questa mostra raccolgono ritratti di persone che vivono a Nesso e Careno, persone che nei loro anni hanno conosciuto esistenze diverse, hanno svolto mestieri diversi, hanno visto cose diverse. Ma tutte concorrono a comporre oggi il ritratto di una comunità. Leggere i molti aspetti di questa comunità sui loro volti di persone anziane significa avere la misura, al di là di ogni possibile dubbio, della complessità e della ricchezza della vita, presente e passata, del paese. Non c’è una vicenda che possa sovrapporsi a un’altra, esattamente come non c’è, su questi volti, un segno uguale a un altro; eppure tutti partecipano delle stesse vicende complessive.

Bisogna sforzarsi di individuare i tratti personali e di riconoscere le caratteristiche comuni. Bisogna, cioè, non limitarsi a guardare i volti di queste donne e questi uomini come generiche comparse di una messa in scena qualsiasi, ma metterli a fuoco come protagonisti di una ben precisa narrazione. Questi volti significano nomi, soprannomi, incontri, relazioni, racconti

Masha Corabi, autrice delle fotografie, è nata in Unione Sovietica; vive in Italia dal 1990 e dal 1996 risiede a Nesso. Appassionata di fotografia digitale da cinque anni, ha pubblicato immagini di still-life e architettura, ma la sua vera passione sono i ritratti e il reportage. Nel 2010-2011 ha partecipato con un’opera raffigurante le mani di un cittadino di Nesso al concorso fotografico “Confini” a Como.

La mostra sarà aperta il mattino dalle 10 alle 12, la sera dalle 20 alle 22 (chiusa il 15 agosto)

FOTOGRAFIE · Mino Di Vita

Mino di Vita e il Genius Loci, presentazione di Benedetta Sala

GENIUS LOCI (Benedetta Salvi)
Genius Loci si presenta come la nuova ricerca  di Mino Di Vita. Un’indagine difficile che ha richiesto un grandissimo lavoro da parte dell’artista. Partendo da dove era giunto con i progetti precedenti (la presenza assenza dell’essere umano), Mino ne ha ripreso l’individualità, creando forse quello che sarà il suo piano artistico per eccellenza. Evolvendo il concetto di dualità, con quell’equilibrio ottenuto giocando su impercettibili contrapposizioni, è arrivato a lavorare con un concetto filosofico intenso, arcaico, ma allo stesso tempo futuro. Uno spirito, e come tale senza tempo, viene catturato dall’artista che simile ad un ragno traccia una ragnatela di collegamenti precisi e fuggevoli. Consapevole dalla premessa che l’individuo è membro di una comunità, fatta da parti interdipendenti, ha scelto due punti di vista, l’insider e l’outsider, il dentro e il fuori. Ci presenta dunque il Genius Loci attraverso la conoscenza di due sguardi che non si eliminano, ma al contrario sono contemporaneamente esistenti nonostante le differenze. Collegandosi al significato del Genius Loci nella religione romana, quindi l’entità soprannaturale legata ad un luogo o ad un oggetto di culto, si arriva ad acquisirne nella fotografia il significato moderno, ovvero l’emozione e la cultura di una città. Mino affronta qualcosa di nuovo e difficile: far vedere l’invisibile. Nelle sue fotografie esprime il carattere di un luogo. Nel punto di vista dell’insider troviamo la connessione spirituale, emotiva e culturale dell’uomo con suo territorio, mentre in quella dell’outsider la percezione incosciente di questa connessione con il guardiano del luogo. Un punto più intimo, più consapevole, più cosciente, e uno più generale, aperto senza una meta fissa. Notte e giorno, dentro e fuori, particolare e generale, portano tutti a questa entità invisibile ma presente in ognuno di noi, poiché intrinseca nelle nostre relazioni con i luoghi.

tratto da: texts.

Biblioteca comunale di Nesso · FOTOGRAFIE · NESSO · PERSONE e DESTINI

SEGNI DELLA VITA, mostra fotografica di Masha Corabi, a Nesso sul Lago di Como, dal 6 al 19 agosto 2012

Segni della vita
Da lunedì 6 agosto – Nesso

Dal 6 al 19 agosto si tiene presso la sala consiliare del Comune di Nesso la mostra “Segni della vita”: una serie di fotografie di Masha Corabi.

Le intense fotografie presentate in questa mostra raccolgono ritratti di persone che vivono a Nesso e Careno, persone che nei loro anni hanno conosciuto esistenze diverse, hanno svolto mestieri diversi, hanno visto cose diverse. Ma tutte concorrono a comporre oggi il ritratto di una comunità. Leggere i molti aspetti di questa comunità sui loro volti di persone anziane significa avere la misura, al di là di ogni possibile dubbio, della complessità e della ricchezza della vita, presente e passata, del paese. Non c’è una vicenda che possa sovrapporsi a un’altra, esattamente come non c’è, su questi volti, un segno uguale a un altro; eppure tutti partecipano delle stesse vicende complessive.

Bisogna sforzarsi di individuare i tratti personali e di riconoscere le caratteristiche comuni. Bisogna, cioè, non limitarsi a guardare i volti di queste donne e questi uomini come generiche comparse di una messa in scena qualsiasi, ma metterli a fuoco come protagonisti di una ben precisa narrazione. Questi volti significano nomi, soprannomi, incontri, relazioni, racconti

Masha Corabi, autrice delle fotografie, è nata in Unione Sovietica; vive in Italia dal 1990 e dal 1996 risiede a Nesso. Appassionata di fotografia digitale da cinque anni, ha pubblicato immagini di still-life e architettura, ma la sua vera passione sono i ritratti e il reportage. Nel 2010-2011 ha partecipato con un’opera raffigurante le mani di un cittadino di Nesso al concorso fotografico “Confini” a Como.

La mostra sarà aperta il mattino dalle 10 alle 12, la sera dalle 20 alle 22 (chiusa il 15 agosto)

Immagine
FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

LARIO Lago di Como, Sogni e storie d’acqua, Cattaneo editore, 2009. Testi di: Alberto Benini, Fabrizio Mavero, Sergio Poli Fotografie di Vittorio Buratti, Mauro Lanfranchi, Alberto Locatelli Prefazione di Andrea Vitali

LARIO Lago di Como, Sogni e storie d’acqua, Cattaneo editore, 2009

Testi di:

Alberto Benini, Fabrizio Mavero, Sergio Poli

Fotografie di

Vittorio Buratti, Mauro Lanfranchi, Alberto Locatelli

Prefazione di Andrea Vitali

Acqua · Alberi · FOTOGRAFIE · resilienza · Terra

RESILIENZA, da una mostra dedicata a ANDREJ TARKOVSKIJ

FOTOGRAFIE

Fotografiamo le piante della nostra Città – Associazione culturale BARLAFUS domenica 25 marzo ore 10,30

locandina rilievo fotografico copia.jpg

L’Associazione Culturale Barlafus ha organizzato un rilievo fotografico delle essenze arboree presenti nei parchi comunali della città di Erba.

Le immagini saranno esposte durante la fiera AGRINATURA 29-30 Aprile 1 Maggio a Lariofiere di Erba, considerato l’appuntamento annuale più importante sul territorio con l’AGRICOLTURA, la VALORIZZAZIONE TERRITORIALE, la NATURA e l’AMBIENTE  (http://www.agrinatura.org).

Nel rilievo fotografico ci aiuteranno Giuseppe Giorgi, nostro relatore del corso di fotografia e Beatrice Consonni, nostra relatrice durante le chiacchierate sulle piante che teniamo in associazione.

Siamo sicuri che grazie al loro aiuto realizzeremo immagini in cui dettagli, contrasti di luce, colori e contorni descriveranno l’unicità irripetibile del mondo vegetale presente nella città di Erba.

Siete invitati tutti con la vostra macchina fotografica, vi aspettiamo numerosi!

Per info: Francesca 3461570922

www.ibarlafus.com

FOTOGRAFIE · Porta Musa Carla

Omaggio a Carla Porta Musa : Sabato 12 marzo alle ore 17.00 presentazione del libro Le stanze di Carla e inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Pozzoni

OMAGGIO A CARLA PORTA MUSA
Sabato 12 marzo alle ore 17.00 presentazione del libro Le stanze di Carla
e inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Pozzoni

La mostra resterà aperta dal 12 al 31 marzo 
dal lunedì al venerdi 15.00 – 18.00

Famiglia Comasca
Via Bonanomi, 5
22100 Como – 031 271 907

A PROPOSITO DI
A Como, da Carla al compleanno della quasi zia di Bernardino Marinoni, La Provincia, 15 marzo 2011

Tanta cultura in una sintesi fotografica d’artista di Salvatore Pipero

 Omaggio a Carla Porta Musa  -  dal 12 al 31 marzo 2011 - Famiglia ComascaOmaggio a Carla Porta Musa : Carlo Pozzoni fotoreporter.

Acqua · Cerchio dell'Apparire · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Lago · LEGGERE e SCRIVERE · Mi ricordo · Noelle Episteme · Sentieri e Genius Loci · Sguardi · Terra e Clima

Acting Out per NOELLE: dal buio alla luce, passando attraverso tutti i gradi del chiarore, 18 gennaio 2012. Con una prova di scrittura narrativa in suo ricordo

la nostra amatissima Noelle, la gatta con la pancia bianca trovata nel giardino un anno fa e curata a lungo per farla sopravvivere, è scomparsa:

Audio: 

clicca qui per ascoltare: 


Qui la mia personale rielaborazione del meccanismo psicologico dell’ ACTING  OUT

qui tutti i Post dedicati a Noelle Episteme


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Delitto (im)perfetto

Una morte senza un corpo da seppellire, seppure certa, resta una morte imperfetta.

Da Natale a Natale: questo il destino della gatta bianca Noelle.

Noelle, il corpo smagrito e malato, il muso docile e impaurito, il mantello candido chiazzato di arancio e di grigio.

Noelle, immobile nel giardino, portata da chissà chi.

Noelle, la sua repulsione per gli spazi chiusi senza via di fuga.

Noelle, dolce e mansueta, rifugge il contatto umano.

Noelle, ossessione permanente da quel giorno di capodanno, quando, dal cancello del giardino, non è più spuntato il suo bianco musetto.

“Ieri notte è successo il finimondo”, mi dice U., mentre il suo sguardo proteso verso l’alto indica chiaramente la casa di G.. “Non c’è un gatto in giro: quando fanno i fuochi gli viene lo stremizio, ma vedrà che torneranno”.

Certo, torneranno. E infatti sono tornati Luna, Silvestro, Mammagatta, Blu, Belle. Tutti, tranne Noelle.

Maledico, impreco, insulto, bestemmio per cercare di frenare lo strazio che mi cresce dentro. Sul banco degli imputati velocemente raduno persone e fantasmi, immagini e scenari di ogni probabile delitto. E il vano appello inizia:

  • gli scapestrati figli di G., ubriachi fradici che dopo i fuochi torturano Noelle
  • C., che la colpisce a sassate mentre la sorprende vicino al pollaio attiguo al giardino
  • U., che la trascina sotto i cingolati mentre guida la sua motocarriola

Più passano i giorni, più aumentano lo sconforto e la disperazione. Nessuno ha visto Noelle. Perlustro quotidianamente sentieri, scale, mulattiere agitando crocchette, cercando corpi schiacciati, spiando nei cortili, chiamando inutilmente il suo nome.

Gennaio non è ancora finito. Mentre percorro per l’ennesima volta il viottolo che conduce alla mia casa vedo, incastrata fra le rocce del muro e i sassi della scala, un’eterea lanugine, batuffoli di bambagia lievi come soffioni condotti dal vento e atterrati qui e là senza paracadute.

Io so che Noelle è morta. Non so come, dove, quando, perché. E soprattutto non so “chi” è il colpevole. Quel punto del sentiero è assolutamente aperto alla vista. Se Noelle fosse stata catturata da un animale selvatico, ci sarebbero state altre evidenti tracce di sbranamento. Inoltre, quella peluria appare parecchi giorni dopo la scomparsa.

L’essere umano ha bisogno di razionalizzare il dolore per renderlo sopportabile e dotato di senso. Anch’io ho bisogno di ricostruirmi la MIA plausibile ipotesi.

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto timida e schiva, per cui scappa. Imbocca titubante il sentiero, territorio a lei del tutto sconosciuto.

Se i botti fossero rimasti circoscritti ai dintorni della nostra casa, probabilmente al ripristino della calma avrebbe potuto fare ritorno al suo usuale ambiente di vita.

Ma non è così. L’intero paese festeggia ostinatamente la speranza di un anno migliore, riempiendo l’aria con assordanti fragori e tuonanti boati. Noelle continua  a correre impazzita e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così  non fosse stato, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno.

A questo punto i possibili predatori diventano numerosi: la volpe che già nel passato ha sgominato le galline di C., la faina, il tasso, i corvi.

Resta ancora una perplessità: perché quei ciuffi bianchi isolati e lontani?

La spiegazione più verosimile che mi do è che i corvi siano stati gli ultimi spazzini. Trovando i miseri resti nel bosco, nel volo è scivolato qualche brandello di carne e i mille insetti della terra avrebbero ripulito ciò che restava di commestibile, avanzando solo il pelo.

Guardo Chat Noir abbandonato sulle mie ginocchia col muso sprofondato nell’incavo del gomito.

Il suo dorso nero e lucido è in netto contrasto col candore di Noelle.

Anche lui è comparso improvvisamente nel mio giardino cinque mesi dopo il lutto di Noelle, anche lui emaciato e malandato, anche lui bisognoso di cure e amante di quel luogo che gli ha restituito la sopravvivenza.

Chat Noir ha una piccola macchia immacolata sopra il petto, visibile solo quando disperatamente solleva il muso color carbone reclamando un po’ di cibo.

Voglio credere che in quel ciuffo color latte sia nascosta Noelle.

Noelle che, mascherata da Chat Noir, finalmente mi consola di tutte le carezze che mai sono riuscito a darle.


le PLAUSIBILI IPOTESI di Luciana

Partiamo dalle due uniche possibili verità: Noelle o è viva o è  morta.

Prima ipotesi: chiunque entri in contatto con lei avrà una bella occasione di relazione.

Seconda ipotesi, ora anche per me più plausibile. Ho messo gli occhiali. Ha ragione, Paolo, quando mi dice che senza sono ormai una talpa.

Ieri, sul sentiero, ho pure io esaminato i ciuffi di pelo bianchi. Ma mi sono anche guardata attorno, per vedere se trovavo altri miseri resti.

Partendo da quest’unico indizio (potrebbero essere i peli d Noelle), ho vagliato le seguenti possibilità:

  • i peli sono relativamente vicini alla nostra casa, per cui risalgono al periodo della fuga
  • sono in un punto del sentiero “en plain air”: nessun animale sarebbe così stupido da predare una vittima e mangiarsela alla luce del sole, in un punto di passaggio (in genere la vittima viene portata nella tana). E poi non ci sono né segni di sangue, né gli altri avanzi.

La mia ricostruzione pertanto è la seguente:

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto paurosa, per cui scappa. Va verso il sentiero e, se i fuochi si fossero limitati solo alla nostra zona, probabilmente lì si sarebbe fermata fino al ripristino della calma. Ma non è così. L’universalità umana si scatena a festeggiare chissà che cosa e Noelle continua la sua corsa impazzata e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così non fosse, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami. E’ vero che è timida, ma ormai abbiamo sperimentato che quando i gatti sono in difficoltà fanno sentire la loro voce.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno. A questo punto i predatori possono essere numerosi: la volpe che ha già fatto fuori tutte le galline di Cosimo, la faina, i corvi.

L’unica perplessità è sui ciuffi di pelo isolati. La spiegazione più plausibile che mi dò è che i corvi possano essere stati gli ultimi spazzini. Trovando ancora qualcosa e prendendolo col becco, nel volo è scivolato il brandello. Mille insetti della terra potrebbero poi avere fatto la finale pulizia di quel che restava.

Dubito molto di un’aggressione: sicuramente non di umani, ma nemmeno di altre bestie: se Noelle fosse stata sulla strada del ritorno e lì aggredita, avremmo visto gli esiti.

Il mistero è un po’ meno mistero, anche se vorrei tanto che fosse giusta la prima ipotesi.

Per un attimo ho odiato chi ha portato Noelle nel nostro giardino. Mi è sembrato il destino del cavaliere di Samarcanda. Poi ho pensato che ogni vivente ha il suo destino. Abbiamo regalato a Noelle (nel caso della seconda ipotesi) un anno di cure e amore.

Ho anche ben presente il gatto Chet e la sua prematura morte per una malformazione cardiaca. Ci sono gatti col cuore grande, ma evidentemente non sufficiente per accogliere i sentimenti del mondo.


COMO città · FOTOGRAFIE · Libri su Como e il Lario · Mostre

Vedute di Como dell’Ottocento Fino al 27 novembre – Como La mostra, presso il Museo Storico Giuseppe Garibaldi (piazza Medaglie d’Oro 1, da Newsletter NodoLibri

Vedute di Como dell’Ottocento
Fino al 27 novembre – Como

La mostra, presso il Museo Storico Giuseppe Garibaldi (piazza Medaglie d’Oro 1), si inserisce nel programa per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia con l’esposizione di circa 60 pannelli che riproducono stampe della città di Como nella prima metà dell’Ottocento, con l’obiettivo di dare una visione tangibile, e non solo ideale, di quel periodo.

Il visitatore si calerà ed immedesimerà nei cittadini comaschi che vissero in quel magico e fondamentale periodo della nostra storia. Le stampe coprono un arco cronologico ampio proprio per sottolineare la necessità di  interpretare l’Unità d’Italia come esito di una lunga fase preparatoria e prodromica, e non come un breve momento. La città di Como della prima metà dell’Ottocento è caratterizzata da due periodi precisi e distinti, periodi di occupazione, momenti nei quali cresce un nuovo sentimento nazionalista e si impone, grazie all’Illuminismo, il desiderio di libertà. Sono il periodo Napoleonico e quello Austriaco. Entrambi, seppur caratterizzati dalle note negative “colonizzatrici”, portano alla città di Como importanti ed apprezzabili sviluppi nel campo della mobilità, della cultura e dei servizi.

Info: 031.252550 – musei.civici@comune.como.it
Orari: mar-sab 9.30-12.30/14-17; mercoledì orario continuato; domenica 10-13.

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FOTOGRAFIE

Fotografie di Vincenzo Martegani