Muri a secco · pietre

mùro, da: lo Zingarelli 2014 Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli Zanichelli editore

mùro / ˈmuro/
[lat. mūru(m), di orig. indeur.  av. 1292]
s. m. (pl. mùrim. nei sign. 1, 2, 3, 4, 5, mùraf. nel sign. 8)
1 costruzione le cui dimensioni longitudinali e di altezza prevalgono in genere sullo spessore; è realizzato mediante sovrapposizione di elementi come mattoni, pietre naturali e squadrate, con o senza leganti: muro bianco, pulito, intonacatopuntellare il muroattaccare un quadro al muro | muro di sassi, a secco, senza calce | muro maestro, il principale di un edificio, che va dalle fondamenta al tetto | muro divisorio, che separa case o appartamenti contigui | muro di tramezzo, muro sottile, muriccio | muro cieco, privo di vani | muro a tenuta, con intonaco di cemento idraulico | muro d’accompagnamento, che completa le fronti dei ponti raccordandoli col corpo stradale | muro di testa, quello posto in corrispondenza di ciascun lato dei ponti ad arco in muratura, di cui sorregge il coronamento | muro d’ala, muro d’accompagnamento costruito sul prolungamento della spalla del manufatto, che tronca le scarpate del terreno secondo piani verticali normali alle fronti del ponte | muro d’ambito, ciascuno dei muri perimetrali della scala | muro d’anima, muro interno di sostegno della scala | muro di risvolto, tratto di muro parallelo alla fronte del manufatto stradale, che inizia alla fine del muro d’ala |muro di spina, in alcuni tipi di costruzioni a pianta rettangolare, quello, posto lungo un asse centrale, che serve da sostegno alle strutture orizzontali e alle coperture | Muro del pianto, a Gerusalemme, muraglia formata da resti di mura risalenti, secondo la leggenda, al tempio di Salomone, dove è tradizione che si rechino a pregare gli Ebrei | Muro di Berlino, quello fatto costruire nel 1961 dal governo della Repubblica Democratica Tedesca che, fino al 1989, ha diviso la zona orientale della città, posta sotto il suo controllo, da quella occidentale controllata invece dalla Repubblica Federale Tedesca | a muro, detto di oggetti inseriti o incassati in un muro: armadio a muro | batterie da muro, bocche da fuoco poste dietro parapetti di muro, destinate alla difesa di opere fortificate e di costa | palla a muro, V. pallamuro | mettere qlcu.al muro, fucilarlo | parlare al muro, (fig.) a chi non vuole ascoltare | battere la testa nel muro, (fig.) in segno di rabbiosa disperazione | è come urtare contro il muro, (fig.) di persona che non si lascia convincere o situazione difficile da risolvere | (fig.muro contro muro, in contrapposizione frontale, netta e irriducibile | mettere qlcu. con le spalle al muro, (fig.) costringerlo a fare o dire qlco.; costringerlo a tener fede ai propri impegni | (lett.mettere, puntare i piedi al muro, (fig.) impuntarsi in un proposito | (fig.i muri parlano, c’è sempre pericolo che qlcu. riferisca un segreto | (fig.qui anche i muri hanno orecchie, c’è sempre qlcu.che ascolta
2 (est.) ciò che per densità, compattezza, altezza o altri elementi caratteristici può ricordare un muro: un muro di nebbiaun muro d’acqua si abbatté sul villaggio
3 (est.) riparo, difesa (anche fig.): un muro di ghiaccio li proteggeva dal ventoun muro d’orgoglio nasconde la sua timidezza
4 (fig.) barriera, ostacolo: un muro d’odio, d’incomprensione | (fig.muro di gomma, atteggiamento di distaccata indifferenza e di assoluto disinteresse, tale da scoraggiare qualsiasi iniziativa o richiesta | muro del suono, resistenza dell’aria, che aumenta molto sensibilmente quando un aereo raggiunge o supera la velocità del suono
5 (sport) nella pallavolo, azione difensiva attuata da uno, due o tre giocatori affiancati che si oppongono saltando con le braccia tese in alto alla schiacciata degli avversari, talvolta andando a punto direttamente sulla respinta; (est.) l’insieme dei giocatori che effettuano tale azione | fare muro, (est.) difendere qlcu. o qlco. facendo barriera; (fig.) opporsi decisamente e in modo compatto a qlco.i sindacati fanno muro contro le proposte del governo | nell’equitazione, tipo di ostacolo usato nei concorsi ippici costituito da leggeri mattoni di legno sovrapposti | nello sci, tratto di pista in notevole pendenza | nel ciclismo, salita molto ripida
6 (mar.ciascuna delle parti esterne rotonde di dritta e sinistra della prua
7 (geol.) letto di uno strato di roccia | muro di faglia, parete inferiore di una faglia inclinata
8 (al pl.) insieme di opere murarie, spec. quelle che cingono un agglomerato urbano: mura merlate, turriteassalire, scalzare, demolire le muraprima, seconda cerchia di mura;edificare entro, fuori le mura | chiudersi fra quattro mura, (fig.) condurre una vita eccessivamente ritirata
|| (lett.murèllo, dim. | murétto, dim. (V.) | muricciòlomuricciuòlo, dim. (V.)

La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2014
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
Zanichelli editore

Acqua · Biblioteca comunale di Nesso · luoghi misteriosi · montagne · NESSO

ACQUE E ROCCE, studi sui percorsi delle acque sotterranee delle grotte del Pian del Tivano – Valle del Nosèe, con Paola Tognini, Roberto Sala, Virginia Mandracchia, Comune di Nesso/biblioteca comunale, 17 ottobre 2014, ore 20 e 45

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Terra · Terrazzamenti

i “terrazzamenti” del territorio di Nesso, da RIORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO DELLA VAL DI NESSO, TESI DI Silvio Bonali, RELATORE Darko Pandakovic, Politecnico di Milano Facoltà di Architettura, 1999/2000 | COATESA SUL LARIO … e dintorni

Il territorio nessese venne reso coltivabile grazie alla diffusione dei terrazzamenti, anche oggi caratteristici del paesaggio della zona e che nella documentazione medioevale venivano indicati come campi situati “uno sopra l’altro” (“unum super aliud”)

RIORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO DELLA VAL DI NESSO, TESI DI Silvio Bonali, RELATORE Darko Pandakovic, Politecnico di Milano Facoltà di Architettura, 1999/2000 | COATESA SUL LARIO … e dintorni.

Acqua · GENIUS LOCI · Nodo Libri

Il paese dell’acqua I Luoghi Pii Elemosinieri di Milano e le loro terre: un itinerario nel paesaggio dal medioevo ai nostri giorni, NodoLibri

Il paese dell’acqua
I Luoghi Pii Elemosinieri di Milano e le loro terre: un itinerario nel paesaggio dal medioevo ai nostri giorni 

Attraverso una base documentaria di eccezionale valore, costituita dalle carte degli enti caritativi confluiti nell’Azienda di Servizi alla Persona Golgi-Redaelli, il volume affronta con un taglio multidisciplinare e un tono divulgativo i temi delle acque irrigue quali risorsa economica, ambientale e paesaggistica e come fattore determinante per l’evoluzione storica del territorio agricolo e per il sussidio alimentare alle classi povere di Milano.

 

Sono stati focalizzati tre ambiti d’interesse: il primo indaga l’acqua e il territorio come risorse patrimoniali; un secondo ambito tematico analizza l’acqua e il territorio come risorsa economica e produttiva; il terzo filone di ricerca individuato riguarda gli “usi sociali” del patrimonio dei Luoghi Pii Elemosinieri.

 

I molteplici argomenti individuati nel corso delle fasi di studio che hanno preceduto e accompagnato la realizzazione de Il paese dell’acqua hanno offerto lo spunto per la stesura di un cospicuo numero di testi, alcuni da considerare come veri e propri saggi, altri come una sorta di approfondimento – o, meglio, di “messa a fuoco” – su singoli argomenti spesso finora mai indagati: storie di poderi e rogge attraverso la loro evoluzione patrimoniale e geografica, ma anche ricostruzioni di momenti della vita quotidiana di coloro che operavano, vivevano – e tuttora vivono – sul territorio, ripercorrendo nel dettaglio le vicende dei singoli fittabili, dei cappellani, degli agenti, dei benefattori già proprietari in loco.

 

Il volume percorre una sorta di “viaggio virtuale” nel territorio: come il sommario evidenzia, partendo da Milano, cuore pulsante delle istituzioni fin dal medioevo, inizialmente ci si muove verso nord-est visitando i poderi ubicati fuori Porta Orientale dirigendosi verso l’Adda, per poi scendere, in senso orario, verso il Melegnanese, tra Carpiano e Locate di Triulzi. Il viaggio prosegue in direzione di Pavia e nell’Oltrepò, con un’escursione in Lomellina; in seguito si risale verso Milano toccando il Vigentino per ridiscendere nella zona compresa tra Gaggiano, Binasco e Abbiategrasso. Il percorso si compie dirigendosi a ovest e poi a nord verso Magnago, quasi alle porte del Varesotto, concludendosi infine con il ritorno in città attraverso Villapizzone e Niguarda.

 

Questo articolato e invitante percorso si vale di un ricco corredo iconografico, contraddistinto da immagini fotografiche d’epoca e attuali dei luoghi visitati, cartografie storiche, ritratti di personaggi.

 

I testi si devono a studiosi e ricercatori afferenti a discipline diverse: Lucia Aiello, Michela Barbot, Marco Bascapè, Daniela Bellettati, Paola Bianchi, Giorgio Bigatti, Maria Cristina Brunati, Fabio Cani, Francesco Cattaneo, Luisa Chiappa Mauri, Benedetta Crivelli, Matteo Di Tullio, Stefania Duvia, Gianpiero Fumi, Alberto Gabba, Paolo Maria Galimberti, Germano Maifreda, Mirella Montanari, Fabrizio Pagani, Sergio Rebora, Monica Resmini, Edoardo Rossetti, Camillo Sangiorgio, Giorgio Sassi, Daniela Scala, Aurora Scotti, Luca Tosi.

 

Le immagini attuali che illustrano il volume si devono a Fabio Cani, Ilaria Turba, Paolo Vanoli.

 

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Milano-Como, 2013
Edizione: NodoLibri
Pp. 554, Illustrazioni: Ill., F.to cm. 24×30
Confezione: Telato filo refe
ISBN: 978-88-7185-236-2

Euro: 50.00

Il paese dell’acqua — —
GENIUS LOCI · Sentieri e Genius Loci · Terra

l’ALBERO secondo il fotografo Steve Mc Curry

Acqua · COATESA: frazione di Nesso · destino · Fuoco · GENIUS LOCI · memoria · Psiche · Severino Emanuele · Terra

LEGNA E CENERE: l’apparire dell’esser sè di Emanuele Severino nella tavernetta con il camino acceso | da COATESA SUL LARIO … e dintorni

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La legna sta bruciando. Dapprima appaiono i suoi contorni nella luce del fuoco; poi essi scompaiono e appare l’incandescenza delle braci; a sua volta, poi, questa incandescenza scompare e appare la cenere.
La legna spenta, la legna accesa, le braci, la cenere e il vento che la disperde si sono avvicendati nel cerchio luminoso dell’apparire. Al subentrare di ognuno di questi eventi, il precedente esce dall’apparire. Il cerchio dell’apparire non attesta che la legna si trasforma in cenere: appunto perché non attesta che la legna si annienta come legna. Per “trasformarsi”, o “diventare” cenere è infatti necessario che la legna si annienti come legna. Ma se l’annientamento della legna non appare, non può apparire nemmeno il suo “diventare” cenere.
All’interno di quel cerchio, la cenere non è la sorte toccata alla legna; essa non grida, ma tace la sorte della legna. In quel cerchio, la legna non diventa cenere, così come gli uomini non diventano polvere: la cenere è il successore della legna; la polvere dell’uomo. Ma l’annientamento di ciò che muore non appare.

da:

Emanuele Severino . Che significa morire?, estratto da: La strada, già pubblicato in  Amici a cui piace Emanuele Severino

 

disegno di Nanà Dalla Porta in:

GALIMBERTI UMBERTO, MERLINI IRENE, PETRUCCELLI MARIA LUISA, PERCHÉ? 100

Terra

Raccontare la terra – la terra si racconta – laboratorio introduttivo alla ecologia narrativa, seminario a cura della LUA libera università dell’autobiografia

13-16 Giugno 2013
Raccontare la terra, la terra si racconta

Laboratorio introduttivo all’Ecologia narrativa
A cura di Duccio Demetrio e Ludovica Danieli
Con la partecipazione di: Gianni Marucelli, Raffaele Milani, Arrigo Anzani, Gilberto Bettinelli, Giorgio Macario, Rossano Ghignoni, Giancarlo Cammerini, Graziella Picchi, Elena Pugliese, Maria Grazia Mammuccini, Franco Talozzi, Gianfranco Giorni, Speranza Maggini, Leonardo Lotti
Coordinatore culturale Renato Li Vigni
Tutor Carmen Ferrari

Per iscriversi compilare il modulo on.line

Finalità
Il laboratorio si prefigge di sensibilizzare i partecipanti alle pratiche, alle esperienze, ai valori nei quali la proposta culturale dell’Ecologia narrativa si riconosce. Questi spaziano dai temi concernenti il rapporto con la terra in riferimento alle manifestazioni del pensiero (mitico, religioso, filosofico, scientifico), alle attenzioni per come le donne e gli uomini l’abbiano raccontata e raccontino. Con le parole, i gesti, le opere, il corpo, le immagini, le arti, la letteratura anche autobiografica e poetica; e, inoltre, attraverso le tecniche e le tecnologie che, pur trasformandola, non l’abbiano offesa e deturpata: ricorrendo a modalità di coltivazione e uso del territorio rispettose della natura. In ogni racconto individuale o collettivo, in ogni memoria personale, il legame con la terra, nelle sue più diverse manifestazioni, si esprime e scandisce rispetto alle diverse stagioni dell’esistenza. Al lavoro, al tempo del riposo, della contemplazione, della ricerca della bellezza, del silenzio, di un diverso modo di condividere quanto la terra ci insegna, dona e offre. Tali incontri e momenti costituiscono una fonte inesauribile per la narrazione diaristica, autobiografica, filosofica e poetica.
La coscienza e l’educazione ecologica dovrebbero pertanto sempre prendere le mosse dal racconto e dalla scrittura di sé: dedicandosi alla ricostruzione di come ciascuno di noi, dall’infanzia al presente, si sia rapportato e si rapporti ai momenti nei quali più intenso, più concreto, più ricco di stimoli emotivi e cognitivi, si sia rivelato tale incontro: rispetto anche al cibo, al contatto fisico con la flora e la fauna, al paesaggio.

Spesso le parole necessarie e appropriate per raccontare le sensazioni che la terra suscita o suscitò in noi ci mancano, si rivelano inadeguate.
Spesso non sappiamo ascoltare e cogliere quanto la terra ci stia dicendo e vorrebbe insegnarci.
Spesso ci troviamo incapaci tanto di leggerne i segni premonitori, quanto di scoprire tra le righe delle sue narrazioni quale dovrebbe essere il nostro posto e quale senso affidarle, nel mentre possiamo ritrovare il nostro.

Il laboratorio introduttivo proposto, si configura contrassegnato pertanto da un’offerta culturale pluridisciplinare – del tutto propedeutica – poiché infiniti sono i linguaggi con i quali ci è dato dire, scrivere, leggere la terra; così come molteplici sono i codici con i quali essa comunica e si presenta a noi. Esso vuole offrire un primo incontro con saperi e pratiche di parola, scrittura, movimento, concettualizzazione, condivisione finalizzate a porci in grado di apprendere a:

  • ascoltare la terra (come una voce ora potente, terribile, “matrigna”, ora sommessa e pacificante);
  • contemplare la natura (nei suoi paesaggi e territori, nelle vastità ed anche nei più riposti angoli);
  • percepire coi sensi (nel rapporto fisico, sensoriale, emotivo con quanto ci offre e nei modi silenti e meditativi che ogni rapporto intenso con la “madre terra” ci ispira);
  • difendere i territori e i paesaggi (attraverso una voce tacitata troppo spesso, avvilita, di cui possiamo renderci invece interpreti e tutori).

La proposta si rivolge di conseguenza a tutti coloro che si riconoscano nei principi e nelle finalità delineate e desiderino arricchire, anche a livello professionale (perché insegnanti, educatori ambientali, giardinieri e agricoltori amatoriali e non, appassionati di filosofia, poesia, letteratura, pittura…) le proprie conoscenze in merito all’incontro con la terra: in quanto molteplicità di luoghi, appuntamenti, contatti che, grazie ai poteri della narrazione, possano essere meglio rispettati, inclusi nelle nostre vite, resi maggiormente parte di noi.

Programma delle giornate

Giovedì 13 giugno
h 15,00 Presentazione di Duccio Demetrio, Maria Grazia Mammuccini, Gianni Marucelli
h 16,30 Pausa caffè
h 17,00 19,30 Laboratorio di scrittura autobiografica con Duccio Demetrio e Ludovica Danieli “La terra nei miei racconti: ieri e oggi”
h 21,30 Camminata e scritture notturne

Venerdì 14 giugno 
h 9,00 Continuazione laboratorio con Duccio Demetrio e Ludovica Danieli “La terra mi ha raccontato e mi racconta”
h. 15,00 Elena Pugliese “Quando anche gli orti hanno una storia”
h 17,00 Pausa caffè
h. 17,30 Raffaele Milani “Cosa ci racconta un paesaggio”
h 21,30 Presentazione di Aboca Erbe

Sabato 15 giugno
h 9,00 Arrigo Anzani “Sacro e profano: il racconto e la contemplazione della terra”
h 11,00 Graziella Picchi “Gli insetti nostri amici. Come proteggerli per assicurare la nostra sopravvivenza”
h 14,30 Escursione in Valtiberina, Valsovara, Monti Rognosi (tre gruppi) a cura rispettivamente di Giorgio Macario, Gilberto Bettinelli, Gianni Marucelli e Rossano Ghignoni.
Incontri lungo il sentiero con: Franco Talozzi e Gianfranco Giorni (all’acqua viola), Leonardo Lotti (a Ca’ Faggio), Speranza Maggini (sulla via di Ponte alla Piera)
h. 20,30 Arrivo a Ca’ Faggio e cena vegetariana

Domenica 16 giugno
h 9,00 Ludovica Danieli “Intorno all’albero” In ascolto di alcuni miti e scritture personali
h 11,00 Giancarlo Cammerini “Le due facce della narrazione ecologia: natura selvaggia/mondo contadino”

h 12,30 Conclusioni e appuntamenti

da Il Seminario | Raccontare la terra – la terra si racconta.

Bellagio · Elementi materiali · Lago

Natura del Triangolo Lariano: rocce, piante, animali e altre meraviglie. Seconda parte del professor Attilio Selva, modera Alessandro Cerioli, Biblioteca, piazzetta Bifolco 15, Bellagio, ore 21

CONFERENZA DI ATTILIO SELVA

Biblioteca, piazzetta Bifolco 15, Bellagio, ore 21, ingresso libero

Natura del Triangolo Lariano: rocce, piante, animali e altre meraviglie. Seconda parte del professor Attilio Selva, modera Alessandro Cerioli. Il naturalista Selva condurrà, con l’aiuto di filmati da lui prodotti, in un giro virtuale attraverso i paesaggi lariani, illustrerà la flora e la fauna del territorio, e racconterà esperienze vissute in prima persona. Anche direttore del Museo etnografico e naturalistico della Val Sanagra, Selva spiegherà la volontà di preservazione di luoghi incontaminati tutt’ora a rischio cementificazione e mantenere un habitat quanto più antisettico per la tutela delle specie animali. Sarà possibile visionare anche dei reperti fossili rinvenuti sulle montagne lariane dal naturalista stessoImmagine

Terra

TERRA MADRE (in agris dura et laboriosa vita est), Workshop di GIOVANNI MARROZZINI

marozzini

 

segnalato da https://www.facebook.com/alessandra.cicalini

Acqua · GENIUS LOCI · Sondrio

I LUOGHI DELL’ACQUA Architetture e paesaggi delle centrali elettriche in Valtellina,

I LUOGHI DELL’ACQUA
Architetture e paesaggi delle centrali elettriche in Valtellina

In Valtellina, ma l’assunto vale per gran parte dei territori italiani alpini, il “nuovo nell’architettura” lo hanno portato le centrali idroelettriche e le istallazioni che intorno ad esse ruotano.

È su questa tesi che si impernia la mostra “I luoghi dell’acqua” prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, in collaborazione con la Fondazione AEM e a2a, che si terrà a Sondrio dal 20 febbraio al 30 marzo 2013 nella doppia sede espositiva della Galleria Credito Valtellinese (PIAZZA QUADRIVIO 8) e del MVSA (VIA M. QUADRIO 27).

L’esposizione curata da Giacomo Menini, architetto e docente a contratto dell’Università di Bergamo, completa la trilogia di mostre e pubblicazioni dedicata al “Paesaggio Costruito”, tema su cui la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese ha già proposto le mostre “900+ / Václav Šedý. Fotografie di architettura al centro delle Alpi. 1900 – 2010” e “In viaggio. Strade ferrate, itinerari, persone per unire le Alpi”, rispettivamente sui temi dell’architettura alpina e delle ferrovie tra Svizzera e Valtellina.

“I luoghi dell’acqua” rivolge il suo interesse alle decine di opere edilizie e infrastrutturali dedicate all’utilizzo della risorsa idrica per la produzione di energia, iniziata agli albori del XX secolo e tuttora in atto. Centrali, cabine elettriche, invasi, bacini e dighe, canalizzazioni forzate, dissabbiatori, insediamenti abitativi e ripari tecnici, costituiscono il vero paesaggio artificiale a testimonianza del rinnovamento architettonico e urbanistico nella provincia di Sondrio e nelle valli limitrofe.

Inaugurazione: MARTEDI’ 19 FEBBRAIO 2013 ore 18.00
Sala dei Balli – Palazzo Sertoli

Orari e ingressi:
Galleria Credito Valtellinese e MVSA
da martedì a venerdì h. 9.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00
sabato h. 9.00 – 12.00

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Acqua · AUDIO e VIDEO · FOTOGRAFIE · Lago

“Un lago segreto”, in vendita con il quotidiano a partire da martedì prossimo 20 novembre. Realizzato dal giornalista Giuseppe Guin e dal regista Paolo Lipari, il video racconta l’emozione del lago di Como vissuto nelle ore più inconsuete, quelle serali e notturne: un lago che affascina con le sue innumerevoli bellezze

Alla scoperta di UN LAGO SEGRETO
Presentazione DVD

Diego Minonzio, direttore del quotidiano La Provincia di Como, è lieto di invitare alla
presentazione del DVD “Un lago segreto”,
in vendita con il quotidiano a partire da martedì prossimo 
20 novembre.LUNEDI’ 19 NOVEMBRE 2012 ALLE ORE 18:45 
presso la sede della Scuola cine-video Dreamers c/o Villa Sucota
(via Per Cernobbio 17, Como).Durante l’incontro verrà proiettato il video.
Seguirà rinfresco curato da Oliver Twist.
Realizzato dal giornalista Giuseppe Guin e dal regista Paolo Lipari,
il video racconta l’emozione del lago di Como vissuto nelle ore più inconsuete,
quelle serali e notturne:un lago che affascina con le sue innumerevoli bellezze,

al riparo dai rumori e dalle preoccupazioni

della vita di tutti i giorni. I pescatori della notte, i sotterranei di Villa Pliniana,

le an tiche cave di sasso,

le vecchie darsene, le fortificazioni, gli orridi, le chiese nascoste, i viottoli bui,

i temporali improvvisi,

l’incanto di una Lucia che naviga ancora nell’oscurità

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Acqua · FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Nodo Libri

Bruno Bianchi IL LAGO , NodoLibri

Bruno Bianchi
IL LAGO

Il “lago” è quello di Como, visto attraverso gli occhi attenti di un suo profondo conoscitore, interessato tanto agli aspetti più noti e appariscenti (le ville, i giardini…) quanto a quelli più quotidiani e segreti (i viottoli, la vita, il lavoro…).

Un testo sospeso tra storia e poesia, tra racconto e analisi, diretto sia alla valorizzazione di quanto di autentico il lago conserva tuttora, sia alla denuncia dei rischi di snaturamento e rovina.

Un lago percorso senza fretta e illustrato da una voce esperta in sottofondo.

Promosso dalla Delegazione di Lecco del FAI – Fondo Ambiente Italiano, il volume (NodoLibri, 2009) è arricchito da un album di vedute del lago tratte dalla rivista inglese The Studio, edita all’inizio del Novecento.

Immagine News Nodo