GENIUS LOCI · Paesaggio · Panchine

Michael Jacob, SULLA PANCHINA, percorsi dello sguardo nei giardini e nell’arte, Einaudi, 2014

Affacci · GENIUS LOCI · Panchine

Michael Jacob, SULLA PANCHINA, ad Amaltea, 21 maggio 2014

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COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · infarto

Oggi visita al giardino di Amaltea, mercoledì 21 maggio 2014

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · infarto

Oggi visita al giardino di Amaltea, mercoledì 21 maggio 2014

Questa mattina, mercoledì 21 maggio 2014, visita al giardino di Amaltea, con tutte le cautele:

piccoli passi e frequenti fermate.

Per ricordare l’evento:

GENIUS LOCI

Gabriele e il suo “giardinare” come aiuto terapeutico

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BIOGRAFIA, biografie · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Nodo Libri · Paesaggio · STORIA LOCALE E SOCIETA' · triangolo lariano

Luca Grassi, L’ultima estate. Comunità, attività umane, vita quotidiana dei paesi tra Lario e monte San Primo sul filo dei ricordi, NodoLibri edizione, 2013

vai alla scheda dell’editore

https://www.nodolibri.com/narrativa/104-l-ultima-estate-.html

Sul filo dei ricordi di famiglia e della comunità, il racconto della cultura tradizionale, delle attività economiche e della vita quotidiana del territorio al centro del Lago di Como, sulle sponde del Triangolo lariano e lungo le pendici della Valassina e del monte San Primo. I centri abitati e la toponomastica, il lavoro sui campi, in collina e in montagna, sui pascoli, sul lago, all’aperto e in bottega, con i forestieri, gli alberghi e le infrastrutture turistiche, la scuola e le osterie, i giochi e le devozioni, le bande e la cucina tradizionale. Senza nostalgia e con molto affetto per una terra che cambia ma che conserva le tracce significative della sua storia.

500 passi · AUDIO e VIDEO · Camminare in COMO città · contare i passi · Gradini

i 500 passi verso Amaltea, marzo 2014

Mi piace contare i gradini e stupirmi di alcune regolarità ripetitive che un’architettura non mia ha saputo costruire da tempi più o meno memorabili.

76 sono per esempio i gradini che interrompono il sentiero della mulattiera che scende a lago.

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Tra il 74 e il 75° c’è il respiro di un passo. E gli ultimi due degradano più dolcemente. Quando li ripercorro in senso contrario, al 48° c’è una breccia sul muro sassoso che delimita un pezzo di bosco privato. Sembra un invito al riposo durante la risalita, un piccolo brandello di scorcio su quella baia protetta che fa parte del mio paesaggio dell’anima.

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Mi piace contare i gradini quando apro il cancello. 9 gradini e il corridoio sotto il cupolone delle viti, verdi e pesanti con i loro grappoli di un colore che muta man mano che le giornate si accorciano.


VIDEO del 2 marzo 2014

 

VIDEO del 30 dicembre 2013

 

casa · GENIUS LOCI

Piero Calamandrei, INVENTARIO DELLA CAMPAGNA (1941), Edizioni di storia e letteratura, 2013

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Cerchio dell'Apparire · GENIUS LOCI · Lago

Paolo Ferrario, riflessione notturna dopo: IL LAGO MAESTRO, monologo di Giuseppe Guin, orchestra ensemble Marco Fusi, al Teatro Sociale, giovedì 16 gennaio 2014 fra le 20 e 30 e le 22 e 30

Sono di ritorno da:
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E’ bello vedere e trovare qualcuno che ha ben compreso la “potenza” di luogo del Lago di Como.

Le due torrette della ex cava di Faggeto assomigliano tanto al meditabondo ponte della Civera:

In questi angoli di mondo, dove si arriva solo a piedi o in barca, si può essere presi dallo “spleen”, quella specie di malinconia che assomiglia ad un tango. Occorre lasciarsi andare però. Occorre provare a perdere il controllo sulla situazione di vita.

In  questi anfratti, dove conta lo sciabordio delle onde, o le notti di stelle, o gli occhi degli uccelli notturni, si trova, se lo si vuole trovare,  quello che gli antichi chiamavano Genius Loci.

Lo spazio ed il tempo sono le categorie essenziali per la stessa nozione di esistenza: ogni percezione di sé e del mondo si realizza nello spazio ed anche le rappresentazione mentali e culturali si realizzano in uno spazio. Il tempo è la curva inesorabile che struttura ogni gesto della nostra vita, ma noi lo viviamo in uno spazio. E’ il nostro linguaggio a rivelarci che sempre  pensiamo noi stessi collocandoci in un luogo. Infatti diciamo “sentirsi a casa” o “sentirsi spaesati” o ancora “sentirsi in trincea” o “stare a casa di Dio”. Dunque la spazialità permea il pensiero e il linguaggio.

Per cominciare a costellare il tema del luogo ricorro alla  energia del pensiero di James Hillman (2001), quando ci avvisa che: “se è vero che l’anima ha a che fare con l’approfondirsi degli eventi, questi eventi non sono solo dentro di noi ma possono essere dentro il mondo. Questa è l’anima mundi, l’anima nel mondo, o del mondo”. E’ davvero forte questa suggestione che orienta a cercare l’anima nei luoghi. Non è la Psiche ad essere in noi, noi siamo nella Psiche. Mettere in relazione il proprio sé con il  mondo esterno è come un “fare anima” anche con il gesto semplice di stare in un posto, alla ricerca lieve, curiosa ed interessata di quel qualcosa di difficilmente afferrabile (se non vi si presta amorosa attenzione) che va a costituire il nucleo essenziale di in luogo. Lo si cattura con una intuizione o con una percezione sintetica.

Lo si è chiamato “Genius Loci”, per rappresentare l’essenza, l’anima, la forza di un luogo. Qualche architetto, in evidente riflessione autocritica, dice: “Il luogo rappresenta quella parte di verità che appartiene all’architettura: esso è la manifestazione concreta dell’abitare dell’uomo, la cui identità dipende dall’appartenenza ai luoghi” (Christian Norberg-Schultz, citato da Francesco Bevilacqua, 2010).

Uno spazio diventa luogo se si manifestano relazioni affettive, economiche e simboliche. Ci deve essere un investimento psicologico e culturale affinché ci sia questa trasformazione.

Giuseppe Guin ha ben capito  (e ce lo ha detto con intensità, accompagnato dai musicisti)  che “luogo” e “persone ” assieme producono emozione.

In questa relazione fra la persona ed il luogo c’è un sapore di eterno. E così coloro che lui ha incontrato sulle rive sono ancorà lì. Perchè è impossibile che le cose vengano dal nulla e finiscano nel nulla,  quando “sentiamo”  il senso che da lì viene fuori. Ma se viene fuori, vul dire che c’era già da prima.

Ma, certo, occorre essere disponibli a questo ascolto.

Cesare Guin lo ha provato nella sua esperienza diretta e ce lo ha raccontato con la sua voce e con i suoi compagni di scena

Ci si sente bene, poi, quando dal teatro sociale, si passa per piazza del Duomo e ci si saddentra nella città murata, percorrendo i passi di via Cinque Giornate.

Abbiamo il privilegio di vivere in un pezzo della terra davvero straordinario.

Cielo e Nuvole

Il cielo in una stanza del centro storico di Como, al suono di Danilo Rea e al canto di Gino Paoli

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

Ognuno di noi abita una «casa» , chiamiamola così. Attorno, a perdita d’occhio, la brughiera. Il fuoco è acceso, la tavola imbandita. Ma capita, guardando verso la finestra, che il vento ci faccia credere di trovarci là fuori — e ci si dimentichi di dove siamo davveroSi è «a casa»

Emanuele Severino

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Cielo e Nuvole

ancora: Il cielo in una stanza del centro storico di Como, in occasione dei nostri trent’anni di vita insieme

casa · Centro Storico di Como · GENIUS LOCI · la confortevole tana · via Cinque Giornate

il centro storico di Como: da Viale Varese, attraverso Via 5 Giornate, al Duomo

da Viale Varese, attraverso Via 5 Giornate al Duomo

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