Categoria: NESSO
ancora i BATTELLI A COATESA nella primavera del 2013
LA STRADA REGIA CHE DA COMO PORTAVA A BELLAGIO: il TRATTO DA TORNO A LEZZENO, Società archeologica Comense, 2004
L’alternativa, per chi non vuole fare il giro alto passando da Piazzaga, può essere quella di continuare lungo la statale per circa altri 500 m, prendere la provinciale asfaltate che sale a Molina e percorrerla per circa altri 500 m, girare a destra sulla pedonale acciottolata (Via per Molina), e percorrerla fino a ricongiungersi con la Strada Regia poco sopra la Chiesa di Santa Margherita, come si può vedere qui:
http://hiking.waymarkedtrails.org/it/?zoom=17&lat=45.85808&lon=9.1426&hill=0.855&route=0.31#
Grazie al Alberto per l’informazione






La STRADA REGIA, il tratto da Torno a Nesso, passando per Molina, Lemna, Palanzo, Pognana, Monti di Careno

Da Torno, passando per Faggeto e arrivando a Pognana:
lunghezza del tratto pedonale: 8,9 Km
tempo di percorrenza 4,5 ore circa
percorso: mulattiere gradonate, sentieri e tratti di asfalto
dislivello m 400
Passaggi:
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si imbocca la mulattiera camminando un poco sull’asfalto sopra la Villa Pliniana
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Salita ripida all’interno della valle della Pliniana che viene scavalcato attraverso un ponte di pietra
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si procede nel bosco e lungo la costa, si incrocia la strada asfaltata e si arriva a Molina
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“la nostra prossima meta (Lemna), è proprio di fronte a noi ma per passare la valle dei Molini, si deve fare un lungo giro. Imboccata Via Fontana e poi, via Fontana Vecchia si passa accanto ad un antico lavatoio. Cammina, cammina, poco dopo un ponte si lascia la strada selciata per imboccare un sentiero che scende nella valle e attraversa il torrente con un guado (1h. 20′).” (tratto da http://digilander.libero.it/felice/Stradaregia2.htm)
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Palanzo, a questo punto, è a un tiro di schioppo ma anche in questo caso si deve passare la profonda valle di Cairo. Poiché la Strada Regia, in questo punto, è andata persa, non resta che seguire l’asfalto (poco traffico) fino al cartello con la scritta “Palanzo frazione di Faggeto Lario” dove si riprende, a monte, l’antica mulattiera. Per entrare nel paese occorre attraversare un ponte, quindi, dopo essere passati sotto un portico, si sbuca di fronte alla chiesa di Sant. Ambrogio (tratto da http://digilander.libero.it/felice/Stradaregia2.htm)
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tratto in discesa verso Pognana, tramite una bellissima mulattiera. Nel percorso si passa la chiesa di San Rocco, con una vista a lago tipica del paesaggio del lago di Como
Da Pognana, passando per Careno e arrivando a Nesso:
lunghezza del tratto pedonale: 5,6 Km
tempo di percorrenza 2,5 ore circa
percorso: mulattiere gradonate, sentieri
dislivello m 415
Passaggi
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si imbocca via Quarzano per arrivare alla omonima frazione di Quarzano. Il lago è sotto, 50 metri più in basso
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salita ai Monti di Careno (altitudine 65o m, circa un’ora)
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proseguire fino a Nesso, passando per la frazione Castello
Bibliografia:
Albano Marcarini, LA STRADA REGIA, a piedi da Como a Bellagio, Lyasis edizioni, Sondrio 2007
Strada regia da Torno a Pognana (vai a http://digilander.libero.it/felice/Stradaregia2.htm)
da Como a Coatesa in Corriera, 20 marzo 2013
Un pomeriggio autunnale a Coatesa sul Lario
Fabio Cani, Nesso. L’economia della terra, Altre pubblicazioni di Fabio Cani sulla storia di Nesso: Nesso. Una scuola per i figli del popolo (NodoLibri, Como 2009) Nesso. I consumi e il ritrovo (NodoLibri, Como 2008) Nesso. Il lavoro dell’acqua (Fabio Cani/Rodolfo Vaccarella, NodoLibri, Como 2004) Nesso. I nomi dei luoghi (NodoLibri, Como 2003)

Fabio Cani
Nesso. L’economia della terra
Basato sulle numerose testimonianze delle persone abitanti a Nesso e Careno (frazione di Nesso), Nesso. L’economia della terra (NodoLibri 2011, collana Territorio storia e arte) propone un nuovo sguardo sulle vicende storiche del paese, continuando l’opera di consolidamento della memoria storica locale.
Altre pubblicazioni di Fabio Cani sulla storia di Nesso:
Nesso. Una scuola per i figli del popolo (NodoLibri, Como 2009)
Nesso. I consumi e il ritrovo (NodoLibri, Como 2008)
Nesso. Il lavoro dell’acqua (Fabio Cani/Rodolfo Vaccarella, NodoLibri, Como 2004)
Nesso. I nomi dei luoghi (NodoLibri, Como 2003)
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TEMPI DEL LAVORO 110 anni di immagini e di storie nel territorio comasco, Venerdì 5 ottobre 2012 alle ore 21:00 presso la Sala consiliare del Comune di Nesso si terrà la presentazione del volume a cura di Fabio Cani con testi di Fabio Cani,Luca Fonsdituri, Paolo M. Gagliardi, pubblicato da NodoLibriin occasione del 110° anniversario della Camera del Lavoro di Como
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A Nesso un mese senza Posta Pensioni, Per aiutare gli anziani che devono recarsi all’ufficio di Pognana per riscuotere la pensione il Comune organizzarà un servizio di accompagnamento
NESSO – L’ufficio postale chiude per l’intero mese di ottobre e per disbrigare qualsiasi tipo di pratica gli utenti devono recarsi a quello di Pognana Lario.
È questa la situazione che, venutasi di recente a creare a Nesso, rischia di far passare un autentico mese di passione agli utenti del locale ufficio postale. Spiega il sindaco, Anna Scorti Perlasca: «All’indomani della rapina registratasi in estate, Poste Italiane ha deciso di dotare l’ufficio di Nesso di un sistema di videosorveglianza. Un’opera, tengo a precisare, tanto preziosa quanto indispensabile per la sicurezza della nostra comunità». Per aiutare gli anziani che devono recarsi all’ufficio di Pognana per riscuotere la pensione il Comune organizzarà un servizio di accompagnamento.
(classificato in DELINQUENZA E CRIMINALITA’)
le recensioni di Gabriella D’Ina su Lo scaffale segreto della libreria Hoepli di Milano
vai a: GABRIELLA
Intervista con Gabriella D’Ina (Feltrinelli) – La Repubblica
16 set 2000 – Il suo nome è sconosciuto al grande pubblico dei lettori ma una sua parola può decidere la sorte di un autore
GABRIELLA D’INA. GABRIELLA D’INA Ho lavorato subito dopo il liceo nell’editoria, occupandomi di realtà molto diverse: illustrazioni di fascicoli d’arte alla …
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Album Feltrinelli. 1955-2005
Cinquant’anni di storia culturale attraverso le immagini
Cura: Gabriella D’Ina
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In breve
Una storia illustrata della Casa editrice, della Fondazione e delle Librerie Feltrinelli. Un percorso culturale in cinquant’anni di storia, scandito anno per anno.
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Il libro
Dai primi libri pubblicati nel 1955, Il flagello della svastica di Lord Russell di Liverpool e l’Autobiografia di Nehru, si snoda la storia di un’impresa editoriale e culturale che non ha eguali in Italia, per la persistenza degli obiettivi, per il riscontro di pubblico, per l’apertura a tematiche letterarie, politiche, sociali, di avanguardia. Scorrono, come in un film, le immagini dei successi più clamorosi, Pasternak, Tomasi di Lampedusa, e delle avventure più singolari, dalla pubblicazione clandestina dei Tropici di Miller alla proposta di avanguardia del gruppo ’63 che vide schierati grandi intellettuali come Sanguineti e Pagliarani.
Nelle pagine scorre, come contraltare, una didascalia che contestualizza il momento storico, il qui e ora: nell’anno del Gruppo ’63 leggiamo, in questa sorta di titolo corrente, la notizia della morte di Kennedy, della tragedia del Vajont, del Kenya indipendente, del trattato dell’Eliseo, firmato da Adenauer e De Gaulle. Così, nel 1964, quando viene pubblicato La prossima volta il fuoco di James Baldwin, leggiamo in filigrana che si tratta dell’anno dell’intervento Usa in Vietnam, dell’anno in cui Cassius Clay è campione mondiale, dell’anno dei Beatles e dei Rolling Stones… Scorrendo la storia illustrata dei primi cinquant’anni della casa editrice vediamo affacciarsi alla ribalta letteraria autori come Tabucchi, Benni, Isabel Allende, Arbasino, Kapuściński, saggisti quali Maldonado, Cacciari, Foucault, Galimberti… vediamo la nascita della Fondazione Feltrinelli, delle Librerie, straordinario punto di aggregazione culturale, fino alle esperienze più recenti di nuove collane posizionate sui fenomeni dell’oggi. Una storia che si snoda attraverso centinaia e centinaia di fotografie, di copertine, di materiali editoriali, irripetibile come ogni storia, ma anche crocevia di storie diverse, di storie individuali, di storie sociali, di storie del pensiero. Un Album di come eravamo, ma soprattutto di come siamo, o meglio di come le parole e le immagini continueranno a cambiare la nostra vita. “Il grado di civiltà del nostro paese,” scriveva Giangiacomo Feltrinelli nel catalogo del 1965, dopo dieci anni di attività – dopo aver sintetizzato le direzioni della casa editrice verso il confronto delle idee, ma anche verso la cosiddetta letteratura d’evasione – “dipenderà anche, e in larga misura, da cosa, anche nel campo della letteratura di consumo gli italiani avranno letto”. |
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Approfondimento
“Cinquant’anni di Feltrinelli in un album fotografico: qui troverete momenti, luoghi, facce, grafiche che hanno reso tremendamente seria questa avventura. Naturalmente non c’è tutto, o meglio, c’è una piccola parte del tutto. Impossibile riproporre i quasi settemila titoli pubblicati dalla casa editrice dal 1955: e come riprodurre la competenza, la tenacia, la creatività di cosi tanti amici e collaboratori? E tutte le articolazioni di pensiero, di progetto, di vita che questa storia letteralmente inventata da Giangiacomo Feltrinelli ha prodotto? Davvero non si può cercare di esaurire in poche pagine il ruolo scientifico che svolge la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e, prima del decreto presidenziale del 1974, che ha svolto l’Istituto Feltrinelli. O l’avventura – alla quale rimango legatissima – delle Librerie Feltrinelli. Ma io che sono nata come fotoreporter (e non ho mai preteso di essere una vera fotografa) ho sempre amato quelle che in gergo si chiamano snapshots, che il mio dizionario traduce come “istantanee”. In un certo senso, questo album è una collezione di snapshotsche Gabriella D’lna ha ritrovato nei nostri archivi e ha affidato alle mani di Salvatore Gregorietti (inventore con Bob Noorda negli anni ottanta del nostro attuale marchio, con la effe a freccia). Guardo il lavoro che abbiamo fatto e il tempo mi restituisce il senso della progettualità che trova sempre il calco di una storia, la forma di un’idea. La precisa sensazione di un “caos organizzato” in cui mi riconosco. Siamo stati e continuiamo a essere sensori e generatori di cultura, dentro la modernità.”
Inge Feltrinelli |






