Questa fotografia aveva un destino, anche se Mino Di Vita al momento dello scatto non poteva immaginarselo.
Da quando avevo sfogliatoil libro Alte visuali ero stato subito conquistato da quella immagine che – con un “taglio” irripetibile – immetteva nel cerchio dell’apparire l’elemento che contraddistingue la frazione di Coatesa e cioè il gruppo di case che sono state costruite a picco sull’Orrido di Nesso.
In tutta evidenza un artista sa cogliere non solo l’elemento ” paesaggio”, ma anche le dinamiche del “cuore” che lo alimentano.
Gli eventi si sono susseguiti così: prima la sua autorizzazione a pubblicare la fotografia sul blog, successivamente il suo primo regalo della stampa, poi la Mostra al Broletto di Como e – infine – il suo dono della gigantografia 100 x 70 che ora occupa uno spazio importante della casa.
Il nostro entusiasmo ha contagiato l’amico di Luogo Chicco, che – con la perizia tecnica che lo contraddistingue – ha fabbricato la cornice di legno che accoglie il pannello:
E così ora un oggetto apparentemente inanimato illumina la storia, la geografia, le biografie di coloro che hanno il privilegio di abitare qui o di camminare sui sentieri che portano a Coatesa sul Lario:
Grazie a Mino e a Chicco e – con loro – agli Abitatori del Tempo che lungo le generazioni hanno creato e fatto “manutenzione” del Luogo chiamato Coatesa.
a cura di Luisella Longobardi
Palazzo Broletto, piazza Duomo, Como
dal 6 al 21 agosto 2011
orari: 11-19 da martedì a domenica
ingresso libero
catalogo: Edizioni Lab63
Si è aperta ieri a Como nello storico salone del Broletto Alte Visuali, la mostra che espone una sintesi delle spettacolari immagini scattate da Mino Di Vita e contenute nell’omonimo libro. Gli scatti, realizzati sorvolando le coste lariane con un’idrovolante, propongono visuali inesplorate di architetture e paesaggi, esaltandone la complessità e fornendo una chiave di lettura più profonda del rapporto magico esistente fra il costruito e la natura circostante. Oltre che il soggetto è insolito anche l’allestimento. Infatti, è stata scelta una soluzione che consiste nell’appoggiare le fotografie sul pavimento inclinandole di circa 40 gradi, per favorire la posizione dello sguardo e consentire al visitatore di ammirare le immagini dall’alto nel vero significato della parola
Ieri sera, di ritorno dalla sua mostra al Broletto, abbiamo passato la sera con l’amico cui avevamo pensato di regalare il suo libro Alte visuali ad ammirare le fotografie viste dal punto di vista medio-alto (l’idrovolante).
Lui naviga “il lago dal lago” da almeno 50 anni. E ogni volta esclamava la sua sorpresa nel vedere quello che c’è OLTRE le rive che ha bordeggiato .
Ma c’è di più : a Como ha anche visto al sua casa di quando era bambino e ragazzo.
Insomma: in Alte visuali una persona ha potuto rintracciare alcuni luoghi della propria biografia
Questo ottiene il taglio delle fotografie di Alte visuali
ci tenevo a comunicarle un esito della sua ricerca artistica (intendo quella del fotografo Mino di Vita, con questa idea di rappresentazione dei paesi del lago)
auguro grande successo al libro ed al suo futuro professionale
e arrivederci a domenica sera attorno alle 18 e 30, quando passerò con mia moglie a prendere il bellissimo regalo che ha voluto farmi
PRESENTAZIONE del libro: NESSO. L’ECONOMIA DELLA TERRA
Venerdì 5 agosto alle 18.00 presso la Sala Consiliare di Nesso (in frazione Onzanigo) verrà presentato, con la partecipazione della nuova giunta, Nesso. L’economia della terra di Fabio Cani, edito da NodoLibri per il Comune di Nesso.
Il volumetto è una trattazione di 80 pagine sulla storia delle diverse forme di economia nel Comune di Nesso e nella frazione di Careno. Questo testo è frutto delle interviste agli abitanti del luogo, grazie alle quali è possibile apprendere particolari e curiosità. Dopo l’introduzione, che svolge la funzione di sintesi e commento, nei seguenti tre capitoli vengono spiegate le attività svolte dalle persone della zona: l’allevamento e il sistema della monticazione, il lavoro in cava dei “picasass” o scalpellini e la fabbrica di “pedù”, cioè le scarpe in stracci e gomma realizzate artigianalmente.
Inoltre il libro è corredato da numerose fotografie d’epoca in banco e nero, poste alla fine di ogni capitolo, che chiariscono la vita quotidiana degli abitanti di Nesso e che possono aiutare il lettore a comprendere nel dettaglio l’artigianato locale di non molti anni fa. Il testo consente di conoscere le radici del territorio e di riuscire a capire che la vita in questi paesi, che agli occhi moderni può apparire facile, non è per nulla “semplice”.
A seguire, presso i locali della Scuola primaria di Nesso nel palazzo comunale, inaugurazione della mostra di pittura e fotografia di Giuseppe Galliani, Ennio De Carli, Fausto Zambra e Natale Castelletti, ed esposizione di materiali riguardanti i 150 anni di Unità d’Italia.
Nella parola “festa” si sente l’iniziale “fe” di “felice“.
Il senso iniziale è dunque la felicità, che poi diventa l’evento festivo di cui parlano gli ordini perentori delle religioni. Dicono, infatti, “ricordati di santificare la festa“, come se ci fosse bisogno di qualcuno che deve pretendere che si santifichino le feste, quando ciascuno di noi già sa essere autenticamente festivo, quando e se è arrivato il momento.
In realtà è felice colui o colei che è vicino alla fonte della felicità, che, all’origine del ciclo della vita, è il seno materno, portatore dell’alimento essenziale. Anche “mammella” nel greco antico riconosce la radice “fe”
La “festa” allude alla necessità che si interrompa l’opera e che si pensi al senso dell’opera. Dopo aver lavorato, l’uomo (e il dio che si è inventato) riflette sulla propria opera e celebra la festa della contemplazione del modo in cui ha agito.
(parole ispirate da una lezione di Emanuele Severino)