Come il lamento di un bosco, come il trillo non udito di un usignolo, si spande l’armonia ed empie l’aria e per l’aria ti va nelle orecchie e nelle cervella e nel cuore. Vibra vibra l’aria commossa dal trillo dell’usignolo! Poi possente completa la melodia ti domina e tu la domini e tutti gli atomi vibrano di una gioia divina.
Poi quando saturo di musica lo spirito riposa come la terra che raccoglie un seme germoglia e sboccia in mille immense costruzioni d’armonia.
Quando Buffalo Bill portò il suo circo a Como nel 1906, c’era anche lei tra il pubblico. Aveva quattro anni. Quasi mezzo secolo più tardi pubblicò il primo romanzo nella “Medusa degli Italiani” di Mondadori e a 110 anni l’ultimo articolo per il giornale della sua città. È una storia straordinaria quella che Carla Porta Musa (Como, 1902-2012) ha scritto con la sua vita operosa di narratrice, poetessa, giornalista e promotrice culturale, attraverso due secoli. Raccontarla significa gettare nuova luce sul Novecento culturale italiano, incontrare Carlo Linati, Piero Chiara, Dino Risi e Margherita Sarfatti. Nell’«interessantissima» vita dell’«indomita amica» Carla – come la definì Claudio Magris – entrano tante pagine di storia: dalle guerre mondiali all’11 settembre. Firma della “Domenica del Corriere” e prima titolare della rubrica “Posta del cuore” della rivista “Amica”, Porta Musa ha compreso che la parola apre mondi. Fa rialzare. Compensa la frustrazione di sentirsi una madre imperfetta o di abitare il cono d’ombra dopo l’esaltante parentesi del successo. La sua biografia letteraria è soprattutto questo, un incontro che cambia la vita.
Premessa Scopo e metodo Fonti inedite e d’archivio 1. In cerca del proprio destino E attendevo che il tempo passasse/Quel tè con Linati. L’allieva Carla/È così difficile/Le lucenti fedi/«A ridarmi un po’ di pace». Moglie e madre 2. Noviziato letterario Nuovi orizzonti/«Quando riuscirò a parlare con un editore…»/Ritorno alla poesia 3. “Scrittrice”, finalmente Nella “Medusa degli Italiani”/Virginia 1880, tutta un’altra storia/Nell’élite letteraria/Frustrazioni di una scrittrice 4. Giornalista non per caso La piccola lettrice/Direttore letterario della rivista “Como”/Il dialogo con le lettrici di “Amica”/Firma della “Domenica del Corriere” – Racconti «leggeri e garbati» 5. L’amica Carla Tra i protagonisti del Novecento (e oltre)/Margherita Sarfatti al “Soldo” e nelle lettere/Dino Risi, lezioni di cinema/Lo stupore di Piero Chiara e gli incontri di Montecatini/I Falck, una «lunga e straordinaria amicizia»/Firenze, oh cara!/Indomita amica: l’epistolario con Magris 6. Seconda giovinezza letteraria La stagione del raccolto/Fino all’ultimo narratrice/Giovane è la parola. Vocazione e destino Ringraziamento di Livia Porta Bibliografia
Un cane come Speck è una vera sciagura. Un randagio impossibile da addestrare, incapace di recepire i comandi. È quasi cieco da un occhio e se si gira troppo in fretta da quella parte va a sbattere contro un palo della staccionata, o il fianco di un furgone in corsa; il suo udito è lacunoso, tutte e due le orecchie sono state strappate all’attaccatura durante la sua ultima lotta seria tra cani, anche se, per qualche miracolo, è sempre in grado di sentire le parole “spuntino” e “biscotto”; e anche il suo olfatto è un po’ compromesso… Speck è incorreggibile: corre dietro alle auto, litiga con i gatti, sguazza nella merda di asino, armeggia con le carcasse, importuna i corrieri a domicilio, attacca briga con il bestiame… Eppure, forse ci voleva un cane come lui, sopravvissuto alle più sporche meschinità, ai momenti più bassi e difficili della vita, per far sembrare il fiume di malinconia che ha attraversato Rick Bragg una semplice pozza di fango in cui sguazzare felici. Speck, infatti, è entrato nella vita di Rick in un periodo di grande incertezza: gli era appena stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin e si sarebbe dovuto preparare ad affrontare anni di calvario, tra chemioterapia, insufficienza renale, polmoniti ricorrenti… Una situazione che lo stava rendendo via via sempre più chiuso e diffidente, una situazione da cui Speck lo ha salvato e continua a farlo. Autore di grandissima fama, finora mai tradotto in Italia, sempre in vetta alle classifiche dei più venduti ogni volta che un suo libro viene pubblicato, Rick Bragg ha saputo dare voce alle inquietudini e alle contraddizioni degli Stati Uniti attraverso i suoi reportage per il “New York Times” con i quali ha vinto il premio Pulitzer per il giornalismo. Scritto con uno stile inimitabile, che mescola tenerezza e dolore, umorismo e coraggio, Il randagio che mi ha preso il cuore riesce a cristallizzare un sentimento particolarissimo: l’amorevole e straordinaria devozione tra due creature ferite che, pur appartenendo a specie diverse, riescono a guarire solo perché hanno la forza di sostenersi l’una con l’altra.
Un paesaggio colombiano a metà tra la selva e l’oceano, dove si è condannati alla resistenza inquieta. Un matrimonio distante con un pescatore, destinato ad amplificare la solitudine di una donna dal corpo che sfascia le cose. In questo scenario «al di là dell’ultimo cerchio dell’inferno», la protagonista de La cagna decide di adottare una cagnolina chiamata Chirli: è il nome che avrebbe voluto dare alla figlia mai nata, un nome da «reginetta di bellezza».
Da quel giorno Damaris inizia a creare un legame simbiotico con l’animale; Chirli viene colonizzata da un carico di amore a cui reagisce sparendo. Brutalmente addomesticata da un’esistenza con poche risorse, Damaris prova a fare da madre a un animale, ma la tentazione di trasformare l’altro nel mezzo della propria felicità si fa miseria. La cagna è il romanzo con cui Pilar Quintana si è imposta al mondo; il suo Il vecchio e il mare personale: anche qui la narrazione riflette il desiderio di creare un legame a tutti i costi con qualcosa fuori da sé. Ma fino a che punto si possono avere rapporti liberi e autonomi in mezzo a una natura violenta e povera? Quando si è privati di tutto, il male che si fa agli altri si chiama ancora violenza? Pilar Quintana ha scritto un romanzo magistrale, pulitissimo nella scrittura, in cui ribolle la muta rivolta di una donna.
E’ alle parole di Emily Dickinson che si ispira il titolo di questo libro, l’ultimo di Pia Pera.
” Al giardino ancora non l’ho detto – / non ce la farei. / Nemmeno ho la forza adesso / di confessarlo all’ape. / Non ne farò parola per strada – / le vetrine mi guarderebbero fisso – / che una tanto timida – tanto ignara / abbia l’audacia di morire. / Non devono saperlo le colline – / dove ho tanto vagabondato – / né va detto alle foreste amanti – / il giorno che me ne andrò – /e non lo si sussurri a tavola – / né si accenni sbadati, en passant, / che qualcuno oggi / penetrerà dentro l’Ignoto. ”
La scrittrice, maggiormente conosciuta per i suoi testi sui giardini…
Una barca piena di poeti approda a Nesso alla ricerca della bellezza
Sesta tappa del “Lake Como Walking Festival”, un grand tour in 15 passeggiate creative sul tema del “Lario romantico”, realizzato nell’ambito delle attività del Parco Letterario “Da Plinio a Volta. Viaggio nelle scienze umane”, che vede come capofila Fondazione Alessandro Volta ed è inserito nel Pic “Un tesoro di territorio” sostenuto da Camera di Commercio Como-Lecco e da Regione Lombardia. L’evento è promosso dal Comune di Nesso e curato dall’associazione Sentiero dei Sogni IL PERCORSO Ritrovo alle ore 10.15 all’imbarcadero di Nesso, raggiungibile con il battello che parte alle 9.20 da Como. Sul ponte medievale della Civera, accanto alla cascata di 200 metri che caratterizza l’orrido descritto da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico, si attenderà lo sbarco dei poeti che arriveranno su una caratteristica Lucia, dalla quale saranno effettuate le prime letture. Quindi si formerà un corteo che attraverserà le frazioni di Coatesa e Borgovecchio con soste dedicate a narrazioni e reading. I POETI Interverranno e leggeranno Pietro Berra, Milton Fernandez, Francesco Macciò, Mirna Ortiz e Vito Trombetta. Musiche di Andrea Pizzamiglio