COMO città · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Como nel comò, filastrocca di Gianni Rodari – in Filastrocche.it

da:

Como nel comò, filastrocca di Gianni Rodari – Filastrocche.it

Como nel comò di Gianni Rodari

Una volta un accento
per distrazione cascò
sulla città di Como
mutandola in comò.

Figuratevi i cittadini
comaschi, poveretti:
detto e fatto si trovarono
rinchiusi nei cassetti.

Per fortuna uno scolaro
rilesse il componimento
e liberò i prigionieri
cancellando l’accento.

Ora ai giardini pubblici
han dedicato un busto
“A colui che sa mettere
gli accenti al posto giusto”.

Brunate · Poesie

Alda Merini, Respiro nella notte. Poesie e prose, prefazione di Michela Marzano, Bur Rizzoli, 2022

Avatar di Paolo FerrarioANTOLOGIA DEL TEMPO CHE RESTA

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Se esiste un filo che lega le poesie e le prose uscite dalla penna di Alda Merini, e raccolte in questo volume, è un filo intessuto di follia e verità, di amore e corpo, che avvolge il buio dell’esistenza. I versi più indimenticabili e gli incipit più riusciti della poetessa dei Navigli paiono infatti scritti nella notte più profonda, spremendo l’oscurità per ricavarne lampi di luce. Questa antologia originale e preziosa è un omaggio al talento inarginabile dell’autrice e insieme un viatico per i lettori che ancora non la conoscono. Tra le sue pagine scopriamo un ritratto inedito di Alda Merini attraverso i suoi testi più noti e altri dimenticati: dalle poesie di Un’anima indocile, La volpe e il sipario e Le madri non cercano il paradiso agli aforismi di Nuove magie e Colpe di immagini senza dimenticare la prosa, con Lettere a un…

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Biografie di persone · Giardini (in genius loci) · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Da Costa Mélissa, I quaderni botanici di Madame Lucie, Rizzoli, 2021

scheda:

https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/i-quaderni-botanici-di-madame-lucie/

Fuori è l’estate luminosa e insopportabile di luglio quando Amande Luzin, trent’anni, entra per la prima volta nella casa che ha affittato nelle campagne francesi dell’Auvergne. Ad accoglierla, come una benedizione, trova finestre sbarrate, buio, silenzio; un rifugio. È qui, lontano da tutti, che ha deciso di nascondersi dopo la morte improvvisa di suo marito e della bambina che portava in grembo. Fuori è l’estate ma Amande non la guarda, non apre mai le imposte. Non vuole più, nella sua vita, l’interferenza della luce. Finché, in uno di quei giorni tutti uguali, ovattati e spenti, trova alcuni strani appunti lasciati lì dalla vecchia proprietaria, Madame Lucie: su agende e calendari, scritte in una bella grafia tonda, ci sono semplici e dettagliate indicazioni per la cura del giardino, una specie di lunario fatto in casa.La terra è lì, appena oltre la porta, abbandonata e incolta. Amande è una giovane donna di città, che non ha mai indossato un paio di stivali di gomma, eppure suo malgrado si trova a cedere; interra il primo seme, vedrà spuntare un germoglio: nella palude del suo dolore, una piccola, fragrante, promessa di futuro.

Biografie di persone · Giardini (in genius loci) · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Dandini Serena, Cronache dal paradiso, Einaudi, 2022

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La memoria dell’infanzia, trascorsa in una villa del viterbese, è il filo rosso con cui Serena Dandini ci conduce nelle vite di personaggi famosi e misconosciuti che sono partiti per viaggi straordinari, a volte fisici, a volte mentali, guidati dall’aspirazione all’assoluto. Visiteremo giardini fantastici. Ci addentreremo nelle utopie di architetti, profumieri, amanti della musica. Ci stupiremo per il coraggio di Jeanne Baret, che nel Settecento, travestita da uomo, compie il giro del mondo con la spedizione di De Bougainville. Guarderemo il vecchio Claude Monet, ormai quasi cieco, dipingere senza sosta le ninfee della sua casa di Giverny. Scopriremo con Agatha Christie «il lato oscuro delle piante». Accompagneremo Vladimir Nabokov a caccia di farfalle e Margaret Ursula Mee nella giungla amazzonica sulle tracce del fiore di luna, che sboccia una volta l’anno, di notte, per svanire all’alba. E infine torneremo nel Paradiso Perduto dell’autrice, a tirar le somme fra momenti dolorosi, bellissimi, struggenti.

«C’è chi cerca il Paradiso nel tempo passato, chi confida speranzoso nell’aldilà o chi, con piú tenacia, vuole raggiungerlo a tutti i costi sulla Terra. E anche se la caccia a questo luogo ideale a volte non è che un trucco messo in atto dalla nostra mente per sopportare l’ostilità del presente, non esiste essere umano che non vagheggi un “altrove assolato”».

Copertina del libro Cronache dal Paradiso di Serena Dandini

ANIMALI · Fiori · MEDITAZIONE nel Tempo · Poesie

Attimi

Avatar di loulescritteriate

Talvolta accade.

Si percepisce la voglia di vivere.

La senti, per un attimo, sfiorarti

come una brezza, un fresco refolo.

E’ un momento inafferrabile,

ammaliante.

E’ un incantesimo fatto di nulla:

una musica, il sole sulla pelle,

un caldo abbraccio, un sorriso.

Ci può essere della gioia

nel ritrovarsi vivi.

Talvolta.

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BIOGRAFIA, biografie · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Peirone Andrea, prefazione di Pietro Berra, Compendio di orrori laghee. Racconti del fantastico e del mistero dal Lago di Como, Lariologo editore, 2022

Cipressi · Poesie

Giovanni Pascoli, Il cuore del cipresso

da:

Myricae/Il cuore del cipresso – Wikisource

Il cuore del cipresso

O cipresso, che solo e nero stacchi
dal vitreo cielo, sopra lo sterpeto
irto di cardi e stridulo di biacchi:

in te sovente, al tempo delle more,
odono i bimbi un pispillìo secreto,
come d’un nido che ti sogni in cuore.

L’ultima cova. Tu canti sommesso
mentre s’allunga l’ombra taciturna
nel tristo campo: quasi, ermo cipresso,
ella ricerchi tra què bronchi un’urna.

Più brevi i giorni,
e l’ombra ogni dì meno
s’indugia e cerca, irrequieta, al sole;
e il sole è freddo e pallido il sereno.

L’ombra, ogni sera prima, entra nell’ombra:
nell’ombra ove le stelle errano sole.
E il rovo arrossa e con le spine ingombra

tutti i sentieri, e cadono già roggie
le foglie intorno (indifferente oscilla
l’ermo cipresso), e già le prime pioggie
fischiano, ed il libeccio ulula e squilla.

E il tuo nido? Il tuo nido?… Ulula forte
il vento e t’urta e ti percuote a lungo:
tu sorgi, e resti; simile alla Morte.

E il tuo cuore? Il tuo cuore?… Orrida trebbia
l’acqua i miei vetri, e là ti vedo lungo,
di nebbia nera tra la grigia nebbia.

E il tuo sogno? La terra ecco scompare:
la neve, muta a guisa del pensiero,
cade. Tra il bianco e tacito franare
tu stai, gigante immobilmente nero.

Poesie d’Autore – da PensieriParole.it <https://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/>

 

Gatti · Poesie

Antonio Prete, A un gatto | in Tutto è sempre ora, Einaudi, 2019

da

A un gatto | Iuncturae

C’è una vertigine della quiete

nella tua indifferenza.

Con occhi d’agata screziata

fissi il pulviscolo di luce..

Il  tuo silenzio è una lavagna

di eleganti geroglifici.

Se carezzo il tuo velluto

sei tu a guidare la mia mano..

Te ne stai, privo di pensieri,

nel giardino senza tempo

dove germogliano i pensieri..

Raccolto in te, il mondo sprofonda

senza rumore in una sua bianca,

fluttuante inesistenza.

ANIMALI · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

POLZIN Jackie, Quattro galline, Einaudi, 2022

vai alla scheda dell’editore:

«Nell’occhio della gallina è custodita la verità del mondo. La gallina non pensa, sa. Doveva arrivare il romanzo sulla migliore e piú derisa amica dell’uomo».
Niccolò Ammaniti

«Le colombe di Mercè Rodoreda, i pavoni di Flannery O’ Connor e le galline di Jackie Polzin, tutti volatili letterari che sanno raccontare le donne, i loro pensieri intimi e le loro assurdità. Un romanzo che sotto l’ironia e la lingua ben misurata cova speranze e perdite, un universo umano sodo e compatto».
Giulia Caminito

«Quattro galline di Jackie Polzin è un romanzo commovente e spiritoso, lieve e struggente, un libro sull’assenza, sulla nostra continua lotta contro la solitudine, sulla difficoltà di comunicare – ma sulla bellezza di riuscire a volte a farlo – sulla maternità agli inizi del XXI secolo, sulla necessità di prendersi cura degli altri. C’è un mondo intero e pieno di emozioni, nel piccolo pollaio immaginato da Jackie Polzin».
Nicola Lagioia

«Quattro Galline racconta di una casa, dei suoi proprietari e di un pollaio. Le galline si rivelano l’unico punto di vista dal quale capire qualcosa di sé stessi. In questa spassosa meditazione su cosa diventa ricordo o memoria e cosa no, Jackie Polzin risponde insomma alla domanda se sia nato prima l’uovo o la gallina. La gallina. Animale sintesi delle nostre nostalgie e dei nostri perché».
Chiara Valerio

«Pieno di sfumature, umorismo e stravaganza. Polzin scrive magnificamente».
The New York Times

Copertina del libro Quattro galline di Jackie Polzin

ANIMALI · Luciana Quaia · Poesie

Incontri

Avatar di Tartalùlescritteriate

Si è fermata l’ora,

sospesa fra i rami dorati.

Nel silenzio infranto

un’ombra zampetta

fra scaglie di luce

nel rame brunito

di foglie cadute.

Volta il musetto

il mite scoiattolo.

Per un solo attimo,

i suoi occhi, neri e rotondi,

annegano nei miei.

Goccia di tenerezza

rende dolce la giornata

e rallegra l’anima.

(Foto di Carlabazar)

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Poesie · Tartarughe · Tartarugosa

Festina lente

Avatar di Tartalùlescritteriate

Catturano l’ultimo tepore

scordato da un’estate distratta.

E’ l’orologio delle ombre

che avverte le sagge tartarughe.

Lentamente si affrettano

a terminare lo scavo

nella nera terra,

più friabile dopo la pioggia.

Le notti ora sono fresche,

nel meriggio compaiono, a tratti,

con un cammino indolente e svogliato.

Sfuggono ai tempi bui e cupi, le sagge,

sanno che il vero riparo

sta dalla parte delle radici.

Lì s’inabisseranno,

in attesa dell’eterno ritorno.

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autunno · meteo e terra · Poesie

signora pioggia

Avatar di loulescritteriate

Sono tornata.

Ad ingrigire il mondo

(e le vostre vite)

col mio umido mantello.

E voi miseri fuggite,

nascondendovi spauriti

mentre gli stolti e i coraggiosi,

sotto le mie carezze,

ballano liberi e felici.

E scivolo sulle lucide chiome

lasciando brividi di piacere.

E poso limpidi specchi a terra

per duplicare il mondo.

E chi non mi ama

vede solo pozze di lacrime.

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