COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · MUSICA

L’estate coatesiana: dal trio Keith Jarrett del Teatro Arcimboldi di Milano all’orto-giardino sul lago

Nella parola “festa” si sente l’iniziale “fe”  di  “felice“.

Il senso iniziale è dunque la felicità, che poi diventa l’evento festivo di cui parlano gli ordini perentori delle religioni. Dicono, infatti, “ricordati di santificare la festa“,  come se ci fosse bisogno di qualcuno che deve pretendere che si santifichino le feste, quando ciascuno di noi già sa essere autenticamente festivo, quando e se è arrivato il momento.

In realtà è felice colui o colei che è vicino alla fonte della felicità,  che, all’origine del ciclo della vita, è il seno materno, portatore dell’alimento essenziale. Anche “mammella” nel greco antico riconosce la radice “fe”

La “festa” allude alla necessità che si interrompa l’opera e che si pensi al senso dell’opera. Dopo aver lavorato, l’uomo (e il dio che si è inventato) riflette sulla propria opera e celebra la festa della contemplazione del modo in cui ha agito.

(parole ispirate da una lezione di Emanuele Severino)

da Tracce e Sentieri.

MUSICA · Tremezzo e Tremezzina

Danilo Rea al JAZZ FESTIVAL e DINTORNI, 19 agosto 2011, Tremezzo – Parco Teresio Olivelli (in caso di maltempo nel Teatro)

J

mercoledì 19/8 Ore: 22,00   

DANILO REA PIANO SOLO – Omaggio a Fabrizio de Andrè e ai più grandi cantautori

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MUSICA

Torna il Festival Lago di Como con le sue storiche sezioni: Lario Jazz e R’n’B’ Festival, Sinfolario Festival, Larioestival, Lariocabaret e Festival Bandistico – Giornale di Como

Torna il Festival Lago di Como con le sue storiche sezioni: Lario Jazz e R’n’B’ Festival, Sinfolario Festival, Larioestival, Lariocabaret e Festival Bandistico. La formula non cambia: manifestazioni quasi sempre ad ingresso libero, itineranti nei paesi della provincia comasca e lecchese aderenti ai vari progetti. Le serate si svolgono all’aperto, negli angoli più suggestivi del lago che, con i loro paesaggi particolarmente romantici, fanno da incantevole cornice ai vari spettacoli, tanto quanto le mirabili piazze dei borghi di pianura, veri e propri palcoscenici naturali, in grado di suscitare piacevolissime sensazioni.
Quest’anno il calendario è di 37 appuntamenti grazie all’adesione di 29 Amministrazioni comunali, di cui 3 della provincia di Lecco.Lario Jazz & R’n’B’ Festival, dal 2003 fiore all’occhiello dell’iniziativa estiva, porta da anni in provincia le massime celebrità  dei due generi musicali jazz e blues. Sinfolario Festival con l’intramontabile fascino di un linguaggio musicale che ha catturato l’attenzione e ha saputo emozionare un numero di spettatori inaspettato, tanto da orientare, nel corso degli anni, sempre più Amministrazioni Comunali ad arricchire la propria offerta estiva con un’orchestra sinfonica: programmi accattivanti, celebri ouverture operistiche, monumentali sinfonie classico-romantiche o famose colonne sonore di film. Larioestival, ha subito riscosso grande entusiasmo grazie ad un genere musicale assai fruibile (pop, rock, cantautorale) portando personaggi del calibro di Giuliano Palma, Noa, Massimo Bubola Davide Van De Sfroos. Lo scorso anno, con biglietto d’ingresso, il territorio comasco ha ospitato Fiorella Mannoia, Marco Mengonied Enrico Ruggeri . Lariocabaret soddisfa la voglia di buon umore e di risate donando all’estate quel giusto sapore di allegria e spensieratezza che tutti i villeggianti ricercano durante le ferie. Festival bandistico è un occasione per valorizzare i Corpi Musicali bandistici.Il Festival dedica le prime tre serate ai 150 anni dell’unità  nazionale italiana. Si inaugura a Campione d’Italia il 2 giugno con un omaggio alla Germania, che rappresenta il principale flusso turistico del nostro lago: nella circostanza sarà  ospite l’Orchestra Musikverein di Erlenbach che si esibirà  il giorno seguente anche a Menaggio, questa volta in alternanza con Como Lake Wind Orchestra; mentre Rovellasca festeggerà  il 4 giugno con la Sinfolario Orchestra.I primi eventi in calendario. Nel cuore di giugno tre appuntamenti con il Festival Bandistico: 10, 15 e 21. Saranno protagonisti i Corpi musicali di Orsenigo, Lurago d’Erba e Cadorago; in seguito, nella meravigliosa piazzetta di Orsenigo, il 30 giugno Flavio Boltro con Gianluca Esposito in quintetto. Janiva Magness , tra le più importanti voci blues della scena mondiale contemporanea, cui è stato assegnato il premio «B.B.King entertainer Of the Years» Blues Music Awards sarà  ospite il 5 luglio a Fino Mornasco, mentre il giorno dopo, a Lecco, spazio al «braccio destro» di James Brown, ossia il poliedrico Sir Waldo Weathers . Mariano Comense ospiterà  la celebre vocalist di Zucchero Lisa Hunt , affiancata proprio dalla Tribute Band ufficiale, gli O.I.& B., mentre Erba ospiterà  per la seconda volta la voce potente, roca e graffiante diLamar King Bee Chase & Paolo Fabris Trio. Due le serate che Appiano Gentile propone: il 16 luglio Innocenti Evasioni con il rinomato tributo a Battisti e, la serata successiva, il cabaret con Max Pisu Jesse James Kingsi esibirà  a Mandello del Lario il 20 luglio supportato dalla Rooband, mentre la sera successiva il Festival si sposta nella caratteristica piazzetta a lago di Torno che sarà  colorata dalle calde note blues di Francesco Piu trio. Giovedì 28 luglio, Albese con Cassano ospita il più grande evento del calendario 2011: Gianluca Grignani , serata regolata con ingresso a pagamento.L’evento è organizzato dall’associazione Primavera Musicale con la collaborazione con l’assessorato al Turismo e Tempo libero e con l’assessorato ai Grandi Eventi della Provincia di Como e con l’assessorato al Turismo della Provincia di Lecco. Informazioni: http://www.festivallagodicomo.it

da: Festival Lago di Como: 37 eventi in calendario – Giornale di Como.

MUSICA

Max Richter – 12 – Garden (1973) Interior

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MUSICA

YANEZ – DAVIDE VAN DE SFROOS IN FINALE A SANREMO

MUSICA · Silenzio

Ecologia del Suono: Nasce l’Archivio Italiano dei Paesaggi Sonori

 

“Eʼ solo attraverso la musica che lʼuomo può trovare la genuina armonia tra il proprio mondo interiore e il mondo esterno a lui. E sarà nella musica che lʼuomo creerà i modelli più perfetti di quel paesaggio sonoro ideale che vive nella sua immaginazione”  – R.Murray Schafer.
“La musica è i suoni, i suoni che ci circondano, ci si trovi o meno in una sala da concerto..”  – John Cage.

E’ nato ‘AIPS – Archivio Italiano Paesaggi Sonori‘, un collettivo di soundscapers italiani. Lʼintento del gruppo, coordinato dai musicisti Francesco Giannico e Alessio Ballerini, è quello di promuovere la cultura dei paesaggi sonori e i soundscapers italiani oltre che i performers/musicisti che si cimentano in live electronics agganciati al concetto di soundscape composition.
Le possibilità offerte dall’idea in questione sono molteplici e offrono naturali ponti con l’arte contemporanea, mixed media, web 2.0 etc. Pertanto l’opera di promozione sarà sia online attraverso un reporting di tutti i lavori di soundscaping svolti sul suolo italiano, sia “concreta” attraverso la proposizione di eventi performativi e workshop ad hoc. Far parte di AIPS significa sentirsi interessati e coinvolti nelle tematiche di cui sopra. Oltre che partecipare attivamente alle attività sul gruppo di discussione.
La base è online, su sito internet dedicato ed un gruppo di discussione su facebook. Aips è dunque in buona sostanza un collettivo di persone disseminato in tutta Italia che dia luce al paesaggio sonoro e a tutti quei musicisti/soundscapers che si cimentano con la pratica dei fields recordings e nell’ ambient/noise/drone/folk music.

‘Il “Paesaggio Sonoro” (Soundscape) introdotto da Schafer – si legge in una nota del collettivo –  è come una “sinfonia incompiuta e senza forma di cui siamo contemporaneamente i compositori, gli esecutori e gli ascoltatori”. Il paesaggio sonoro del mondo è in continuo mutamento, lo è naturalmente in misura maggiore nelle grosse aree urbane, metropoli in primis. Il paesaggio sonoro è un ‘bene culturale’ invisibile e immateriale che muta a causa di fattori tra i più disparati come il livello di antropizzazione ed il susseguirsi dei fenomeni naturali’.

‘L’Ecologia – si legge nella nota – si occupa del rapporto tra gli esseri viventi ed il loro habitat o gli ambienti che permettono la loro sopravvivenza, per ogni specie di essere vivente parliamo di una specifica ecologia a tal proposito e dato che ci riferiamo all’ambito della percezione sonora, parliamo di Ecologia del Suono; il generale deterioramento delle condizioni di vita sul nostro pianeta ha contribuito a creare anche un peggiormaneto della qualità della vita umana dal punto di vista del paesaggio sonoro, c’è chi parla di crisi del paesaggio sonoro con varie similitudini a fenomeni più largamente noti come l’estinzione delle specie animali rare, l’assottigliarsi del fattore di biodiversità tra i continenti, l’inquinamento globale’.

Il Collettivo di artisti individua in questo peggioramento due ‘urgenze’: la necessità di migliorare la qualità della vita umana contrastando fenomeni cosiddetti d’inquinamento acustico e cercando di promuovere e sensibilizzare l’opinione pubblica al riguardo. Al contempo però Aips studia il “cambiamento” negativo o positivo che sia, perchè vi è senza dubbio un innato valore antropologico e dunque ridefinisce l’estetica del paesaggio sonoro ‘conservandolo’, archiviandolo in contemporanei archivi digitali ed elaborandone i risultati in chiave artistica, scientifica, contemporanea.

Il valore etnomusicologico di taluni archivi sonori, secondo il collettivo,  ha bisogno di rinnovarsi, di concedere spazio a nuove metodologie. Aips vuole da questo punto di vista ricreare il senso antropologico della ricerca musicologica connessa all’archiviazione attraverso: il web 2.0 , un lavoro collaborativo tra musicisti e ricercatori sul territorio nazionale che sia coordinato ed appoggiato istituzionalmente. Creare un Archivio del paesaggio sonoro italiano sarebbe un bene inestimabile. Utilizzando un ossimoro, il collettivo di soundscapers italiani, vuole dare “visibilità” al bene per mezzo della creazione di un archivio di suoni del paesaggio nazionale, unire sotto un unico sito tutti i progetti che riguardano la ricerca e lo studio del suddetto, workshop e festival.

Per questo occorrono designer acustici, ovvero musicisti, studiosi di acustica, antropologi e persone interessate allo studio del paesaggio sonoro come il roster di AIPS al fine di proporre soluzioni utili a un suo miglioramento. Non ultimo è il coinvolgimento degli abitanti, che si uniranno durante i workshop e in alcune performance atte ad esaltare lʼarte partecipativa, in una visione di happening cittadino.

Francesco Giannico:   Laureato in Musicologia con una tesi in Storia della Musica per Film, specializzatosi presso l’Università di Lecce in Design e Nuovi Media e successivamente in Sound Design è un musicista elettroacustico e videoartista. Negli ultimi anni ha focalizzato la sua attenzione sul concetto di paesaggio sonoro dando vita nel 2008 al Laboratorio di Ecologia del Suono nella città di Taranto per mezzo del qale realizza il progetto  di soundscaping “Taranto Sonora http://sonorapuliae.altervista.org. E’ cofondatore assieme ad Alessio Ballerini del Network AIPS Archivio Italiano del Paesaggio Sonoro. Tra i suoi lavori “Urban Sounds from the Factory City” un’installazione audio/video in collaborazione con la performer Amy Denio (http://www.myspace.com/​deniomusic) basata sul riprocessamento dei campioni audio dell’Ilva di Taranto, il noto colosso industriale, ottenuti grazie ad un software che trasforma il codice binario di immagini jpeg prelevate da google earth in campioni audio indefiniti. (http://vimeo.com/4373009).
Su di lui scrive Thurston Moore (Sonic Youth) Even less jazzic is Folkanization by Francesco Giannico. Thisyoung Italian electro-acoustic composer in whose work we can hear tendrils of everything from Luigi Nono to Toru Takemitsu. Filled with odd details, the music is fascinating. Good for the car, anyway. E di seguito Nicola Catalano dalle righe di Blow Up;...in definitiva però a noi è vicino più di quanto si creda, dacchè sa di fragranze della terra, di campagna e di mare, di sud accalorato ed antico, allo stesso tempo povero ed aristocratico.

Alessio Ballerini: Sound designer e musicista elettroacustico ideatore di Lociverba (festival nato dallʼidea di una performance site-specific) e cofondatore assieme Francesco Giannico del Network AIPS Archivio Italiano del Paesaggio Sonoro. Diplomato in music technology presso l’Università della Musica di Roma, dal 2005 collabora a diversi progetti musicali in studio e live utilizzando il computer e qualsiasi periferica connessa. Esplora paesaggi reali ed immaginari avvalendosi di field recordings, chitarra, piano e composizioni digitali. Si occupa di sound design, dalla presa diretta alla post-produzione.

http://www.archivioitalianopaesaggisonori.it/

 

DA: ilsostenibile.it » Ecologia del Suono: Nasce l’Archivio Italiano dei Paesaggi Sonori.

Basilica di San Fedele · MUSICA · Simboli · Storia e Economia · Tradizioni · tradizioni

Il racconto dei pastori alla Basilica di San Fedele, 9 dicembre 2011

 


Testi di Gerardo Monizza,
voce narrante Gianfranco Scotti,
musiche di Federico Bonetti Amendola
eseguite da musicisti dell’Orchestra Sinfonica del Lario.
Evento promosso da NodoLibri, con gli Amici dei Musei di Como e la Camera di Commercio di Como

 

da: Il racconto dei pastori alla Basilica di San Fedele, 9 dicembre 2011 | Tracce e Sentieri.

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · MUSICA · Natale, Capodanno, Epifania · Orrido di Nesso · Tradizioni · tradizioni · via Coatesa

Silent Night sul Presepio dell’Orrido di Nesso, 24 dicembre 2014

Silent Night, cantata da Sinead O’Connor

da: Tracce e Sentieri.

MUSICA · PERSONE e DESTINI

Van De Sfroos al festival di Sanremo: Yanez è un omaggio a mio padre, che non c’è più. Lui è cresciuto leggendo il Monello, il Vittorioso, Flash Gordon e i romanzi di Salgari

È già stato al Teatro Ariston di Sanremo, e diverse volte. Ha già affrontato il pubblico, già sperimentato quel palco. Ma per Davide Van De Sfroos le porte aperte erano quelle del Premio Tenco, manifestazione concepita da Artistide Rambaldi (il papà anche del “vero” Festival) per contrastare la sua creatura che gli era sfuggita di mano per diventare troppo… pop. Ora, invece, Bernasconi è in gara per la 61ª kermesse.

ParLiamo di «Yanez»?
Sì. Dico che è “non sanremese” semplicemente perché si tratta di una canzone per il nuovo disco senza nessuna gara in mente. L’ho fatta ascoltare a Morandi assieme ad altre e lui ha scelto questa. Tra l’altro mi ha stupito perché conosceva tutto quello che ho fatto, amo pensare che il pezzo sia piaciuto al Morandi musicista prima che al presentatore.
E l’ipotesi di metterci i sottotitoli?
Non dipende da me, ma se renderà più universale possibile la canzone ben venga. Non mi sembra un testo difficile anche se è quasi totalmente in dialetto però non ci vedo niente di male.
Ma Yanez è quello di Salgari, quello dei romanzi, o quello tv, con il volto di Philippe Leroy?
Anche quello, ma, soprattutto, Yanez è un omaggio a mio padre, che non c’è più. Lui è cresciuto leggendo il Monello, il Vittorioso, Flash Gordon e i romanzi di Salgari. Quando, poi, è nata la versione tv ho subito pensato che lo Yanez di Leroy gli assomigliava anche fisicamente. Lui ne era conquistato. Gli ultimi anni della sua vita li ha vissuti a Cesenatico trasformandosi lui, uomo di lago, in lupo di mare. Mi piace immaginarlo ancora sulla barca, come Yanez sul “praho”. Nella canzone immagino lui, ma anche altri personaggi di quei racconti, attualizzati e trasferiti in riviera. Mi sembrava un bell’omaggio a papà, con un sorriso.

l’intero articolo

MUSICA

Università popolare della musica

Da dicembre a maggio saranno più di sessanta gli incontri, dalle 18 alle 20, incentrati sui temi più disparati, tutti egualmente affascinanti. Lisa Navach terrà il corso “Tra filologia e prassi esecutiva”, ovvero, dallo spartito al suono; Riccardo Pecci quello di drammaturgia musicale “Il Giappone all’opera: riflessioni sull’orientalismo in musica tra Saint – Saëns e Puccini”; Francesco Rocco Rossi per “Storia della musica antica”; Donatella Mellini per “Iconografia musicale”, ovvero la storia della musica in rapporto alle arti figurative; lo stesso Dal Bon per teoria musicale “La musica nell’antichità”. Due i seminari previsti per ora: uno di Onfray sulla “Filosofia della musica”, l’altro di Roberto Bonati “Introduzione alla musica africana”. Quattro i laboratori: Federica Falasconi illustrerà “I colori del pianoforte”, Carlo Tenan proporrà “La scultura sonora. Progettazione comune per un brano elettroacustico”, Alfonso Caiani “Il coro: storia, teoria e pratica. Dilettanti per professione: la musica per coro di Benjamin Britten”, infine Dal Bon con “La direzione d’orchestra”. Non può esserci commento migliore di quello proposto da Onfray: “Gratuità totale, nessuna iscrizione, nessun controllo delle conoscenze, nessun titolo, nessun diploma: solo il desiderio di produrre nell’altro lo stesso sapere e lo stesso amore”. Già attivo e ricco di informazioni e approfondimenti il sito

Cineforum · MUSICA

Quint Buchholz, creato da DiannediPrima, la musica è Gran Torino

MUSICA · Tremezzo e Tremezzina

Il tempo delle MELE al suono di La POMA di Davide van de Sfroos, da un post pubblicato nella fase Splinder , 11 settembre 2010

Come avvertiva sapientemente Antonio Gramsci, nella letteratura popolare sono annidati insegnamenti che avvicinano ai temi fondanti della storia del pensiero umano.
Il mito di Adamo parla dell’uomo che vuole sfidare dio.
Davide Van De Sfroos lo racconta così:


Testo
Se regòrduff quéla poma che v’hann dì de mai tucà,
per me l’è una cazzàda e la poduff majà,
anca perchè, violtri sii che
e intaant el Padreternu chissà indue l’è
Nii là a mangiacch la poma,
mangila tücch düü
che ve suceed nagòtt perchè ve ciàpa per el cüü
nii là a mangiàcch la poma,
mangila tücch düü,
magari diventuff püssee balòss de lüü…

Per una poma, per una poma,
propi quela poma, ma l’era la sua poma…

Adamo lüü l’è una brava persona
e l’è brava anca la sua dona…
“E’ vero, è vero che g’hemm propi tütt, g’ho mea de lavurà, g’ho mea de fà el magütt,
se voo là a tucàcch la poma, pö magari el me se incàzza
me mòla giò un quaj fülmin e magari el me màzza
Ma intanto Eva la vàrda el sò marii
ghe diis che i henn lè cumè düü rembambii
In tütt el Paradììs i henn in giir dumà luur düü
e intaant el Padreternu chissà indue ‘l s’è scundüü…

Gh‘émm tütt, gh‘émm tütt,gh‘émm tütt

però intaant sémm in girr ammò biùtt
l’è inütil restà che cumé pòpp
magari cun la poma vànn a posto tanti ròpp
Per una poma, per una poma,
propi quela poma, ma l’era la sua poma…

Adamo in sö la pianta el vöer la poma
ghe bòrla via la scala e varda là che toma,
la bissa la riid e l’Angel el se incàzza,
el rüva via a manetta cun scià una mazza
el fa una lüüs che l’è una beléza

ghe mola un catafiich che umenti i a sgavezza
e Adamo ed Eva che i vöeren veenc,
i branchén scià la poma e la pìchen suta i deenc
La poma che la fa schivi, ghè deent anca l’cagnòtt
E Adamo ed Eva i tàchen a dàss bòtt…
El biss el riid cun la fàcia de balòss
el riid talmeent de güst che urmai se pìssa adòss,
e l’Angel el ghe diis “La v’è piasüda?”
E gò un oltru culpu e giò un oltra batüda…

El Padreterno che l’ha gnanca muvüü un dii

El varda nànn i düü rembambii:

“Vi ho dato il Paradiso e l’era mea assée
vuréuff la poma e sempru püseée,
ve piàas rubà, ve piàas fa la guéra?
Sii propi faa apposta per viif in söe la Tera…
E Adamo ed Eva, sia lee che lüü
ne vànn del Paradiis a Pescìaat in del cul.

da Davide Van De Sfroos, Per una poma, 1999

Traduzione
Adamo lüü l’è una brava persona Adamo, lui, è una brava persona
e l’è brava anca la sua dona… ed è brava anche la sua donna
“E’ vero, è vero che g’hemm propi tütt, E’ vero, è vero qui abbiamo proprio tutto
g’ho mea de lavurà, g’ho mea de fà el magütt, non devo lavorare,non devo fare il muratore
se voo là a tucàcch la poma, pö magari el me se incàzza se vado a toccargli la mela, magari s’incazza
me mòla giò un quaj fülmin e magari el me màzza mi molla qualche fulmine, magari mi ammazza”
Ma intanto Eva la vàrda el sò marii Ma intanto Eva guarda suo marito
ghe diis che i henn lè cumè düü rembambii gli dice che son lì come due rimbambiti
In tütt el Paradììs i henn in giir dumà luur düü In tutto il Paradiso sono in giro solo loro due
e intaant el Padreternu chissà indue ‘l s’è scundüü… e intanto il Padreterno chissà dove si è nascosto
“Gh’émm tütt, gh’émm tütt,gh’émm tütt Abbiamo tutto, abbiamo tutto……..
però intaant sémm in girr ammò biùtt però intanto siamo ancora in giro nudi
l’è inütil restà che cumé pòpp è inutile restare qui imbambolati
magari cun la poma vànn a posto tanti ròpp magari con la mela vanno a posto tante cose

Rit. Per una poma, per una poma, Rit.Per una mela, per una mela,
propi quela poma, ma l’era la sua poma… proprio quella mela, ma era la sua mela

Adamo in sö la pianta el vöer catà la poma Adamo sulla pianta vuol prendere la mela
ghe bòrla via la scala e varda là che toma, gli cade la scala, e guarda que volo…
la bissa la riid e l’Angel el se incàzza, La biscia ride e l’Angelo s’incazza
el rüva via a manetta cun scià una mazza arriva giù in picchiata con una mazza
el fa una lüüs che l’è una beléza fa una luce che è una bellezza
ghe mola un catafiich che umenti i a sgavezza gli molla una botta che a momenti lo spezza
e Adamo ed Eva che i vöeren veenc, e Adamo ed Eva che vogliono vincire
i branchén scià la poma e la pìchen suta i deenc pigliano la mela e la mettono sotto i denti

La poma che la fa schivi, ghè deent anca l’cagnòtt La mela che fa schifo, c’è dentro pure il verme
E Adamo ed Eva i tàchen a dàss bòtt… E Adamo ed Eva cominciano a darsi botte…
El biss el riid cun la fàcia de balòss Il serpente con la faccia da furbetto
el riid talmeent de güst che urmai se pìssa adòss, ride tanto di gusto che quasi se la fa adosso
e l’Angel el ghe diis “La v’è piasüda?” e l’Angelo dice “Vi è piaciuta?”
E gò un oltru culpu e giò un oltra batüda… E giù un altro colpo,giù un’altra battuta…

El Padreterno che l’ha gnanca muvüü un dii Il Padreterno che non ha neanche mosso un dito
El varda nànn i düü rembambii : Guarda andarsene i due rimbambiti :
“Vi ho dato il Paradiso e l’era mea assée “Vi ho dato il Paradiso e non era abbastanza
vuréuff la poma e sempru püseée, volevate la mela e sempre di più
ve piàas rubà, ve piàas fa la guéra? vi piace rubare, vi piace fare la guerra,
Sii propi faa apposta per viif in söe la Tera… siete proprio fatti apposta per vivere sulla Terra!”
E Adamo ed Eva, sia lee che lüü E Adamo ed Eva, sia lei che lui,
ne vànn del Paradiis a Pescìaat in del… se ne vanno dal Paradiso e pedate nel …

da: http://www.gugalyrics.com/DAVIDE-VAN-DE-SFROOS-LA-POMA-LYRICS/266755/

da: Tracce e Sentieri