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“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”, Wallace Stevens
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ripenso a quello che già tanti anni fa diceva mio papà: non è concepibile che un luogo che ha la fortuna di avere un lago, sposti tutto su strada e non su acqua. Un tempo era la normalità. Penso ai trasporti pesantissimi che arrivavano dalle acciaierie di Dongo, via lago e poi via treno, senza occupare un centimetro di strada. Non voglio sembrare ancorato al passato, ma era tutto un via vai di comballi, gondole, trasporti di ogni tipo: per spostare i materiali l’acqua è sempre stata la via privilegiata. Con l’avvento del motore tutto il trasporto è passato dalla strada, perché era più veloce. Ma arrivati a questo punto, guardarsi indietro non è sbagliato. …

BETTO LOTTI, di arte e vita presso Torre delle Arti Bellagio
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schede su BETTO LOTTI:
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La prima tappa del Sentiero del Viandante inizia presso l’abitato di Abbadia Lariana
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Da Abbadia a Lierna: atmosfere medioevali sul Sentiero del Viandante (prima tappa)





scheda del libro:
https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/il-fuoco-invisibile/
Si può raccontare un dramma ecologico e sociale come se fosse un incalzante romanzo a più voci?
È quello che fa Daniele Rielli in questo libro in cui, cercando di capire cosa sta uccidendo gli ulivi della sua famiglia, ricostruisce le vicende legate all’arrivo in Puglia di Xylella, un batterio che ha causato la più grave epidemia delle piante al mondo.
Tutto inizia a Gallipoli, quando gli ulivi cominciano a seccare e morire in un modo mai visto prima. Si mette in moto un vortice di avvenimenti che prende velocità fino a diventare inarrestabile. L’ulivo è l’albero simbolo della civiltà mediterranea ed è ritenuto immortale, le piazze si riempiono di manifestanti che protestano contro le misure di contenimento e la magistratura mette sotto accusa gli scienziati che hanno scoperto la malattia: è la tempesta perfetta.
Oggi almeno 21 milioni di ulivi – tra cui molti alberi secolari e millenari, un patrimonio insostituibile – sono morti, è come se l’intera provincia di Lecce fosse stata bruciata da un gigantesco fuoco invisibile.
L’epidemia si muove inesorabile verso Nord e rimane aperta una domanda: come è stato possibile?
Daniele Rielli segue questa vicenda sin dall’inizio, per anni parla con gli scienziati che studiano il batterio, incontra i negazionisti che non credono alla malattia, ascolta gli agricoltori e i frantoiani che cercano di salvare le loro aziende, studia i documenti, interroga le persone, percorre migliaia di chilometri dentro un territorio che da paradiso terrestre si sta trasformando in un gigantesco cimitero vegetale, perdendo così la sua identità più profonda.
Durante questo lungo viaggio Rielli indaga l’antico legame con gli ulivi della sua famiglia, scopre i segreti dell’industria dell’olio, riflette sugli aspetti più paradossali del nostro rapporto con la natura e sull’enorme potere delle storie. Il fuoco invisibile è assieme un romanzo famigliare e il resoconto di un processo alle streghe di Salem nell’era dei social.

Nuvole imperfette
s’addensano nel cielo,
sale un afrore muschiato di umide zolle
mentre gocciolano ancora
tenere foglie gonfie di primavera.
Il violazzurro della borragine in fiore,
il giallo degli scatenati euryopsis,
le cotonose sfere del tarassaco
proteggono il sonnecchioso
riposo delle tartarughe,
e i bombi si tuffano
nelle corolle dei bianchi fiori dei meli,
e rosei lombrichi muovono,
sinuosi, passi di danza nella terra smossa.
Qui, nella voce dell’irrorato giardino,
trovo la mia dimora sospesa
tra il suono della vita
e l’incauto, precario, umano cammino.
