1° lettera, 8 febbraio 2019: Paolo Ferrario a ***
2° lettera, 9 febbraio 2019: Paolo Ferrario a ***

“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”, Wallace Stevens
1° lettera, 8 febbraio 2019: Paolo Ferrario a ***
2° lettera, 9 febbraio 2019: Paolo Ferrario a ***


Da Blevio a Bellagio: un percorso a mezza montagna tra valli e boschi
VAI A:
ICOM_085. ICOMOGRAFIE: Percorsi. La Strada Regia – JSC15 – Journal dal Lago di Como, Lecco e Brianza
Alla vigilia della demolizione del quartiere della Cortesella, ormai condannato dalla sua cattiva fama e dalle sue cattive condizioni, il Comune di Como diedi incarico al Cineguf, cioè il circolo cinematografico dei Gruppi Universitari Fascisti, di realizzare un documentario che tramandasse l’epica impresa della demolizione.
Gli edifici che oggi si affacciano su piazza Perretta e su via Pietro Boldoni, nonché tutte quelle strutture orientate sull’attuale via Piero Gobetti, sono il risultato di una fase di rinnovamento e di pianificazione urbanistica avvenuta nella prima metà del Novecento, in cui i nuovi percorsi urbani si caratterizzarono di direttrici prolungate con estensioni da Piazza del Duomo, centro del potere politico e religioso, sino al porto, nucleo del commercio cittadino. L’intero quartiere, denominato in tempi antichi “Cortesella” era un complesso insieme di unità edilizie accorpate ai limiti del parossismo, addensate in una porzione della città con il più alto valore del terreno, con una distribuzione inusuale che bloccava ogni passaggio diretto alle sponde del lago, obbligando le strade a prendere delle curvature sconvenienti e non più adeguate al contesto novecentesco della città. (DA http://webgis.como.polimi.it/GIScourse10/como_hist_utente23/html/cortesella_it.html)
pagina facebook di OFFICINA COMO:
https://www.facebook.com/officinacomo/
Appunti di Paolo Ferrario, 7 febbraio 2019














vedi anche:

INCONTRO CON MIRNA ORTIZ LÓPEZ
Sala Recchi, Palazzo Lambertenghi, via Lambertenghi 41, ore 20.45, ingresso libero

Presentazione della raccolta di poesie di Mirna Ortiz López Ventanas – Finestre.
In questa raccolta di poesie l’autrice “apre finestre” sul suo mondo interno, teatro di sentimenti e pensieri privati: spazio conosciuto, familiare, sicuro; e sul mondo esterno, pubblico: spazio da esplorare e comprendere. E conduce il lettore in un viaggio ideale tra il Cile, suo Paese natio, e l’Italia, dove ha deciso di vivere, seguendo le ragioni del cuore.
L’autrice dialoga con Laura Garavaglia. Seguirà un piccolo rinfresco.




Mi chiamo Alice e sono una Consulente in Relazione Felina certificata SIUA. Suona complicato? Diciamo allora che sono una “gattologa”, o una “psicologa per gatti”: una figura paragonabile all’educatore cinofilo, ma dedicata all’interpretazione del comportamento dei gatti, in particolare nella loro relazione con gli umani.
Vivo a Como e offro consulenze personalizzate a proprietari di gatti che desiderino capire meglio i propri amici felini, in situazioni critiche o semplicemente per impostare una convivenza felice e appagante. Mi occupo anche di catsitting in zona Como Centro
…
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Psicologa Gatti Catsitter | Lombardia | Alice Guarda I Gatti

MAX G. RUSCA
L’ironia dell’inessenziale
La mostra, a cura di Roberto Borghi, proseguirà sino al 28 febbraio con apertura dal lunedi al venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.
In occasione della mostra Carlo Pozzoni Fotoeditore realizzerà una pubblicazione con testi di Franco Cerofolini e Roberto Borghi.
Nato a Legnano nel 1925, Max G. Rusca si è spento a Milano nel 2002. Nel 1952, dopo aver conosciuto Enrico Baj, ha aderito al Movimento Nucleare. La prima esposizione di Rusca con i Nucleari risale al settembre del 1953 in occasione della ‘Mostra del Movimento Nucleare‘ alla Galleria B24 di Milano. Lascia il gruppo l’anno successivo dopo la rassegna ‘Arte Nucleare‘ tenutasi nella Sala degli Specchi di Ca’ Giustinian a Venezia.
Dagli anni Sessanta in poi tiene numerose personali nella Galleria Montenapoleone di Milano. Il suo lavoro viene inoltre presentato in parecchie collettive, ma anche in alcune personali, a Hong Kong e in Giappone. Nel 1984 allestisce una personale alla Doctor Dog Gallery di San Francisco intitolata ‘Frammenti di ricordi del luogo perduto‘.
Le sue opere del periodo nucleare sono state esposte successivamente nelle mostre ‘Arte Nucleare 1951-1957‘ a cura di Giovanni Anzani e ‘Il Movimento Nucleare‘, a cura di Martina Corgnati tenutesi rispettivamente nel 1980 e nel 1998 presso la Galleria San Fedele di Milano.
La pittura di Rusca, già durante il periodo nucleare, si distingue per la raffinatezza formale, per la capacità di effigiare paesaggi visionari, per alcuni stilemi che sembrano essere stati attinti dalla tradizione artistica dell’estremo Oriente.
Dagli anni Sessanta in poi, l’artista compie un personale “ritorno alle origini” dell’arte nucleare approfondendo e citando il Surrealismo. Le sue opere divengono sempre più oniriche e ironiche allo stesso tempo: nascono così alcuni dei cicli documentati dalla mostra, come le ‘Città volanti‘, gli ‘Ex voto‘, le ‘Anticone‘.
Parallelamente alla pittura inoltre Rusca si dedica alla scrittura di testi caratterizzati da un umorismo grottesco che vengono poi raccolti pubblicati in libri d’artista tirati in un unico esemplare. Una selezione di questi singolari volumi sarà esposta presso The Art Company.
L’esposizione si chiuderà il 28 febbraio con una lettura dei racconti surreali scritti dallo stesso Rusca da parte della compagnia teatrale Fare Teatro di Como




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Corso “ Colore”, 22 marzo – 21 aprile 2018
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ORIENTALISMO
con Chiara Buss e la partecipazione speciale di Sophie Desrosiers
21, 28 febbraio e 7, 14, 21 marzo 2019
Quattro incontri con Chiara Buss per analizzare secoli di stretti contatti e scambi tra la cultura asiatica e quella mediterranea e, più tardi, tra quella europea e le specifiche culture di Cina, India e Giappone. Un fluire continuo di merci e idee che, in Europa, fu tradotto in tecniche tessili, disegni e fogge d’abbigliamento della cui origine “esotica” si è spesso persa memoria. Oppure si è manifestato in “stili” totalmente rivisti dall’immaginario occidentale e che poco avevano in comune con la cultura che imitavano.
Complementare a questo panorama, un incontro molto speciale con Sophie Desrosiers per analizzare un fenomeno simile, fatto di influenze reciproche tra le diverse culture delle Ande, perfettamente rappresentato dalle tecniche di tessitura, “arte maggiore” delle antiche culture che popolarono il Perù.
A ogni conferenza seguirà discussione a tema sui reperti conservati nella Collezione
Tessile della Fondazione Antonio Ratti.
PROGRAMMA
21 febbraio, h. 16,00 – 18,30
Chiara Buss
Dall’Asia Centrale al bacino del Mediterraneo, V-VIII secolo. Dal mondo islamico a
quello cristiano, IX- XIX secolo
28 febbraio, h. 16,00 – 18,30
Chiara Buss
La visione del Katai nei tessili europei. Cineserie, dal XIV al XX secolo
7 marzo, h. 10.00 – 12,30 / 13,30 – 16,00
Sophie Desrosiers
Les textiles des Andes: techniques et motifs dans un monde en miniature
d’influences réciproques entre les hautes terres et la côte sud-centrale du Pérou,
depuis le IIIe siècle avant J.-C. jusqu’à la fin de l’empire inca en 1532
(I tessuti delle Ande: tecniche e disegni in un micro-cosmo di influenze reciproche tra le
aree di montagna e la costa centro-meridionale del Peru, dal III secolo a.C. sino alla
caduta dell’impero inca nel 1532)
La lezione sarà tenuta dalla docente in lingua francese e tradotta in italiano dalla
dottoressa Buss. Il dibattito si terrà in italiano.
14 marzo, h. 16,00 – 18,30
Chiara Buss
Le indianerie. Tessili e fogge dalla Persia Safavide, dal Cashmere e dall’impero
Moghul, XVII- XIX secolo
21 marzo, h. 16,00 – 18,30
Chiara Buss
Le giapponeserie. L’influenza del kimono e dell’arte giapponese sul concetto
europeo di corpo e spazio, 1860’s – 1980’s
TARIFFE
Lezione Chiara Buss (lezione singola): 75 Euro
Giornata di studio con Sophie Desrosiers: 150 Euro
Pacchetto di 5 incontri: 400 Euro
Pagamento anticipato alla prenotazione.
ISCRIZIONI
Le iscrizioni al corso sono a numero chiuso.
Sarà possibile iscriversi fino all’esaurimento dei posti disponibili scrivendo a
info@fondazioneratti.org o chiamando la segreteria della FAR al numero
+39 031 3384976.
Il corso prenderà il via al raggiungimento di un minimo di 10 iscritti.