Scheda storia alla pagina 170 del libro:





alcune fonti informative:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cassa_di_Risparmio_delle_Provincie_Lombarde
https://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/soggetti-produttori/ente/MIDB00185A/
“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”, Wallace Stevens
Scheda storia alla pagina 170 del libro:





alcune fonti informative:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cassa_di_Risparmio_delle_Provincie_Lombarde
https://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/soggetti-produttori/ente/MIDB00185A/
scheda storico informativa a pagine 122 del libro:
L’Esperia Football Club nacque nel 1919, ma le sue radici risalgono al 1914, quando venne fondata come Associazione Ex Martinitt. Questa associazione era composta principalmente da ragazzi e studenti provenienti dall’orfanotrofio di Como, dipendenza dei Martinitt di Milano
altre fonti informative:
https://it.wikipedia.org/wiki/Esperia_Football_Club



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casa editrice:
https://www.facebook.com/editorialelariana

Massimiliano Mondelli e Tommaso Nava hanno collaborato per creare un’opera intitolata “Le meravigliose vite di Plinio il Vecchio”, un libro illustrato che esplora la vita e le opere di Gaio Plinio Secondo, noto come Plinio il Vecchio. Questo libro è stato presentato recentemente al Museo della Seta di Como e si propone di rendere accessibile la figura di Plinio, evidenziando la sua importanza come scrittore, naturalista e filosofo della natura.
Plinio il Vecchio nacque a Como nel 23 o 24 d.C. e ricoprì diverse cariche pubbliche, inclusa quella di comandante militare. È famoso per la sua unica opera sopravvissuta, la “Naturalis Historia”, un’enciclopedia in 37 libri che raccoglie conoscenze su vari argomenti, dalla zoologia alla botanica, dall’astronomia alla mineralogia. La sua morte avvenne nel 79 d.C. durante l’eruzione del Vesuvio, mentre cercava di soccorrere le persone in pericolo 1 3 5.
Il libro di Mondelli e Nava non solo racconta la vita di Plinio, ma lo presenta anche attraverso illustrazioni che arricchiscono la narrazione. La prefazione e l’introduzione sono curate da Graziano Brenna e Andrea Taborelli, conferendo ulteriori spunti critici e contestuali all’opera 24 6.
L’evento di presentazione ha suscitato interesse non solo per il contenuto del libro, ma anche per il modo in cui riesce a connettere il passato con il presente, rendendo Plinio una figura ancora rilevante nella cultura contemporanea 8.




scheda storica alla pagine 94 del volume 1 di:
cerca anche in: https://xxcoecoinformazioni.wordpress.com/
Il Palazzo Negretti è un elemento significativo nella storia di Como, non solo per la sua architettura, ma anche per il ruolo che ha svolto nella vita sociale della città.
Origini e Funzioni Storiche
Stato Attuale e Rischio di Degrado
Impatto Culturale
Palazzo Negretti rappresenta non solo un esempio di architettura storica a Como, ma anche un simbolo delle trasformazioni sociali e culturali che la città ha vissuto nel corso degli anni. La sua chiusura e il conseguente degrado sollevano interrogativi sulla conservazione del patrimonio storico e sull’importanza di edifici che hanno avuto un impatto diretto sulla comunità locale.
Contesto Storico
Architettura e Design
In sintesi, Palazzo Negretti rappresenta un’importante testimonianza della storia architettonica e sociale di Como, evidenziando le trasformazioni avvenute nella città durante il XIX secolo. La sua chiusura e il successivo stato di degrado hanno suscitato preoccupazioni per la conservazione di questo patrimonio storico.





L’edificio che ospita la sede delle Poste Italiane a Como, situato in Via Vittorio Emanuele all’angolo con via Perti, è stato progettato dall’architetto Federico Frigerio e dall’ingegnere Luigi Catelli tra il 1908 e il 1910.
Inizialmente era destinato a essere la sede della Società Bancaria Italiana.
Informazioni sull’Edificio:
pagina 333 del libro:
pagina 33 del volume 1 di:



scheda storica alle pagine 319-320 del libro:
Qui sorgeva la chiesa di S. Stefano e la Fabbrica del Duomo.
Nel 1789 la chiesa venne rasa al suolo per l’edificazione dei portici, su progetto dell’ing. Leopoldo Rospini.