| GASTRONOMIA LARIANA Famiglia Comasca, via Bonanomi 3, ore 16.30, ingresso libero Presentazione del volume Le ricette del lago di Como, edito da Carlo Pozzoni Fotoeditore e Lariologo, testi in italiano e inglese, introduzione di Emilio Magni, ricette a cura diCesare Chessorti, Davide Lacchini e Paolo Verga
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‘LA SCRITTURA DI SÉ COME PRATICA DI RESILIENZA’ Incontro seminariale a partire dal libro INTIME ERRANZE di Luciana Quaia, NodoLibri editore, Università di Milano Bicocca) 22 maggio ore 9.30
22 MAGGIO: ‘LA SCRITTURA DI SÉ COME PRATICA DI RESILIENZA’ Mercoledì 22 maggio alle 9.30, presso l’Università di Milano Bicocca (U16, aula 7) si terrà un incontro seminariale dal titolo
”LA SCRITTURA DI SÉ COME PRATICA DI RESILIENZA”.
La discussione prenderà le mosse dal libro INTIME ERRANZE di Luciana Quaia, edito da NodoLibri nel 2012.
Il volume è stato presentato la scorsa estate durante la Fiera del Libro di Como.
Per altre informazioni sul programma, cliccare QUI.
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”PUÒ LA CULTURA ESSERE IL NUOVO MOTORE DI SVILUPPO DEL PAESE? Partiamo dai nostri Talenti”, Il dibattito prosegue attraverso i canali multimediali
Manifesto Cultura Como
Può la Cultura essere il nuovo motore di sviluppo del Paese?
AUDIO E VIDEO di: NATURA E SCULTURA. JEFF KOON “SPLIT ROCKER”, alla Accademia Galli, Como 24 maggio 2013 ore 17. A cura di Rosa De Rosa; relazioni di Giuliano Colline e Alessandro Castiglioni
AUDIO:
1. Introduzione di Rosa De Rosa
2. Relazione di Giuliano Collina
- https://coatesa.com/wp-content/uploads/2013/05/2-collina-koon.mp3
- Punti chiave dagli appunti:
- le emozioni provate nel vedere Split Rocker alla Fondazione Beyeler di Basilea
- spiegazione di come è fatto lo Split Rocker
- sintonizzarsi sull’opera d’arte
3. Relazione di Alessandro Castiglioni
- https://coatesa.com/wp-content/uploads/2013/05/2-castiglioni-koon.mp3
- Punti chiave dagli appunti:
- le relazioni con la Pop Art
- Koon vive in un’altra epoca: gli anni ’80 della new economy delle banche e dei broker: era un broker che finanzierà così le sue opere
- economia delle PROMESSE DI DESIDERIO
- dalla economia fordista (produzione di oggetti concreti da vendere) alla economia post – fordista (oggetti immateriali di cui non hai bisogno, me che nel momento in cui vengono offerti non puoi farne a meno)
- pitture e sculture di Koon sono centrate sul DESIDERIO DELLE COSE. Innesca dinamiche del desiderio
- oggetti sui quali conta di più la pubblicità e l’immagine che essi offrono al compratore
- ricerca artistica attorno alle cose che non servono a niente. si interessa al cattivo gusto che genera desiderio ed economia
- da qui l’attenzione alla INFANZIA: vulnerabilità dei bambini rispetto al desiderio; economia molto basata sui consumi per l’infanzia
- le ASPIRAPOLVERI: icone del desiderio
- J. Koon all’incrocio fra cultura americane della East Cost (la pop art) e la west coast (cultura che guarda verso il giappone e lo zen)
- i PALLONI DA BASKET come immagini delle possibilità di risalita sociale negli anni ’80
- le CERAMICHE: materiali della cultura popolare
- il gusto in rapporto a queste opere. Il gusto è una combinazione fra giudizi personali e contesti storici di informazione
- le grandi sculture come SPLIT ROCKER (metafora dell’effimero): uso dei fiori perchè fragili, temporanei, vulnerabili. I fiori richiedono cure sproporzionate, sono dentro il TEMPO e sussistono solo con cure infinite
- percorso artistico di Jeff Koon: sguardo cinico ed intelligente sugli aspetti economici del nostro tempo; diventare esso stesso brand (marchi0): da qui li matrimonio con la pornostar Ilona Staller; culto di se stesso come artista; agenzie che producono le sue immagini e le vendono; acquistare il NOME e gli OGGETTI IMMATERIALI (la “fiction economy)

I CAMMINI DELLA REGINA percorsi transfrontalieri legati alla Via Regina
Grazie alla sinergia di competenze di esperti di itinerari culturali, amministrazioni, progettisti del paesaggio, ingegneri geomatici, architetti e designer, si propone di offrire alle comunità locali strumenti per riscoprire le potenzialità culturali e turistiche del territorio coniugando tradizione storica e innovazione tecnologica.
I CAMMINI DELLA REGINA
Sala Nobile di Palazzo Natta, via Natta 14/16, ore 17, ingresso libero
Presentazione del progetto europeo sui percorsi transfrontalieri legati alla via Regina, nell’ambito del programma di cooperazione territoriale Italia – Svizzera. La via Regina Lariana, itinerario pedonale da Como a Sorico, è uno dei più antichi percorsi di scambio storico e culturale tra Italia e Svizzera. Il progetto I cammini della Regina ha l’obiettivo di salvaguardare, valorizzare e promuovere il tracciato transfrontaliero di mobilità dolce e di rafforzare l’identità comune dei “cammini” e dei territori che attraversa. Grazie alla sinergia di competenze di esperti di itinerari culturali, amministrazioni, progettisti del paesaggio, ingegneri geomatici, architetti e designer, si propone di offrire alle comunità locali strumenti per riscoprire le potenzialità culturali e turistiche del territorio coniugando tradizione storica e innovazione tecnologica. Il progetto intende inoltre ricollegare questo sistema di percorsi pedo nali con le vie di transito dei grandi itinerari europei, permettendo ai camminatori – locali e stranieri – di percorrere i sentieri in sicurezza e in piena fruizione estetica e immersiva della natura e dei paesaggi.
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Carlo Ferrario, Andata e ritorno, Nodo Libri editore, Como
Carlo Ferrario
Andata e ritorno
LO SPIRITO DI UN LUOGO: VENEZIA, Poster di Mino De Vita
Appello per il Liceo Classico Volta di via Cesare Cantù
Salviamo il Volta, in un giorno la petizione ha già superato cento sottoscrizioni. La città non vuole perdere la sua più antica scuola, lo chiedono a gran voce tutti, studenti e docenti, bidelli compresi.
Tutti in difesa
Il classico di via Cesare Cantù registra da tempo un calo di iscrizioni, il prossimo anno scolastico gli alunni saranno 588, quindi 12 meno della soglia voluta dal ministero. Potrebbe dunque scattare l’accorpamento con un altro istituto, più immediata l’ipotesi che il Volta perda il suo preside e subentri un reggente.
La docente Roberta Brandimarte è dispiaciuta: «Non dimentichiamo che questo è un regio liceo, che qui si sono formate le menti più brillanti di Como. Perdere il dirigente scolastico o peggio l’autonomia della scuola significherebbe svilire e sminuire questo istituto».
il Prof. Saladino, rispondendo a numerose sollecitazioni provenienti da più parti, ha già predisposto un documento/appello per il Liceo Volta da far firmare a quante più persone possibile(vedi allegato).
Se condividete e volete che sia apposta la vostra firma, mandate una mail di adesione, con il vostro nome e cognome espresso chiaramente, all’indirizzo mail di Bruno Saladino
Alle Autorità Scolastiche Provinciali e Regionali
Alle Autorità Cittadine e Provinciali
Alla Comunità comasca
Agli Organi di Stampa della Provincia
Il mondo della scuola e della cultura comasca manifesta una forte preoccupazione per la perdita di
autonomia del Liceo Classico A. Volta, nel caso in cui esso venga individuato come Istituto
sottodimensionato, ai sensi delle attuali normative. Tale nuovo status giuridico comporterebbe
anche la cessazione della titolarità del Dirigente Scolastico e del Direttore Amministrativo e, quindi,
la necessità di “accorpamento” ad altro Istituto.
Non sfugge ad alcuno quale perdita di identità e di prestigio ne deriverebbe al Liceo, oltre alle
oggettive difficoltà organizzative, didattiche, amministrative che interverrebbero.
Ancor più difficile sarebbe accettare questa nuova condizione se si pensa che sono solo poche unità
di studenti a determinare tale processo.
Il Liceo Volta è un’istituzione antica e gloriosa. Come Real Ginnasio ha cominciato a operare nel
1773. L’anno successivo Alessandro Volta vi fu nominato reggente e nel 1775 professore stabile di
fisica sperimentale; lo scienziato mantenne queste funzioni fino al 1778, quando fu nominato
professore di fisica sperimentale all’Università di Pavia.
La scuola ha dunque partecipato e attraversato la storia di questa comunità per due secoli e mezzo.
Generazioni e generazioni di studenti l’hanno frequentata conservandone, nella più parte dei casi,
un buon ricordo e soprattutto riconoscendole un ruolo formativo fondamentale per gli studi
successivi, per il lavoro e, in generale, per la vita stessa. Gli archivi dell’Istituto, gli Annuari
pubblicati nel corso del ‘900 e fino ai nostri giorni, l’Associazione Ex Alunni conservano traccia di
quanti sono transitati dal Volta ricevendone, in innumerevoli casi e in ogni stagione, spinta a
occupare nella società comasca importanti posti di responsabilità e di guida.
Con l’auspicio che le Autorità preposte possano valutare la situazione con sguardo attento e
sensibile ai valori della più autentica tradizione, si porgono distinti saluti.
Como 16 maggio 2013
seguono firme
COME SI GUARDA E COSA DICE UN’OPERA D’ARTE, incontri alla Pinacoteca di Palazzo Volpi coordinati da Darko Pandakovic e Elena Di Raddio, a cura di CHIAVE DI VOLTA,
Coatesa, con particolare riferimento a Coatesa “bassa”
il romanico del lario: SAN BENEDETTO IN VAL PERLANA, con la guida di Darko Pandakovic il 25 maggio 2013, a cura di CHIAVE DI VOLTA
Raccontare la terra – la terra si racconta – laboratorio introduttivo alla ecologia narrativa, seminario a cura della LUA libera università dell’autobiografia
13-16 Giugno 2013
Raccontare la terra, la terra si racconta
Laboratorio introduttivo all’Ecologia narrativa
A cura di Duccio Demetrio e Ludovica Danieli
Con la partecipazione di: Gianni Marucelli, Raffaele Milani, Arrigo Anzani, Gilberto Bettinelli, Giorgio Macario, Rossano Ghignoni, Giancarlo Cammerini, Graziella Picchi, Elena Pugliese, Maria Grazia Mammuccini, Franco Talozzi, Gianfranco Giorni, Speranza Maggini, Leonardo Lotti
Coordinatore culturale Renato Li Vigni
Tutor Carmen Ferrari
Per iscriversi compilare il modulo on.line
Finalità
Il laboratorio si prefigge di sensibilizzare i partecipanti alle pratiche, alle esperienze, ai valori nei quali la proposta culturale dell’Ecologia narrativa si riconosce. Questi spaziano dai temi concernenti il rapporto con la terra in riferimento alle manifestazioni del pensiero (mitico, religioso, filosofico, scientifico), alle attenzioni per come le donne e gli uomini l’abbiano raccontata e raccontino. Con le parole, i gesti, le opere, il corpo, le immagini, le arti, la letteratura anche autobiografica e poetica; e, inoltre, attraverso le tecniche e le tecnologie che, pur trasformandola, non l’abbiano offesa e deturpata: ricorrendo a modalità di coltivazione e uso del territorio rispettose della natura. In ogni racconto individuale o collettivo, in ogni memoria personale, il legame con la terra, nelle sue più diverse manifestazioni, si esprime e scandisce rispetto alle diverse stagioni dell’esistenza. Al lavoro, al tempo del riposo, della contemplazione, della ricerca della bellezza, del silenzio, di un diverso modo di condividere quanto la terra ci insegna, dona e offre. Tali incontri e momenti costituiscono una fonte inesauribile per la narrazione diaristica, autobiografica, filosofica e poetica.
La coscienza e l’educazione ecologica dovrebbero pertanto sempre prendere le mosse dal racconto e dalla scrittura di sé: dedicandosi alla ricostruzione di come ciascuno di noi, dall’infanzia al presente, si sia rapportato e si rapporti ai momenti nei quali più intenso, più concreto, più ricco di stimoli emotivi e cognitivi, si sia rivelato tale incontro: rispetto anche al cibo, al contatto fisico con la flora e la fauna, al paesaggio.
Spesso le parole necessarie e appropriate per raccontare le sensazioni che la terra suscita o suscitò in noi ci mancano, si rivelano inadeguate.
Spesso non sappiamo ascoltare e cogliere quanto la terra ci stia dicendo e vorrebbe insegnarci.
Spesso ci troviamo incapaci tanto di leggerne i segni premonitori, quanto di scoprire tra le righe delle sue narrazioni quale dovrebbe essere il nostro posto e quale senso affidarle, nel mentre possiamo ritrovare il nostro.
Il laboratorio introduttivo proposto, si configura contrassegnato pertanto da un’offerta culturale pluridisciplinare – del tutto propedeutica – poiché infiniti sono i linguaggi con i quali ci è dato dire, scrivere, leggere la terra; così come molteplici sono i codici con i quali essa comunica e si presenta a noi. Esso vuole offrire un primo incontro con saperi e pratiche di parola, scrittura, movimento, concettualizzazione, condivisione finalizzate a porci in grado di apprendere a:
- ascoltare la terra (come una voce ora potente, terribile, “matrigna”, ora sommessa e pacificante);
- contemplare la natura (nei suoi paesaggi e territori, nelle vastità ed anche nei più riposti angoli);
- percepire coi sensi (nel rapporto fisico, sensoriale, emotivo con quanto ci offre e nei modi silenti e meditativi che ogni rapporto intenso con la “madre terra” ci ispira);
- difendere i territori e i paesaggi (attraverso una voce tacitata troppo spesso, avvilita, di cui possiamo renderci invece interpreti e tutori).
La proposta si rivolge di conseguenza a tutti coloro che si riconoscano nei principi e nelle finalità delineate e desiderino arricchire, anche a livello professionale (perché insegnanti, educatori ambientali, giardinieri e agricoltori amatoriali e non, appassionati di filosofia, poesia, letteratura, pittura…) le proprie conoscenze in merito all’incontro con la terra: in quanto molteplicità di luoghi, appuntamenti, contatti che, grazie ai poteri della narrazione, possano essere meglio rispettati, inclusi nelle nostre vite, resi maggiormente parte di noi.
Programma delle giornate
Giovedì 13 giugno
h 15,00 Presentazione di Duccio Demetrio, Maria Grazia Mammuccini, Gianni Marucelli
h 16,30 Pausa caffè
h 17,00 19,30 Laboratorio di scrittura autobiografica con Duccio Demetrio e Ludovica Danieli “La terra nei miei racconti: ieri e oggi”
h 21,30 Camminata e scritture notturne
Venerdì 14 giugno
h 9,00 Continuazione laboratorio con Duccio Demetrio e Ludovica Danieli “La terra mi ha raccontato e mi racconta”
h. 15,00 Elena Pugliese “Quando anche gli orti hanno una storia”
h 17,00 Pausa caffè
h. 17,30 Raffaele Milani “Cosa ci racconta un paesaggio”
h 21,30 Presentazione di Aboca Erbe
Sabato 15 giugno
h 9,00 Arrigo Anzani “Sacro e profano: il racconto e la contemplazione della terra”
h 11,00 Graziella Picchi “Gli insetti nostri amici. Come proteggerli per assicurare la nostra sopravvivenza”
h 14,30 Escursione in Valtiberina, Valsovara, Monti Rognosi (tre gruppi) a cura rispettivamente di Giorgio Macario, Gilberto Bettinelli, Gianni Marucelli e Rossano Ghignoni.
Incontri lungo il sentiero con: Franco Talozzi e Gianfranco Giorni (all’acqua viola), Leonardo Lotti (a Ca’ Faggio), Speranza Maggini (sulla via di Ponte alla Piera)
h. 20,30 Arrivo a Ca’ Faggio e cena vegetariana
Domenica 16 giugno
h 9,00 Ludovica Danieli “Intorno all’albero” In ascolto di alcuni miti e scritture personali
h 11,00 Giancarlo Cammerini “Le due facce della narrazione ecologia: natura selvaggia/mondo contadino”
h 12,30 Conclusioni e appuntamenti
da Il Seminario | Raccontare la terra – la terra si racconta.
















