Sant’Abbondio, la memoria recuperata
Sabato 5 maggio – Como
Amanta Strata, SIAMO ALBERI, Genova 18 maggio – 1 giugno 2012
Dichiarazione di voto di Paolo Ferrario per le Elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale di COMO, 6 e 7 APRILE 2012, da Segni di Paolo del 1948
24 Liste per 16 candidati sindaco sono un pessimo segno per la Politica italiana. E’ una vera crisi di legittimazione.
Sono elezioni locali che verranno (falsamente) lette come indicatore della Politica nazionale.
Perchè la valutazione sarà falsa? Perchè il sistema elettorale locale è come quello francese. Al primo turno “corrono” tutti e poi coloro che voteranno al secondo turno (da cui IL DOVERE DI VOTARE ) decideranno sul sindaco e sulla sua maggioranza in Consiglio Comunale. Votare, qui, significa esercitare il principio di responsabilità.
Inoltre, a livello locale, è possibile il VOTO DISGIUNTO. E’ dunque un sistema elettorale caratterizzato da un VOTO PESANTE per ogni elettore.
Escluso che possa votare i pirati delle destre, che hanno distrutto perfino il paesaggio di Como. Escluse le neodestre dei picchiatori da palestra di culturismo. Esclusi i grillini prefascisti e postnazisti. Esclusi, ovviamente, i penosi legaioli orfani della cena delle beffe che gli ha organizzato in questi anni la famiglia Bossi. Impressionanti i reduci del comunismo dello scorso secolo breve.
Poco incoraggiante la squadra che il Prodi comasco (MARIO LUCINI, quasi una vittima sacrificale) ha messo assieme. C’è dentro la SEL, ossia gli assassinatori dei due governi del suddetto Prodi. E sarà la triste fine che farà anche Lucini, comandante di una squadra narcisista più tesa a contestare il comandante – sindaco che a consentigli di amministrare.
Sarei tentato dagli Ecologisti per stima della candidata Patelli e del suo programma.
Ma alla fine prevale in me il tentativo di voltare pagina nella asfisssiante ed arrogante gestione amministrative della destra del PDL (Partito delle LORO libertà).
E così adotto la strategia del Voto disgiunto per “coloro con cui non camminerei mai assieme, ma che mi sono meno lontani“
Primo turno: voto alla lista PATTO PER COMO, preferenza a Tino Tajana: lo conosco dal 1968 e il programma risente della sua indiscutibile competenza urbana. E voto a Mario Lucini Sindaco, anche se sostenuto da una coalizione che lo farà dannare per anni, in caso di prevalenza. Ho la memoria lunga e non mi sono dimenticato del loro ammazzamento di due Governi Prodi
Il voto disgiunto funziona così: Voto Disgiunto
Secondo turno: Peronese Sindaco, in caso di suo improbabile (e visto anche l’aria da notabile sia pur locale) ballottaggio. Oppure Mario Lucini Sindaco, in caso di probabile ballottaggio. Per indubbia stima alla persona nonostante la disistima per la sua coalizione, inquinata dalla Sel, erede di rifondazione comunista
Tutt’altro approccio avrò alle elezioni del 2013.
Lì tutto, per me, si giocherà su chi saranno gli eredi del Governo Monti/NAPOLITANO
Per Giove!
Il tardo pomeriggio di venerdì 4 maggio doveva essere occasione di vacanzina.
Una vacanzina molto locale, che solo io e TartaRugoso possiamo definire tale.
Si trattava infatti di esplorare un nuovo Consorzio Agrario vicino al mio luogo di lavoro. E che sarà mai un consorzio! potrebbe obiettare chiunque.
Bene. Per me e TartaRugoso serre, vivai, consorzi agricoli corrispondono al Paese delle Meraviglie di Alice e in quanto tale suscita sempre grande entusiasmo nella sua scoperta e perlustrazione.
E così attendevo con estremo piacere il finire della settimana lavorativa.
Uscendo dalla porta scorrevole, incrocio subito il viso terreo di TartaRugoso che annuncia il cambiamento di programma per una bella notizia. Bella era la parola usata, ma disconfermata dalla sua mimica facciale, che però ho subito afferrato a conclusione della frase.
“Stavo aprendo la porta per venire a prenderti e il telefono ha squillato. Era Enrico che dal nostro giardino lieto mi annunciava di avere appena rimesso a dimora Giove, trovato da Lorenzo alla Cappelletta”.
Il colore del mio muso non doveva essere molto diverso da quello del consorte.
Certo che era una splendida notizia, ma per Bacco, anzi per Giove!, come cavolo aveva fatto il disgraziato fratello ad arrivare alla miracolosa cappella, distante sette minuti di passo umano dal giardino?
C’è bisogno di fare memoria.
Tre anni fa un abitante del luogo, ora passato ad altra vita, ci aveva gentilmente avvertito di aver visto una tartaruga salire i gradini che sempre verso la cappelletta vanno (che Giove abbia periodicamente una crisi mistica?).
Impietriti dalla notizia, in quella tarda primavera ci eravamo subito precipitati alla sua ricerca. Il testardo rettile stava salendo di gran voga i gradini di sasso lasciando dietro sé piccole gocce di sangue: il piastrone ventrale era letteralmente spaccato in due.
Contattato d’urgenza il veterinario, trafelati in città dopo mezz’ora, direttamente all’ambulatorio, lì lasciamo il malcapitato, dopo essere stati rassicurati che un intervento di riparazione sarebbe stato possibile.
Tornati al giardino, un’accurata indagine ci fa scoprire un buco nella rete di protezione sufficiente al passaggio di Giove e al suo capitombolare da tre metri di altezza (reperti sanguinolenti testimoniavano il punto di atterraggio).
Da quel giorno TartaRugoso ha steso almeno una cinquantina di metri di rete lungo la balaustra di pietra del lungo terrazzo e ogni anno, prima del risveglio di Giove, verifichiamo che tutto tenga.
Che cosa poteva essere successo venerdì?
Tra l’altro, l’ottuso fratello era stato ricoverato nell’appartamento di città per quasi due settimane a protezione dal grande freddo e dalle insistenti precipitazioni piovose che hanno classificato lo scorso aprile come prosecuzione invernale. Devo dire che in quelle giornate, l’occupazione principale di Giove era quello di andare avanti e indietro con gran dovizia lungo la porta finestra del soggiorno, identificato come l’unico punto luce pavimento-soffitta e, nella suo preistorico cervello, probabilmente identificato come possibile via di fuga.
Io e TartaRugoso ascoltavamo il suo cozzare contro l’alluminio per ore, finchè, colto da fatica, si ritirava a dormire sotto l’armadio per iniziare la mattina dopo, al primo bagliore di chiaro.
Quindi cocciuto è.
Dicevo appunto di venerdì. Archiviata la vacanzina, corriamo al giardino per tentare di capire il suo percorso.
Trovo Giove sotto un cespuglio di rose. Lo prelevo per condurlo più lontano, verso il pino. Sta bene e il piastrone questa volta non è rotto.
Procedo con TartaRugoso a una minuziosa ricerca di punti di strappo della protezione metallica, ma non troviamo assolutamente nulla.
L’unica plausibile ipotesi (e due, dopo la scomparsa di Noelle) è che al termine della rete parzialmente sovrapposta alla colonnina di cemento, non essendo fissata alla stessa per via della durezza del materiale, la parte verticale della rete medesima offrisse, alla spinta testarda del guscio, la possibilità di essere piegata ed allargata per il suo oltrepassamento. Nel vuoto che sotto si apre.
TartaRugoso ha subito allineato una serie di sassoni nel punto verosimilmente critico, nella speranza che fosse quello il pertugio individuato dallo stupidone.
Certo che passato lo spavento si impone una riflessione sul destino e sulla casualità.
Casualità 1: Lorenzo avvista Giove su un piccolo promontorio vicino alla Cappelletta (così ci dice lui stesso venerdì sera quando lo incrociamo sul sentiero e lo ringraziamo immensamente per la segnalazione)
Casualità 2: qualcuno ha visto Giove camminare e lo ha messo lì sopra, anziché portarselo via o lasciarlo al suo procedere.
Casualità 3: Lorenzo ci dice che è stata la bambina prossima ad abbandonare il paese a dirgli che Giove era nostro.
Casualità 4: Enrico era presente per motivi del tutto fortuiti (un guasto nella sua casa lo ha stimolato a compiere un viaggio altrimenti evitato)
Casualità 5: TartaRugoso ha preso la telefonata per un soffio di dieci secondi, altrimenti non sarebbe stato più in casa. Giove a quel punto era già al sicuro, ma a noi ha tranquillizzato il poter andare quella sera stessa a verificare la presenza di buchi. Conoscendo Giove e la sua testardaggine, poteva benissimo essere che il mattino dopo ritentasse l’impresa.
Se non ci fosse stata questa concomitanza di casualità, io avrei perso Giove per sempre.
E che sarà mai una tartaruga! potrebbe obiettare chiunque.
Per me è una bestia sacra, è il mio alter-ego e ciò che meglio mi rappresenta nel mondo animale.
Quando è morta Celesta qualche anno fa, per probabile polmonite dovuta anche in quel caso a un mese di pioggia interrotta, ho passato momenti d’inferno, essendo scioccamente convinta della robustezza di questi rettili e delle fantomatiche dicerie sulla loro longevità e capacità di pre-sentire con ampio anticipo le variabilità del tempo.
Non è vero. Le tartarughe sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura improvvisi e all’elevato tasso di umidità. Se fa freddo si bloccano e non è così scontato che riescano a ripararsi con le dovute accortezze. Anche loro si ammalano e non sono eterne.
Diversamente da altri animali oggi è assai difficile procurarsi le tartarughe, visto che le poverette non sono bestie d’affezione e vengono sterminate per farsene pranzi o accessori di vario genere e tipo.
Giove è l’unico che è riuscito a resistere in tutti questi anni e quando lo abbiamo acquistato dal nostro veterinario, il suo carapace portava già i segni di un passato burrascoso.
Che sia il nome Giove che lo protegge?
Chissà, le casualità forse sono il destino che si compie, e questa volta il destino ha decretato che Giove restasse nel cerchio dell’apparire.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato affinché questo destino si realizzasse.
Da TartaRugosa, da TartaRugoso e naturalmente da Giove.
scritto da TartaRugosa
due pagine su NESSO del pittore Grigorij Ivanovič Sciltian (Šil´tjan) (1900-1985), tratte da Gregorio Sciltian, “Mia avventura”, Rizzoli, Milano 1963 pagg. 410-11, Segnalazione di Agopik Manoukian
Un amico mi segnala queste due pagine su NESSO del pittore Grigorij Ivanovič Sciltian (Šil´tjan) (1900-1985), tratte da
- Gregorio Sciltian, “Mia avventura”, Rizzoli, Milano 1963 pagg. 410-11
Esplorazione del CONSORZIO AGRARIO di Albese e lavori nell’orto (ore 11-16)
Oggi ho esplorato il CONSORZIO AGRARIO di Albese: molti tipi di terriccio e di concimi; ottima la zona Orto; buone anche le piante da vivaio. C’è anche una zona alberi da frutto. Molto interessante per chi fa orto e giardino.
Ho acquistato due Pieris (che andranno nel vaso ex limone, ora sotto il ciliegio) e ancora 3 Fragole di bosco
CIPRESSO, giovedì 3 maggio 2012
L’Orrido di Nesso – Lago di Como
vai a: L’Orrido di Nesso – Lago di Como.
A piedi da Como a Bellagio
A piedi da Como a Bellagio – IPERCAFORUM
A piedi da Como a Bellagio. … in quota il Triangolo Lariano, la regione
che divide i due rami del lago di Como, e culmina col promontorio di
Bellagio.
<http://ipercaforum.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10224222>
Comune di Como – Elezioni Amministrative del 6 maggio 2012: PROGRAMMI DELLE LISTE
| Comune di Como – Elezioni del 06 maggio 2012 – Programmi amministrativi (16)presentati dai candidati alla carica di Sindaco. | |
Data defissione |
31/05/2012 |
Data affissione |
06/04/2012 |
| Allegati |
da: Elezioni Amministrative 2012 – Comune di Como – Elezioni del 06 maggio 2012….
ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012: COME FUNZIONA IL VOTO DISGIUNTO
L’elettore può votare:
• …
• per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (cd. “voto disgiunto”).
ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012: COME FUNZIONA IL VOTO DISGIUNTO « POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI.
LE PRINCIPALI TEMATICHE TRATTATE E SVILUPPATE NEL PROGRAMMA della lista PATTO PER COMO
Una città che riparte, orgogliosa di un passato fatto di storia, di tradizione e di lavoro. Una città onesta che prenda coscienza nell’analizzarli, dei cambiamenti degli ultimi anni, prima tra tutti la crisi nel settore serico, ossatura portante degli insediamenti industriali del territorio, oltre al cambiamento della composizione demografica dovuta ai flussi migratori. Una città che fa fronte alle emergenze e che, nello stesso tempo, getta le basi per progetti di ampio respiro.
Una città che fa dell’accoglienza, intesa in senso allargato, la principale leva per il recupero di competitività.
Servizi e strutture saranno esito e mezzo per gli obiettivi preposti.
1) Como e il suo Lago. Una passeggiata lungolago finalmente restituita a residenti e turisti con il più opportuno completamento delle opere in corso.
2) Como, una città vivibile. Una soluzione al traffico che alleggerisca la circolazione in prossimità del lago e sposti su due direttrici più arretrate il flusso in entrata verso il centro. Como con più piste ciclabili e più parcheggi. Como più verde, grazie al recupero di alcune aree ora sottoutilizzate.
3) Como una città più bella grazie al recupero del patrimonio immobiliare pubblico e privato.
4) Como più unita, dove le periferie e tutti i quartieri fanno parte integrante del sistema città, favorite da decentramenti telematici dei servizi con assistenza in loco.
5) Como una città più sicura grazie al contributo della Polizia Locale, ma anche dei privati cittadini che su base volontaria impegneranno il proprio tempo a tutela dei più deboli e delle aree di quartiere.
6) Como città per le famiglie e per il sociale dove le categorie più disagiate vengono sostenute. Il sociale è inteso anche come capacità della città di creare situazioni di aggregazione che favoriscano il saper vivere civile, solidale e culturale.
7) Como la città dei giovani dove opportuni spazi di aggregazione favoriranno il crescere civile. Ma non solo, Como città che vuole conservare i suoi giovani offrendo opportunità di lavoro.
8) Como città dello sport che intende promuovere la pratica di tutte le discipline da quelle di maggior richiamo alle discipline meno note, coinvolgendo i giovani tramite le scuole e la collaborazione con società sportive.
9) Como città universitaria, dove l’ateneo non è solo un luogo di studio, ma una vera e propria sede di aggregazione del sapere votato allo sviluppo tecnologico e al miglioramento economico del cittadino e dell’intero territorio.
10) Como città della cultura attraverso la promozione di manifestazioni ed eventi che pongano la nostra città al centro del dibattito culturale italiano e che ne facciano un incubatore per l’intero territorio lombardo. Grazie alle sedi prestigiose Como diventa uno dei volani nazionali nel settore delle arti figurative, della musica, del teatro e dello spettacolo.
11) Como città del turismo, fiera delle proprie bellezze storiche e naturali del proprio standard di accoglienza in grado di farsi conoscere in tutto il mondo. Como la città dei convegni, parte integrante del Programma di Milano sede di Expo 2015, ma già inserita in un sistema di accoglienza di più ampio respiro, pronta a fornire pacchetti completi e integrati a favore del turismo di affari.
12) Como un “grande centro commerciale a cielo aperto” al servizio di residenti e turisti, dove ogni area del centro storico possa acquistare valore commerciale soprattutto a favore delle eccellenze del nostro territorio.
13) Como un ponte verso la Svizzera. Non più una città di solo confine, ma un ideale prolungamento delle due nazioni confinanti. Italia e Svizzera unite da un nuovo concetto di dogana di Ponte Chiasso, resa in parte pedonale e recuperata a zona commerciale.










