distruzioni urbane · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lungolago

Il cantiere delle paratie o meglio, quella che nel progetto sarà la nuova passeggiata, si sta mangiando metri e metri di lago. È accaduto nel primo lotto (incompleto e chiuso da quando, dopo le polemiche, è stato abbattuto il muro) e sta succedendo nel secondo (i lavori sono fermi dal 24 gennaio scorso). Dall’alto, però, l’effetto è molto amplificato rispetto alla visuale da viale Geno. – Cronaca – La Provincia di Como

Il cantiere delle paratie o meglio, quella che nel progetto sarà la nuova passeggiata, si sta mangiando metri e metri di lago. È accaduto nel primo lotto (incompleto e chiuso da quando, dopo le polemiche, è stato abbattuto il muro) e sta succedendo nel secondo (i lavori sono fermi dal 24 gennaio scorso). Dall’alto, però, l’effetto è molto amplificato rispetto alla visuale da viale Geno.

Tutta la parte d’acqua che si vede nella foto grande verrà infatti trasformata in cemento – sostenuto da quelle che in termine tecnico si chiamano “palancole” – che inghiotte qualcosa come venti metri di lago. Una trasformazione radicale dell’immagine del fronte lago che, una volta conclusa l’opera, si percepirà da tutti i punti di vista e non soltanto, come oggi, dall’alto.
La situazione del cantiere, però, è tutt’altro che semplice. Il tratto che va dai giardini a lago a piazza Cavour è esattamente nelle stesse condizioni di un anno fa, quando venne abbattuto il muro contestato da tutti. Anche l’ipotesi di una riapertura della passeggiata con il passare delle settimane si affievolisce e i ben informati parlano di un costo di circa 100mila euro (pavimentazione, illuminazione, recinzioni tutto provvisorio) per un’apertura comunque parziale.
Un punto interrogativo ancora più grande è il secondo tratto, quello che va da Sant’Agostino a piazza Cavour. Attualmente ne è stato realizzato metà e dal 24 gennaio scorso i lavori sono bloccati perché gli operai della ditta veneziana Sacaim non avevano più nulla da fare in quanto il progetto doveva essere modificato con una perizia di variante che, però, non è stata approvata.

da: Il cantiere della paratie si mangia pezzi di lago – Cronaca – La Provincia di Como.

Ospedale Sant'Anna

Sottoscritto a Palazzo Lombardia l’Atto integrativo all’Accordo di Programma relativo alla valorizzazione dell’area Napoleona-Camerlata, sede del vecchio ospedale S. Anna di Como.

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Sottoscritto a Palazzo Lombardia l’Atto integrativo all’Accordo di Programma relativo alla valorizzazione dell’area Napoleona-Camerlata, sede del vecchio ospedale S. Anna di Como.

Erano presenti il presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni, il sindaco Stefano Bruni, i sindaci di Montalto Lucino, Angela Cappuccino, di San Fermo della Battaglia, Pierluigi Mascetti, il direttore generale dell’Ospedale Sant’Anna Marco Onofri e l’amministratore delegato di Infrastrutture Lombarde S.p.A. Antonio Rognoni.

L’Atto integrativo si è reso necessario per la creazione di una ‘Cittadella Sanitaria’ che ospiti strutture dell’Azienda Ospedaliera e dell’Asl su una superficie di circa 30.000 mq e per la localizzazione di funzioni residenziali, terziarie e commerciali da affiancare alle strutture pubbliche.

La pluralità di usi che darà al quartiere una forte valenza urbana sarà ulteriormente ampliata da funzioni di edilizia integrata con alloggi a canone convenzionato da destinarsi alla residenza provvisoria di personale sanitario. Questi aspetti saranno demandati alla fase attuativa dell’intervento.

Tra i contenuti urbanistici relativi alla riqualificazione dell’area sono inclusi anche il mantenimento dell’edificio storico di pregio, da valorizzare anche mediante la demolizione dei corpi incoerenti e il mantenimento e recupero dell’edificio denominato ‘Monoblocco’ come elemento cardine della ‘Cittadella Sanitaria’, che accoglierà le attività sanitarie dell’Azienda Ospedaliera e dell’Asl. Ora il Consiglio comunale di Como ha 30 giorni di tempo per ratificare l’Atto sottoscritto oggi.

da: Regione :: Como, Cittadella sanitaria su area ex S.Anna.

Luna · Strand Mark

Moon, Mark Strand

Moon,  Mark Strand

Open the book of evening to the page
where the moon, always the moon appears

between two clouds, moving so slowly that hours
will seem to have passed before you reach the next page

where the moon, now brighter, lowers a path
to lead you away from what you have known

into those places where what you had wished for happens,
its lone syllable like a sentence poised

at the edge of sense, waiting for you to say its name
once more as you lift your eyes from the page

close the book, still feeling what it was like
to dwell in that light, that sudden paradise of sound.

*

Luna

Apri il libro della sera alla pagina
in cui la luna, sempre la luna, ancora appare

lì tra due nuvole, muovendosi piano, così piano che sembrerà
siano trascorse ore prima che possa voltare alla pagina seguente

lì dove la luna, più luminosa ora, fa approdare un sentiero
che ti conduca via da ciò che hai appreso

dentro i luoghi in cui tutto quello che avevi sperato si avvera,
la sua sillaba solitaria come un bisbiglio penzoloni

al margine del senso, ad aspettare che sia tu a pronunziarne il nome
ancora una volta staccando lo sguardo dalla pagina

chiudendo il libro, ancora sentendolo così com’era
quel sospendersi nella sua luce, quell’inatteso paradiso del suono.

Mark Strand e la metafisica dell’assenza

Mark Strand nasce nel 1934 a Summerside, nella Prince Edward Island in Canada, ma cresce negli Stati Uniti ed attualmente vive a New York. Il suo modo di fare poesia è abbattimento di regole e catene della tradizione lirica, la sua poesia si fonde alla prosa senza perdere il piacere della pausa, del respiro, del ritmo intrinseco alla narrazione stessa. La poetica di Strand penetra il pensiero tuffandolo e vestendolo di sogno e realtà, come un entrare ed uscire da un tunnel, come un meditare aprendo e chiudendo gli occhi …: verità e fantasia si fanno esperienza sensibile che si fonde al vissuto, cui egli dà le sue risposte attraverso i versi che assumono forme nuove, quasi un elenco di “pensierini” a volte, apparentemente semplici come innocue gocce d’acqua, che alla fine dell’intera lettura lasciano il segno sulle labbra come il tocco dell’acqua sulla nuda pietra.

Della semplicità si può fare arte complessa, quasi irraggiungibile: la perfezione della linea retta che si ricurva inseguendo dolcemente il suo percorso per poi puntualmente tornare diritta al punto di partenza. Una poetica delle domande, mi verrebbe da dire, in cui Strand si risponde scrutandosi, sempre interrogandosi sull’idea delle cose reali. Ne risultano risposte a volte apparentemente spezzate che racchiudono in sé il senso di un pensiero vasto e profondo che sembra non raggiungere mai se stesso, mai, fino a divenire anch’esso nuovo interrogativo, nuova ricerca, nuova meditazione, altra/alta poesia. Il senso dell’assenza come presenza piena, quasi metafisica, la descrizione della quotidianità che scorre nel tempo, nei giorni, uguale a se stessa, permea di un senso di tristezza versi che si arricchiscono di immagini potenti ed evocative senza risultarne appesantiti nella loro logica fluidità.

“fissare il nulla è imparare a memoria
quello in cui noi tutti verremo spazzati”

Un’attesa graffiante della morte, descritta con la nudità e la crudezza dell’esorcizzazione di chi la fissa dritta negli occhi con atteggiamento coraggioso e disilluso, aspettando senza fretta, gelidamente quasi, la propria fine. Di sé Strand dice di raccontare sempre la stessa «vecchia storia», quella «sui minuti che muoiono e le ore, e gli anni», la storia «di me stesso, di te, di tutti».

ARTE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Mostre

MOSTRA: LA LARIO IN ARTE

Sabato 5 marzoalle 16.00 presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti a Como (ex Chiesa di San Francesco, Largo Spallino 1) il presidente dellaCanottieri Lario, Enzo Molteni e gli artisti Vincenzo Mascoli, Gianpiero Bonfantini e Gio69 hanno il piacere di invitarvi all’inaugurazione della mostraLa Lario in Arte: 120 quadri per 120 anni.

Organizzata in collaborazione con il Comune di Como Assessorato alla Cultura e Assessorato allo Sport, l’esposizione sarà visitabile fino al 22 marzo.

L’inaugurazione sarà allietata da un concerto di musica da camera per flauto, violino e violoncello. Alle 15 è prevista una visita in anteprima riservata alla stampa e guidata dagli artisti e dallo staff della Lario.

Orari: lunedì-venerdì 10.30-12.30, 16.00-20.00.
Sabato e domenica 11.00-20.00
Info: info@canottierilario.it – 031.574720

Colpi di remo. Storia e tradizioni di lago e di atleti

 

MOSTRA: LA LARIO IN ARTE
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Criminalità e microcriminalità

Lurate, litiga con la moglie e l’accoltella davanti ai figli – Cronaca – La Provincia di Como

LURATE CACCIVIO – Al culmine dell’ennesimo litigio ha sferrato due coltellate alla moglie, una al collo e l’altra al fianco, il tutto alla presenza dei figli piccoli, di otto e dieci anni.
I carabinieri di Lurate Caccivio lo hanno trovato ancora con il coltello in pugno, un “cutter” da tappezziere (dalla violenza utilizzata, l’arma si era pure rotta), nel momento in cui hanno fatto irruzione in casa e hanno arrestato il marito, un cittadino marocchino di 41 anni, mentre la moglie, 42 anni, è stata trasportata all’ospedale Sant’Anna. La vittima è stata sottoposta a una delicata operazione: i medici si sono riservati la prognosi.

da: Lurate, litiga con la moglie e l’accoltella davanti ai figli – Cronaca – La Provincia di Como.

Pozzi Antonia

Antonia Pozzi e Tullio Gadenz, Epistolario (1933-1938), di Patrizia Garofalo in LUA libera università dell’autobiografia

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Come nel “cantico dei cantici”, tradotto dall’ebraico nella trasposizione poetica di Agostino Venanzio Reali, si auspica un futuro nell’ampiezza celeste, vicino alle montagne così nell’epistolario dei due poeti si delinea l’ipotesi salvifica di un’esistenza defilata che penetri il senso dell’esistenza stessa.

Amato – “Tu che soggiorni dentro un paradiso
fammi la tua voce riudire
Amata – Tornami a sembrare, amato mio
un cervo, un capriolo sui profili
dei monti che fragrano, viola.”

Antonia Pozzi – “Radici/ profonde nel grembo di un monte/ conservano un sepolto segreto/ di origini – e quello per cui mi riapro/ stelo/ di pallide certezze”.

Tullio Gadenz – “Ma esser vorrei/ Di un grand’albero/ In una oscura/ Sera / la più Profonda/ Radice.”

Incontri di intensa tonalità, di totale reciprocità e incanto che preludono ad una intesa più ampia e totale e totalizzante che dall’aleph della terra abbraccia tutto il creato fino all’immagine sinestetica del profilo dei monti che “fragrano” viola.
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l’intero post qui: Libera Universita’ Autobiografia – Epistolario (1933-1938) – Antonia Pozzi Tullio Gadenz.

BATTELLI e Corriere · Storia e Economia

«Non c’è traccia del piroscafo “Plinio”», da Corrieredicomo.it

Non si trova più il “Plinio”, lo storico piroscafo della Navigazione lariana, nato nel 1902 e tra i battelli più belli ed eleganti del Lago di Como, affondato lo scorso 9 dicembre. Sembra incredibile, ma l’associazione “Navi Lariane”, che riunisce ingegneri e storici della navigazione sul Lario, lancia un allarme proprio in questo senso.
Nella discesa sott’acqua il 9 dicembre il natante, lungo 51 metri (non propriamente un fuscello, quindi), costruito nel 1902 e rimasto in servizio fino al 1963, ha rotto gli ormeggi, e giacerebbe (a rigor di logica) sul fondo del Lago di Mezzola. Dove di preciso, e a che profondità, è però un mistero.
L’affondamento della storica imbarcazione, che da più di dieci anni era ormeggiata di fronte al ristorante “Barcaccia” di Nando Curti – che del relitto è proprietario – ha fatto scalpore sul finire del 2010. Nel 2009, lo Stato tramite la Soprintendenza di Milano, proprio su sollecitazione di “Navi Lariane”, aveva vincolato il natante come bene storico. Stando ai sub che l’avevano visitato in dicembre per conto dell’Arpa, si troverebbe a 35-40 metri di profondità (il doppio di quel che si pensava in un primo momento). Sembrava che lo scafo non avesse subito danni nella discesa. Il fondo è ripido, e soprattutto l’acqua è molto torbida e il fondale fangoso.
Dice il presidente di “Navi Lariane” Massimo Gozzi, ingegnere e autore di libri e articoli sulla navigazione lacustre lariana: «L’affondamento è stato oggetto di un frettoloso “de profundis” da parte di altre associazioni ma anche di enti. In collaborazione con un gruppo di subacquei abbiamo organizzato un sopralluogo il 30 gennaio scorso. Il piroscafo non è stato trovato. Ulteriori indagini da parte nostra hanno appurato che un altro gruppo di subacquei della Protezione civile di Sondrio si era immerso per conto dell’Arpa di Sondrio: anche loro non hanno localizzato il reperto. Le indagini dell’Arpa sulla qualità dell’acqua sono state effettuate pertanto senza conoscere l’esatta localizzazione del piroscafo (campioni d’acqua alle profondità di un metro e di venti metri). In definitiva, nessuno lo ha localizzato, e pertanto le informazioni circolate sulla profondità alla quale giace si basano solo su ipotesi».

da «Non c’è traccia del piroscafo “Plinio”».

Bellagio · Criminalità e microcriminalità

Bellagio: forzate le casseforti del comune – Cronaca – La Provincia di Como

BELLAGIO Tre casseforti aperte, con minuzia e calma, altrettante porte forzate e circa tremila euro di bottino. Questo il risultato del blitz di uno o più ladri in Comune a Bellagio nella notte tra venerdì e ieri. I malviventi potrebbero essere gli stessi che da diverso tempo imperversano nel Comasco e colpiscono edifici pubblici sedi di enti e Comuni.
Per quanto riguarda Bellagio, i malviventi hanno forzato la finestra dell’anagrafe, da qui si sono aperti la strada verso tutti gli uffici interni al comune. All’interno dell’ufficio anagrafe hanno cercato e trovato la cassaforte e l’hanno aperta con un flessibile o con attrezzi simili.

Bellagio: forzate le casseforti del comune – Cronaca – La Provincia di Como.

MUSICA

YANEZ – DAVIDE VAN DE SFROOS IN FINALE A SANREMO

GENIUS LOCI

ITINERARI DELLA PSICHE, AIPA: Associazione Italiana Psicologia Analitica

ITINERARI DELLA PSICHE
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Itinerari della psiche è un progetto di viaggio e di incontro tra persone interessate alle psicologie del profondo che ha lo scopo di proporre una riflessione sulle teorie dell’inconscio, a partire dall’esperienza diretta di apertura alle potenzialità simboliche ed evocative di luoghi e paesaggi.

Pur prendendo le mosse dalle numerose tracce delle quali è costellato il nostro territorio, non vogliamo proporci un’occasione di approfondimento storico-artistico volto a soddisfare curiosità intellettuali, bensì disporci, con il rigore dello studioso, a incontrare “l’ebbrezza della meraviglia” che da sempre – come ci ricorda Aristotele – costituisce la radice ed il primo motore della conoscenza.

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13-19 giugno 2009

“Ombra”
La Psicologia analitica incontra l’arte

Guarda la locandina

24-25 giugno 2005

“Terme romane di Baia”
Gli elementi: aria e acqua

Guarda la locandina

3 luglio 2004

“L’antro della Sibilla cumana”
Sulla domanda e la divinazione

Guarda la locandina

DA: AIPA: Associazione Italiana Psicologia Analitica.

Chiese in Como città · COMO città

Alberto Rovi, Paolo Vanoli, Santa Cecilia a Como, NodoLibri

Alberto Rovi, Paolo Vanoli
Santa Cecilia a Como
Chiesa monastero liceo  

Massimo esempio di arte barocca nella città di Como, la chiesa di S. Cecilia annovera opere illustri di pittori quali Andrea Lanzani, Filippo Abbiati e Francesco Innocenzo Torriani e di scultori quali Giovan Battista Barberini e Pietro Lironi. Esibiva anche una superba pala d’altare di Orazio Gentileschi, che proprio per la sua bellezza venne trasportata a Brera all’inizio dell’Ottocento.

Per la prima volta, le vicende di questa chiesa e del complesso edilizio circostante (prima monastero femminile e poi liceo) sono ricostruite con completezza di indagine e ricchezza di analisi: non solo le vicende artistiche, ma anche quelle economiche e “politiche” che coinvolgono le più potenti famiglie comasche dell’ancien régime (tra le altre, le famiglie da cui vennero i due papi comaschi: gli Odescalchi e i Rezzonico).

Il volume di grande formato è anche riccamente illustrato, grazie a una apposita campagna fotografica che documenta sia le singole opere d’arte che l’affascinante spazio che le contiene.

L’opera nasce per iniziativa della Fondation Carlo Leone et Mariena Montandon che da anni promuove la conoscenza e il restauro di importanti monumenti comaschi.

 

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Como, 2008
A cura di: Mario Di Salvo
Edizione: NodoLibri
Pp. 156, Illustrazioni: 162i, F.to cm. 27,5×27,5
Confezione: Brossura filo refe
ISBN: 978-88-7185-155-6

Euro: 30.00

Disponibilità libro: Disponibile
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DA: NodoLibri.

a: da classificare

I giardini secondo Sandro Russo, Scuola di scrittura Omero

da: Scuola di scrittura Omero Sezione Rivista Omero.