Omaggio alla scrittrice Carla Porta Musa, 4 novembre, ore 18.00, Mostra Mercato dell’Artigianato presso Lariofiere, Erba
Mercoledì 4 novembre alle ore 18.00, nell’ambito della 36^ Mostra Mercato dell’Artigianato presso Lariofiere a Erba, si terrà un omaggio alla scrittrice e poetessa Carla Porta Musa attraverso la mostra fotografica Le Stanze di Carla, realizzata dal fotoreporter Carlo Pozzoni, e la testimonianza della figlia Livia Porta Musa.
La mostra Le Stanze di Carla è composta da venti fotografie a colori che raccontano la vita quotidiana della scrittrice e poetessa comasca nella sua casa. Ogni immagine è accompagnata da un commento personale dell’autrice.
“Sono entrato per la prima volta nella casa di via Pessina nel 1994, invitato da Arturo Della Torre, enogastronomo e giornalista, che stava preparando il libro “A tavola con Carla Porta Musa”. Un volume che avrebbe raccontato le ricette di cucina della scrittrice. Ricordo di essere stato colpito, fin da allora, dall’aspetto della sua casa. Una casa delle fate stretta tra i nuovi palazzi della città. Luogo capace di sconfiggere il tempo. Era una sensazione che si percepiva bene anche all’interno, con gli ambienti e gli oggetti che raccontavano la storia incredibile di questa donna che ha attraversato oltre un secolo della nostra storia. Da allora, in via Pessina sono tornato più volte. Il fatto di avere visitato le stanze di Carla tanto spesso ha alimentato il desiderio di mostrare ad altri questo suo piccolo mondo antico. Spero di essere riuscito a farlo con le immagini di questa mostra che sono anche omaggio a una donna a mio giudizio eccezionale”.
Carla Porta Musa – Silenzi d’aria 1980-1990 (NodoLibri)
Carla Porta Musa – Il tuo cuore e il mio (NodoLibri)
Genius Loci: il Sacromonte di Orta San Giulio
L’uomo antico aveva un rapporto intenso con la natura, che per lui era animata e sacra.
Nasce in quella situazione umana e storica il principio originario del Genius Loci: l’essenza, l’anima, la forza del luogo.
Lo scorrere del tempo, il variarsi dell’esperienza psicologica individuale, la trasformazione culturale tendono a far perdere, come in un crescente processo di oblio, quella concentrazione in cui la persona si sente in contatto con un tutto che gli è oltre.
Però molto dipende ancora da noi, da ciascuno di noi:
“Se vedremo il mondo come un organismo vivente di cui facciamo parte – né padroni, né inquilini, dunque, e neppure passeggeri – forse avremo molto tempo davanti a noi e la nostra specie potrà sopravvivere per il tempo che le è assegnato”
James Lovelock, Le nuove età di Gaia, Bollati Boringhieri, 1991, p. 235
Ci sono ancora luoghi che, per miracolosi percorsi ed equilibri, riescono a trasmettere quella forza del Genius Loci, che potremmo perdere.
Il Sacromonte di Orta San Giulio, in Piemonte, è fra questi luoghi.
Se vuoi vedere il luogo sentendo Ulysses’ Theme,
apri in una nuova finestra il post
e clicca qui sotto per andare sulla sequenza delle immagini:
Il sacro monte d’Orta
Sulla sommità dell’ameno colle che, quasi al centro del lago, si protende sulle acque alle spalle del borgo d’Orta, fu iniziata, nel 1591, la costruzione di uno dei più grandi monumenti dedicati a San Francesco.
Storicamente l’origine del santuario andrebbe ricercata oltre che nelle ragioni di rivalità con i valsesiani (che stimolati da Padre Bernardino Caimi avevano eretto sull’altura retrostante Varallo il primo sacro monte) anche nei favorevoli sviluppi della audace riforma ecclesiastica intrapresa da San Carlo Borromeo tendente da una parte a promuovere l’erezione di templi, santuari e seminari e dall’altra a conservare l’antica liturgia, riforma alla quale non erano estranei gli eventi del continente. Lutero, infatti, aveva operato la scissione dell’unità cattolica europea; nei paesi bassi divampavano ancora le guerre di religione ed in Inghilterra la regina Elisabetta si era ormai definitivamente separata dalla Chiesa Romana. Il sacro monte d’Orta è costituito da un insieme di sontuose cappelle tardo rinascimentali, barocche 13 ed una neoclassica, sparse su un vasto altipiano e collegate tra loro da ordinati viali, fiancheggiati da spalliere di alloro.
Percorrendo il ridente ed ampio parco erboso, in gran parte coperto da annosi abeti, tigli e faggi, si incontrano, tra squarci panoramici, una ventina di edifici sorti nel corso di quasi due secoli, in ognuno dei quali sono racchiusi complessi statuari in grandezza naturale e pitture rappresentanti i più edificanti episodi della vita del Poverello d’Assisi.
Il Paroletti, eminente studioso dei santuari, considerava nello scorso secolo questo sacro monte il più bello, più devoto e forse il più sontuoso di quanti n’habbia il Piemonte. All’insigne monumento, centro di fede e per lungo tempo meta di affollate processioni, sono dedicate diverse incisioni create nel corso di quasi quattro secoli: dagli inizi dei seicento al novecento.
in Enzo Pellegrino, Le stampe del lago d’Orta, Negri editore, 1973, p.18

Ricordo dello scultore intelvese Vittorio Novi al Convegno di Torino
Convegno sul legame tra Italia e Thailandia
Padiglione siamese all’Esposizione Universale (Torino 1911)
“140 anni di relazioni italo-thailandesi” svelano il rapporto speciale tra la Thailandia e Torino: dai nostri artisti in Siam, ai preziosi testi thai della Biblioteca Cesmeo
TORINO
Esiste un rapporto speciale tra Torino e la Thailandia, con radici profonde nel tempo, attestato da numerose testimonianze architettoniche –a Bangkok, architetti piemontesi come Mario Tamagno e Annibale Rigotti gli artefici di opere quali la Sala del Trono, la Villa Norasingh, alcuni ponti, molte ville private…- e culturali, tra le quali spicca la Biblioteca del Cesmeo che, con la sua cospicua collezione di testi in lingua thai e volumi sulla Thailandia, è diventata una realtà pressoché unica in tutta Italia.
Questo legame, e più in generale quello dello Stato asiatico con l’Italia, è il tema conduttore del Convegno “140 anni di relazioni italo-thailandesi” organizzato dal Cesmeo e dal Consolato Generale di Thailandia, con il patrocinio del Politecnico di Torino, che si svolgerà a Torino oggi, dalle ore 15.30 presso il Centro Congressi Unione Industriale – Sala Piemonte – in via Fanti 17, al quale parteciperà l’Ambasciatore di Thailandia a Roma, S.E. Pradap Pibulsonggram.
Attraverso numerose relazioni di esperti italiani e thailandesi in vari settori culturali, si delineerà l’ampiezza dei rapporti italo-thai e saranno messe in evidenza le attestazioni di tale vicinanza, ossia le opere architettoniche italiane presenti sul territorio.
Infatti, ancora oggi a Bangkok, all’ombra dei moderni grattacieli, rimangono numerose e ammirate le testimonianze monumentali, frutto dell’intensa attività artistica italiana. Si tratta di opere eseguite da artisti e architetti italiani che soggiornarono alla corte del Siam e che, pur assecondando le aspettative di grandiosità e di modernità della casa reale, rivelano un mirabile connubio tra le strutture architettoniche occidentali e gli stilemi decorativi thai.
“I rapporti di collaborazione tra il Cesmeo e la Thailandia si inseriscono e si riconnettono naturalmente alla tradizione degli intensi e proficui rapporti che dal 1868 legano la Thailandia al nostro Paese e al Piemonte in particolare. –afferma Irma Piovano, Supervisor of the scientific activities and cultural relations, Cesmeo- Il Convegno del 15 maggio intende mantenere e intensificare i rapporti di amicizia e collaborazione con la Thailandia e, al contempo, studiarne le radici storiche e culturali e gli importanti esiti tuttora presenti e ammirati nell’attuale Bangkok. A tal fine il Cesmeo ha avviato il progetto per la pubblicazione di un volume dedicato agli artisti e architetti piemontesi e toscani in Siam, affidato a Francesca B. Filippi della I Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino, e a Neungreudee Lohapon, Direttore del Dipartimento di Lingue Occidentali dell’Università Chulalongkorn, Bangkok Alla versione italiana del Volume farà seguito la sua pubblicazione in lingua thai a cura dell’Università Chulalongkornk”.
Come si evince dal titolo del Convegno, le relazioni tra Italia e Thailandia divennero particolarmente profonde quasi un secolo e mezzo fa: nel 1868 fu stipulato fra i due Paesi il Trattato di Amicizia e alle due visite, nel 1897 e 1907, del sovrano Rama V in Italia (una tappa importante del suo viaggio fu proprio a Torino), fece seguito l’interesse della corte thai per l’arte italiana e viceversa. Non a caso per l’Esposizione Internazionale del 1911 al Valentino fu costruito il padiglione siamese a forma di pagoda.
Una relazione del convegno sarà appunto incentrata sui torinesi e piemontesi in Siam, tra i quali si ricordano il pittore Cesare Ferro, gli artisti e architetti Annibale Rigotti, Ercole Manfredi, Mario Tamagno, e lo scultore Vittorio Novi.
Gian Luigi Beccaria, Il dialetto si parla non si insegna – LASTAMPA.it
Ora la Lega propone sciocchezze, vuole che si insegnino i dialetti a scuola, e che gli insegnanti stessi conoscano il dialetto della Regione in cui insegnano. Non sanno che i dialetti si parlano, non si insegnano. Né si scrivono, a meno di essere poeti. Un dialetto è un sistema linguistico che soddisfa egregiamente, delle nostre esigenze espressive, soltanto alcuni aspetti (l’usuale, il pratico, l’affettivo, il familiare), ma non altri (il tecnico, il filosofico, lo scientifico). «In dialetto – diceva il grande poeta dialettale Raffaello Baldini – si può parlare con Dio, non si può parlare di Dio». Non credo che in dialetto si stampino studi o si facciano dibattiti di teologia. Quando un dialettofono scrive, scrive in italiano.Lega e Rifondazione per ragioni completamente diverse si trovarono subito d’accordo nel non volere l’aggiunta: la Lega temeva che i dialetti e le minoranze venissero schiacciate, Rifondazione che si finisse col rendere obbligatoria la conoscenza della nostra lingua all’extracomunitario che richieda la cittadinanza. La Lega temeva che l’obbligatorietà dell’italiano potesse risolversi nella rivincita del solito centralismo di «Roma padrona», e ci si dimenticasse che invece occorreva innanzitutto valorizzati idiomi locali e minoranze.
vai all’articolo:
Bruni salva Caradonna e se la prende con Gaddi – Cronaca – La Provincia di Como
L’iter degli atti e provvedimenti che hanno portato all’opera ora in fase di realizzazione, è costellato di 3 delibere di giunta. La prima, del 1995 (n° 1450), riguardava un primo progetto di massima, dove non c’era quasi traccia di alcun muro e le paratie erano tutte mobili. La seconda delibera è del 1998 (n° 979) e risulta al momento l’unico in cui è stato approvato un progetto che ricorda quello di oggi. In quella riunione dell’esecutivo – era il 21 ottobre 1998
Bruni salva Caradonna e se la prende con Gaddi – Cronaca – La Provincia di Como
Parmenideo, tendenza Severino
Parmenideo, tendenza Severino:
“ci si deve mettere in cammino – un cammino che oggi non è ancora finito – per andare alla ricerca di quell’essere che sia fuori del tempo“
Emanuele Severino, L’essenza del nichilismo, Adelphi, 1982, p. 23
UN PROGETTO nato già con diverse lacune, al quale, in corso d’opera sono state apportate diverse modifiche, con relative spese aggiuntive, ultima delle quali il famoso «muro della vergogna».
UN PROGETTO nato già con diverse lacune, al quale, in corso d’opera sono state apportate diverse modifiche, con relative spese aggiuntive, ultima delle quali il famoso «muro della vergogna». Non hanno convinto appieno i consiglieri, soprattutto di minoranza, le spiegazioni che ieri sera nella seduta del Consiglio comunale ha dato l’ingegner Antonio Viola, il direttore dei lavori del cantiere per la realizzazione del nuovo lungolago e delle opere antiesondazione. Viola ha sottolineato come il progetto non comprendeva nulla per quanto riguarda l’impiantistica (cavi della luce, del telefono per la palazzina del nuovo pontile); inoltre sarebbe stata la Commissione paesaggistica della provincia a stralciare dal progetto originario, la palazzina della nuova biglietteria della Navilario e la pavimentazione che sarebbe stata sostituita con materiali più economici.
ALTRO problema l’aumento dell’Iva dal 10 al 20% quindi da poco più di un milione e mezzo di euro a quasi 3 milioni e mezzo. Per stare nelle spese è stato deciso di ridurre il numero di paratie mobili sostituendole con un muro in calcestruzzo più lungo. «Finora – ha concluso Viola – sono state effettuate opere per 5 milioni di euro (l’importo complessivo a base d’asta è di poco inferiore ai 16 milioni, ndr.). Lavori che sono stati complicati perché abbiamo trovato situazioni non preventivate come ad esempio lo sbriciolamento del parapetto esistente. E le spese sono aumentate». Non sono mancate ieri sera, critiche non solo al progetto, ma anche sul piano politico. Sotto accusa da parte del consigliere Silvia Magni (Pd) tutta la maggioranza che, secondo lei, «non fa autocritica, non ascolta». «Nessuno – ha detto – ha chiesto scusa quando era il minimo che si potesse fare. Anzi, davanti alle urla ed alle proteste dei cittadini presenti in Comune in queste sedute si è voluto chiudere le finestre. Dire che c’è stato un errore di comunicazione come ha fatto il sindaco Bruni è troppo facile: è dovere di chi amministra far sapere non dei cittadini cercare di intuire».vai all’articolo:
Poltiglia bordolese
POLTIGLIA BORDOLESE

vegetazione e sui frutticini, così come quella degli analoghi rameici, è ben nota e si esplica comunque con una riduzione del rigoglio vegetativo e a volte con ustioni sugli organi fiorali che ne sconsigliano l’uso, a parte i casi d’indispensabilità e di accertata ridotta sensibilità varietale, durante la fioritura. Sui frutticini di mele o pere e sui giovani acini d’uva le lesioni provocate dal potere caustico della poltiglia si riflettono con la comparsa di ruggine della buccia che soltanto nei casi più gravi può deformare i frutti od impedirne un regolare accrescimento. La stagione troppo calda e asciutta aumenta la negativa influenza della calce sulla traspirazione cuticolare e stomatica accentuando la riduzione dello sviluppo della vegetazione. Lo spettro d’attività risulta essere molto ampio: peronospora, antracnosi, black rot, corineo, monilia, fusicocco, ruggini, cancri, ticchiolatura, cilindrosporiosi, septoriosi, escoriosi, vaiolatura, alternaria, cercospora sono alcuni dei principali agenti fungini controllati. Il rame possiede poi importanti azioni secondarie su oidi, monilie e botrite, in questi casi spesso l’azione non è diretta sul fungo, ma avviene attraverso l’ispessimento della pellicola esterna dei vegetali e dei loro frutti. Molto importante l’azione batteriostatica dei ramati, sfruttata soprattutto per impedire o diminuire la diffusione, dal 1997, del colpo di fuoco batterico su Pomacee. Le dosi d’impiego della poltiglia bordolese non sono mai standardizzabili in quanto dipendono sicuramente dal periodo stagionale in cui ci si trova, dall’andamento meteorologico e dal rigoglio vegetativo della coltura, dalla zona e dall’aggressività delle malattie da combattere. Durante l’inverno, quando i fruttiferi sono nello stadio di riposo, la poltiglia può essere utilizzata a dose piuttosto alta, anche di 1,5 – 2,0 kg per q.le d’acqua, in quanto il legno presenta buona resistenza. Tuttavia anche qui varietà e specie rappresentano fattore discriminante: ad esempio su pesco le dosi debbono essere inferiori che su pomacee. E’ bene che la temperatura non scenda sotto lo zero termico durante la distribuzione e nei giorni successivi. Se affrontiamo il problema peronospora della vite occorre impiegare almeno 100 g di ione rame per hl d’acqua .Per quanto attiene all’utilizzo della poltiglia bordolese, il rame viene normalmente addizionato di calce fresca in rapporto 1 a 0,6 cioè ogni 1.000 g di solfato per 600 g di calce. Per il primo trattamento antiperonosporico il dosaggio d’impiego della poltiglia che contiene il 25 % di Cu2+ è bene che non scenda mai sotto i 600/g per q.le d’acqua, questo al fine di creare un consistente deposito su tutta la vegetazione ancora scoperta. Per i trattamenti successivi, in genere settimanali, sarà possibile abbassare la dose, in caso di ridotta piovosità e bassa umidità, ai 400 – 500 g, oppure mantenere i 600 g se la stagione risulterà piovosa. Per gli ultimi due interventi che di norma si eseguono ad intervalli superiori di tempo (15 – 20 giorni l’uno dall’altro) è consigliabile usare dosaggi più elevati quali 800 o massimo 1.000 g per hl d’acqua. Oggi, dopo circa 120 anni da quando nel 1884 il Millardet accertò l’efficacia del rame sulla peronospora della vite, i rameici e la poltiglia rimangono un pilastro della farmacopea del terzo millennio. ( dal Notiziario del Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia) Trattamenti invernali
TRATTAMENTI INVERNALI
| STADIO VEGETATIVO
Gemme ingrossate Prefioritura Fioritura Sviluppo del frutto Invaiatura Post-raccolta |
PATOGENO
Uova e larve di parassiti, crittogame Afidi, Acari, Oziorinco, Cimicetta verde, Marciumi al colletto Tignola della zagara Cocciniglia, Acari, Minatrice Mosca, Acari, Cocciniglie Mal secco, Batteriosi |
PRODOTTO g/hl
Bentotamnio 1000 Olio di pino 400 Artemisia 800 Olio di pino 800 Olio di pino 800 Bentotamnio 1000 |
|
STADIO VEGETATIVO
Gemme ingrossate Prefioritura Caduta petali Frutto sviluppato Cadute foglie e ingrossamento gemme |
PATOGENO
Corineo, monilia Monilia Monilia, Oidio Oidio, Anarsa Corineo, Falena |
PRODOTTO g/hl
Bentotamnio 1000 Bentotamnio 500 Silicato di sodio1000 Sapone allo zolfo 500 Bentotamnio 1000 |
| STADIO VEGETATIVO Bottoni rosa Post allegagione Pre-invaiatura |
PATOGENO
Corineo, Bolla, monilia, Negrume Monilia, Bolla, Corineo, Oidio, Afidi Mosca, Anarsia, Cydia, Ragnetto rosso |
PRODOTTO g/hl Bentotamnio500 Sapone allo zolfo 600 Olio di pino500 Silicato di sodio1500 Idem Olio di pino 600 |
| STADIO VEGETATIVO Ripresa vegetativa Pre-fioritura Caduta petali |
PATOGENO
Oidio, Acari Antomomo, Tripide Marciume grigio |
PRODOTTO g/hl Bicarbonato di s.800 Sapone allo zolfo 600 Olio di pino 800 Legno quassio 1200 Bicarbonato di sodio 800 |
| STADIO VEGETATIVO Riposo vegetativo Orecchiette di topo Bottoni rosa Caduta petali a frutto noce Frutto noce alla raccolta |
PATOGENO
forme svernanti di fitofagi Ticchiolatura, Antonomo, carpocapsa Afide, cinerognolo Ticchiolatura, Afidi, Carpocapsa Ticchiolatura, carpocapsa, Ricamatori, Cydia molesta, |
PRODOTTO g/hl
Pasta per tronchi vedi dosaggio, Bentotamnio500 sapone alla citronella 800 Bentonite 700 Bentonite 700 |
|
STADIO VEGETATIVO
Semina Trapianto Vari stadi dello sviluppo |
PATOGENO
Batteriosi Batteriosi, Piede nero Oidio, Afidi, Tripidi |
PRODOTTO g/hl
Aglio 1500 Aglio 1500 Aglio 1500 |
|
STADIO VEGETATIVO
Ingrossamento gemma Caduta petali Frutticine e accrescimento frutto |
PATOGENO
Ticchiolatura, uova e larve di parassiti Ticchiolatura, tentredine Tingide, Psilla, Carpocapsa |
PRODOTTO g/hl Bentonite 1000 Sapone allo zolfo 600 Solfato di rame200 Legno quassio 1500 bicarbonato di sodio 800 sapone allo zolfo 700 Olio di pino 600 |
| STADIO VEGETATIVO Bottoni rosa Caduta petali Frutticini Frutto prematurazione Caduta foglie e ingrossamento gemme |
PATOGENO
Corineo, Bolla, Monilia, Negrume, Uova acari, insetti vari Monilia, Bolla, Corineo, Oidio, Afidi Malattie fungine, anarsia, Cydia Monilia, Oidio Monilia, Bolla, Corineo |
PRODOTTO g/hl
Bentonite 1000 Equiseto 1200 Eqiuiseto 1200 Bicarbonato di sodio 800 Bentonite 800 |
| STADIO VEGETATIVO Gemme ingrossate Pre-fioritura Caduta petali Frutti allegati Caduta foglie e ingrossamento gemme |
PATOGENO
Corineo, Cocciniglie Monilia Afidi, tentredini, Monilia Monilia, cydia, afidi, Corineo, Monilia |
PRODOTTO g/hl
Bentonite 1000 Bentonite 1000 Olio di pino 600 Ortica 1200 Bentonite 1000 |
| STADIO VEGETATIVO Riposo vegetativo Prefioritura Allegagione Sviluppo del frutto-invaiatura Post-raccolta, riposo vegetativo |
PATOGENO
Crittogame, uova diparassiti, occhio di pavone, fumaggine, Mosca, tignola, rodilegno giallo Idem Mosca, parassiti in genere Occhio di pavone. Fumaggine, rogna |
PRODOTTO g/hl Bentonite 1000 Sapone allo zolfo 600 Silicato di sodio 1500 Solfato di rame 300 Bentonite 1000 Idem Olio di pino 700 Silicato di sodio 1500 |
| STADIO VEGETATIVO Gemma rigonfia Periodo di infestazione, ripete fino alla maturazione1 volta ogni 8-10 giorni Caduta foglie |
PATOGENO Acari, tripide, cocciniglia, crittogame Tignola, acari, peronospora, oidio Crittogame e fitofagi in genere |
PRODOTTO g/hl Bentonite 1000 Solfato di rame 300 sapone allo zolfo 700 Bentonite 1000 Bentonite 1000 |
Raoul Merzario: Franco Gerosa sul libro NON CAMMINERAI MAI SOLO, 16 ottobre 2009
Venerdì 16 ottobre alle 21 presso la Biblioteca comunale di Lipomo (via Don Ramiro Bianchi – stabile della Scuola materna), si presenta al pubblico il volume Non camminerai mai solo. Raccolta di opinioni e interventi di Raul Merzario sul territorio comasco, con l’intervento del curatore Franco Gerosa e l’introduzione di Giuseppe Rigamonti.
L’incontro, che fa parte del ciclo “Lipomo Lectures” organizzato dalla Biblioteca di Lipomo, ha al centro la figura di Raul Merzario, storico e ricercatore prematuramente scomparso nel 2006. L’amico Franco Gerosa gli ha dedicato un affettuoso e articolato ricordo, nel quale, grazie a una frequentazione durata 43 anni, sono messi in luce i molti aspetti della sua vicenda umana e professionale: l’importanza della famiglia, il suo percorso scolastico, le prospettive di ricerca, i suoi interessi di lettore, fino alle sue abilità di giocatore di calciobalilla («vinceva “quasi” sempre lui»).
Oltre al racconto di Franco Gerosa, sulle pagine si alternano i contributi di Bruno Profazio, Alberto Ambrosoli, Massimo Clerici, Angelo Onnis e Mauro Magatti, e una ricca raccolta degli interventi che Raul Merzario dedicò negli anni a Como: articoli scritti per quotidiani e settimanali, interviste concesse a numerosi giornalisti sui temi delle sue ricerche, polemiche e divertissements.
Il volume, già presentato con molto successo durante l’ultima edizione di Parolario, è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’Associazione Raul Merzario e dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como
Fabio Cani, Nesso. Una scuola per i figli del popolo, NodoLibri, 11 ottobre 2009
Domenica 11 ottobre 2009 a Nesso si ricorda la storia centenaria dell’Asilo infantile, fondato nel 1909 per iniziativa del parroco don Anselmo Vanini.
Dopo il pranzo organizzato per raccogliere fondi a sostegno dell’iniziativa, alle ore 15, presso il salone dell’oratorio, si presenta il volume Nesso. Una scuola per i figli del popolo che racconta, attraverso i documenti, i 100 anni di vita dell’Asilo.
Scritto da Fabio Cani, il volume si inserisce nell’ormai corposa serie dedicata a vari aspetti della storia di Nesso. Proprio l’anno scorso era stato pubblicato il volume dedicato ai 110 anni della Cooperativa di Nesso: assieme, i due volumi contribuiscono a delineare un quadro della vita sociale di Nesso nel corso del Novecento attraverso le vicende per certi versi complementari e per altri alternative delle due istituzioni, una di iniziativa parrocchiale e l’altra socialista.
La ricerca dedicata all’Asilo mette in luce il lavoro di preparazione svolto dall’arciprete Vanini per oltre quindici anni, ma recupera anche numerosi squarci di un paese del lago alle prese con le ristrettezze della vita quotidiana ma aperto alle sfide della modernità. I documenti dell’Asilo consentono interessanti aperture su altri argomenti (per esempio vi si conservano i contratti di appalto per la costruzione dell’edificio nel 1901). Come per gli altri volumi della serie, il testo è accompagnato da una ricca selezione di immagini provenienti dall’archivio dell’Asilo ma anche da collezioni private.
Nesso. I nomi dei luoghi, 2003
Nesso. Il lavoro dell’acqua, 2005
Falco della Rupe Nesso, 2006
Nodo Snc
Via Volta, 38 – 22100 Como, Italia
Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163
Email: info@nodolibri.it



