PERSONE e DESTINI

Elena di Raddo, L’architettura di Pandakovic strumento di integrazione – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

Dieci musei per l’America latina dichiara l’autore – non è «mostrare soluzioni architettoniche di volta in volta adottate, ma comunicare che, all’interno di questi progetti Unesco, c’è stato un coinvolgimento di temi, programmi, iniziative, valorizzazione di potenzialità culturali latenti nei diversi paesi». Il libro, stilato sottoforma di intervista, racconta in modo molto personale e con un taglio umanistico, più che tecnico, l’esperienza vissuta dall’architetto Darko Pandakovic nei suoi trent’anni di consulenza per l’organizzazione internazionale che si occupa della valorizzazione del patrimonio culturale. Chiamato nel 1979, quasi per caso, a collaborare al Proyecto Regional de Patrimonio Cultural y Desarollo per l’America Latina e i Carabi diretto da Sylvio Mutal, personaggio di grande spicco nell’Unesco in America latina, giovane architetto del Politecnico di Milano, Pandakovic ha subito accettato la sfida, rinunciando a un viaggio estivo in Grecia per partire alla volta di Santiago del Cile.
Con piglio autobiografico e freschezza narrativa il volume descrive gli episodi, ma soprattutto le sensazioni e le emozioni vissute dall’architetto in questa sua esperienza

segue qui: L’architettura di Pandakovic strumento di integrazione – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como.

distruzioni urbane · Politica regionale e locale

Troppo cemento in arrivo, troppo in ritardo il Pgt. architetti e urbanisti rilanciano l’allarme per la maxi colata che si abbatte su como, La Provincia di Como

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Darko Pandakovic, architetto paesaggista, nota: «Siamo arrivati alla follia totale, anche perché a Como abbiamo il 25% di sfitto e invenduto. L’edilizia come bene rifugio non funziona più, gli operatori forse non l’hanno colto ma il problema è l’amministrazione pubblica: cosa fa? Sta a guardare? Il ritardo del Pgt è molto grave e viene il sospetto che si tratti di una precisa scelta, a questo punto».
L’architetto comasco lancia un allarme molto chiaro: «Mentre aspettiamo che il Pgt sia pronto, assistiamo a questo affannarsi per acquisire il diritto di cementificare e far muovere le ruspe tra qualche tempo. L’amministrazione – conclude Pandakovic – non capisce o fa finta di non capire, l’atteggiamento è quello di chi è arrivato a fine corsa e ormai lascia che si arraffi tutto quello che c’è da arraffare».

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vai all’intero articolo qui:

Troppo mattone a Como urbanisti contro il Comune – Cronaca – La Provincia di Como.

Manoukian Agopik · Storia e Economia

Lechler. Storia e Racconti di un Marchio. In occasione del centenario di Lechler italiana si completa la collana in tre volumi scritta dal dottor Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., edita dalla casa editrice OEMME di VeneziaLechler. Storia e Racconti di un Marchio

Lechler. Storia e racconti di un Marchio

In occasione del centenario di Lechler italiana si completa la collana in tre volumi scritta dal dottor Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., edita dalla casa editrice OEMME di VeneziaLechler. Storia e Racconti di un Marchio:

  • Vernici e smalti dal 1858 VOL.1 (lingua italiana) 
    Paints and Coatings since 1858 VOL.1 (lingua inglese)
    Christian Lechler, farmacista tedesco, nel 1856 brevetta una lacca speciale per la verniciatura dei metalli. Decide di vendere la farmacia e, nel 1858, a Stoccarda, fonda la società Chr. Lechlerche da subito si specializza nella fornitura di vernici per il comparto ferroviario. E’ l’inizio di una lunga storia in cui lo studio e la ricerca chimica diventano chiave del successo imprenditoriale della società. Il volume si conclude con il racconto delle vicende della filiale italiana di Lechler che viene aperta a Ponte Chiasso nel 1889
  • Cent’anni di Lechler italiana VOL.2 (italiano)
    E’ la storia della Lechler italiana che nasce il 24 febbraio 1910 quando Giuseppe Brizzolara, Domenico La Regina e Alessandro Rizzi, dipendenti della filiale, ne acquistano la proprietà e il marchio con il sostegno di una Banca locale e di un piccolo nucleo di investitori. Il volume non si limita a raccontare la secolare storia di quella che inizialmente prende il nome di Chr. Lechler & Figlio Successori snc. Fabbrica italiana di vernici e smalti, ma ripercorre, attraverso le sue vicende, le evoluzioni della chimica italiana delle vernici ricostruendone i cambiamenti e gli sviluppi tecnologici in uno stile narrativo scorrevole ma ben documentato
  • Attraverso le immagini (didascalie in italiano)
    Through Images (didascalie in inglese)
    La trilogia Lechler si conclude con la raccolta iconografica curata da Agop Manoukian, Fabio Camozzi e Luciano Valli.
    La storia di Lechler è qui raccontata attraverso le immagini che ritraggono i protagonisti delle vicende societarie e della vita lavorativa, i documenti storici, i messaggi pubblicitari, le etichette, confezioni e cartelle colore distribuiti secondo un ordine cronologico scandito dall’evoluzione del marchio Lechler

Sfoglia on line un estratto del volume “Attraverso le immagini”!
Clicca sull’immagine per ingrandire



Per conoscere la disponibilità dei testi presso le biblioteche della Lombardia e del Canton Ticino (CH), consulta l’elenco.

da: Lechler. Storia e Racconti di un Marchio

2010

Lechler festeggia 100 anni di storia, colmi di avanguardia, sfide, evoluzioni e progressi. Una storia tutta italiana che nasce il 24 febbraio 1910 quando l’azienda Chr. Lechler & Figlio Successori di Ponte Chiasso acquisisce i diritti sul marchio e diventa una Fabbrica italiana di vernici e smalti. Il dottor Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., scrive il secondo volume della collana Lechler. Storia e Racconti di un Marchio dal titolo “Cent’anni di Lechler italiana”, unitamente alla raccolta iconografica “Attraverso le immagini”.

2008

Lechler celebra il 150° anniversario della nascita del marchio; per l’occasione, il dottor Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., scrive il primo volume della collana Lechler. Storia e Racconti di un Marchio dal titolo “Vernici e Smalti dal 1858” pubblicato dalla casa editrice OEMME.

2008

Viene installato il nuovo impianto industriale per prodotti all’acqua presso il Site di Foligno

2007

Viene acquisito lo storico marchio Stoppani, affermatosi negli anni nel settore della Rivendta con prodotti vernicianti di qualità, distribuiti anche nei principali mercati europei del settore Yachting.

2006

Nasce LechlerTech, il nuovo brand che racchiude la proposta per le imprese industriali che, attraverso la verniciatura dei propri manufatti, vogliono aggiungere un valore competitivo al proprio prodotto sul mercato.

2006

Viene installato il nuovo impianto Hydrofan presso il Site di Foligno, che segna l’inizio della terza generazione del sistema all’acqua per la carrozzeria, denominata H3O

2001

Viene inaugurato il Centre for Excellence, un’area polifunzionale dedicata alla formazione ed all’aggiornamento di clienti ed utilizzatori dei prodotti di tutte le brand del gruppo.

2001

Viene deliberata la costituzione di Lechler S.p.A. che accorpa tutte le società italiane del Gruppo.

1999

Nasce Hydrofan, un innovativo sistema di prodotti a base acqua per carrozzeria, che riduce sensibilmente le emissioni di solvente in atmosfera.

1999

A Kassel in Germania apre Lechler Coatings GmbH, è la quarta filiale Lechler in Europa.

1998

Tutte le attività legate al prodotto verniciante per l’edilizia vengono accorpate in un nuovo marchio: Chrèon.

1998

Fortissimo impulso alle attività internazionali: a Barcellona nasce Lechler Coatings Iberica e a Grenoble Lechler Coatings France.

1996

Lechler ottiene la certificazione di qualità secondo le normative ISO 9001.

1995

Apertura a Manchester della prima filiale europea: nasce nel Regno Unito Lechler Coatings UK. Si avvia la fase di internazionalizzazione di Lechler

1991

Acquisizione di Argon, azienda di Ospedaletto Lodigiano (Lo) che produce inchiostri e macchine da Stampa.

1980

Acquisizione di un’azienda con sede a Foligno (PG) che produce vernici per l’Edilizia.

1980

Con lo sviluppo dei sistemi polivalenti, Lechler entra nel settore della General Industry.

1972

Nasce BSB, il nuovo sistema a doppio strato per la carrozzeria.
Il prodotto viene utilizzato negli stabilimenti di Rivalta (TO) per i nuovi modelli in tinta metallizzata della Fiat 128 e 131.

1970

Ha inizio l’espansione delle attività produttive presso i nuovi stabilimenti di Como in località Rebbio e Luisago.

1962

F.lli Manoukian-Frama entra nel mercato degli inchiostri con il marchio Manoukian.

1956

Con l’ingresso dell’ing. Noubar Manoukian si avvia una fase di forte ristrutturazione tecnico-produttiva.

1950

Il marchio Frama promuove la nuova linea di prodotti per Edilizia e Belle arti.

1948

Nasce la F.lli Manoukian Frama che sviluppa prodotti per il settore della Cosmesi.

1938

Le attività dell’azienda vengono orientate verso la produzione e la commercializzazione di prodotti vernicianti ad alte prestazioni nei settori della carrozzeria e dell’industria.

1932

Nasce Syntex, il primo smalto a base di resine alchiliche fabbricato su formulazione originale italiana.

1925

Con l’ingresso del dottor Onnik Manoukian si rafforza l’attività autonoma di Ricerca e Sviluppo.

1910

La filiale italiana si rende indipendente.
Ad essa resterà legato indissolubilmente il marchio Lechler nel settore delle vernici.

1889

Viene aperta a Ponte Chiasso (Como) la filiale italiana.

1858

Christian Lechler fonda in Germania, a Stoccarda l’omonima fabbrica di vernici e smalti.

Uccelli

Sostentamento degli uccelli in caso di neve


FREDDO INTENSO, GELO E NEVE IMPEDISCONO AGLI UCCELLI DI TROVARE CIBO. APPELLO DELLA LIPU: “ESPORRE MANGIATOIE CON GRASSO, SEMI E BRICIOLE DOLCI SU BALCONI, DAVANZALI E NEI GIARDINI”

Briciole dolci e pezzetti di grasso per aiutare gli uccelli a resistere al freddo e alla neve. L’appello è della LIPU: senza un piccolo aiuto da parte dell’uomo pettirossi, merli, cince, passeri e verdoni non sopravvivranno nei prossimi giorni alla mancanza di cibo.

Il miglior sistema inventato dalla natura per combattere il freddo è quello di nutrirsi – sottolinea la LIPU – E’ molto utile quindi in questi giorni esporre le mangiatoie (già pronte in legno o realizzate in casa con materiali di recupero quali bottiglie di plastica, retine per agrumi o ortaggi o cartoni del latte) su davanzali e balconi o in giardino collocate su un palo di ferro, con pezzetti di grasso e carne, croste di formaggio, frutta fresca e secca, briciole dolci, miscele di semi. Le mangiatoie vanno rifornite regolarmente, senza riempirle con quantità eccessive di cibo che potrebbe deteriorarsi. Non esporre mai cibo salato o piccante in  quanto tossici per gli uccelli.

Numerose specie di uccelli insettivori cambiano in inverno per necessità la propria dieta: ecco allora che merlo, pettirosso, capinera e passera scopaiola si nutrono di briciole dolci (per esempio panettone e plum-cake), biscotti e frutta fresca; cinciarella, cinciallegra e picchio muratore di arachidi non salate, semi di girasole, pinoli sgusciati, frutta secca tritata (noci e nocciole). Per uccelli granivori come passera d’Italia, fringuello, verdone e cardellino miscele di semi vari (miglio, canapa, avena, frumento), semi di girasole, mais spezzato.

Il periodo di installazione – spiega la LIPU – deve obbligatoriamente essere limitato ai di mesi novembre-febbraio. Al di fuori di questi mesi di questi mesi le mangiatoie non vanno utilizzate.

ISTRUZIONI

Il testo che segue è tratto dall’articolo ARRIVA L’AUTUNNO… E’ TEMPO DI MANGIATOIE (ALI –  settembre 2010, di Marco Dinetti, Responsabile nazionale ecologia urbana LIPU, e Paola Ascani, Collaboratrice settore ecologia urbana LIPU)

(…)

Dove mettere la mangiatoia?

Esistono diversi tipi di mangiatoia, ciascuna va collocata in maniera particolare:

  • appoggiata direttamente sul terreno, se disponiamo di un giardino grande e privo di gatti;
  • altrimenti la mangiatoia va installata su un palo di ferro zincato a circa 1,5 metri di altezza;
  • le mangiatoie da appendere sono ottime per chi ha un balcone, ma si possono anche attaccare ai rami degli alberi.

I segreti per un buon funzionamento

I vetri degli edifici sono una trappola per gli uccelli, invisibile quanto mortale. La mangiatoia deve essere posizionata ad alcune decine di metri dalle finestre, oppure molto vicina  (entro 1 metro), così che l’uccello che si invola non abbia una velocità tale da farsi del male.

I rifugi: molte specie sono discrete e non amano avventurarsi allo scoperto. Una siepe folta o una macchia di arbusti entro 3-4 metri dalla mangiatoia offre un senso di sicurezza ai piccoli uccelli.

I gatti, soprattutto alcuni individui, sono formidabili cacciatori di piccoli uccelli, capaci di acchiapparne da un minimo di 5 fino a 100 ogni anno. Chi ama gli eleganti felini -e gli uccelli allo stesso tempo- deve cercare un compromesso, ad esempio tenendo il micio in casa nelle prime ore del mattino (quando gli uccelli sono più attivi), e mettendogli un collare con dei campanellini in grado di “avvisare” i pennuti della presenza del predatore.

La pulizia della mangiatoia è importante per evitare condizioni igieniche precarie. Occorre rimuovere prontamente i residui che si possono avariare, preferendo cibo secco (es. semi).

La regolarità degli approvvigionamenti è importante, vale a dire è meglio non mettere troppo cibo, bensì offrirlo regolarmente, soprattutto durante le giornate più rigide.

Talvolta i colombi possono essere numerosi, e alcuni comuni hanno emanato ordinanze per regolamentare le forniture di cibo. Per limitare la loro invadenza, si può circondare la mangiatoia con una rete a maglie di 5×5 cm.

Che cibo usare?

Insettivori quali Merlo, Pettirosso, Capinera, Passera scopaiola: briciole dolci (es. panettone, plum-cake), biscotti, frutta fresca.

Insettivori quali Cinciallegra, Cinciarella, Picchio muratore: arachidi non salate, semi di girasole, pinoli sgusciati, frutta secca tritata (noci, nocciole).

Granivori quali Passera d’Italia, Fringuello, Verdone, Cardellino: miscele di semi vari (miglio, canapa, avena, frumento), semi di girasole, mais spezzato.

Realizza il tuo censimento

Mettere la mangiatoia in giardino o sul balcone è molto divertente, perché attira gli uccelli intorno a casa, e ci consente di osservarli agevolmente, scoprendo spesso specie che non avremo mai creduto di avere vicino. Si tratta di un’attività altamente educativa anche per i bambini ed i ragazzi, che può essere proposta facilmente nel cortile intorno alla scuola.

Una volta che gli uccelli hanno imparato a usare la mangiatoia, possiamo tenere una registrazione regolare dei dati delle presenze. Non importa se su un taccuino o sul PC, l’importante è predisporre una serie di schede con la data e l’ora delle osservazioni, le condizioni meteorologiche, le specie e le loro abitudini (cibo preferito, tecniche di alimentazione, rapporti tra le specie). Se si riesce a scattare qualche foto, tanto meglio.

Una volta che si sarà creata una rete di rilevatori, potremo organizzare un monitoraggio “serio” dell’avifauna dei giardini, prendendo magari spunto dal Garden BirdWatch (GBW), un progetto che nel Regno Unito colleziona ogni anno i dati sugli uccelli alle mangiatoie, raccolti in migliaia di aree verdi urbane.

INFO SERVICE: se hai bisogno di ulteriori consigli su come scegliere la mangiatoia, il cibo da usare, come riconoscere le specie, che arbusti piantare nel giardino, come proteggere la natura in città, gli esperti della LIPU possono segnalare pubblicazioni utili e offrire indicazioni pratiche (info@lipu.it)

Parma, 15 dicembre 2010

fonte: LIPU

da: Sostentamento degli uccelli in caso di neve.

FOTOGRAFIE · Libri su Como e il Lario · Mostre · Ottocento · Pifferi Enzo · Storia e Economia

COMO NELL’800, Mostra fotografica, DAL 17 AL 24 DICEMBRE ORARIO 15,30 – 19,30 SPAZIO ENZO PIFFERI EDITORE VIA DIAZ 58 COMO

Mostra fotografica

COMO NELL’800


DAL 17 AL 24 DICEMBRE
ORARIO 15,30 – 19,30

SPAZIO ENZO PIFFERI EDITORE
VIA DIAZ 58
COMO

PERSONE e DESTINI · Semi

Dono di Carla e Anna: Jonathan Silvertown, La vita segreta dei semi

MUSICA · PERSONE e DESTINI

Van De Sfroos al festival di Sanremo: Yanez è un omaggio a mio padre, che non c’è più. Lui è cresciuto leggendo il Monello, il Vittorioso, Flash Gordon e i romanzi di Salgari

È già stato al Teatro Ariston di Sanremo, e diverse volte. Ha già affrontato il pubblico, già sperimentato quel palco. Ma per Davide Van De Sfroos le porte aperte erano quelle del Premio Tenco, manifestazione concepita da Artistide Rambaldi (il papà anche del “vero” Festival) per contrastare la sua creatura che gli era sfuggita di mano per diventare troppo… pop. Ora, invece, Bernasconi è in gara per la 61ª kermesse.
…
ParLiamo di «Yanez»?
Sì. Dico che è “non sanremese” semplicemente perché si tratta di una canzone per il nuovo disco senza nessuna gara in mente. L’ho fatta ascoltare a Morandi assieme ad altre e lui ha scelto questa. Tra l’altro mi ha stupito perché conosceva tutto quello che ho fatto, amo pensare che il pezzo sia piaciuto al Morandi musicista prima che al presentatore.
E l’ipotesi di metterci i sottotitoli?
Non dipende da me, ma se renderà più universale possibile la canzone ben venga. Non mi sembra un testo difficile anche se è quasi totalmente in dialetto però non ci vedo niente di male.
Ma Yanez è quello di Salgari, quello dei romanzi, o quello tv, con il volto di Philippe Leroy?
Anche quello, ma, soprattutto, Yanez è un omaggio a mio padre, che non c’è più. Lui è cresciuto leggendo il Monello, il Vittorioso, Flash Gordon e i romanzi di Salgari. Quando, poi, è nata la versione tv ho subito pensato che lo Yanez di Leroy gli assomigliava anche fisicamente. Lui ne era conquistato. Gli ultimi anni della sua vita li ha vissuti a Cesenatico trasformandosi lui, uomo di lago, in lupo di mare. Mi piace immaginarlo ancora sulla barca, come Yanez sul “praho”. Nella canzone immagino lui, ma anche altri personaggi di quei racconti, attualizzati e trasferiti in riviera. Mi sembrava un bell’omaggio a papà, con un sorriso.

l’intero articolo

distruzioni urbane · Politica regionale e locale

Sommersa dal cemento Così finirà la città di Como – Cronaca – La Provincia di Como

Como, maxi colata di cemento in arrivo. I numeri parlano chiaro: sono addirittura 59 i piani attuativi depositati in Comune, per un totale che sfiora i 900mila metri cubi ancora da edificare. Come 150 condomini o una quindicina di quartieri simili alla “Manhattan” di via Cumano a Muggiò (un quartiere con 4 palazzi da 30 metri e uno alto 26). Tutte volumetrie che il piano regolatore vigente consente di realizzare. In un terzo dei casi, peraltro, potranno spuntare anche prima dell’approvazione del Piano di governo del territorio, che non è ancora stato ultimato e si farà attendere per diversi mesi.

l’intero articolo qui:

ARTE · PERSONE e DESTINI · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA'

TARABARALLA su Libico Maraja


Su Libico Maraja dai siti:
Libico Maraja (1912-1983) pittore, disegnatore e illustratore, al tavolo luminoso durante la lavorazione del lungometraggio d’animazione La Rosa di Bagdad, a Bornato (BS) nel 1943. Illustratore, cartellonista, scenografo di nazionalità svizzera, la sua produzione esordisce dalla cartellonistica; nel 1941 fu ingaggiato nel cast de La Rosa di Bagdad e si trasferisce in Italia. Il film esce nel 1949, dopo la fine del secondo conflitto mondiale.
Trapiantato per sempre in Italia, diviene illustratore di favole e negli anni Sessanta raggiunge la celebrità con il suo stile inconfondibile; estremamente prolifico nella produzione, le sue illustrazioni oggi sono parte dell’immaginario collettivo di migliaia e migliaia “ex-bambini”… Fototeca distribuisce in esclusiva tutte le opere e immagini biografiche custodite nella Associazione Libico Maraja, tavole originali, fotografie, bozzetti, dipinti, prodotti editoriali, manifesti.
Nel 1938 illustra il suo primo libro per l’infanzia: “La storia di Cicc“, di Alma Chiesa, mentre l’anno dopo si sposa con Chiara Colombo, figlia di un noto musicista, che nel 1940 dà alla luce il primo figlio, Marzio.
Nello stesso anno si trasferisce a Milano. Collabora con la ditta IMA Pubblicità, per la quale illustra copertine di dischi e spartiti musicali per le Messaggerie Musicali nonché due fiabe per la casa editrice Alpe.
L’esperienza come grafico nello studio ALA, le sperimentazioni di scenografia e di costumi teatrali realizzate per la Casa d’Italia, sono per Libico Maraja un prezioso bagaglio di esperienze che gli tornerà utile quando, nel 1941, la IMA Pubblicità diventerà IMA Film per realizzare il primo lungometraggio a disegni animati a colori italiano: “La Rosa di Bagdad”, di Anton Gino Domeneghini. Maraja è nominato capo scenografo e cartoonista. Il contratto con la IMA sarà uno dei momenti più preziosi per il perfezionamento della professione e per quella che sarà la scelta di vita futura. La sua arte si arricchisce e si connota sempre più per una fantasiosa ingegnosità e per il progressivo evolversi e specializzarsi della tecnica.
Nel 1947, dopo un periodo di separazione conseguente alla fine della guerra, la famiglia Maraja, cui s’è aggiunto nel 1946 il piccolo Francesco, si trasferisce a Moltrasio sul Lario. Inizia ad illustrare le copertine dei quaderni Pigna.
Nel 1950 illustra “Il mio mondo”, primo sussidiario a colori pubblicato in Italia per conto della Società Editrice Cinematografica.
Due anni dopo, nel 1952, inizia la collaborazione con la casa editrice Fabbri. Tale rapporto durerà fino alla morte di Maraja e darà vita ad una produzione ricchissima, nella quale spiccherà, nel 1955, “Le avventure di Pinocchio”.
Sviluppa anche fumetti per la Mondadori nella serie delle avventure di “Faust e Mefistofele” ed i primi classici illustrati per l’Editore Conte, poi per Carroccio e per Aristea, quindi per Baldini & Castoldi, tutti del capoluogo lombardo.
Nel 1954 ritorna a Como, luogo in cui intensifica tra le varie attività anche quella di pittore da cavalletto approfondendo le sue ricerche nel campo dell’astrattismo comasco insieme a Rho, Radice, Badiali, Galli e Salardi. Si fa apprezzare per le caricature di satira politica su “Ol Tivan”, settimanale di Como e provincia (fondato e diretto da Ferrario Enrico Luigi, detto Fel).
Piccola contaminazione di Jorge Luis Borges
da Conversazioni Americane pagg. 91;.120
Borges: Credo di essere più interessato alle immagini
che alle idee. Non sono capace di pensare in modo astratto…
Anche quello che hanno fatto greci ed ebrei tendo a considerarlo non in termini
di logica ma di favole o di metafore.
Sono questi i miei ferri del mestiere. Naturalmente, ogni tanto devo ragionare.
Lo faccio in modo molto goffo. Preferisco sognare.
Preferisco le immagini.
O come ha detto Kipling, a uno scrittore dev’essere permesso
scrivere una favola ma, in quanto alla morale della favola,
questa gli può essere ignota, oppure ce ne possono essere diverse.
Per questo cerco di continuare a sognare,
cerco di usare metafore o favole invece di decise affermazioni.
Credo che sia sempre l’altro ad avere ragione.
Borges: Io non sono un lettore di romanzi, quindi non posso
nemmeno essere uno scrittore di romanzi, perché tutti i romanzi,
anche i più belli, implicano sempre dei riempitivi, mentre
un racconto deve sempre essere essenziale. Per esempio gli ultimi racconti
di Rudyard Kipling…

scritto da: TARABARALLA: Kim di Rudyard Kipling – Baldini e Castoldi illustrazioni di Maraja.

Informazione locale · Libri su Como e il Lario

L’INCREDIBILE STORIA DEL CARDELLINO DIPINTO

L’INCREDIBILE STORIA DEL CARDELLINO DIPINTO
Main Image 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica 19 dicembrealle 17.00 all’Accademia di Belle Arti

Aldo Gallidi Como (via Petrarca 9) si tiene

una serata-concerto introdotta da Giuliano Collina

per la presentazione del libro

L’incredibile storia del cardellino dipinto, di

Giuseppe Pontremoli e Andrea Rosso, edito da

ecoinformazionie offerto in omaggio per la campagna abbonamenti 2011.

Il libro è un labirinto illustrato di trecento quadri,

libri e brani musicali in cui vengono messe a confronto

le ricorrenze di un piccolo uccello, il cardellino,

che prendono la forma di misteriosi universi simbolici,

cataloghi inventati, poetiche coincidenze.

Un racconto sorprendente e divertente che si oppone

al dominio della “visione distratta” e accetta con ironia

la sfida della complessità dei rapporti tra arte, parola,

musica e natura.

Il concerto che apre la serata  è un reading con musiche

e immagini del gruppoTrammammuro,

rielaborazione dello spettacolo rappresentato

il 21 marzo di quest’anno al Teatro Sociale di Como

nell’ambito del progettoInvasioni.

Ingresso libero.
Info: 031.268425 –ecoinformazioni@tin.it

Sfoglia il libro in anteprima

Graphic Line
http://www.nodolibri.it 

Nodo Snc
Via Volta, 38 – 22100 Como, Italia
Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163
Email: info@nodolibri.it

Informazione locale · Teatri

Teatro Nuovo di Rebbio, Rassegna dialettale 2011

TEATRO NUOVO DI REBBIO

Como – Via Lissi, 9 – tel. (031) 59.07.44

http://www.teatronuovorebbio.it

24.ma Rassegna Dialettale- Anno 2011

Sabato8 gennaioDAL PARADIIS SE VEET… E SE PRUVEET

Ore 21.00Compagnia Teatrale “I Poco Stabili” – Cantù

Sabato 15 gennaioEL TONI POMA L’ Ầ CAPÌROMA PER TOMA

Ore 21.00Filodrammatica Bellanese “Amici del Teatro” – Bellano

Sabato 22 gennaio

Ore 21.00ATTENTI A QUEI DUE “Il Commissario Montelimpino e il Giudice Didietro”

Domenica 23 gennaioCompagnia Teatrale Lariana – Como

Ore 15.00 e 20.30

Sabato 29 gennaioCHI FA DA SÉ, FA PER TRE

ore 21.00Compagnia “Le Quinte Abbondanti” – Rebbio

Sabato 5 febbraioEL BRILLANT DE MAOMETT

ore 21.00Compagnia Teatrale “I Sempreverdi” – Cernusco sul Naviglio

Sabato 12 febbraioMA L’ È PROPPI LA NOSTRA NEVODA?

ore 21.00Compagnia del Coriandolo – Arese

Sabato 19 febbraio

Ore 21.00VACAANZ FURZAA

Domenica 20 febbraioFilodrammatica “Teatro Nuovo” – Rebbio

Ore 15.00

Sabato 26 febbraioOGNI MATRIMONI EL G’HA EL SO DEMONI

Ore 21.00Compagnia Filodrammatica “I Guitti” – Lomagna

Sabato 5 marzoPREVOST PER TRII DÌ

ore 21.00Compagnia Filodrammatica Sanvittorese – San Vittore Olona

Sabato12 marzoI SCIÜSCIA GAINN

ore 21.00 Compagnia Teatrale “Il Ponte” – Merone

Sabato 19 marzo B&B, LETT E CULAZION COME A CẦ TUA

ore 21.00GTM – Gruppo Teatrale Mezzovico – Canton Ticino

Sabato 26 marzoUN TÈCC PER QUATAR VÈCC

ore 21.00Compagnia Teatrale “Città di Como ” – Como

Sabato2aprileEL BALOSS

ore 21.00Compagnia Teatrale Lezzenese – Lezzeno

Sabato9 aprileUN’ UGIADELA DAL PUGIOO

ore 21.00Compagnia Teatrale “La Nuova Civera” – Nesso

Sabato16 aprileUL CODICE DAL DAVINCI

ore 21.00Compagnia Teatrale Dialettale “Ginèstri tabacch e üga” – Genestrerio (Canton Ticino)

Ingresso: Euro 9,00

Prenotazioni: il giorno dello spettacolo dalle ore 14.30 alle ore 16.00 telefonando al nr. 031-590744, oppure presso il teatro nello stesso orario o nelle altre giornate di apertura.

E’ possibile prenotarsi via e-mail, entro le ore 12 del giorno precedente lo spettacolo, collegandosi con il sito del teatro.

Le prenotazioni saranno ritenute valide sino a 5 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

Ulteriori notizie si possono avere entrando nel  sitowww.teatronuovorebbio.it,. Visionando il calendario della rassegna e cliccando sul titolo della commedia, sarà possibile avere tutti i dettagli sulla commedia stessa.

GENIUS LOCI · Tempo

Rappresentazioni “romantiche” del Tempo per sè

Rappresentazioni un po’ romantiche del

TEMPO PER SE’