LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Rita Pellegrini, Gioielli storici dell’Alto Lario. Cultura del prezioso nel periodo dell’emigrazione a Palermo, Iubilantes

Giovedì 19 novembre alle 18.00 lo spazio incontri della libreria Ubik di Como (piazza San Fedele 32) ospiterà Rita Pellegrini con il libro Gioielli storici dell’Alto Lario. Cultura del prezioso nel periodo dell’emigrazione a Palermo (produzione Iubilantes).

Con l’autrice dialogano la giornalista Carla Colmegna e lo storico Guido Scaramellini. Ingresso libero.

L’emigrazione verso la ricca Palermo dal XVI al XIX secolo e l’influenza degli usi e costumi locali: uno spaccato d’altri tempi che racconta come è nato un patrimonio culturale di rara omogeneità che ha visto protagoniste le genti delle Tre Pievi dell’Alto Lario.

Popolazioni che lasciavano le zone di Gravedona e Chiavenna per la Sicilia e che quando tornavano portavano, come dono alle proprie famiglie, regali anche preziosi in argento e oro che oggi rappresentano l’orificeria storica dell’Alto Lario.

“Valli dell’Alto Lario: terre scontrose, sospese tra cielo e lago. Chiese antiche immerse nei boschi o nel cuore rustico di piccoli paesi, che recano il ricordo di una vicenda dimenticata dai più ma ancora viva ed attuale, che per secoli ha spinto ad emigrare verso Palermo. Tradizioni sommesse fatte di costumi, corredi e soprattutto gioielli: gioie di famiglia, doni degli emigranti ai propri cari, tramandati gelosamente di generazione in generazione.”

NodoLibri ha pubblicato nella collana “Guide della Provincia di Como” il volume Alto Lario occidentale. Guido Scaramellini ha inoltre collaborato alla ricerca storica sull’antica manifattura dei Lavéc’ (Nodolibri 2009).

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COATESA: frazione di Nesso · FOTOGRAFIE · GENIUS LOCI

Da Coatesa verso Argegno e la Valle d’Intelvi

coa

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Varenna

La passeggiata dell’amore a Varenna, fotografia e poesia in Larioinpoesia

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meteo e terra · Video (in cultura locale)

Piove

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FOTOGRAFIE · Poesie

Ritorno alle rive: fotografia e poesia in COMO: LAGO & POESIA

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AUDIO e VIDEO · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Il video, girato dalla scuola Cine video Dreamers, è dedicato al mondo della seta e alla sua eredità “tradizionale”

Martedì 17 novembre alle ore 21, presso la Biblioteca Comunale di Como, si presenta il video Ma sa regordi realizzato dall’Associazione “La Stecca” di Como in occasione del suo 50° anniversario, con la collaborazione del Museo didattico della Seta.

Il video, girato dalla scuola Cine video Dreamers, è dedicato al mondo della seta e alla sua eredità “tradizionale”: a fianco della sua importanza economica, infatti, il settore tessile è stato per molti anni una parte essenziale della vita di moltissime persone. Si sono così stratificati ricordi, anedotti, competenze, spesso vissuti e rivissuti in dialetto, il modo di parlare condiviso dalle maestranze, non solo dipendenti ma anche imprenditori.

Grazie ai macchinari del Museo didattico della Seta, i protagonisti di queste riprese raccontano come si svolgevano le diverse fasi della lavorazione serica e riportano alla memoria le parole che indicavano operazioni e strumenti nel dialetto comasco.

Il video sarà presentato da Massimo Pirovano, direttore del Museo Etnografico dell’Alta Brianza, e da Fabio Cani e Gerardo Monizza di NodoLibri.

A questi temi NodoLibri ha dedicato ripetutamente attenzione: ha seguito nel 2000 la realizzazione del volume di Guido Eugenio Candiani Il tempo della seta e nel 2003 ha pubblicato il Catalogo generale del Museo didattico della Seta.

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ANIMALI

Gattina torturata con il filo di ferro

Ho purtroppo verificato: da queste parti trattano gli animali piuttosto male.
Auguro a costoro un contrappasso perlomeno equivalente al dolore che hanno inferto.
Nell’aldiquà e anche nell’aldilà.
Un applauso alla veterinaria che ha salvato la gattina.
Un segno di disprezzo al mascalzone che l’ha torturata.

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Politica regionale e locale

Terrorismo sul Lario: allarme del Ministro dell’Interno Maroni

ci risiamo
è comodo nascondersi da queste parti: poche stazioni di carabinieri, strade strette, mimetismo facile.
Non gli basta il dolore che hanno già provocato negli anni passati.
Sono dei vigliacchi che colpiscono alle spalle, possibilmente persone innocenti, disarmate, sole.
I professionisti dell’odio e gli assassini dei giudici, dei giornalisti e delle persone qualsiasi (purchè presi di spalle, quando stanno prendendo una bicicletta o entrando nel portone di casa) sono tornati.
Le ronde dei pensionati padani fanno ridere davanti alla loro organizzazione tenebrosa, carica della ideologia novecentesca dello sconfittissimo comunismo storico.
Cercano alleati forti e diffusi: e li cercano e troveranno facilmente fra gli immigrati di cultura musulmana.
Per noi cittadini inermi, resta solo da sperare che il Ministero dell’Interno e le forze di sicurazza sappaino fare il loro mestiere


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Poesie · Pozzi Antonia

Lievi carezze di Antonia pozzi, letta e sentita attraverso lo sguardo e la sensibilità di Renèe

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Poesie · Pozzi Antonia

Antonia Pozzi, POESIA CHE MI GUARDI

scrive Paolo Cognetti:
…. “Nessuno, a scuola, mi aveva mai parlato di Antonia Pozzi. Eppure abitava dalle mie parti, in via Mascheroni a Milano. Frequentava il liceo Manzoni dove si innamorò del suo professore di lettere, Antonio Maria Cervi, ma il padre di lei era un uomo potente e riuscì a tenerli lontani. “E tu sei entrata nella strada del morire” , scrisse Antonia quell’anno. Era una figlia della Milano bene, altrimenti non avrebbe potuto studiare e scrivere, da donna, in Italia negli anni Trenta. Amava due cose sopra ogni altra: la montagna e la poesia. La sua famiglia aveva una casa a Pasturo, ai piedi della Grigna…” …

tutto l’articolo di Cognetti è qui:

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Biblioteca comunale di Nesso · Libri su Como e il Lario · NESSO

14 Novembre 2009 "Un amore di zitella" sabato a Nesso

NODO news 14 Novembre 2009
“Un amore di zitella” sabato a Nesso

“Un amore di zitella” di Andrea Vitali è un capolavoro di minuzia nel descrivere la quotidianità di Bellano anni Sessanta; una routine fatta di abitudini e piccoli riti provinciali, che la penna di Vitali mai tralascia, ma anzi sottolinea. Di Iole Vergara – la “zitella”, appunto – conosciamo fin nei minimi dettagli le giornate, trascinate tra la noia dell’ufficio, le serate passate davanti alla tv e i pettegolezzi del paese.

Da questo racconto nasce il progetto teatrale di Laura Negretti che, in più rispetto al romanzo di Andrea Vitali, indaga il come e il perché questa donna sia arrivata ad accomodarsi e a nascondersi in una vita talmente grigia da gioire solo per la finale del Festival di San Remo vista in tv. Una donna che per difendersi dalla monotonia di una vita spesa e persa nella tristezza di un’esistenza sempre uguale, arriva a costruirsi un universo d’emozioni e sogni inespressi. Una zitella che giungerà a sognare un grande amore e poco importa se sarà vero o presunto. Un uomo misterioso che nel romanzo di Vitali non appare, proprio perché non fa parte della quotidianità di Iole.

Non dunque due donne diverse, ma sempre Iole, vista da due punti di vista differenti.

Se Andrea Vitali con la parola scritta riesce a comunicare il tedio di certe giornate invernali trascorse tra le brume del lago, sul palcoscenico lo spettacolo restituisce la stessa atmosfera interiore fatta di uggia e malinconia.

“Un amore di zitella” – con l’interpretazione, oltre che di Laura Negretti, di Maddalena Balsamo, Antonio Grazioli e Franco Maino, e la regia di Marco Filatori – è in scena sabato 14 novembre 2009 alle ore 21 alla Palestra polifunzionale comunale di Nesso (via Binda, frazione Lissogno) organizzato dal Comune di Nesso; biglietto di ingresso a euro 10.

NodoLibri

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Gatti

Qualche consiglio (improvvisato) per incoraggiare a tenere un o, ancor meglio, due gatti in appartamento

Cara …,

adesso ti do qualche dritta sulla gestione dei gatti.

Primo: devi coraggiosamente dirti che tipo di donna sei.
Se appartieni alla categoria di coloro che tengono alla pulizia e all’ordine, potresti avere qualche difficoltà. Il gatto è un essere vivente e come tale vive. Il vantaggio è che mediamente dorme circa 18 ore al giorno

Secondo: il grado di schizzinosità. 
La nostra casa è piccola e non ha sbocchi esterni. Ci comportiamo come se Miciù fosse un utente della casa alla nostra stregua, per cui la lettiera sta proprio vicino al nostro water, ed è interessante vedere come lei la usi anche su imitazione (se la facciamo noi, sovente anche lei dice “perchè no?”)

Terzo: il coinvolgimento emotivo (del gatto intendo). 
I gatti sono altezzosi al punto giusto da sentirsi loro i protagonisti. Tutt’al più se ne restano in disparte offesi se qualcuno li disturba. Ricordi che muso aveva Miciù quando Paolo ha osato andarla a prendere mentre dormiva sul divano per fartela vedere? In genere è il cane a soffrire di più di gelosia.

Quarto: dopo l’esperienza di Blue e Belle, consiglio vivamente di prendere due cuccioli.
Non dico che li puoi addestrare, compito praticamente impossibile, ma almeno da subito capiscono l’ambiente che diventerà presto “il loro” e potranno essere meno indotti a piccoli dispetti in caso di temporanea assenza, per esempio la cosiddetta vacanzina. A noi non è mai successo, ma alcuni amici dicono che il loro gatto, quando resta per un paio di giorni solo a casa, si vendica. Niente di trascendentale, ma seccante. Inoltre, come tu mi insegni, l’isolamento non è proficuo e anche se il gatto è un animale abbastanza solitario, non disprezza il contatto con il suo simile. Vederli crescere insieme è poi un vero spasso.

Quinto: il lavoro di cura richiede attenzione anche per la riproduzione.
Gatto maschio: molto più coccolone della femmina ma latin lover irrefrenabile. E poi marca il territorio, e quindi anche l’appartamento,, con spruzzi di urina dall’odore terrificante. Il problema si risolve con la sterilizzazione. Gatto femmina: come il genere femminile, è più raffinata del rude maschio e quindi non farebbe mai pipì per segnare la sua disponibilità. Se però ha un accesso all’esterno, conviene sterilizzare anche lei. Prima di tutto perchè fa tre – quattro cucciolate all’anno e non c’è possibilità di previsione. Al primo rialzo di temperatura, la frittata è fatta. Secondariamente, l’operazione la salva da molte malattie.

Se tutto questo non ti spaventa, allora anche tu entrerai nel fantastico mondo dei gattari.

Un salutone affettuoso e a presto

Ciao

Luciana